Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

Più Bibbia a scuola

È facile prendersela con la Gelmini, e lei non ci fa mancare certo gli spunti. A volte però rischiamo di infervorarci inutilmente anche le rare volte che dice qualcosa di ragionevole. Persino l’orologio fermo, si sa, dice la verità almeno una o due volte al giorno. Il Ministro Gelmini potrebbe anche avere la competenza di un orologio scarico, ma se chiede che a scuola si studi la Bibbia non è che possiamo stracciarci le vesti e fingere che la richiesta sia insensata. Perché mai non si dovrebbe studiare la Bibbia a scuola? Sul serio, perché l’Odissea sì, l’Eneide sì, la Commedia dantesca sì… e la Bibbia no? È un testo meno importante? Si stenta un po’ a crederlo. In questa battaglia per portare Antico e Nuovo Testamento nella scuola, Maria Stella Gelmini è in buona compagnia. In calce alla petizione dell’Associazione “Biblia” ci sono fra le altre le firme di Claudio Magris, Tullio De Mauro, Umberto Eco, Amos Luzzatto, Margherita Hack. A occhio non ha l’aria di una lobby di integralisti cattolici. Forse dobbiamo intenderci …

"Dopo i tagli, riforme vere?", di Gian Carlo Sacchi

La diminuzione di risorse per il sistema scolastico è generalizzata; le cifre più evidenti sono in termini di posti di lavoro, ma ci sono tante altre fonti di finanziamento, dirette e indirette, che vengono progressivamente limitate. E’ necessario considerare che a partire dal 1997 con la legge n. 440 (reinvestimento dei risparmi sulla qualificazione dell’offerta formativa) e 59 (autonomia), le competenze sul sistema scolastico sono state decentrate alle scuole autonome ed agli enti territoriali, mentre le risorse sono rimaste centralizzate. Oggi pertanto le Regioni programmano l’offerta, ma lo Stato fornisce il personale; le istituzioni scolastiche sviluppano una più ampia contrattazione con il territorio, ma è sempre lo Stato che detiene i cordoni della borsa. Il disinvestimento riguarda: – Gli organici: siamo al secondo anno di un piano triennale, anche se le cifre vengono spalmate su una diversificata gamma di situazioni, per cui i risultati sono molto eterogenei. Ed è per questo che il Governo fa lo slalom cercando di far credere che non ci siano riduzioni: vedi il tempo pieno, che di fatto diminuisce, ma …

Il "caos calmo" di Colosio, di Pippo Frisone

Nel giro di due settimane il direttore regionale Colosio è costretto a intervenire sulle nomine di supplenza con due comunicati stampa. Il primo con l’inizio del nuovo anno scolastico, molto rassicurante, prometteva tutti gli insegnanti in cattedra con l’inizio delle lezioni, mentre solo qualche giorno prima aveva azzardato la data del 31 agosto. Il 13 settembre manda una lettera di saluto a tutti i dirigenti scolastici per esaltare le magnifiche sorti delle “riforme epocali” volute dalla Gelmini. Non un accenno critico ma nemmeno di riflessione sulle difficoltà in cui le scuole sono costrette ad operare dopo i tagli agli organici e ai finanziamenti imposti dal Governo. Silenzio, assordante! Il secondo comunicato del 17 settembre per smentire le notizie false e tendenziose apparse sulla stampa cittadina in merito all’assegnazione degli incarichi nelle scuole lombarde ed in particolare a Milano. Si ammettono ritardi ma la colpa è dei provveditorati del sud. Gli alunni disabili sono aumentati in Lombardia perché le Asl non adottano gli stessi criteri nelle certificazioni. Se un migliaio di posti restano ancora vacanti la …

"Elementari così è finito un modello di scuola", di Benedetta Tobagi

Da quei banchi passano tutti i futuri cittadini. Difficile evitare la retorica del “pilastro della democrazia”: lo è per davvero. In più la scuola elementare conserva nell´immaginario qualcosa di romantico, dal libro Cuore in poi. Nell´Ottocento il maestro aveva un ruolo sociale definito, accanto al gendarme e al prete. A questa missione civilizzatrice e conservatrice si sovrappone, con l´avvento della Repubblica, l´icona del maestro di frontiera, possibilità di riscatto per i figli dei diseredati, schiacciato tra la Costituzione e le sperequazioni profonde di un paese arretrato, mentre le elementari restano quelle uscite dalla riforma Gentile, verticali e nozionistiche. E oggi? Nessuno osa discutere la centralità della scuola e la sua missione educativa, tanto più in una società in piena crisi (economica, politica, di valori). Ma in cosa consista questa missione, e su come realizzarla, c´è molta confusione. Chi non ha bambini, difficilmente sa cosa succedesse dietro il portone di una scuola primaria dopo la riforma del ´90. Poi nel 2008 il governo comincia a predicare il “ritorno al passato” come panacea contro tutti i mali. …

«Così spariscono i soldi per l'edilizia scolastica», di Cinzia Gubbini

Ci sono ma non si vedono. O forse neanche ci sono? È un bel mistero quello dei fondi stanziati in finanziaria per l’edilizia scolastica. Soldi di cui non si parla mai, visto che la polemica negli ultimi mesi si è concentrata sui 358 milioni del Fondo per le aree sottosviluppate (Fas), che secondo le regioni meridionali sono stati «scippati» dalle regioni del nord. Fatto sta che la legge finanziaria 2010 prevede lo stanziamento «fino a 300 milioni di euro» per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, in un comma dove non si fa altro che parlare di «massima celerità» e di «immediatezza». Invece non se ne è ancora fatto niente, e soprattutto si viene a scoprire che per ora i fondi a disposizione sono solo 130 milioni. Ma lo «scandalo» è un altro. E cioè che di fronte a una vera emergenza nazionale, quella delle «sgarrupatissime» scuole italiane, di punto in bianco salta fuori che i soldi possono essere spesi solo previo «indirizzo delle commissioni parlamentari», istruzione e bilancio. Mentre la Corte dei conti, …

Adro, si eclissa il sole padano

Il ministro della pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini da Brescia, ci ha messo una settimana a scrivere al sindaco leghista Oscar Lancini da Adro per dirgli di togliere il sole delle Alpi dalla scuola pubblica Gianfranco Miglio. La distanza trai due comuni è di 35 km, a portargli la lettera a mano ci sarebbe voluto molto meno. L’ha fatto grazie al nostro impegno. E in un giorno di pioggia, che suscita battute come piove governo Adro, è il PD a guidare la manifestazione per cancellare i simboli verdi e coprirli con il tricolore, che a fine giornata culmina nella retromarcia del governo. C’è Francesca Puglisi, responsabile scuola della segreteria nazionale, Filippo Penati, capo della segreteria politica di Bersani, Giuseppe Civati, presidente del Forum Nuovi Linguaggi e Nuove Culture del PD, il consigliere regionale Gianni Girelli. Sono sotto la pioggia con un migliaia di persone in una manifestazione, organizzata dal Pd, e incentivata da una lettera di 185 genitori di bambini che frequentano la scuola pubblica, per dire che non si fa propaganda sulla pelle dei …

La scuola ai tempi della Gelmini: cronache dai territori

Dall’Unità: «La scelta di Gavoi: fanno lezione le classi tagliate», di Maria Giovanna Fossati Le campane suonano a morto, i manifesti a lutto vengono affissi in tutto il centro abitato: è la risposta di Gavoi paese di 3000 anime arroccato sulla montagna, a cui la riforma Gelmini taglia la IV ginnasio e la I geometri dell’istituto superiore Carmelo Floris, nonostante il numero minimo di alunni per giustificare l’avvio delle classi sia stato raggiunto. Oltre ai due corsi, l’istituto comprende anche il Tecnico Commerciale Igea e serve altri 4 paesi della Barbagia-Mandrolisai, centri di montagna dove la viabilità è scarsa e lo spopolamento incalzante da decenni. Le zone interne del Nuorese che tanto avevano lottato per la sopravvivenza, ora daranno battaglia. «Mi sembra di tornare indietro di 30 anni – dice Marica Cottu, medico a Ollolai e madre di due gemelle iscritte alla IV ginnasio -, quando abbiamo rivendicato a gran voce il diritto a un istituto superiore. In questo territorio se si mandano via i giovani e si perdono gli avamposti culturali si crea il …