Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Che cosa resta della scuola dopo la cura dimagrante" di Franco Buccino

Come si sa, le iscrizioni a scuola si fanno entro il 12 febbraio. Per tutte le scuole: infanzia, primo e secondo ciclo. Secondo il ministero non ci sono i rinvii e le incertezze degli anni scorsi: si sono superate le criticità riguardanti l´applicazione della riforma. Dal suo punto di vista il ministero ha ragione: ha avviato un processo di “semplificazione” per cui a breve le iscrizioni si faranno d´ufficio, perché i genitori non avranno più niente da scegliere. Cominciando dalla scuola dell´infanzia. Con qualche ipocrisia l´Amministrazione scolastica sottolinea proprio qui la “coordinata partecipazione delle scuole statali e delle scuole paritarie al sistema scolastico nel suo complesso”. Ciò vuol dire che poco le interessa che molte private facciano mera assistenza e non attività formative programmate in questa fascia d´età, ritenuta strategica per l´apprendimento da tutti. Non intende investire in questo settore: mette troppe poche risorse per aprire nuove sezioni e un organico ridotto di insegnanti, sufficiente solo per un orario frontale senza spazio per proficue compresenze. E così tanta parte della nostra infanzia continuerà a frequentare …

"Precari, assunzione o risarcimento", di Antimo Di Geronimo

Via libera alle immissioni in ruolo dei precari oppure agli aumenti di stipendio legati all’anzianità di servizio. Senza passare per l’autorizzazione del ministero dell’economia. Ma a patto che sia un giudice a disporlo. La normativa europea vieta sia la reiterazione delle supplenze che gli stipendi più bassi per i precari e siccome prevale su quella nazionale, legislativa o contrattuale, il giudice italiano può disapplicare la normativa interna applicando direttamente quella comunitaria. È questo il principio che si evince da due recenti sentenze di giudici del lavoro, le ultime di una lunga serie,depositate in questi giorni. La più recente è del 25 gennaio scorso, ed è stata emessa dal giudice del lavoro di Livorno (r.g. 428/2000), che ha disposto l’immissione in ruolo dei ricorrenti. E la seconda è del 3 gennaio, ed è stata emessa dal giudice del lavoro di Trieste (n.503/2010), che ha condannato l’amministrazione scolastica ad attribuire ai ricorrenti la ricostruzione di carriera. Le pronunce si inquadrano in un vero e proprio filone, ingenerato dal recente orientamento della giurisprudenza comunitaria, basato sulla direttiva 28/6/99/70 …

"Scuola, no alle abilitazioni prese dai docenti all'estero Il ministero: non più valide. Tagli per 19mila docenti", di Alessandra Migliozzi

Niente più viaggi della speranza in Spagna o in Romania per diventare insegnanti. Le abilitazioni prese fuori dall’Italia da oggi (in attesa di chiarimenti) non verranno più riconosciute valide per entrare nelle graduatorie di istituto o in quelle provinciali dove ci si mette in fila per un posto fisso o una supplenza annuale. Lo ha deciso il ministero dell’Istruzione che vuole vederci chiaro dopo aver notato la crescente offerta su Internet di intermediari (avvocati e società di servizi) che offrivano agli aspiranti prof viaggi “all inclusive” in un paese comunitario per poter conseguire l’agognata abilitazione impossibile in Italia, dal 2008, sia per insegnare alle medie che alle superiori. Il ministro Gelmini, infatti, ha emanato definitivamente le nuove regole per diventare docenti cinque mesi fa, ma solo negli scorsi giorni, dopo una sofferta registrazione alla Corte dei Conti, sono uscite in Gazzetta Ufficiale. Ora si lavora per far partire i nuovi corsi universitari e i tirocini abilitanti entro l’autunno. Nel frattempo chi voleva abilitarsi ad insegnare alle medie o alle superiori ha avuto la strada sbarrata …

"Organici 2011/2012: Altri tagli in arrivo", di R.P.

Si parla di 35mila posti in meno fra docenti e Ata, ma potrebbero essere anche di più dal momento che nei primi due anni di applicazione del Piano programmatico le riduzioni di organico sono state inferiori a quanto previsto dalla legge. Che il dimensionamento degli organici per il prossimo anno scolastico sarebbe stato pesante era nelle previsioni ma certo è che la conferma dell’entità dei “tagli” arrivata nei giorni scorsi dal Ministero non può essere trascurata. Nei primi due anni di applicazione del Piano programmatico la riduzione degli organici è stata inferiore alla previsione di legge, sia perché è stato necessario dare attuazione alla sentenza della Corte Costituzionale in materia di organici di sostegno sia perché si è dovuto andare cauti sul personale Ata per non mettere a rischio di chiusura le scuole più piccole. Senza contare che la riduzione del numero di autonomie scolastiche si è realizzata solo in parte a causa della contrarietà delle Regioni che, nelle loro delibere sul dimensionamento, non hanno tenuto molto conto delle previsioni del Piano programmatico del 2008. …

Scuola, record di insuccessi "dispersi" 16 alunni su cento

Mentre l´Unione europea lancia un´iniziativa per ridurre l´abbandono scolastico, nelle medie di Palermo è record di bocciati e desaparecidos. «I giovani che abbandonano gli studi o la formazione avendo al massimo un diploma di istruzione secondaria inferiore – si legge in una recentissima nota della Commissione europea – hanno grosse difficoltà a trovare un lavoro e sono più spesso disoccupati e dipendenti dall´assistenza sociale». Per questa ragione, a Bruxelles è stata avviata un´iniziativa per aiutare gli Stati membri a ridurre, entro la fine del decennio, a meno del 10 per cento il tasso di abbandono scolastico, che a livello europeo si attesta al 14,4 per cento e in Italia al 19,2. Il calcolo viene effettuato sui giovani di età compresa fra i 18 e i 24 anni con al massimo un diploma di terza media e che non seguono nessun altro percorso di formazione. Ma prima i ragazzini devono arrivarci, al diploma di terza media: e invece una fetta consistente si perde per strada. In base ai dati dello scorso anno scolastico, Repubblica ha calcolato …

Italia, allarme della commissione Ue sui 15enni "Semianalfabeta uno su 5", di Salvo Intravaia

Nei test Ocse-Pisa 2010 pubblicati a dicembre l’Italia fa registrare il 21% di quindicenni “con scarsi risultati in lettura”. E i commissari li giudicano a rischio per il loto futuro, sociale e sul lavoro. Un quindicenne su cinque, in Italia, è semianalfabeta. Cioè privo “delle capacità fondamentali di lettura e di scrittura”. Questa volta, a certificarlo è la Commissione europea che “per contribuire a risolvere il problema, ha istituito un gruppo di esperti indipendenti con l’incarico di individuare metodi per migliorare i livelli di alfabetizzazione”, si legge in una nota della stessa commissione. Le lacune emerse in Lettura rendono per i giovani italiani ed europei “più ardua la ricerca di un lavoro e li pone a rischio di esclusione sociale”. Il gruppo di esperti si è incontrato per la prima volta l’altro ieri a Bruxelles ed è stato presieduto dalla principessa Laurentien dei Paesi Bassi, inviata speciale in tema di “Alfabetizzazione per lo sviluppo” per l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (Unisco) I ministri dell’Ue si sono prefissi l’obiettivo di …

"Lavori socialmente umili", di Alessandro Rosina

L’invito all’umiltà recentemente rivolto ai giovani italiani dal ministro Meloni è ingiusto e ingeneroso, ma anche sbagliato. Perché il limite maggiore del nostro sistema paese è proprio l’incapacità di valorizzare al meglio il capitale umano delle nuove generazioni. Inoltre siamo uno dei paesi che meno riducono gli svantaggi di partenza. E dove, di conseguenza, sul destino dei singoli pesano di più le risorse della famiglia di origine, indipendentemente dalle effettive capacità e potenzialità di ciascuno. Non è certo così che possiamo ottenere un’Italia migliore. Ci risiamo. Di nuovo l’annuncio di misure a favore dei giovani – comunque parziali e limitate di fronte alla profonda gravità della condizione in cui sono stati lasciati precipitare – viene immancabilmente accompagnato da una paternale. Con il precedente governo la gentile concessione di qualche incentivo all’autonomia residenziale, era stata associata all’infelice accusa di essere una generazione di bamboccioni. Con meno fantasia, il ministro Meloni, nella recente presentazione delle misure messe in campo con il Piano per l’occupabilità dei giovani, li ha rimproverati di non essere sufficientemente “umili”. LA VIRTÙ CHE …