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Scuola, Pd: sul tempo pieno Gelmini nasconde i dati

Ghizzoni: i Comuni saranno costretti a mettere le mani nelle tasche delle famiglie “Invece di riproporre vecchi comunicati stampa per avvalorare la tesi che il tempo pieno aumenterà, il ministro Gelmini dovrebbe spiegare perché da due anni (ossia dall’anno scolastico 2008/2009) non sono più pubblici i dati nazionali e regionali sugli orari scolastici settimanali effettuati dagli studenti”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni commenta il comunicato del Miur e annuncia un’interrogazione parlamentare su cui auspica ‘una immediata risposta della Gelmini”. “In altre parole – aggiunge Ghizzoni – ad oggi, non possiamo sapere con esattezza quanti studenti hanno frequentato il tempo pieno, quelli che hanno scelto le 27 ore o il tempo prolungato. Alla faccia della trasparenza della pubblica amministrazione. Inoltre gli annunci trionfalistici del ministro Gelmini sono in palese contraddizione con le migliaia di richieste di tempo pieno non soddisfatte e con la denuncia dell’Anci che solo due giorni fa ha detto con chiarezza che molti comuni non potranno rispondere alle pressanti richieste di tempo pieno se non mettendo …

"Il liceo non ha i soldi per la maturità. Paghino le famiglie", di Andrea Garibaldi

Chiesti 145 euro a studente per i commissari d’esame. Il problema è questo, così come lo racconta Pietro Gonnella, preside del liceo scientifico «Majorana» di Putignano. Per pagare i dodici commissari d’esame (più nove interni) alla maturità che inizia fra due settimane, servono 47.500 euro. Dal ministero della Pubblica istruzione ne arriveranno 30mila. Ne mancano 17mila e 500. «Negli anni scorsi— dice Gonnella — abbiamo pagato le indennità di funzione e di trasferta dei professori sottraendo fondi ad altre destinazioni. Ma stavolta in cassa non ho più niente. Equitalia ha perfino chiesto il pignoramento perché non abbiamo versato la tassa dei rifiuti». E allora? Allora, venerdì il Consiglio d’istituto del «Majorana» ha deliberato di invitare le famiglie dei 127 studenti a versare 145 euro a testa che serviranno a dare ai commissari ciò che a loro spetta. Spiega Gonnella: «Qui si tratta di non far innervosire i commissari con l’idea che saranno pagati in ritardo. Alla maturità, si sa, i ragazzi hanno bisogno di comprensione…». Putignano, provincia di Bari, ha 28mila abitanti ed è nota …

"La lotteria del tempo pieno", di Flavia Amabile

Test, grauatorie e punteggi per scegliere i fortunati vincitori del posto nelle classi a 40 ore. Duecentomila i bambini esclusi. Benvenuti alla lotteria del tempo pieno. Partecipano in duecentomila, secondo calcoli dei sindacati. Sono i bambini italiani che hanno provato ad iscriversi alle classi di 40 ore e che ora, a giugno, all’improvviso hanno scoperto che quelle classi non ci sono e che le scuole dove si erano preparati ad andare dovranno scegliere tra loro e decine di altri bambini chi vincerà l’ambito premio. Accade anche questo nell’Italia delle scuole ormai. A Milano una scuola primaria ha 33 iscrizioni per il tempo pieno e 10 per il tempo normale. Per il momento sono state autorizzate una classe a tempo pieno e una a tempo normale. Il Consiglio di istituto ha deciso di formare la classe a tempo pieno con 25 alunni, il massimo consentito dalle norme per la sicurezza, e quella a tempo normale con i restanti 18. Sembra un problema da scuola primaria, appunto, ma ora 8 dei bambini del tempo pieno dovranno accontentarsi …

"Gelmini, scure sui programmi. Con la riforma si studia meno", di Salvo Intravaia

Un documento interno del ministero illustra i nuovi orari per licei e istituti tecnici e professionali. Sforbiciate in tutte le materie fondamentali: al classico meno italiano e storia, allo scientifico meno chimica e fisica, all’artistico meno discipline plastiche. Tutto pronto per la riforma dell’istruzione superiore. Nei prossimi anni, gli studenti dell’era Gelmini passeranno complessivamente meno tempo tra le pareti scolastiche e, soprattutto, studieranno di meno. Meno matematica e lingua straniera, meno informatica e latino. Il ministero di viale Trastevere ha ormai predisposto quasi tutti i documenti necessari per fare partire la riforma che “la scuola attendeva da ottant’anni”, ha detto Mariastella Gelmini. Ma sarà la riforma in grado di rilanciare un paese in crisi, dando ai giovani gli strumenti per affermarsi nel mondo del lavoro o proseguire gli studi universitari con profitto? Vediamo, documenti alla mano, quanto e cosa studieranno le future generazioni. Licei artistici. I nuovi licei artistici targati Gelmini (arti figurative; architettura e ambiente; audiovisivo e multimedia; design; grafica; scenografia), all’interno dei quali confluiranno gli ex istituti d’arte, sono contrassegnati dal segno meno. …

"Perchè è sbagliato tagliare i fondi all'istruzione", di Giovanni Ferri

Ho avuto di recente l’occasione di partecipare a tre convegni in cui si discuteva di istruzione e sviluppo economico. Erano tutti e tre convegni internazionali ma ciascuno di essi avveniva in uno specifico contesto nazionale: la Corea del Sud, il Giappone e la Russia. Ebbene, in tutti e tre i convegni il messaggio sul legame tra istruzione e sviluppo è stato sostanzialmente convergente: nessun Paese che da povero è diventato ricco è riuscito a farlo senza, prima della (e durante la) fase di crescita accelerata, aver accresciuto di gran lunga i propri investimenti in istruzione. Gli esperti fanno notare che il problema non è solo quello di assicurare che la gente sappia leggere e scrivere – in termini tecnici, la “alfabetizzazione strumentale” – ma anche che una fetta più ampia possibile della popolazione acceda all’istruzione secondaria (scuole superiori) e terziaria (università) in modo che tanti si dotino degli strumenti – la “alfabetizzazione culturale” – per mettere a frutto il proprio ingegno al servizio suo proprio e della collettività di appartenenza. Un Paese che investe molto …

«Sopravvissuti, ma per quanto?», di Mauro Munafò

Studenti e docenti del Centro Sperimentale di Cinematografia occupano la sede dell’istituto per protestare contro i tagli la precarietà e i tagli alle risorse destinate alla produzione culturale. “In un paese normale la cultura e la ricerca sono una risorsa” Si definiscono dei sopravvissuti, ma non sanno ancora per quanto. Gli studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, la scuola di cinema più antica e prestigiosa d’Italia, stanno occupando la sede del loro istituto dal 31 maggio per protestare contro la situazione di precarietà a cui è costretto il Centro e buona parte dell’industria culturale del Paese. La preoccupazione di ragazzi e docenti è il futuro: il Csc era finito in un primo momento nella lista dei 232 “enti inutili” nel decreto anticrisi del ministero dell’Economia a cui tagliare i fondi. Solo l’intervento di Napolitano, che ha stralciato la lista degli enti culturali, ha permesso al Centro di tirare un respiro di sollievo. Studenti e docenti si chiedono però quanto durerà. “Oggi è il momento di pensare più in generale allo stato del cinema …

«Ultimo giorno di scuola, va in scena il Requiem di Mozart», di A.G.

Farà un certo effetto, forse anche ai piani alti di viale Trastevere, chiudere l’anno scolastico con queste parole: “Oggi 11 giugno 2010 ultimo giorno di scuola, siamo qui per la cerimonia funebre in ricordo di tutte le discipline scomparse e di quelle gravemente mutilate dalla riforma Gelmini. Vogliamo ricordarle affinché il colpo inferto alla scuola pubblica rimanga nella memoria di tutti”.Così devono aver pensato il gruppo di insegnanti dell’istituto tecnico industriale Enrico Fermi, di via Trionfale a Roma, riunito attorno al ‘Coordinamento docenti Fermi’, quando hanno optato per questa singolare quanto macabra forma di protesta. Il motivo della contestazione è noto: si rifà alle novità introdotte dall’ultima riforma Gelmini, i cui regolamenti sono peraltro ancora in attesa di pubblicazione definitiva in Gazzetta Ufficiale, in base alle quali negli istituti tecnici si prevede il sensibile ridimensionamento di alcune materie già a partire dal prossimo settembre. In certi casi addirittura la loro definitiva cancellazione. Come noto, per raggiungere questo risultato, negli istituti tecnici il Miur ha predisposto una nuova revisione dei programmi delle prime classi e la …