Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Tutti in corsa per la cattedra, ma i precari restano a secco", di Alice Loreti

Se collabori sei out. Il Coordinamento precari delle scuole bolognesi torna sul piede di guerra. E lo fa con una campagna rivolta ai colleghi assunti. «La non collaborazione finalmente è sulla bocca di tutti – c’è scritto sul volantino -. Ora mettiamola in pratica ». Sotto, quattro vignette che rappresentano due donne. Una ha un contratto a tempo indeterminato, l’altra è una precaria e vive di supplenze. «Perché non dovrei accettare ore aggiuntive?» chiede la prima. «Perché lavori al posto di un altro», risponde la seconda. Non è una guerra, sia chiaro. Ma una richiesta di aiuto e solidarietà che i precari lanciano nel disastrato mondo della scuola. Matteo ha 31 anni e da 4 lavora come docente di italiano alle superiori. Per arrivarci ha studiato, e tanto. Prima l’università, poi la Ssis, i corsi di abilitazione. Soldi, impegno e passione. «Mi sono iscritto alla Ssis quando il ministro Fioroni promise 150 mila assunzioni di docenti. Poi non se ne è più fatto nulla». Matteo ha sempre campato grazie alle supplenze annuali: Imola, Crevalcore, Castiglione. …

Licei, il classico non piace più crollano le iscrizioni alle prime

Ecco i dati del Ministero. Boom per i linguistici. Molto gettonata l´opzione Scienze applicate, corso dello Scientifico senza il Latino. Crollano i licei classici e decollano i linguistici dell´era Gelmini. Bene scientifici e artistici, in crescita rispetto all´anno scorso. Continuano invece a perdere iscritti gli istituti tecnici e i professionali. In vista della prossima apertura dell´anno scolastico, il ministero dell´Istruzione ha completato la raccolta dei dati riguardanti gli alunni iscritti nelle classi della scuola secondaria di secondo grado, che quest´anno avvia la riforma partendo dalle prime. Tra rinvii e polemiche, lo scorso mese di marzo, famiglie e studenti italiani hanno scelto tra i nuovi licei previsti dalla riforma (classico, scientifico, delle scienze umane, linguistico, artistico, musicale/coreutico), i nuovi indirizzi dell´istituto tecnico e quelli dell´istituto professionale riformato. Soltanto adesso è possibile avere una fotografia degli indirizzi promossi e di quelli bocciati da ragazzi e genitori. Il confronto con gli iscritti in prima dello scorso anno è significativo: i licei classici perdono una fetta considerevole di alunni ed è boom per i licei linguistici di nuova formazione. …

"Il digiuno dei precari italiani", di Laura Anello

Si allarga la lotta contro i tagli. In Sicilia un docente in sciopero della fame finisce all’ospedale. «Da qui me ne andrò con un lavoro oppure morto». Pietro Di Grusa, collaboratore scolastico precario da un quarto di secolo, lo dice misurando parole stanche e ferme, senza provocazioni, senza lacrime. Da dieci giorni ha smesso di mangiare e di prendere i farmaci per il cuore. Protesta così contro i tagli alla scuola che lo lasceranno a casa, dopo che già l’anno scorso è rimasto senza supplenza, «la Caritas a pagarmi le bollette della luce e a darmi qualche sacchetto con la spesa». È seduto davanti ai cancelli dell’Ufficio scolastico provinciale di Palermo insieme con i suoi due compagni d’avventura: Salvo Altadonna, docente di sostegno, e Giacomo Russo, assistente tecnico. Lascia il suo posto soltanto quando le forze lo abbandonano e allora arriva l’ambulanza a portarselo via per qualche ora: era successo l’altro giorno, è successo di nuovo ieri. È lui il simbolo di una protesta che dalla Sicilia si allarga a macchia d’olio, con nuovi scioperi …

"I 15 mila prof licenziati", di Flavia Amabile

Saranno almeno 15-20 mila i prof e maestri non di ruolo che non si vedranno riconfermare la supplenza annuale o fino al temrine delle lezioni, spiega la rivista «Tuttoscuola» in uno studio sui tagli voluti dal governo. L’ultima speranza per questi precari è recuperare almeno le supplenze brevi, quelle che i dirigenti scolastici assegnano per malattie o aspettative dei prof di ruolo, oppure nelle indennità o nei contratti di disponibilità previsti dal decreto salva-precari. L’allarme è scattato agli inizi di agosto, quando il ministero dell’Istruzione – in ritardo rispetto ai tempi usuali – ha reso noti i dati sulle assunzioni previste per il prossimo anno. E’ stato allora che la realtà si è presentata in tutta la sua cruda drammaticità per i precari, in particolare per quelli del sud: assunzioni azzerate nella scuola primaria (in tutta la Campania, la Puglia, la Sicilia ed in 27 province non se ne effettuerà neanche una) e minime nella secondaria: a Napoli saranno solo 44 i docenti precari a firmare il contratto per il ruolo. A Milano 46, a …

"La mannaia della riforma Gelmini", di Augusto Pozzoli

Maria Stella Gelmini a proposito della riforma della scuola aveva ripetutamente affermato che l’operazione (in pratica un massacro degli organici delle scuole) non avrebbe comportato nessun licenziamento. Una bugia clamorosa drammaticamente confermata dai crescenti casi di protesta dei precari che oggi, da Palermo a Pordenone, arrivano adirittura allo sciopero della fame. Per anni, e talora per decenni, hanno lavorato e ora si trovano improvvisamente senza un posto. Docenti di ogni livello e personale tecnico amministrativo. Negli anni passati hanno lavorato perché sono stati chiamati a coprire posti vacanti, cattedre senza insegnanti e uffici senza il personale sufficiente per far funzionare le scuole. E quando è calatala la mannaia dei 135 mila posti da tagliare entro il prossimo anno in tutta Italia, per buona parte di loro il lavoro è svanito. Messi alla porta, scaricati come macchine da rottamare. E questi non sono licenziamenti? Chi lo nega si appella a cavilli formali che ormai non convincono neanche gli sprovveduti. I tagli erano stati giustificati, oltre che per risparmiare, per eliminare una volta per tutte la piaga …

La scuola ai tempi della Gelmini: tagli, tagli, tagli

Rassegna stampa dai territori: Solo cinque insegnanti per Rimini: «Molte scuole non sanno come aprire». La rabbia dell’assessore Soldati contro il governo. All’appello mancavano almeno 90 insegnanti, per effetto dei tagli della riforma Gelmini. Ma a Rimini le scuole speravano almeno di riuscire a portare in cattedra, con gli organici di fatto, qualche docente in più rispetto alle previsioni. Così non è stato: appena 5 gli insegnanti assegnati con le nuove nomine, a fronte dei 90 tagliati’. Solo 5 posti per Rimini, e 91 in tutta l’Emilia Romagna, quando la richiesta era molto più alta. «Con questi numeri, molte scuole elementari e medie non sanno come aprire. Manca il personale per coprire l’orario scolastico in parecchi plessi», attacca l’assessore provinciale all’Istruzione, Meris Soldati. Ma anche dai sindacati arriva il grido di allarme. «Hanno assegnato una manciata di posti: un’elemosina, una risposta inadeguata e insufficiente sottolinea dalla Cgil Roberto Barbieri E’ una situazione insostenibile. Non sarà possibile estendere il tempo pieno (nelle classi che l’avevano richiesto quest’anno per la prima volta, ndr), ne si potrà favorire …

Il nuovo anno perde 20 mila posti – Con la Gelmini i tagli più consistenti degli ultimi dieci anni"

La Gelmini è riuscita lì dove in molti hanno fallito. Complice la clausola di salvaguardia affinata dal ministro dell’economia, Giulio Tremonti, il ministro dell’istruzione sta riducendo per davvero l’organico della scuola: sotto la sua guida il numero dei docenti a tempo indeterminato e determinato fino al termine delle lezioni si avvia a scendere sotto quota 700 mila. Erano 720 mila nel 2000/2001, sono arrivati a 701 mila lo scorso anno. Con l’entrata in vigore della seconda annualità della riforma della scuola, da settembre i tagli in organico di diritto complessivamente saranno di altri 20 mila posti, 5 mila in organico di diritto. E così si sta diffondendo a macchia d’olio la protesta dei precari che quest’anno non avranno più il rinnovo del contratto. In questi giorni gli uffici provinciali infatti stanno definendo le nomine a tempo indeterminato, complessivamente 16 mila, e la lista delle disponibilità per le supplenze, che spesso sono dimezzate rispetto allo scorso anno se non annullate. Alle manifestazioni spontanee di protesta si stanno per affiancare, a inaugurare il nuovo anno, quelle strutturate …