"Tutti in corsa per la cattedra, ma i precari restano a secco", di Alice Loreti
Se collabori sei out. Il Coordinamento precari delle scuole bolognesi torna sul piede di guerra. E lo fa con una campagna rivolta ai colleghi assunti. «La non collaborazione finalmente è sulla bocca di tutti – c’è scritto sul volantino -. Ora mettiamola in pratica ». Sotto, quattro vignette che rappresentano due donne. Una ha un contratto a tempo indeterminato, l’altra è una precaria e vive di supplenze. «Perché non dovrei accettare ore aggiuntive?» chiede la prima. «Perché lavori al posto di un altro», risponde la seconda. Non è una guerra, sia chiaro. Ma una richiesta di aiuto e solidarietà che i precari lanciano nel disastrato mondo della scuola. Matteo ha 31 anni e da 4 lavora come docente di italiano alle superiori. Per arrivarci ha studiato, e tanto. Prima l’università, poi la Ssis, i corsi di abilitazione. Soldi, impegno e passione. «Mi sono iscritto alla Ssis quando il ministro Fioroni promise 150 mila assunzioni di docenti. Poi non se ne è più fatto nulla». Matteo ha sempre campato grazie alle supplenze annuali: Imola, Crevalcore, Castiglione. …
