Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"I precari cercano alleati. E smentiscono Gelmini: non ci ha mai ricevuto" , di A.G.

Continuano a tenere banco le vicende dei precari della scuola. Mentre a Roma lo sciopero della fame della coppia di supplenti palermitani, che avevano piantato la loro tenda canadese davanti a Montecitorio, si trasforma in presidio – preludio alla mobilitazione, il cui primo atto si svolgerà mercoledì 8 settembre con un sit-in in corrispondenza della riapertura dell’attività parlamentare dopo la pausa estiva -, il ‘Comitato insegnanti precari’, una delle associazioni storiche dei docenti non di ruolo, va al contrattacco del ministro dell’Istruzione smentendo alcune sue affermazioni fatte in settimana nella conferenza di presentazione del nuovo anno scolastico: se Gelmini aveva detto che incontra personalmente i precari della scuola “normalmente” e che interessarsi dei loro problemi “non è un evento”, il Cip ora sottolinea che “nonostante le reiterate richieste del nostro comitato, unica associazione riconosciuta dal Miur, apartitica, laica, libera autonoma e trasversale, nessuna audizione ci è mai stata concessa, neanche per un dialogo costruttivo”. Il comitato sottolinea che quando il ministro dell’Istruzione “dichiara di aver incontrato più volte i precari e di essersi confrontata regolarmente …

"La nave dei folli ritornerà", di Barbara Spinelli

Non è cosa semplice vivere da precari, e non solo per via dei soldi che son pochi e del posto di lavoro permanentemente effimero, inaffidabile. Non è semplice muoversi tra persone che parlano di crisi e non la conoscono, parlano di futuro come se fosse una categoria ancora sicura, difendono appartenenze etniche locali nascondendo che dipendiamo dal mondo – e dall’Europa – assai più che da patrie municipali o nazionali. Neppure è molto facile contemplare l’affaccendarsi sfaccendato dei governi, così simile all’ambulare disordinato descritto da Paolo nella seconda lettera ai Tessalonicesi: «Non fanno nulla pur essendo sempre in agitazione» (2 Ts 3,11). Tutti questi agitati ambulanti pensano di poter chiudere la parentesi della scarsa crescita e promettono, senza pudore, che presto la parentesi si chiuderà. I precari sono soprattutto giovani, ma non solo: anche nelle età medie capita di entrare in orbite dell’esistenza dove niente si solidifica. L’Istat constata: un giovane su quattro è senza lavoro, e una gran parte rinuncia a cercarlo. Tre milioni sono precari, sconsideratamente trattati come retroguardia. In realtà sono un’avanguardia, …

"Chi si incatena per insegnare ha una passione che va compresa", di Roberto Carnero

La protesta dei precari della scuola ha tenuto banco anche al premio Campiello, assegnato ieri a Venezia. È naturale che le sorti della cultura stiano particolarmente a cuore a chi, dei libri, ha fatto la propria scelta di vita. Così nella conferenza stampa della mattinata i cinque finalisti del prestigioso riconoscimento letterario (quest’anno alla sua quarantottesima edizione) non hanno mancato di stigmatizzare l’atteggiamento del ministro dell’istruzione Maristella Gelmini. Durissimo Gad Lerner, in cinquina con Scintille. Una storia di anime vagabonde (Feltrinelli): «Quello dei 200 mila precari della scuola è un dramma sociale, umano ed esistenziale da cui non possiamo distogliere gli occhi. Sono rimasto basito quando ho sentito la Gelmini affermare che non avrebbe parlato con loro perché, a suo dire, fanno politica. Ma scusi, signor ministro, lei invece cosa fa dalla mattina alla sera? È una reazione che non ha senso. La protesta dei precari non è solo la difesa sindacale, pure assolutamente legittima, di un posto di lavoro. È anche il segnale di un malessere diffuso nella scuola italiana, da troppo tempo penalizzata …

Modena: «Allarme mancano troppi insegnanti»

L’assessore Malaguti: «Materne, il ministero non risponde a richieste indispensabili ». Non sembra poter iniziare tranquillamente questo nuovo anno scolastico, colpito dai tagli del ministero e squassato dalle incessanti polemiche. E anche a Modena l’atmosfera è incandescente . «Il ministero dell ‘Istruzione — afferma l’assessore provinciale all’istruzione Elena Malaguti — ha assegnato solo un terzo degli insegnanti richiesti per rispondere ai bisogni del prossimo anno scolastico e lo ha fatto comunicandolo in modo incompleto, tardivo e frammentario, determinando così una programmazione dell’ offerta nformativa degli enti locali non rispondente alle esigenze delle scuole e delle famiglie» . Le dure parole dell ‘assessore arrivano al termine della conferenza provinciale di coordinamento per il sistema integrato, allargata a tutti i Comuni del territorio, che si è svolta ieri, per discutere proprio delle assegnazioni di insegnanti. La conferenza ha sottolineato come da questa situazione a rimetterci siano particolaremente le scuole d’infanzia, che risultano le più penalizzate : «Avevamo indicato un’esigenza minima di 16 nuovi insegnanti — ricorda l ‘ assessore — ma di fronte alle difficoltà poste dal …

I vescovi alla Gelmini: "non speculi sulla pelle dei giovani"

Si può scrivere e suggerire, come f al’Avvenire, ieri, nell’editoriale, che «bisogna salvare l’essenziale», fermare le«strumentalizzazioni», guardare i bambini, i «nostri cerbiatti», i «nostri bambini-giaguaro» negli occhi, pensarli come un «plotone d’esecuzione» che ci mette «al muro delle nostre responsabilità» e considerare che «non c’è reato più grave oggi in Italia che trattare male la scuola». Oppure si può fare lo sciopero della fame per sedici giorni e poi gridare che «la scuola è l’ultimo baluardo di democrazia in questo paese», che «se cediamo sulla scuola non c’è più nulla», che «i tempi sono maturi per una grande mobilitazione, entro settembre, in difesa dell’istruzione e delle pari opportunità per tutti, i figli dei contadini come di questi onorevoli che guadagnano tanti soldi»,come fanno, sotto il sole di piazza Montecitorio, Giacomo Russo e Caterina Altamore, i due precari palermitani, tecnico di laboratorio lui, maestra elementare lei, diventati simbolo di questa stagione di proteste,appena iniziata. Con manifestazioni spontanee e digiuni, in tutta Italia. L’essenziale, per dirla con il quotidiano dei vescovi, dovrebbe passare comunque. È il grido …

"Lo studente precario", di Francesco Merlo

Più risparmi e più sprechi. Vale per la Gelmini il vecchio paradosso del mulattiere di Casal Pusterlengo che, per incrementare i guadagni, limitava i costi della paglia. Alla fine le uscite divennero zero ma senza paglia l´asino morì. Dunque la mulattiera Gelmini toglie la paglia agli studenti, ne intruppa trenta per classe con punte di trentacinque/trentasette a Roma, a Viterbo, a Pavia, a Mantova, a Reggio Calabria… La nostra ministra mulattiera elimina gli insegnanti precari ma trasforma in precari gli allievi, li rende paurosi come i vecchi. Degrada infatti i laboratori in pollai, abbatte il trend del capitale cognitivo, diminuisce la quantità e la qualità del sapere. Insomma, ammazza l´asino. Andate a guardare i dati della nostra inchiesta e capirete il rumore sordo che si leva dalla scuola prima ancora che cominci. C´è un malessere distribuito nei vari provveditorati del sud e del nord, i presidi si sentono accerchiati, c´è qualcosa di più e di peggio rispetto alla ritualità e se volete al conformismo della ciclica protesta. Sicuramente fa paura il peggioramento in un solo …

"Il diritto all’istruzione e la Costituzione. Genitori-cittadini, è l’ora della sveglia", di Marina Boscaino

Classi come nuovi ghetti e il più grande licenziamento del settore: ecco l’esito della “riforma”. Dico a voi, genitori, nonni, zii, ragazzi. Cittadini. Lo so, la lettera è “vetero”, come ci hanno fatto credere di idee, principi, valori su cui vorrei riflettere. Svenduti dall’aggressività neoliberista e dal macabro progetto culturale di chi ci governa: come la lettera, roba d’altri tempi. Comodo per plasmare menti e coscienze al pensiero unico: sbarazzare il campo da ogni ostacolo. E far pensare che alcune radici della Repubblica puzzinodi stantio. La Costituzione, ad esempio. Che va invece tutelata da retorico buonismo, inerzia e manipolazione, rivendicando, con orgoglio e passione, il mandato attribuito a noi insegnanti dalla Carta: formare cittadini consapevoli. È sempre più difficile, da questo non-luogo a cui hanno ridotto la scuola. Fuori dai cancelli, i ragazzi si trovano in un mondo che li sollecita esattamente nella direzione opposta: il re per una notte, il tronista, il famoso, lo spiato che ammicca alla telecamera. Maschere (tragiche) dell’ossessione collettiva, prese in prestito dalla videocrazia per sostanziare la realtà. La scuola …