Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

I brutti voti del ministro Gelmini

Appunti in ordine sparso per ragionare sui disastri del governo Berlusconi: dai tagli indiscriminati a risorse e personale, alle scuole meno sicure di quelle albanesi, dal tempo pieno che non c’è al flop sulla valutazione degli insegnanti (a cura di F. Puglisi e G. Belfiori) pubblicato il 3 febbraio 2011 , 86 letture TAGLI PER FARE A FETTINE LA SCUOLA PUBBLICA I tagli sono stati pesanti e indiscriminati, nulla è stato fatto per la “qualità del sistema scolastico”. Le risorse non sono state reinvestite per la formazione degli insegnanti, per la ricerca didattica o la dotazione tecnologica. Solo perdita di posti di lavoro, taglio drastico del tempo scuola, del tempo pieno, degli insegnanti di sostegno e di quelli tecnico pratici che facevano funzionare i laboratori, accorpamento e classi sovraffollate oltre ogni limite di legge. Il Ministro dice che ha aumentato il tempo pieno del 2,5%, ma non è vero: ciò che mette nel suo conto è un tempo lungo a maestro prevalente (‘rottamazione’ dei team didattici), senza compresenze, utili per migliorare l’apprendimento, aiutare i bambini …

La scuola boicotta il merito, il ministero: «Uso politico», di Alessandra Migliozzi

Il Sud traina i progetti di valutazione dei professori e delle scuole lanciati a novembre dal ministro Gelmini e incappati nel no compatto degli insegnanti delle città del Centro-Nord selezionate per partecipare. In palio ci sono fino a una mensilità in più per i docenti brillanti e fino a 70mila euro per le scuole che otterranno la “pagella” migliore. Eppure da città come Torino, Milano, Pisa e Cagliari, è arrivata l’indisponibilità secca di molti docenti: «I progetti presentati sono fin troppo fumosi». Gli insegnanti hanno trovato il modo di far pagare alla Gelmini il conto per le cattedre saltate, i blocchi contrattuali, la mancanza di una retribuzione europea che resta un miraggio. «Respingeremo questo ennesimo attacco alla libertà di insegnamento e alla nostra dignità di insegnanti», tuona il Coordinamento 3 ottobre di Milano. Intanto al caso dei docenti che fanno muro si aggiunge una notizia dell’ultima ora: sarebbe pronto il provvedimento di attuazione del decreto Brunetta sulla valutazione del pubblico impiego per la parte che riguarda i docenti. Ma i sindacati non hanno mai potuto …

"Il Decreto Interministeriale n.3 del 14 gennaio è idoneo a salvare il taglio delle anzianità?", di Osvaldo Roman

Il D.I. n.3 del 14 /1/2011è attualmente all’esame della Corte dei Conti ma ha già prodotto un effetto consentendo l’introduzione, nei cedolini recanti lo stipendio mensile del mese di gennaio 2011, di una modifica dell’annotazione che riguarda il passaggio nel successivo scalone retributivo. Nei cedolini infatti si afferma che questo passaggio avverrà con due anni di ritardo rispetto alla data indicata nei mesi precedenti. Ad esempio chi nei mesi scorsi leggeva sul proprio cedolino che sarebbe passato in un certo mese del 2013 nel successivo scalone ha trovato scritto che tale passaggio avverrà nello stesso mese di due anni dopo e cioè nel 2015. La notizia era una di quelle destinate a creare notevole turbamento in un milione di dipendenti della scuola. Le organizzazioni sindacali, che hanno sollecitato e condiviso le modifiche apportate al Senato all’articolo 9, comma 23, del Decreto Legge 31 maggio 2010, n.78, convertito nella legge 122/2010 si sono giustamente preoccupate di chiarire il significato di tale singolare anticipazione. Il D.M. n.3, all’esame della Corte dei Conti, non é ancora vigente ma …

"Meno fondi ai corsi di recupero. Lezioni spostate al mattino", di Lorenzo Salvia

I corsi di recupero ci sono dal 2007, dice la legge che le scuole li devono organizzare per sostenere chi è rimasto indietro dopo gli scrutini di metà anno. Ma al momento del debutto c’erano a disposizione 210 milioni di euro, anche se l’allora ministro Giuseppe Fioroni infilò in quella voce pure vecchi fondi destinati ad altri capitoli. Mentre quest’anno siamo scesi a 43 milioni e mezzo. Allo scientifico Righi di Roma hanno cominciato ieri: corsi di recupero per chi, con la pagella di gennaio, ha portato a casa qualche insufficienza. Non al pomeriggio, in aggiunta all’orario normale. Ma al mattino, al posto delle solite lezioni, mentre i compagni più bravi si dedicano all’approfondimento per non andare troppo avanti con il programma. All’Istituto tecnico Scalcerle di Padova hanno fatto la stessa scelta: «Le lezioni al pomeriggio — dice il preside Giulio Pavanini— sono controproducenti perché appesantiscono chi ha già un rendimento zoppicante. Ma soprattutto costano troppo e le nostre casse stanno come stanno» . Eccolo qui il motivo della piccola rivoluzione silenziosa che sta attraversando …

"Valutazione docenti: Firmato il decreto applicativo", di Reginaldo Palermo

Il testo del decreto, di cui diamo una anticipazione, è formato da 16 articoli. Si potrà premiare non più del 75% dei docenti in servizio e sarà vietata la distribuzione “a pioggia”. Sui siti delle scuole dovranno essere pubblicati nomi, curricoli e premi assegnati La bocciatura del progetto di sperimentazione sulla valutazione dei docenti ha già avuto un primo risultato: i ministri Gelmini, Brunetta e Tremonti hanno deciso di rompere gli indugi ed hanno già predisposto il testo di decreto applicativo a cui manca ormai soltanto il via libera del Consiglio dei Ministri per diventare operativo. Il decreto (13 pagine in tutto) si compone di 16 articoli: i primi 3 sono dedicati a delineare i caratteri generali del provvedimento (oggetto e finalità, principi generali, merito e premi); i successivi 6 articoli affrontano i diversi aspetti del sistema “premiale” nelle istituzioni scolastiche del primo e del secondo ciclo di istruzione. Quattro articoli sono dedicati all’Afam e altri 3 agli enti di ricerca. L’articolo 3 del provvedimento non lascia spazio a discussioni; il secondo comma recita infatti: …

"Graduatorie in attesa di consulta", di Alessandra Ricciardi e Carlo Forte

Pressing parlamentare di Lega e Fli per congelare le liste e bloccare l’inserimento a pettine. L’aggiornamento delle graduatorie a esaurimento resta in bilico. Il 27 gennaio, infatti, nelle commissioni riunite affari costituzionali e bilancio del senato, sono stati presentati alcuni emendamenti che mettono in discussione l’aggiornamento degli elenchi, che dovrebbe avvenire quest’anno, di fatto congelandoli. Un emendamento in particolare, quello della Lega Nord, gode dell’appoggio anche del ministero che lo vede come una scappatoia per blindare le graduatorie in attesa della riforma del reclutamento. Ma nel frattempo tutto potrebbe complicarsi. Secondo rumors parlamentari, sta per essere emessa dalla Corte costituzionale una sentenza che rimette mano alla disciplina del settore. Di fatto dichiarando incostituzionale l’inserimento in coda alle graduatorie. Ma la portata della sentenza potrà essere soppesata solo con le carte in mano, perché nel declinare il diritto di inclusione nelle graduatorie provinciali si può passare dalle inclusione in una o in tutte e 4 le province. La Consulta ha esaminato l’ordinanza del 5 febbraio 2010 con la quale il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio …

"L'inglese? Insegnatelo prima delle elementari", di Vera Schiavazzi

E se a Parigi pedagoghi come Michel Morel ironizzano sull´inglese non soltanto a 3 ma anche a 5 anni (“come si può imparare un´ora alla settimana la lingua di Shakespeare quando alla stessa età i bambini non conoscono ancora la propria?”), in Italia gli esperimenti più importanti in questo campo vengono cancellati, o semplicemente si esauriscono, per mancanza di fondi. È il caso di Torino, dove non ci sono più soldi – denuncia il Coordinamento genitori – per pagare insegnanti di madre lingua dedicati ai bimbi dell´ultimo anno delle scuole comunali d´infanzia, o della Sardegna, dove il massiccio investimento compiuto su Sardinia speaks english è durato tre anni ma ora appare incerto. Asili e scuole d´infanzia bilingui non mancano, come non manca l´autorganizzazione della madri, che a Roma come a Milano promuovono una volta a settimana la “merenda all´inglese”: con una cifra compresa tra i 50 e gli 80 euro da suddividere tra le famiglie, quattro o cinque bambini vengono intrattenuti con favole, filastrocche e canzoncine in inglese da un´insegnante madrelingua che fa anche da …