Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Guardiamo al futuro. Crediamo nella scuola", di Pier Luigi Bersani

Cari ragazzi e ragazze, insegnanti e lavoratori della scuola, genitori ed educatori, noi sappiamo che, nonostante i tagli drammatici del Governo, che sottraggono 8 miliardi di euro e compiono il più grande licenziamento di massa della nostra Repubblica, la scuola aprirà comunque le sue porte. Ce la farà per la straordinaria passione che gli insegnanti mettono nel loro lavoro di formazione dei cittadini di domani; ce la farà perché i dirigenti scolastici, grazie anche all’aiuto dei nostri amministratori, riusciranno a salvare il salvabile del tempo scuola richiesto dalle famiglie; ce la farà perché i pochi collaboratori scolastici rimasti faranno funzionare le scuole. Grazie a loro i bambini potranno riprendere i progetti educativi interrotti. Ma la cosiddetta ‘riforma epocale’ della scuola pubblica, approvata da Tremonti-Gelmini, assicurerà davvero la ‘qualità’ della scuola italiana? Aiuterà il nostro Paese a dimezzare il tasso di dispersione scolastica e a triplicare il numero di laureati come l’Europa ci chiede di fare entro il 2020? No, ne siamo certi. Aggraverà, al contrario, i cronici mali del nostro sistema scolastico. Aumenterà i divari …

Assessore-choc: “Fuori i disabili dalle classi”, di Federico Genta

Basta disabili a scuola. Non imparano e disturbano. Meglio per tutti una comunità, dove mandarli seguiti da personale specializzato. Parole dell’assessore all’Istruzione di Chieri, comune torinese di 36 mila anime adagiato sulle colline verso l’Astigiano. Parole pronunciate durante il Consiglio comunale aperto dell’altra sera, che indignano i genitori di bimbi portatori di handicap. Famiglie che sognano per i loro figli un futuro fatto di integrazione, non di isolamento. Frasi che fanno accapponare la pelle al sindaco, pediatra in pensione, che dice: «Lo hanno frainteso. Io lo conosco bene Giuseppe Pellegrino è una persona sensibile. Intelligente. Non intendeva offendere ma sollevare un problema». Ed eccolo qui l’assessore finito nel mirino. Avvocato civilista di 64 anni, console onorario della Repubblica Slovacca per Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Vedovo e con tre figli. L’altra sera durante l’incontro sulla scuola, è andato giù duro. E, a freddo, continua a non comprendere il motivo di tanto scandalizzarsi. «Qualche genitore si è sentito offeso? E perché mai? Ho detto soltanto quel che pensano tutti: quei ragazzi a scuola disturbano». Il sindaco …

"Tagli e precarietà, insegnanti e operai lottano insieme", di Roberto Ciccarelli

Per il presidente della Repubblica è necessario un cambiamento, da farsi col più ampio consenso: la politica deve riformare la scuola «sanando disparità e disuguaglianze». La qualità va elevata «motivando gli insegnanti». Per fare questo, avverte Napolitano, «bisogna investire». La pratica dell’indisponibilità alla didattica non obbligatoria si è riversata dall’università alla scuola. Elena Pistolesi, coordinatrice della rete 29 aprile per l’ateneo di Modena e Reggio Emilia, conferma che la protesta dei ricercatori contro la riforma Gelmini ha spinto il Senato accademico a rinviare l’inizio delle lezioni al 14 ottobre. I docenti di ruolo e quelli precari nella scuola stanno invitando i loro colleghi di Modena e provincia a non accettare la didattica aggiuntiva (corsi di recupero, progetti e gite scolastiche) oltre le 18 ore stabilite dal loro contratto. I primi effetti si sono registrati a Vignola dove l’assemblea sindacale del liceo Allegretti ha deciso di non sostituire i docenti precari tagliati dalla riforma Gelmini. Solo negli istituti superiori modenesi sono state tagliate 225 cattedre e 150 lavoratori Ata, mentre i precari sono oltre mille. L’orientamento …

«Il Paese sbagliato (da Mario Lodi)», di Federico Niccoli

Mario Lodi scrive ad un gruppo di maestre e maestri una bella lettera, che mi suggerisce una rilettura di alcuni profetici brani di un famoso libro “Il paese sbagliato” , nel quale con il linguaggio semplice (non semplicistico!) dei bambini si scrivono verità incontrovertibili sulle ingiustizie e sulle disuguaglianze presenti ancora oggi nella nostra società. Scrive oggi il grande maestro di tutti noi: “Care maestre e cari maestri, mi è capitato spesso, in questo periodo, di ricevere lettere o telefonate da qualcuno di voi. La domanda che mi viene rivolta con maggiore insistenza è: “Come facciamo a insegnare, in tempi come questi?”. I sottintesi alla domanda sono molti: il ritorno del “maestro unico”; classi sempre più affollate; bambini e bambine che provengono da altre culture e lingue e non sanno l’italiano etc. Anch’io, come voi, soprattutto nei primi anni della mia attività di maestro, mi ponevo interrogativi analoghi. Ho cominciato ad insegnare subito dopo la guerra. Le classi erano molto numerose. Capitava anche di avere bambini e bambine di età diverse. Forse qualcuno di voi …

"Così si uccide la scuola pubblica", di Chiara Saraceno

Una prima elementare a tempo pieno di una città del Nord, in un quartiere popolare con una forte presenza di immigrati. Trenta bambini per lo più eccitati dall´essere entrati tra i “grandi”, ad imparare le cose “dei grandi”, dopo il lungo apprendistato della scuola dell´infanzia, ove hanno da tempo imparato diverse cose, che un tempo si imparavano solo alla scuola elementare: non solo ad utilizzare il disegno come forma di comunicazione, ma a scrivere il proprio nome, riconoscere i segni identificativi del proprio e altrui posto, muoversi negli spazi e utilizzarli appropriatamente. Una buona metà sa già leggere e scrivere, pur con diversi livelli di competenza. Altri, anche tra gli italiani, fanno invece fatica ad esprimersi. Tra i figli di immigrati, ci sono diversi livelli di competenza linguistica: qualcuno padroneggia l´italiano come i coetanei italiani, con cui spesso è stato alla scuola materna, altri sono appena arrivati e stanno incominciando a impararlo, insieme a tutte le altre novità che comporta l´essere stato trapiantato in un paese sconosciuto. Di fronte a questi bambini così diversi, ma …

"E il fucile entrò a scuola lezioni di guerra agli studenti", di Francesco Merlo

Forse è arrivato il momento di ritirare a Ignazio La Russa quell´attestato di simpatia che gli conferì Fiorello trasformando in satira e ironia il fascista primordiale ossessionato dalla virilità, con il naso adunco e righignato, le nari larghe, la barbetta sotto il mento, le ciglia aspre come setole, gli occhi come due palle di fuoco e l´ormai famosa voce, che è – “digiamolo” – fascismo rasposo più che buonumore rauco. In combutta con Maria Stella Gelmini, La Russa ha introdotto la pratica delle armi nelle scuole superiori. È un corso di guapperia militaresca, valido come credito formativo, che hanno chiamato “Allenati alla vita” e dove l´insegnamento pratico delle tecniche di guerra, la divisone dei ragazzi in pattuglie, il caricamento dei fucili e le sedute nei poligoni di tiro stanno insieme ad altre discipline belle, giuste e già obbligatorie nelle scuole anglosassoni, come per esempio la sopravvivenza, il nuoto, il primo soccorso e le tecniche di salvataggio. È dunque evidente il tentativo di nascondere le ortiche in un mazzo di fiori, ma il risultato finale è …

"Povero professore", di Emiliano Fittipaldi

Qualche mese fa, a Sondrio, un insegnante cinquantenne, dopo aver inutilmente richiamato i suoi alunni che vociavano durante la lezione, ha aperto la finestra, è salito sul cornicione ed ha minacciato di buttarsi di sotto. I colleghi, dopo un po’, l’hanno convinto a soprassedere. È andata bene: lo scorso marzo un collega di Genova si era lanciato davvero dal tetto del suo palazzo, depresso dopo una denuncia per molestie presentata ai carabinieri da una studentessa. Meno drammatico, ma assai spiacevole, l’episodio accaduto tempo prima a un professore di disegno di Novara, Luigi Sergi, colpito con un dritto in piena faccia da un alunno disubbidiente. Stessa sorte toccata tra il 2009 e il 2010 a un collega di educazione artistica di Prato (il pugno l’ha dato un padre fuori controllo), a due docenti di istituti di Scampia e Acerra (in quest’ultimo caso l’insegnante è stata aggredita dalla madre di un’alunna con una rivista sbattuta in testa) e a un insegnante di Quarto Oggiaro, periferia difficile di Milano, che nella zuffa seguita a un rimprovero è stata …