Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

Protesta sui tagli al tempo pieno. Gelmini: "Falso, ci sono più classi", di Salvo Intravaia

Da Milano a Trapani, passando per Firenze e Roma, l’anno prossimo spariranno centinaia di classi con orario pomeridiano. Cittadini e amministratori si mobilitano, ma per la Gelmini le critiche sono strumentali. Tempo pieno in calo per gli alunni in entrata alle elementari e fioccano le proteste dei genitori. Ma il ministero rilancia. “Aumenta il tempo pieno nella scuola elementare: per il secondo anno consecutivo, grazie all’introduzione del maestro unico e all’abolizione delle compresenze, si è registrato un aumento complessivo di 2.958 classi a tempo pieno e aumentano gli alunni che potranno usufruire di questo quadro orario”. Ma, allora, perché i genitori protestano? Dopo il boom di lezioni pomeridiane nelle classi iniziali della primaria di quest’anno, le famiglie si erano illuse che la cuccagna potesse continuare anche il prossimo anno. Ma non sarà così. Da Milano a Roma, passando per Firenze, le proteste sono vibranti. A Milano per effetto della trasformazione d’ufficio di 150 classi prime a tempo normale (con lezioni in orario antimeridiano) quasi 3 mila bambini dovranno essere esclusi dal prolungamento delle lezioni fino …

"Classi sovraffollate. E' emergenza sicurezza", di Flavia Amabile

Più di cinque edifici scolastici su 10 costruiti prima del 1974, quasi 4 su 10 con urgenti necessità di manutenzione, nemmeno la metà ha la certificazione antincendio. E’ lungo l’elenco dei problemi anche molto gravi delle scuole italiane stilato dall’ultimo rapporto di Legambiente «Ecosistema scuola 2009». E Vanessa Pallucchi, responsabile scuola dell’associazione, teme che l’aumento del tetto massimo degli alunni nelle classi possa rendere ancora più difficile la situazione. Che cosa si può fare? «Come Legambiente chiediamo che di fronte ad una situazione che è ben nota il ministro Gelmini renda almeno noto l’elenco delle scuole con carenze strutturali in modo da poter sapere dove l’aumento non potrebbe essere tollerato per motivi di sicurezza. Da anni si parla di quest’elenco ma finora non è mai stato ufficializzato e non si sa il perché». Da diciassette anni si parla anche dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica. «E’ vero e pare che sarebbe pronta all’80% almeno per gli elementi non strutturali. Perché non divulgare questi dati? Riguardano la sicurezza degli studenti italiani, conoscerli è un loro diritto come lo è …

"Istituti tecnici, la Confindustria coglionata", di Pino Patroncini

Quattro anni fa la riforma della secondaria superiore della Moratti era stata bloccata anche per l’opposizione anche di Confindustria che non gradiva la trasformazione degli istituti tecnici in generici licei tecnologici. In quella occasione gli istituti tecnici, rievocati come i grandi accompagnatori del processo di industrializzazione degli anni sessanta, erano stati persino definiti “i gioielli di famiglia”, i quali, per l’appunto, non potevano essere alienati. Gelmini sapeva tutto ciò. Suo obiettivo fu quindi quello non cadere nello stesso errore di trovarsi praticamente nemici (e che nemici!) in casa. Pensò quindi di accattivarsi le simpatie di Confindustria per i suoi tagli-gabellati-per-riforma coinvolgendo gli industriali nella gestione scolastica da subito, senza attendere la riforma degli organi collegiali a cui stava lavorando la sua amica-rivale Aprea, e istituendo i cosiddetti comitati tecnico-scientifici paritetici tra componenti interne alla scuola e componenti esterne. Di fronte a questa proposta a Confindustria non parve vero di ritornare ai vecchi consigli di amministrazione degli istituti tecnici e professionali degli anni cinquanta e sessanta nella illusione di rinverdire le glorie industriali di quegli anni …

Tagli agli organici della scuola: il PD interpella la Gelmini

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, per sapere – premesso che: è un dato inoppugnabile che nell’anno scolastico in corso sono presenti nelle scuole più studenti e meno personale docente e ATA rispetto a quello precedente. Gli studenti iscritti alle scuole di ogni ordine e grado, infatti, sono 7.805.947, con un aumento di 37.000 unità e, parimenti, si sono ridotti gli organici per il personale docente di oltre 42 mila unità e più di 15 mila posti per il personale ATA. Questi dati rappresentano la prima tranche della riduzione di oltre 132.000 unità, che il Governo ha previsto, per il triennio 2009-2011, con l’art. 64 del Decreto Legge 112/2008 convertito con la legge 133/2008, realizzando così il più grande licenziamento di massa nella storia della pubblica amministrazione del nostro Paese; le scelte operate dal Governo hanno comportato, già nell’anno scolastico in corso, il termine del rapporto di lavoro di decine di migliaia di lavoratori precari della scuola: oltre 18 mila docenti e più di 8 mila tecnici, amministrativi ed …

"La religione a scuola fa media: che errore", di Pierluigi Battista

Il verdetto del Consiglio di Stato danneggia gli studenti che non la scelgono. Rendere implicitamente obbligatorio il facoltativo. Trasformare una libera scelta in una convenienza. Gratificare chi opta per l’ora di religione di una condizione di vantaggio rispetto a chi, per le più diverse ragioni, decide di non avvalersene. La sentenza del Consiglio di Stato che stabilisce l’importanza determinante dell’insegnante di religione «ai fini dell’attribuzione del credito scolastico» intacca un principio d’eguaglianza e introduce un criterio di esclusione per chi quel «credito» non può (o non vuole) accumularlo. C’era un modo migliore per rinfocolare le annose polemiche sull’ora di religione a scuola? Per riaprire l’interminabile contesa sulla rilevanza della religione nella scuola pubblica? La conoscenza della religione cristiana ha un ruolo importantissimo nel nostro patrimonio culturale: ridurla a pratica burocratica da sbrigare per un curriculum scolastico non è però la via maestra per valorizzarla. La sentenza del Consiglio di Stato ricorre a un escamotage, applicando gli stessi parametri ai corsi «alternativi». Ma tutti sanno che quei corsi sono assenti nella grande maggioranza delle scuole. Con …

"L'agonia della scuola italiana", di Fausto Pacciato

La scuola italiana è povera in canna. Il governo ha smesso di considerarla, come hanno sempre fatto anche i governi precedenti, un sistema migliorabile tramite adeguati cambiamenti. Negli anni scorsi almeno andava in scena il finto dibattito tra maggioranza e opposizione sulle riforme. Adesso si rinuncia anche alla commedia e si va al sodo. A colpi di machete, viene tagliato non solo il tagliabile ma anche lo stretto necessario, dagli edifici che vanno in malora ai posti di lavoro. Docenti che perdono l’insegnamento, personale sussidiario decimato, clima di precarizzazione nell’unico scopo confessato senza pudore: un risparmio selvaggio su ciò che rimane del sistema educativo, su tutto ciò che ha a che fare con la Cultura. Al Veneto il trattamento non viene certo evitato e anche qui i dirigenti scolastici cominciano a rivolgersi alle famiglie per farsi aiutare, per tenere in piedi la baracca che rischia di non poter più fornire un servizio nei confini della decenza. In questa opera di sistematica demolizione (la crisi economica non sta scatenando la stessa follia in altri Paese europei) …

Licei, Pd: famiglie e studenti bocciano riforma Gelmini. Ghizzoni: persa grande occasione per rilancio istituti tecnici

“I dati del ministero indicano il forte scetticismo delle famiglie italiane sulla riforma della scuola secondaria del ministro Gelmini”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni commenta i dati rilevati dal ministero dell’Istruzione sulle opzioni effettuate al momento dell’istruzione da oltre 500 mila studenti di terza media. “Questi dati, seppur parziali, indicano chiaramente che nell’incertezza sui nuovi assetti, gli studenti e le famiglie si sono orientati verso quei percorsi formativi che, nonostante i forti tagli, non hanno subito modifiche. E’ in ogni caso la dimostrazione che il necessario rilancio dei percorsi tecnici è stato affrontato dal governo in modo affrettato, anteponendo le ragioni dei tagli ai contenuti necessari. Le famiglie e gli studenti hanno capito e sono fuggiti. Il problema però resta nella sua interezza, bisogna adesso studiare un percorso preciso per ridare agli istituti tecnici quel ruolo fondamentale che hanno avuto nel passato per lo sviluppo economico e sociale del paese”. ****** “Scuola, torna il fascino dei licei iscrizioni record per il nuovo anno”, di Salvo Intravaia I dati …