Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Il ripetente", di Massimo Gramellini

Per solidarietà coi ragazzi che oggi si cimentano nell’epica impresa, proverò a ripetere, trentadue anni dopo, l’esame di maturità. La seconda volta viene tutto meglio, dicono. Il ministro di allora si chiamava Spadolini, leggeva tre libri al giorno oppure li scriveva, ed era capace di inanellare sette subordinate in un periodo senza tirare il fiato. Come spunto per il tema di attualità, si era ispirato a una frase di Francisco Goya contro le dittature: «Il sonno della ragione genera mostri». Non ricordo più cosa scrissi, ma di sicuro avrò lardellato il mio componimento di auspici. Speriamo, bisognerebbe, è importante che tutti… Ero un auspicatore accanito, all’epoca. Oggi no. Oggi punterei dritto sul Goya per poi scartarlo con la mossa dell’editorialista provetto: «Ben altro è il problema…». Ben altro infatti è il sonno che ci tormenta. Il sonno della passione. Non che la ragione saltelli garrula nelle teste di certi mostri, che si nutrono ormai soltanto di luoghi comuni. Ma la ragione è la macchina: viene dopo. Prima ci vuole la benzina per metterla in moto. …

"Test Invalsi, caos correzioni I sindacati: risultati sbagliati", di Flavia Amabile

Secondo il ministero dell’Istruzione si tratta di un problema minimo e subito risolto, per i sindacati invece il danno è enorme e il ministero è allo sbando. Oggetto del contendere è il test Invalsi. Si sono verificati problemi di correzione delle prove svolte due giorni fa da quasi 600 mila ragazzi di terza media, in cui sono incorsi una parte di docenti: è stato infatti accertato che in alcuni casi (solo per gli studenti che hanno totalizzato 16 risposte corrette nelle prove di italiano e per chi ha risposto correttamente alle domande D2 e D9 della prova di matematica), il programma della maschera elettronica per la traduzione del punteggio in voto, fornita dallo stesso Invalsi come strumento sostitutivo dei calcoli manuali, ha prodotto dei risultati errati. Il ministero dell’Istruzione ha spiegato che si è trattato di «alcuni particolarissimi casi». E che gli errori avranno effetti minimi «in termini statistici» ma anche pratici perché alle scuole coinvolte negli errori sono state inviate «le istruzioni per la ricorrezione automatica dei punteggi e per la relativa traduzione in …

"L'istruzione allo sbando", di Francesca Puglisi

Il caos provocato dalla griglia digitale errata pubblicata sul sito dell’Invalsi, per correggere le prove degli studenti, è solo l’ultimo segnale della débacle del ministero di Viale Trastevere e di un Governo ormai allo sbando. L’Invalsi è commissariato da mesi e con i lavoratori precari in rivolta. Così si ridicolizza una delle giornate più importanti di un intero anno scolastico: la prova d’esame. Il problema, purtroppo, è che non c’è più un solo pezzo di scuola che si stia salvando dalla Caporetto in cui continua a trascinarla il ministro Gelmini. Un ministro indisponibile a qualsiasi forma di confronto; di fatto commissariata dal ministro dell’Economia che ha fatto del comparto scuola una cassa veloce per ripianare i conti pubblici; in prima fila per difendere le sorti del premier ma mai quelle della scuola pubblica. Alla sciatteria fa da contrappeso la continua arroganza di un governo che non perde occasione per denigrare i lavoratori della scuola e che, quando è costretto a occuparsi di educazione, oscilla fra la protervia e il ridicolo con proposte di fantomatiche commissioni …

Scuola, Pd: voto di fiducia è inno al precariato

Ghizzoni: dl sviluppo è pietra tombale per precari scuola. “Con la fiducia di oggi il governo mette una pietra tombale sulle attese dei precari della scuola. E lo fa in tre mosse: la prima, l’esclusione della scuola dall’applicazione della normativa europea che prevede la trasformazione del contratto a tempo determinato in a tempo indeterminato se svolto consecutivamente per tre anni nello stesso ente o azienda. Una mossa truffaldina per aggirare le molte sentenze dei Tar favorevoli ai precari. La seconda, il fantomatico piano di assunzioni in ruolo per il triennio 2011-2013 non è accompagnato da nessuna quantificazione. Evidentemente ci si appellerà al buon cuore di Tremonti che sappiamo essere di ghiaccio. La terza, l’estromissione all’ultimo minuto da parte del governo dei 20 mila giovani ai abilitati e abilitandi dalle graduatorie per accedere alle assunzioni in ruolo e alle supplenze annuali. Non c’è che dire un ignobile inno al precariato”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni.

"Sviluppo, il governo cancella la norma aprigraduatorie", di Alessandra Ricciardi

Il governo cancella l’emendamento di maggioranza Pdl-Lega (nella identica versione presentato anche dal Pd) di riapertura delle graduatorie permanenti. Nel maxiemendamento che riscrive gli interventi corretti al decreto legge Sviluppo, su cui oggi si voterà la fiducia alla camera, l’esecutivo è tornato alla versione precedente dell’articolo. Di fatto così rimettendo fuori dalle graduatorie permanenti, bloccate per legge dal 2008, altri 20 mila docenti, tra quanti sono in possesso della laurea abilitante in scienza della formazione, e non si sono iscritti, e coloro che si sono abilitati o lo stanno facendo in strumento musicale e didattica della musica. Nel novero dei nuovi ingressi erano ricompresi, come ha evidenziato il senatore di Futuro e libertà Giuseppe Valditara, anche coloro che hanno ottenuto abilitazioni all’insegnamento presso università straniere. Il governo sembra riuscito a superare le perplessità del presidente della camera, Gianfranco Fini, che finora ha sempre richiesto il rispetto di una prassi parlamentare secondo la quale gli emendamenti approvati nella commissione di merito debbano essere recuperati in un eventuale maxiemendamento governativo su cui venga posto il voto di …

"Insegnare? Professione per pochi", di Alessandra Ricciardi

Il ministero ha stimato il fabbisogno di nuovi docenti fino al 2015. Nelle università corsi a rischio. A una prima lettura, sembra tutto ok, anzi. Sapere che la scuola italiana, da qui a 4 anni, ha bisogno di 23 mila nuovi docenti da abilitare alla professione può apparire addirittura consolante, dal punto di vista delle opportunità formative ma anche occupazionali. Ma quando si leggono i dati disaggregati per grado di scuola e per classe di concorso, la percezione cambia radicalmente. Perché i 23 mila docenti che le università potranno formare fino al 2015 si traducono tra primaria e secondaria, spalmati tra matematica, lettere, inglese e lingue, storia e filosofia, latino e greco, e poi suddivisi su tre annualità accademiche, in una manciata di posti. Risicate chance lavorative che parlano di una professione in declino, in cui c’è poco spazio per nuovi docenti. In alcuni casi, come per esempio la classe 050 alle superiori, ovvero Lettere, vi sarebbero in tutta Italia solo 75 posti disponibili da occupare. Del resto, ci sono già circa 230 mila insegnanti …

Dl sviluppo. Pd, il governo crea precariato nella scuola

Ingiusta esclusione dalle graduatorie di 20mila docenti. “La modifica fatta dal Governo al maxiemendamento che riguarda il mancato inserimento nelle graduatorie dei docenti già abilitati o che si stanno abilitando, è molto grave, nel merito e nel metodo”. Lo dice Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera. “Sono 20.000 – prosegue Ghizzoni – i giovani che hanno frequentato dal 2008 i corsi abilitanti promossi dallo Stato in Scienze della Formazione primaria, in Strumento musicale e in Didattica della musica, ai quali però non è concesso l’inserimento nelle graduatorie dalle quali si attinge per assegnare le supplenze annuali e, soprattutto, per entrare di ruolo. Un atteggiamento irragionevole soprattutto alla luce del fatto che il Governo, in questi tre anni, si è prodigato nel tagliare ben 87mila posti ma certo non ha impiegato la stessa determinazione nel definire le nuove modalità per il reclutamento. Pertanto, se ancora oggi si entra in ruolo solo attraverso le graduatorie è profondamente ingiusto che giovani formati alla professione ne siano esclusi. La scelta del Governo di abilitare dei docenti …