Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

Il gran pasticcio della valutazione" di Alessandra Ricciardi

Al senato il governo parla di «errore tecnico» in riferimento alla riforma del decreto Milleproroghe. Una nuova puntata nella telenovela del sistema di valutazione che dovrà decollare dal prossimo anno. La riforma delineata dal decreto Milleproroghe si regge su tre gambe: l’Indire, per il sostegno alla didattica, l’Invalsi, per la valutazione degli studenti, e il corpo ispettivo, a cui compete giudicare gli sviluppi di ogni singola scuola. Ma al senato è venuto fuori quanto alcuni sospettavano sin dalla prima lettura della norma, ovvero che il sistema si regge su una gamba che non esiste. Si tratta dell’Indire, chiuso con la Finanziaria del 2007, e ad oggi dunque non più nell’esercizio delle funzioni di supporto che il Millproroghe richiama senza ististuire ex novo l’istituto. Cosa che sarebbe necessaria visto che l’istituto non esiste. A sollevare il problema la commissione cultura del senato, alle prese con il parere sul regolamento di istituzione dell’Ansas, l’agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica, che proprio il decreto Milleproroghe, nel definire il nuovo sistema di valutazione, proroga in vita per un …

Scuola, Pd: ministro ha le traveggole, da lei solo ‘tagli epocali’

Ghizzoni: mossa pre-elettorale, Gelmini sa che sua azione erode consenso maggioranza. “Il ministro ha le traveggole, a forza di difendere a testa bassa il suo operato, adesso arriva addirittura a sostenere che le risorse stanziate dal governo Berlusconi per la scuola italiana sono le stesse dei tempi di Prodi. Una vera e propria falsità che ha tutto il sapore di una mossa pre-elettoralistica. Ma la matematica non è un’opinione e i tagli sono scritti nero su bianco. Per l’anno scolastico 2009/2010 i tagli sono stati di 456 milioni di euro, 32.105 cattedre e 14.167 personale amministrativo (Ata). Per l’anno scolastico 2010/2011 i tagli sono stati di 1 miliardo 650 milioni di euro, 15.560 cattedre e 14.167 personale amministrativo (Ata). Per l’anno scolastico 2011/2012 i tagli sono di 2 miliardi 538 milioni di euro, 19.676 cattedre e 14.167 personale amministrativo (Ata). A partire dal 2012 ogni anni ci sarà un taglio di 3 miliardi 188 milioni di euro. I taglio sono tutt’altro che archiviati, siamo davanti ad un disinvestimento epocale che ha messo e sta mettendo …

«Meritiamo rispetto, pretendiamolo», di Sofia Toselli

Adesione del Cidi alla manifestazione del 12 marzo Non c’è democrazia senza uomini e donne in grado di farla vivere e crescere. Questo è il compito prioritario della scuola pubblica. Per questo Berlusconi l’attacca. Sono tre anni che la scuola è tagliata, mortificata, ridotta al minimo del suo funzionamento. Con provvedimenti di discutibile legittimità questo governo ha operato intenzionalmente per rendere la scuola dello Stato, la scuola dell’art. 3, comma 2 della Costituzione, un luogo inefficiente, inospitale, selettivo, dove si farà sempre più fatica a insegnare e apprendere. Il momento è difficile e il malessere degli insegnanti si taglia a fette. In una situazione così, se arriva alla scuola un’offesa ingiusta e spregevole da chi avrebbe, per responsabilità istituzionali, il compito di salvaguardarla, il malessere aumenta, l’irritazione esplode. Gli insegnanti “inculcano” le loro idee agli alunni, è stato detto, sottintendendo che la scuola dello Stato sia un luogo pericoloso, da cui le famiglie si debbono guardare. In realtà si attacca la scuola pubblica, la scuola dello Stato, per quello che essa rappresenta, un luogo dove …

«L’istruzione pubblica è l’architrave dell’unità d’Italia», di Luigi Berlinguer

La scuola è un bene ad altissima rilevanza sociale per il Paese le dichiarazioni del premier sono un’offesa agli insegnanti. Si delegittimano così i docenti e la libertà di insegnamento L’esplosione della polemica sulle dichiarazioni del presidente del consiglio in merito alla “scuola pubblica” sottende una questione più profonda: non riguarda solo alcuni insegnanti, ma configura un’offesa rivolta al mestiere di insegnante. Giustamente l’Unità ha insistito sull’uso perverso del vocabolo inculcare. Viene delegittimata sia la funzione docente sia la libertà di insegnamento, evocando strumentalmente una contrapposizione insegnanti- famiglie nell’attività educativa: tutti ingredienti di un ritorno di barbarie autoritaria contro la stessa civiltà occidentale. Sgomberiamo il campo da ogni possibile equivoco. La Costituzione contiene il dovere-diritto della famiglia di istruire ed educare i figli (art. 30) e, insieme, lo stesso dovere-diritto per lo Stato e per la scuola (art 33): due principi fondamentali che non possono essere messi artatamente in conflitto. Grazie all’autonomia delle scuole, nella nostra concezione educativa possono esistere progetti particolari, ovviamente all’ interno di un comune indirizzo culturale nazionale. Per questo motivo è …

«Ma già oggi è emergenza pochi presidi, classi stipate e insegnanti in fuga», di Salvo Intravaia

Alla fine a pagare sono le famiglie: si moltiplicano le richieste di contributi volontari ROMA – La Gelmini sostiene che la scuola «è in grado di reggere» i tagli. Sì, ma come? Dall´inizio dell´anno ad oggi, l´elenco delle proteste di insegnanti, alunni e genitori è lunghissimo. L´ultima in ordine di tempo è quella delle associazioni dei dirigenti scolastici, che si sono rivolte al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. A settembre saranno almeno 3 mila le scuole italiane senza un dirigente stabile. Il ministero non ha ancora bandito il concorso promesso dalla Gelmini entro il 2010. E un terzo delle scuole italiane verrà governato da un preside “reggente”, che ha già un´altra scuola. Sono già rimasti a casa invece, senza incarico e stipendio, 25 mila precari della scuola migliaia, per effetto delle 87.400 cattedre tagliate in un triennio. E mancano all´appello ancora quelli di quest´anno. Ma i tagli non riguardano soltanto il personale. Ne fanno le spese, è il caso proprio di dirlo, le famiglie ogni giorno. Proprio qualche settimana fa, in occasione dell´iscrizione al nuovo …

«L'8 marzo della Gelmini», di Pippo Frisone

Nel 1908 in una fabbrica di New York, 129 operaie che scioperavano da giorni contro le terribili condizioni di lavoro, venivano dal padrone prima rinchiuse dentro e poi lasciate morire, bruciate vive. Fu Rosa Luxemburg a proporre la data dell’8 marzo, in memoria di quel tragico evento, quale giornata di lotta internazionale delle donne. Da allora in poi le donne hanno sempre lottato per l’uguaglianza e l’emancipazione in ogni parte del mondo. La ministra Gelmini, dopo il pieno appoggio dato al premier contro gli insegnanti della scuola pubblica, inculcatori e seminatori di valori contrari alla famiglia, torna alla carica con le sue colleghe, al chiuso d’un auditorium romano, perché “ qualcosa il Pdl doveva pur fare per l’8 marzo“. E cosi, assieme ad altre parlamentari e ministre del Pdl , prende a pretesto l’8 marzo per scagliarsi contro le donne del 13 febbraio e la manifestazione che portò in piazza oltre un milione di manifestanti. “Strumentalizzate, per attaccare Berlusconi” quelle del 13 febbraio, “donne indignate ma l’indignazione non è l’undicesimo comandamento”, sottolinea la Gelmini. “La …

Scuola, l'anno prossimo -881 docenti in Emilia-Romagna

I sindacati: a rischio inglese e tempo pieno. La Flc-Cgil: «Aumenterà il numero di alunni per classe. E già ora alle superiori ce ne sono da 32-34 studenti». Nuovo allarme dei sindacati sulla scuola. Nell’anno scolastico 2011-12 in Emilia-Romagna ci saranno 881 posti da insegnante in meno e 606 da personale Ata in meno. La Flc-Cgil parla di «emergenza» e chiede l’aiuto della Regione: «Ha il dovere di intervenire». Siamo di fronte a un quadro «drammatico», dice il segretario Raffaella Morsia, una situazione che riduce «allo stremo» l’intero sistema dell’istruzione. A rischio, per il sindacato, il tempo scuola e il numero di alunni per classe «che non rispetterà i parametri fissati dallo stesso Ministero», visto l’incremento demografico: sono previsti 7.235 alunni in più. Rispetto al quadro regionale, il taglio di 881 docenti significherà un -2,28% (la media nazionale è del 3.17%): «Salterà completamente il discorso relativo all’insegnamento della lingua inglese nelle primarie – spiegano dal sindacato – le nuove richieste di tempo pieno non verranno neanche prese in considerazione, oltre al rischio per quello già …