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"Ancora un decreto fantasma sugli organici: attacco al tempo pieno nella scuola primaria ma i conti non tornano neppure nelle superiori", di Osvaldo Roman

Con la Circolare ministeriale n. 37 del 13 aprile 2010, a tutt’oggi ancora non disponibile sul sito internet del MIUR, dovrebbe essere stato inviato agli Uffici periferici dell’Amministrazione scolastica lo schema di decreto interministeriale concernente la determinazione degli organici del personale docente per l’anno scolastico 2010-2011. Sulla base del predetto schema di Decreto, non ancora esistente in quanto non registrato dalla Corte dei Conti e non pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale, come già accaduto nello scorso anno scolastico in questi giorni si stanno definendo oltre 10mila decreti regionali, provinciali, e scolastici di fatto privi di valore giuridico in quanto emanati in assenza dell’atto fondamentale che riguarda la definizione dell’organico nazionale. Tale anomala situazione rischia di ripetere uno scenario già verificatosi per la definizione degli organici dell’anno scolastico 2009-2010. Infatti il TAR del Lazio reclama ancora, da quasi un anno, la pubblicazione del relativo Decreto interministeriale ritenendosi impossibilitato a decidere sul richiesto annullamento di un atto che, pur non esistendo giuridicamente, ha tuttavia causato la soppressione di 42 mila posti e il licenziamento di alcune decine di …

"In ogni prima due studenti in più", di Francesca Barbieri e Chiara Bussi

Meno classi, ma più affollate. Ma anche meno tempo da passare sui banchi. Sono queste le uniche certezze dei presidi alle prese con il rompicapo della riforma delle scuole superiori che parte a settembre. Archiviata la partita delle iscrizioni per le famiglie dei circa 550mila ragazzi di terza media, ora la palla passa nel campo dei dirigenti: solo cinque mesi di tempo per incastrare tutti i tasselli mancanti del puzzle della riforma approvata a metà marzo e non ancora pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale (almeno fino a giovedi scorso). L`agenda è fitta: bisogna definire i nuovi programmi sulla base della riduzione dell`orario, scegliere i libri di testo e distribuire le cattedre, garantendo la qualità dell`insegnamento. Non nasconde la sua preoccupazione Roberto Tripodi, preside dell`Iti Volta di Palermo, che riassume i nodi ancora da sciogliere: «Il primo problema è l`aumento del numero minimo di alunni, poi bisogna pensare all`orario, che per quanto ci riguarda passerà da 36 a 32 ore, e rischia di penalizzare le ore di laboratorio: un vero e proprio terremoto, insomma, non ci sono …

«Petizione contro l'aumento degli alunni per classe», di Ioannis Lioumis

Diritti e obblighi nell’individuazione dei criteri per la formazione delle classi. In questi giorni i Consigli d’Istituto delle scuole si stanno riunendo per discutere, tra le altre cose, anche dei criteri per la formazione delle classi. Per effettuare tutti i tagli previsti dall’art. 64 della legge 133, le classi previste saranno composte di un numero molto alto di allievi. Alle superiori, le classi iniziali devono avere un numero minimo di 27 alunni e poi i resti vengono distribuiti fino a 30, ma in sede di organico di fatto si potrà pure arrivare a 33. Sono numeri che peggioreranno la qualità del servizio e faranno andare le aule scolastiche ed i laboratori fuori norma: – sia in riferimento agli indici minimi di funzionalità didattica (D.M. 18 dicembre 1975 – Norme tecniche per l’edilizia Scolastica che stabilisce i parametri spaziali minimi a disposizione di ogni persona presente nei locali scolastici (1,80 metri quadri netti per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado; 1,96 metri quadri netti per le scuole secondarie di II grado)), – sia …

"Da Roma a Bari l’agonia dei licei", di Caterina Perniconi

“Siamo in emergenza su tutto, non solo sui corsi di recupero. Da due anni non ci arrivano nemmeno i soldi del funzionamento”. Dopo l’allarme lanciato dal preside del liceo Keplero di Roma, che ha scritto una lettera al ministro Mariastella Gelmini denunciando la mancanza di fondi per i corsi di recupero, la voce di Bice Mezzina, insegnante di liceo classico e presidente del centro d’iniziativa democratica degli insegnanti di Bari, è solo una tra le molte che fanno eco nei corridoi della scuola italiana: “Non ci sono soldi, siamo al collasso”. Verona, Bologna, Roma, Napoli, Bari. Il problema è lo stesso dappertutto: non arrivano i fondi da Miur. “La rigorosità di preparazione scolastica complessiva richiesta dalle nuove norme cozza fragorosamente con la drammatica realtà di scuole senza soldi e sostegno per sopravvivere – ha scritto il preside del Keplero, Antonio Panaccione a giugno prossimo saremo obbligati ad applicare, completamente disarmati, le nuove disposizioni del Governo in merito alla valutazione finale. Ci troveremo, così, di fronte al tradizionale alto numero di alunni che non avranno raggiunto …

Accolta la richiesta della Flc Cgil sulle immissioni in ruolo dei precari. Prosegue la mobilitazione contro i tagli agli organici

La FLC CGIL al termine della settimana di mobilitazione nazionale e territoriale conferma per le prossime settimane il proprio impegno contro i tagli agli organici e alle risorse finanziarie delle scuole e per la tutela del personale precario, la qualità della scuola pubblica e il rispetto del tempo scuola richiesto dalle famiglie. Durante l’incontro con i dirigenti del Ministero dell’Istruzione, la FLC CGIL ha ribadito le proprie richieste. L’amministrazione si è impegnata per quanto riguarda il personale docente a tempo determinato a chiedere l’autorizzazione al Ministero del Tesoro per l’immissione in ruolo su tutti i posti vacanti e disponibili (11/14 mila posti comuni e 5.000 posti sul sostegno) come richiesto dalla FLC CGIL. Riteniamo assolutamente insufficiente le 6.000 assunzioni previste per il personale ATA. Il Miur, inoltre, ha garantito: l’avvio di un monitoraggio regione per regione sugli effetti concreti e reali dei tagli agli organici; l’attivazione di un tavolo interministeriale sugli ammortizzatori sociali per il personale precario della scuola; l’attivazione di un ulteriore tavolo interistituzionale sull’edilizia scolastica. La FLC CGIL, pur ritenendo molto importante l’impegno …

"Una scuola veramente per tutti", di Francesca Puglisi*

La scuola è la mia casa, aperta tutto il giorno e tutto l’anno», proponeva su queste colonne Luigi Berlinguer. Mi sembra un’idea meravigliosa e rivoluzionaria, da cui far partire il nostro «progetto per l’Italia», per mobilitare energie, persone, intelligenze, per farne un nuovo movimento. Immaginiamo la scuola come luogo fondante di comunità, dove oltre ai necessari insegnamenti curricolari ci si può fermare il pomeriggio per studiare, fare sport, suonare, recitare, imparare le lingue. Dove diventa un valore anche l’apprendimento non formale e informale. Immaginiamo mamme che non devono più correre per accompagnare i figli ad imparare ciò che a scuola non si può fare. «Una scuola per ricchi», la chiamerebbe la Gelmini. Io la chiamo «una scuola per tutti». Una scuola dove i ragazzi di oggi trovano davvero interessante stare e studiare. Per progettare una scuola pubblica come questa, occorre costruire insieme un nuovo sistema scolastico.Unrinnovato rapporto di attribuzione di competenze e risorse tra Stato e Regioni, nuova formazione per reclutare gli insegnanti, nuovi spazi in cui vivere e studiare. «Non ci sono le risorse! …

Scuole, Pd: deroghe a tetto 30% dimostrano che i presidi sono più avanti della Gelmini

Ghizzoni: ministro ci dica dove sono finiti i fondi per l’integrazione. “È la dimostrazione che la scuola italiana è molto più avanti della rappresentazione becera che ne vorrebbe fare il ministro Gelmini”. E’ quanto dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni commentando le motivazioni che hanno consentito ad una quota rilevante di istituti scolastici lombardi di ottenere la deroga al tetto del 30% di alunni stranieri per classe. “E’ anche la dimostrazione che i modelli di integrazione, al di la delle quote, ci sono e sono efficaci e che tutta l’enfasi mostrata dalla Gelmini e dal governo sul tetto del 30% era dettata esclusivamente da ciniche ragioni politiche, per non dire elettorali. Resta piuttosto il tema delle risorse. Oltre ai tagli insostenibili si somma anche il mistero dei 20 milioni annunciati per finanziare i progetti di integrazione e di insegnamento della lingua italiana per gli stranieri? Su questo tema presenteremo una interrogazione parlamentare perché affrontare il problema degli stranieri nelle scuole senza mettere neanche un euro è pura demagogia”. ****** …