Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

«Da Porta Portese a pezzi di Dolomiti, il patrimonio in vendita col federalismo demaniale»

Dal mercato di Porta Portese agli ‘isolotti prossimi alla Maddalena. L’agenzia del demanio mette nero su bianco la lista dei beni dei quali gli enti locali (in primis i Comuni) possono fare richiesta in base al federalismo demaniale. Fabbricati e terreni che possono ottenere a titolo gratuito, con l’obiettivo della loro valorizzazione ma non solo, anche eventualmente della ‘alienazionè, ovvero la vendita, a patto che l’introito sia destinato all’abbattimento del debito pubblico. Tanto è vero che accanto a ogni ‘benè, viene indicato un ‘valore di inventariò, che ammonta complessivamente a poco più di tre miliardi (3.087.612.747). L«elenco provvisoriò messo a punto dall’agenzia del Demanio e di cui l’Ansa è in possesso, è composto di 11.009 schede per un totale di 19.005 cespiti. È quello del Lazio e in particolare di Roma il territorio ‘più fortunatò, con beni che, oltre allo storico mercato di Porta Portese vanno dal cinema Nuovo Sacher di Nanni Moretti al museo di Villa Giulia all’intero Idroscalo di Ostia dove morì Pier Paolo Pasolini. Ma nella lista di patrimonio disponibile entrano anche …

"Il boomerang finale dell´aldo longobardo", di Eugenio Scalfari

Nella società tribale dei longobardi, tra il servo e l´uomo libero esisteva una categoria intermedia: quella degli “aldi”. L´”aldo” era in qualche modo simile al liberto romano, ma con una notevole differenza: il liberto era uno schiavo liberato; in quanto tale aveva l´obbligo non solo morale ma addirittura giuridico di restar fedele alla “gens” cui apparteneva il suo liberatore. L´”aldo” invece non era stato beneficiario d´una vera e propria liberazione: semplicemente non era più soggetto alle limitazioni dei servi, si poteva muovere liberamente sul territorio e poteva anche svolgere affari e negozi in proprio nome, ma doveva fedeltà e obbedienza assoluta al suo padrone, assisterlo, rappresentarlo e battersi per lui e soltanto per lui. La volontà del suo padrone era la sola sua legge. Queste cose pensavo quando Aldo Brancher è asceso nei giorni scorsi agli onori della cronaca. Chi meglio di lui raffigura l´”aldo” longobardo? Chi più di lui ha rappresentato il suo padrone ed ha stipulato negozi per lui? Negozi di alta politica (snodo di collegamento tra Berlusconi e la Lega) e negozi …

«Italia fuori e Calderoli nel pallone», di Tito Boeri e Fausto Panunzi

Nell’ansia di semplificare, il ministro per la Semplificazione Calderoli ha trovato, immediatamente dopo l’eliminazione dell’Italia ai Mondiali di calcio, la diagnosi e la terapia dei problemi delle nostre squadre: troppi stranieri sui campi italiani e pochi giocatori allevati nei vivai nazionali. In realtà l’esperienza italiana e di altri paesi lo smentisce. I veri problemi del calcio italiano, seri e strutturali, sono gli stadi inadeguati e l’eccessiva dipendenza dei ricavi dalla televisione, aggravati da una mancanza di leadership a livello di Lega e Federazione. Dopo eliminazioni così amare come quella subita ieri dalla nazionale di calcio italiana, bisognerebbe rimanere calmi e ragionare con la testa fredda. Invece il ministro Calderoli ha già trovato in poche ore diagnosi e terapia: la colpa è dell’eccessivo numero di stranieri che giocano nelle squadre italiane. La possibilità di “importare” extra-comunitari avrebbe ridotto gli incentivi per i nostri grandi club a investire sui giovani, rinunciando a coltivare i vivai. Inoltre gli stranieri rubano il posto ai giovani talenti italiani. Basterà quindi chiudere le frontiere per avere una Nazionale di nuovo vincente. …

Brancher dimettiti

Aldo Brancher deve dimettersi. Lo chiede Enrico Letta a nome del PD dopo che in una nota il Quirinale afferma che il neoministro per l’Attuazione del federalismo non può ricorrere al legittimo impedimento per evitare di presentarsi in tribunale: “Le parole del Quirinale sono un macigno. Solo le dimissioni del ministro Brancher possono sanare questo scandalo. Le chiediamo per il bene del Paese e per il rispetto delle istituzioni” dichiara immediatamente il vice segretario del Pd. Da pochi minuti le agenzie stanno battendo la nota del Quirinale: “In rapporto a quanto si è letto su qualche quotidiano questa mattina a proposito del ricorso dell’onorevole Aldo Brancher alla facoltà prevista per i ministri dalla legge sul legittimo impedimento si rileva che non c’è nessun nuovo ministero da organizzare in quanto l’onorevole Brancher è stato nominato semplicemente ministro senza portafoglio”. Il Colle fa riferimento alle notizie apparse questa mattina sui quotidiani che riferiscono della comunicazione dello stesso Brancher al tribunale di Milano, dove è in corso il processo Antonveneta e per il quale il ministro ha deciso …

"Bersani: niente scherzi, si investa subito ma quest'accordo non sarà ripetibile", di Adolfo Pappalardo

“Per salvare lo stabilimento si incide su diritti sensibili, non è solo la Fiom a preoccuparsi delle conseguenze”. “Ora occorre che la vicenda Pomigliano per risolversi esca dai riflettori per un po’, ci sia insomma una fase di decantazione” è il parere di Pier Luigi Bersani. Per il resto due cose sono assolutamente certe per il segretario nazionale del Pd; La prima: “Ipotesi Newco? Non ne voglio nemmeno sentire parlare e si rispettino gli impegni presi”. La seconda: “Una linea non chiara del Pd sul caso Fiat? Tutti abbiamo detto che le forze sociali hanno una loro autonomia e che l’investimento andava fatto. Per il resto il segretario sono io e ho sempre ribadito come questo non sarà un modello ripetibile perché di certo questo contratto non può essere spostato meccanicamente negli altri stabilimenti dei gruppo”. In mezzo, come aveva anticipato durante un seminario sul Mezzogiorno a Napoli, l’assenza di un ministro per lo sviluppo Economico: “Davanti al caso Pomigliano e a decine di crisi aziendali che passano sotto silenzio occorreva trovare subito un sostituto …

"Dalla parte dell'etica e del diritto", di Michele Ainis

E’ irrituale il comunicato di Napolitano sul caso Brancher? Può darsi; ma certamente è fuori da ogni rito democratico che un ministro senza ministero, prima ancora di capire quale sia il suo daffare nel governo, mandi a dire ai propri giudici che ha troppo da fare, verrà in tribunale un’altra volta. Trasformando il sospetto in una prova, quanto alle ragioni della sua fulminea nomina. E soprattutto trasformando il legittimo impedimento in un’onda collettiva di legittima indignazione, come ha scritto Cesare Martinetti su questo giornale. Di tale sentimento il Presidente non può che farsi interprete, nel suo ruolo di custode di valori etici, oltre che giuridici. Anche il diritto, però, vuole la sua parte. E almeno in questo caso il diritto sta dalla parte del nostro Presidente. La legge n. 51 dello scorso 7 aprile – che ha introdotto questa via di fuga dalle aule giudiziarie per il premier e per i suoi ministri – stabilisce che il legittimo impedimento può essere invocato quando altrimenti verrebbe ostacolata una funzione di governo. Nel suo tenore letterale, l’art. …

Senza pudore: la cricca colpisce ancora

Brancher, neo ministro, si avvale del legittimo impedimento. Imputato per la scalata all’Antoveneta, non parteciperà a nessun processo per “organizzare” il suo dicastero. Una vergogna senza precedenti. Sotto effetto del bromuro, la Lega cosa fa? Se prima poteva essere una possibilità, ora è una certezza. Perché nominare un ministro senza funzioni? Semplicemente per immunizzarlo con il legittimo impedimento ed evitare la sua partecipazione nelle aule giudiziarie. Il neo ministro Brancher, titolare del fantomatico dicastero per l’attuazione del Federalismo ha fatto dichiarare ai suoi legali che “non potrà essere in aula perché devo organizzare il nuovo ministero”. Giusto per la cronaca ricordiamo che Brancher è imputato a Milano, insieme alla moglie, nel processo per il tentativo di scalata ad Antonveneta da parte di Bpi. Davanti ad una vergogna di tali proporzioni è giusto porsi alcune domande: ma che governo abbiamo? Ma davvero l’opinione pubblica è stracarica di bromuro ed interessata solo all’eliminazione dell’Italia dai mondiali di calcio? Che credibilità internazionale può avere una nazione che accetta di essere sotto scacco davanti alla voce del padrone delle …