Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

Scuola, Pd: ministero conferma riduzione tempo pieno per prime classi

Ghizzoni: Gelmini nasconde dati agli italiani. “I dati ci sono ma li tengono nascosti o meglio selezionano quelli di ‘maggiore interesse per una diffusione esterna all’amministrazione’. Una formula garbata per dire che il ministero rende pubblici solamente i dati utili alla propria propaganda”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, commenta la risposta del ministero dell’istruzione all’interrogazione sulla mancata pubblicazione, da parte del ministero, dei dati ufficiali sugli orari scolastici settimanali scelti dalle famiglie. “Non si comprende – aggiunge – perché vi sia tanta reticenza a diffondere i dati sugli orari scolastici ossia su quanto tempo i ragazzi stanno tra i banchi delle scuole. Evidentemente – sottolinea – questi dati smentiscono le cifre diffuse con enfasi nel maggio scorso dal ministro Gelmini sull’incremento del tempo pieno. E ne è conferma la risposta alla nostra interrogazione che è molto evasiva e che, invece di dare riscontri oggettivi, si limita ad esprimere giudizi. Ad esempio, a proposito delle classi funzionanti a 31-39 ore il ministero sostiene, senza però fornire alcun dato, che …

"La manovra rende i soldi virtuali", di Alessandra Ricciardi

Se non è un commissariamento, poco ci manca. I fondi di istituto, quelli che servono a pagare i compensi accessori di insegnanti, ausiliari, tecnici e amministrativi, valgono un miliardo di euro, abbondante. Con l’approvazione dell’emendamento Azzollini alla manovra correttiva, in commissione bilancio al senato, le risorse in questione non saranno più nella disponibilità materiale delle scuole, appoggiate sui singoli conti correnti. Gli istituti potranno emettere ordini di pagamento alla liquidazione dei quali provvederà, unitamente alle spettanze di base, lo stesso Tesoro. Una norma, quella spuntata in commissione su proposta del relatore della manovra, nonché presidente della Bilancio, Antonio Azzollini, che da un lato semplificherà i pagamenti e la vita delle scuole: non dovranno più pensarci le segreterie. Ma dall’altro impedirà agli istituti scolastici di utilizzare le risorse in questione per anticipi di cassa su altri fronti. E pagarci, per esempio, le supplenze brevi piuttosto che le forniture. Distorsioni contabili in cui sempre più scuole in questi anni, a corto di trasferimenti da parte dello stato centrale, sono incappate. Ora non sarà più possibile. Il ministro …

“Con una mano il governo dà, con l’altra toglie”

Sempre più difficile una positiva integrazione scolastica: ora è possibile derogare al vincolo dei venti alunni per classe in presenza di un disabile. La sen. Mariangela Bastico e l’on. Manuela Ghizzoni spiegano gli effetti di un emendamento approvato dalla maggioranza in commissione Bilancio. Ecco la loro nota congiunta. «Con una mano il governo raccoglie, pur con ritardo, le giuste proteste degli invalidi sulle pensioni e sugli assegni d’accompagnamento, con l’altra torna a colpire tra i disabili i più deboli tra i deboli: i bambini, i ragazzi e il loro diritto a imparare e a crescere nelle scuole insieme ai loro coetanei. L’emendamento approvato in commissione Bilancio dalla maggioranza rende sempre più difficile una positiva integrazione scolastica: stabilisce infatti che è sempre possibile derogare, superandolo, al vincolo dei venti alunni per classe in presenza di uno studente disabile. La legge vigente dice ‘di norma’, con l’emendamento il vincolo è di fatto annullato in tutte le classi. Gli effetti di questa norma sono gravissimi, soprattutto se collegati con altre due negative ‘innovazioni’ della manovra Tremonti: il numero …

Appello del Pd contro la mini-naia che sottrae risorse alla scuola

Ieri è stato approvato nella commissione Bilancio del Senato l’emendamento del relatore alla manovra, Antonio Azzollini, che introduce la mini-naia, cioè un breve periodo di addestramento militare (di 3 settimane) rivolto ai giovani che dovranno avere tra i 18 e i 30 anni, essere sani, dimostrare di non aver mai assunto sostanze psicotrope e versare una ‘somma’, a titolo di cauzione, in cambio di una uniforme. Se approvata, si tratterebbe di una iniziativa sperimentale del ministero della Difesa, fortemente voluta dal ministro Ignazio La Russa, che avrebbe una durata di tre anni a fronte di una spesa di 19,8 milioni (6,5 milioni quest’anno, 5,8 nel 2011 e 7,5 nel 2012). Contro l’iniziativa, si registra la levata di scudi di tutti gli esponenti del Partito Democratico, che stigmatizzano la distrazione di queste risorse a danno di settori strategici, come l’istruzione. In particolare, la senatrice democratica Mariangela Bastico dal proprio sito commenta severamente la mini-naia: “Per questa attività di formazione miliare il governo impegna 20 milioni di euro di nuova spesa, mentre ha ridotto drasticamente le risorse …

«Prof troppo vecchi? Colpa del Governo», di A.G.

Non ha destato repliche in seno al Governo e a viale Trastevere la sottolineatura del quotidiano “Repubblica” sul sensibile innalzamento dell’età media degli insegnanti della scuola italiana, estrapolato da una rielaborazione del quadro numerico dell’anno scolastico 2009/2010 emesso dallo stesso ministero dell’Istruzione. Eppure le osservazioni, mosse dal quotidiano, comprendenti delle accuse non proprio velate, non erano di poco conto. Nell’articolo sono state dapprima diffuse le cifre che testimoniano una chiara tendenza all’invecchiamento dei prof: “nel 1998 l’età media degli insegnanti – ha scritto Repubblica – superava appena i 45 anni, oggi siamo oltre i 50; se 12 anni fa 4 maestre di scuola materna e 6 colleghe di scuola elementare non avevano ancora spento 30 candeline, oggi se ne conta meno di una su cento. Quasi nessuno, invece, tra le fila dei prof di scuola media e superiore; gli under 40 costituiscono una sparuta minoranza: appena 13 su 100; e i dirigenti scolastici, chiamati a traghettare la scuola nel terzo millennio? Hanno in media 58 anni e gli under 40 non esistono quasi”. Per finire …

«La scuola ha i capelli grigi, in cattedra prof cinquantenni», di Salvo Intravaia

Docenti sempre più anziani. Anche i precari hanno un’età elevata. E solo 13 giovani su cento diventano di ruolo ROMA – Per la prima volta, la scuola italiana è over 50. Il dato emerge rielaborando i numeri relativi all’anno scolastico 2009/2010 del ministero dell’Istruzione. Rispetto all’anno precendente l’età media degli insegnanti è ulteriormente cresciuta superando, probabilmente per la prima volta da quando esiste la scuola pubblica nel nostro Paese, la soglia “psicologica” dei 50 anni. Nel dopoguerra, la penuria di laureati consentiva l’accesso alla cattedra anche ai diplomati. Per le maestre di materna ed elementare è stato così fino a pochi anni fa. Poi sono arrivate le Ssis (le Scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario), di durata biennale, e i corsi triennali di Scienze della formazione primaria. E oggi per i quasi 8 milioni di alunni italiani incrociare prof giovani è diventato sempre più difficile: gli under 30 sono ormai una specie rara e i non più giovanissimi under 40 rappresentano una minoranza. I numeri lo confermano. Nel 1998 l’età media degli insegnanti superava appena …

Sono educatrice, ma anche bidella. Ma nessuno mi paga

Potrei riassumere le mie mansioni così: sono educatrice, bidella e anche dirigente scolastica. Quest’anno ho fatto la dirigente almeno per 186 ore, che nessuno mi ha pagato…». Succede questo ai tempi dei tagli, «anche nella civile Emilia-Romagna ». Lo dice chiaro e tondo la maestra di una scuola dell’infanzia di Bologna. Che racconta: «Proprio pochi giorni fa ad un certo punto davvero mi sono sentita che addirittura nello stesso momento stavo ricoprendo gli stessi ruoli: stavo spazzando e intanto facevo cantare i miei 25 bimbi. Poi mi hanno passato una telefonata che era diretta al dirigente, ma siccome noi non ce l’abbiamo da cinque anni, ho cercato di gestire io la richiesta del genitore». È il 2010, anche se non sembra a sentire questi racconti. «In barba a Brunetta che ci dà dei fannulloni… ». Questa scuola di Bologna, infatti, da 5 anni è senza dirigente: «Non vengono banditi concorsi e noi abbiamo cambiato 5 reggenti», racconta la dada. I reggenti sono, in sostanza, dirigenti scolastici di altri istituti, ai quali viene data anche la …