Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"I docenti ci rimettono duemila euro lordi", di Paolo Pergolizzi

Manovra finanziaria, la stangata peggiore potrebbe arrivare a carico dei 7mila dipendenti della scuola reggiana. Insegnanti e personale amministrativo, se la bozza di manovra verrà confermata, si vedrebbero bloccati per tre anni anche gli scatti di anzianità, unica forma di progressione degli stipendi nella scuola. Elvira Meglioli, della segreteria Flc-Cgil, accusa: «Letta dice che rischiamo di fare la fine della Grecia? Beh, guardi, il taglio di stipendio a carico del personale della scuola è sui livelli di quanto il governo ha fatto in quel Paese. Bloccare per tre anni gli scatti di anzianità al personale, significa far perdere 2mila euro lordi l’anno in busta paga». CALCOLANDO che un dipendente pubblico, in media, perderà 530 euro lordi l’anno da questa manovra per effetto del congelamento dei contratti, vorrebbe dire circa 2mila e 500 euro in meno l’anno, ovvero circa 200 euro al mese. Aggiunge la signora Meglioli: «Gli scatti di anzianità sono sei, nella vita di un docente. Congelarli vuol dire che tu, quei tre anni, li hai persi per sempre. Bisogna poi calcolare che tutto …

Approvato il regolamento sulla formazione iniziale

La commissione Cultura della Camera ha approvato oggi lo schema di regolamento sulla formazione iniziale degli insegnanti. Caratteristiche principali sono il numero programmato per l’accesso ai nuovi percorsi formativi, tirocini formativi, corsi di perfezionamento per l’insegnamento di una materia in lingua straniera. L’accesso ai nuovi percorsi formativi prevede il superamento di una prova. Il numero dei posti annualmente disponibili sarà determinato sulla base della programmazione del fabbisogno di personale docente. Per insegnare nella scuola dell’infanzia e nella primaria è richiesto un corso di laurea magistrale quinquennale a ciclo unico: dal secondo anno ci dsarà un tirocinio di 600 ore che si conclude con la discussione della tesi e della relazione finale che costituiscono esame con valore abilitante. Per insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado è richiesta la laurea magistrale (o un diploma accademico di secondo livello per l’insegnamento di discipline artistiche, musicali e coreutiche) più un anno di tirocinio formativo attivo (TFA), che si conclude con la stesura di una relazione e l’esame finale con valore abilitante. La specializzazione per il sostegno …

Il Pd chiede la rimozione di Limina

Un’interrogazione urgente della sen. Bastico e dell’on. Ghizzoni. “Siamo ormai di fronte a un’evidente incompatibilità ambientale”. “Il Ministro trasferisca il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna Marcello Limina ad altro incarico poiché le valutazioni contenute nella direttiva lo pongono in netto contrasto con l’autonomia scolastica e con la libertà di insegnamento dei docenti e il loro diritto di espressione. Siamo ormai di fronte a un’evidente incompatibilità ambientale”. E’ quanto chiedono la sen. Mariangela Bastico e l’on. Manuela Ghizzoni del Pd nell’interrogazione urgente, depositata nei due rami del Parlamento, sulla circolare che il direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale (USR) dell’Emilia-Romagna, Marcello Limina, ha inviato ai dirigenti degli Uffici scolastici provinciali. “I richiami contenuti nella circolare del dirigente regionale – dichiarano le due parlamentari – sono gravemente lesivi dei diritti costituzionali di libertà di pensiero (art. 21) e di libertà di insegnamento (art. 33) e si pongono in contrasto con l’autonomia delle istituzioni scolastiche dal potere politico. Tali richiami rappresentano inaccettabili intimazioni censorie rivolte ai dirigenti e ai docenti, oltre a costituire la palese manifestazione di una …

"Il paese dei balocchi" di Francesco Merlo

Da ministra del rigore a ministra del tempo libero, da sacerdotessa dello studium a fanatica dell´otium, da bacchetta che castiga a sbracata Lucignola che vuole mandare tutti i bimbi italiani nel paese dei balocchi. Insomma «per favorire il turismo» la ministra dell´Istruzione Mariastella Gelmini vuole ritardare di un mese l´apertura dell´anno scolastico, dai primi di settembre ai primi di ottobre. Attenzione: non per ragioni didattiche né per qualche forma, sia pure contorta o distorta, di saggezza pedagogica, ma soltanto per allungare la vacanza, per aiutare l´industria del tempo libero, per fare divertire di più i ragazzi italiani che solitamente bastona e per fare riposare di più i professori contro i quali scaglia lampi ed emette tuoni. Dopo avere maltrattato gli insegnanti come fannulloni ignoranti e avere insultato gli studenti come somari e pelandroni, dopo avere predicato il ritorno alla disciplina e al faticoso impegno, Nostra Signora dei Grembiulini ha dunque scoperto la virtù della pigrizia rilanciando il sogno di tutti gli asini del mondo e persino riproponendo quel modello sessantottino contro il quale si batte …

"Scatti bloccati, tagliato un miliardo", di Alessandra Ricciardi

Nel dl finanziario si paventa una manovra aggiuntiva per il comparto. Sindacati in allarme. In attesa che il Tesoro certifichi i 300 milioni di euro di risparmi da reinvestire per il 2010, -nello specifico per premiare il merito di insegnanti, amministrativi e bidelli- la scuola corre il rischio di dover scontare il blocco degli automatismi. E tenere insegnanti e Ata senza scatti di anzianità per tre anni, come prevede la bozza del decreto finanziario già oggi a un primo consiglio dei ministri, comporta, secondo un calcolo ufficioso, una minore spesa di circa 340 milioni l’anno. Ovvero un miliardo alla fine del triennio, il risparmio complessivo che deriverebbe per le casse dello stato da quella che si presenta come una vera manovra aggiuntiva alla manovrona da 8 miliardi di euro caduta sulle spalle della scuola con il decreto legge 112/2008. Se l’articolo della bozza di decreto in possesso di ItaliaOggi (si vedano le anticipazioni di sabato scorso) sarà confermato, il blocco degli automatismi comporterà una perdita di stipendio tra i 1500 e 3000 euro su base …

I presidi: «No al silenzio, i tagli sulla scuola sono gravi», di Chiara Affronte

No alle intimidazioni. È questa la replica forte e chiara dei presidi dell’Emilia-Romagna al dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Marcello Limina e alla sua «circolare bavaglio» diventata pubblica pochi giorni fa grazie al coordinamento dei docenti modenesi. Se il dirigente dell’Usr credeva di zittire i lavoratori della scuola, è invece riuscito a fare alzare la loro voce ancora di più. E così, dopo la protesta già annunciata per giovedì davanti all’Usr degli insegnanti delle superiori, questa volta sono i destinatari della circolare «riservata» a prendere la parola. E a ricordare a Limina doveri ma anche diritti di un preside. Ad esempio, quello di «continuare ad informare, spiegare e raccontare in quale difficile situazione si trovi la scuola italiana». Questo, aggiunge il coordinamento, «non significa assumere posizioni critiche nei confronti del Governo, ma semplicemente esercitare il proprio ruolo di dirigenti scolastici così come previsto dalla legge». E così, riprendendo una frase delle circolare di Limina, «astenersi da dichiarazioni o enunciazioni che in qualche modo possano ledere l’immagine dell’amministrazione pubblica» non è certo uno dei doveri dei presidi. …

A scuola più tardi, maggioranza divisa Lega: no al ritorno sui banchi a ottobre

Maggioranza divisa sull’ipotesi di posticipare l’apertura dell’anno scolastico. Il senatore Giorgio Rosario Costa (Pdl) ha proposto la riapertura delle scuole il 30 settembre, anche per dare una mano all’industria turistica. Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini è aperta all’ipotesi, ma la Lega Nord non ci sta. Ed è contraria anche l’opposizione. «La proposta del Pdl di tornare a scuola il 30 settembre è inattuabile», ha commentato la senatrice del Carroccio, Irene Aderenti, che spiega: «La direttiva europea prevede 200 giorni di scuola e va rispettata. Se togliamo i giorni di scuola del mese di settembre si rischia di non rispettare questo minimo. Inoltre, estendere questa proposta a tutto il territorio nazionale significa mettere in difficoltà le famiglie e i lavoratori dipendenti perchè questi alla fine di agosto, la maggior parte, iniziano il lavoro. E dove mettono i bambini?». PD E IDV – Anche Pd e Idv, come il Carroccio, sono contrari al rinvio al 30 settembre dell’inizio dell’anno scolastico. I democratici sottolineano che un posticipo dell’inizio delle lezioni metterebbe in pericolo la regolarità stessa del’anno di …