Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Apprendistato a 15 anni, ci siamo", di A.G.

L’apprendistato a 15 anni, in sostituzione dell’ultimo anno di obbligo scolastico, è ad un passo dal diventare legge dello Stato. Dopo un lungo e sofferto iter parlamentare – basti pensare che il via libera si aspettava già a marzo, il 29 settembre la norma è stata approvata al Senato, all’interno del ddl lavoro. Il provvedimento, lievitato da un pugno di articoli agli attuali 50, ha compiuto a Palazzo Madama un ennesimo faticoso giro di boa, dopo quattro letture tra Camera e Senato, il rinvio al Parlamento da parte del Capo dello Stato, e altri due passaggi, prima a Montecitorio e poi a Palazzo Madama. Per l’ok definitivo serve ora il via libera da parte della Camera. Se invece l’approvazione dovesse giungere, ancora una volta i primi a saggiare la nuova norma scolastica dovrebbero essere gli studenti della Lombardia. Appena due giorni fa Regione, Miur e ministero del Lavoro hanno firmato un accordo che completa l’applicazione del contratto di apprendistato in tutte le forme previste dalla “Legge Biagi”, estendendo a 400 ore l’attività formativa dalle 240 …

Università, Pd: dopo tagli, parole Berlusconi sono offensive per giovani italiani

“Le poche parole pronunciate oggi dal presidente del consiglio sui giovani e sul sistema educativo sono del tutto irrispettose nei confronti di chi ha subito un attacco mai visto in questi due anni di governo. Gli studenti e il personale della scuola e dell’università sono tra le principali vittime di questo governo che ha fondato la propria azione su tagli indiscriminati che hanno impoverito e immiserito il nostro sistema formativo. Davanti a queste politiche, che ci isolano in Europa, le parole di oggi di Silvio Berlusconi non solo sono false sono offensive”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni.

Crediamo nella scuola pubblica – Forum PD sulla pubblica istruzione

La riforma epocale della scuola pubblica, approvata da Tremonti-Gelmini, assicurerà davvero la qualità della scuola italiana?” Lo chiede Pier Luigi Bersani dalle pagine de l’Unità nel giorno in cui il PD inizia due giorni di lavori per il Primo Forum sulla pubblica istruzione in programma a Roma a Palazzo Rospigliosi. “La riforma – scrive Bersani – aumenterà i divari tra nord e sud del Paese, la dispersione e abbandono scolastico perché la destra disegna la scuola delle divisioni: fra ricchi e poveri, italiani e stranieri, nord e sud, dirigenti e manovalanza. E così verrà meno il ruolo di un sistema scolastico che dovrebbe funzionare da ascensore sociale, strumento di uguaglianza e libertà”. “Ci hanno raccontato che i tagli alla scuola sono necessari: non è vero. Non è un problema di soldi ma di scelte politiche. Le risorse possono essere recuperate dall’evasione fiscale e se il Governo mettesse a gara le frequenze liberate dal digitale terrestre, incasseremmo risorse che, nell’emergenza, potrebbero essere investite nella scuola, nella conoscenza, nel sapere”. “Le proposte del PD non rifiutano l’innovazione, …

"La memoria corta della Gelmini", di Pippo Frisone

Sabato 25 c.m. alla Festa del Pdl a Milano, il Ministro Gelmini è tornata ancora una volta sul fenomeno del precariato in Italia per addossare tutte le colpe alle sinistre e ai sindacati. Vorremmo ricordare all’on.Ministro alcune semplici verità che la sua corta memoria omette di ricordare. In particolare: a) dal 10.5.1994 a oggi il centro-destra ha governato con Berlusconi ben 4 volte e negli ultimi dieci anni, tolto il biennio dell’ultimo governo Prodi, per otto anni di seguito. b) è stata la sua collega Moratti a intervenire a più riprese sulle graduatorie permanenti dei precari, abolendo la 4 fascia, facendola confluire sulla terza, mettendo i precari storici contro sissini e paritarie, dando così avvio a un contenzioso che si trascina ancor oggi c) è stata ancora la Moratti a raddoppiare il punteggio ai precari delle scuole private paritarie, mettendoli in posizione più vantaggiosa d) i piani pluriennali di stabilizzazione e immissione in ruolo dei precari, uno del governo D’Alema (60mila assunzioni) e l’altro del governo Prodi (150mila), sono stati sistematicamente boicottati e vanificati dai …

I giovani democratici della Bassa Modenese intervistano Manuela Ghizzoni sulla scuola pubblica

Il 14 settembre sono ricominciate le scuole; le cifre nella sola provincia di Modena sono spaventose: 1500 studenti in più e 200 insegnanti in meno. Che possibilità ci sono che i ragazzi ricevano un’istruzione all’altezza delle loro aspettative e che li formi in maniera adeguata, così come è stato per le precedenti generazioni? «Io credo molto nell’efficienza del nostro sistema territoriale perché regga a quest’onda d’urto che viene dal Ministero che depotenzia il nostro sistema d’istruzione. Tuttavia il rischio di un impoverimento dell’offerta formativa e dei livelli di apprendimento c’è. Dobbiamo quindi continuare a premere contro il Governo affinché faccia un passo indietro perché non è possibile che a Modena, come nel resto d’Italia, si verifichino realtà in cui crescono gli studenti e i docenti invece diminuiscono». È ormai evidente agli occhi di tutti come la riforma Gelmini abbia messo in difficoltà tutta la scuola pubblica italiana, dalle Università (alcune Facoltà hanno posticipato l’inizio delle lezioni a data da destinarsi a causa delle proteste dei ricercatori), passando per le scuole medie superiori e inferiori (con …

Edilizia scolastica: una priorità per la Regione

I Consiglieri Regionali del PD Casadei, Marani, Piva e Vecchi intervengono in merito ai finanziamenti per gli interventi scolastici e ai tagli operati da Governo. Ogni anno gli studenti in Emilia Romagna aumentano di circa novemila unità e l’edilizia scolastica non può che essere una priorità. Nonostante la manovra economica del Governo Nazionale, che ha azzerato i fondi per l’edilizia scolastica e ha messo in ginocchio gli Enti locali, la Regione Emilia-Romagna con grande sacrificio ha deciso di stanziare 5.400.000€ per gli interventi. Si tratta di una cifra importante per il bilancio della Regione, ma che si rivelerà un importo insufficiente per soddisfare il reale fabbisogno degli Enti locali proprietari degli edifici scolastici. Se il risultato del centralismo finanziario è quello che vediamo (tagli indiscriminati, e che poi le Regioni si arrangino pure), occorrerà riconsiderare, a partire dai territori, gli indicatori di spesa in relazione agli standard di servizio. In un futuro prossimo ai fabbisogni standard dovranno corrispondere interventi equi sul piano del federalismo fiscale, per il momento solo sbandierato dalla Lega, che da dieci …

"Un referendum per la scuola pubblica", di Giuseppe Caliceti

La scuola pubblica, cuore della democrazia, è sotto attacco. Alle elementari, senza compresenza, si penalizza la qualità dell’apprendimento e lo star bene a scuola. Alle medie non esistono più laboratori espressivi, corsi di italiano per stranieri, interventi di recupero per favorire l’integrazione. Alle superiori, senza alcuna motivazione didattica, sono state eliminate ore di lezione: come se così si imparasse di più. La Costituzione parla di scuola laica e gratuita, ma i genitori devono sborsare contributi anche di 150-200 euro. Magari in scuole che vantano nei confronti del Ministero crediti dai 100 ai 200mila euro. La legge parla di un insegnante di sostegno ogni due alunni con disabilità. Gelmini garantisce loro solo alcune ore a settimana. La legislazione sulla sicurezza prevede 25 alunni per aula. Gelmini parla di un minimodi 27e un massimo di 35. Senza spiegare, in caso di incendio o terremoto, di incidenti, di morte di uno studente chi ne è responsabile. Con l’inizio del nuovo anno scolastico è nato anche nella nostra regione un movimento di amministratori e docenti, politici e genitori di …