Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Bossi fa la revolution pure a scuola", di Lucilla Quadri

Non solo riforme costituzionali, nel mirino della Lega c’è anche la scuola. Rinvigorito dagli ultimi risultati regionali, il partito di Bossi è pronto a mettere mano all’istruzione con una mini-rivoluzione che la deputata Paola Goisis ha già presentato a Montecitorio. Una risposta alle richieste dei leghisti lombardi e friulani che vogliono strumenti per dare la precedenza nelle assunzioni ai loro docenti: la proposta di legge prevede albi regionali degli insegnanti con obbligo di residenza sul territorio per gli iscritti, concorsi su base territoriale con punteggi più alti per i residenti, impossibilità di chiedere il trasferimento nei cinque anni successivi all’assunzione. Ma non solo: la pdl include la riforma degli organi collegiali della scuola, il trasferimento di tutto il personale scolastico alle regioni insieme agli ex provveditorati, l’istituzione di organismi di valutazione territoriali del sistema di istruzione, la possibilità per le scuole di ricorrere a fondi di privati e ai genitori per poter sostenere le proprie attività. I temi in ballo sono tali da poter parlare di una mini riforma in salsa leghista. Il Carrocio ci …

C’è qualcosa di nuovo, anzi di antico … nelle Indicazioni dei Licei

Un ritorno al liceo anni cinquanta. In sala insegnanti i più giovani stanno calcolando le ore dei nuovi licei. Chi salterà il prossimo anno? La professoressa Orsoni non ha questi problemi, è tra le prime in graduatoria, un anno ancora poi l’agognata pensione. Può ignorare i quadri orario e “godersi” le nuove Indicazioni. Gli occhi vanno veloci al programma di letteratura italiana, il solo che tutti a scuola sanno comparare con l’esistente. Se si parla di equazioni, per carità …, ma di letteratura chi non si ricorda le “Tre Corone”? “Dante, Petrarca e Boccaccio”; “Ariosto, Macchiavelli e Tasso”; “Goldoni, Parini e Alfieri”; “Foscolo, Manzoni e Leopardi”; “Pascoli, Carducci e D’Annunzio”. Legge…. Un brivido lungo la schiena, un’emozione intensa. Chiude gli occhi. I suoni, i rumori, le voci scompaiono. Una porta si apre e si richiude, 31 alunni scattano silenziosi in piedi. Che fascino quel professore, classe 1920, che voce calda e pastosa … “Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti …” Li rivede tutti, i …

Per il governo dei fatti c'è solo il pericolo immigrazione e mai la sfida dell'integrazione

Bocciata la mozione PD sul tema. Turco e Touadi: “Serve un piano nazionale contro il lavoro nero, la criminalità, per la convivenza. Ma il governo non vuole confrontarsi”. Leggi le proposte PD Il secco respingimento della mozione Pd sull’immigrazione? Un’occasione mancata per dare risposte concrete agli italiani su un problema importante e complesso come quello dell’immigrazione e dell’integrazione nel nostro Paese. La mozione presentata dal Pd la Camera sull’immigrazione rappresenta una sfida politica di notevole importanza, a cui la maggioranza si sottrae. Dopo gli scontri di Rosarno e quelli di via Padova la politica ha il dovere di mettere in campo proposte che vadano nella direzione di governare il fenomeno dell’immigrazione fuori dalla logica dell’emergenza. La mozione sfida la maggioranza sull’elaborazione di un “piano nazionale per le politiche di integrazione e di civile convivenza”. Un piano richiesto dai territori, dalle forze produttive, dalle associazioni di volontariato e dagli stessi cittadini stranieri che aspettano da decenni di sapere quale sia la via italiana all’inclusione. Jean Leonard Touadi, parlamentare Pd di orgiine congolese l’ha spiegato in Aula: …

"La legalità val bene una mensa", di Valerio Onida

Prima si è verificato l’episodio di Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza, dove alcuni ragazzini si sono visti servire pane e acqua alla mensa scolastica perché i genitori risultavano da tempo morosi nel pagare le quote dovute alla scuola. Ora un altro caso simile, ad Adro, nel Bresciano. Una buona occasione per riflettere su come si possa e si debba impostare correttamente il tema della legalità e dei diritti nel nostro paese. Alcuni punti dovrebbero essere chiari e indiscussi. Primo: il servizio della mensa scolastica è un servizio pubblico, erogato per lo più dietro pagamento di un prezzo a carico delle famiglie. Prezzo che può e forse deve essere anche differenziato, e dovrebbe essere stabilito avendo riguardo alle condizioni economiche delle famiglie oltre che alle esigenze di equilibrio del bilancio. Secondo: le famiglie che accedono al servizio sono debitrici delle quote dovute nei confronti dell’amministrazione. E dunque, se non pagano, quest’ultima ha il potere e il dovere di agire perché la morosità ingiustificata cessi. Terzo: le questioni e le controversie economiche fra amministrazione e genitori …

«Che aria tira per la Scuola? Brutta direi!», di Mario Piemontese

Gli attacchi a volte sono frontali, in campo aperto, vedi per esempio il taglio di 132.000 posti di lavoro per risparmiare 8 miliardi con tutto quel che ne consegue: aule sovraffollate, meno tempo scuola, aumento della selezione e della dispersione, dequalificazione della scuola statale per favorire quella privata, in poche parole negazione del diritto allo studio. Altre volte sono meno evidenti, colpiscono ai fianchi se non alle spalle. Proviamo a fare qualche esempio riferendoci ad avvenimenti recenti. In una scuola elementare della provincia di Vicenza e in una della provincia di Brescia, ma è successo anche lo scorso anno in provincia di Milano, è stato negato il pranzo ai figli di chi non paga la mensa scolastica. Se il tempo pieno fosse un diritto, fosse cioè per forza garantito a tutti quelli che lo richiedono, anche la mensa dovrebbe essere gratuita. Il comportamento degli amministratori protagonisti di questi episodi, oltre a essere indubbiamente barbarico e incivile, ci ricorda comunque che il tempo pieno è solo un servizio a domanda. L’introduzione del cosiddetto “maestro unico” prospetta …

"Su Prof e maestri ecco la scure del taglio agli organici. Pantaleo (Flc.Cgil): scatola vuota chiamata scuola", di Maristella Iervasi

Saranno la Campania e la Sicilia le più penalizzate. Ma la scure-Gelmini-Tremonti sul taglio agli organici dei docenti della scuola non salva nessuno. Per il prossimo anno scolastico, via dalle cattedre 25.600 posti. Così suddivisi: 8.700 circa alle elementari, 3.600 alle medie, 13.750 alle superiori. E le “sorprese” non finiscono qui. Il ministero ha diffuso ai sindacati anche le cifre sui tagli suddivisi per regioni. E, ovviamente, il ricco Nord leghista, ne esce come sempre indenne dalla mannaia. Le più penalizzate saranno ancora una volta le regioni del Sud, in particolare la Campania e la Sicilia, che perderanno maestri soprattutto alle elementari. Per quanto riguarda invece i licei, tecnici professionali il risparmio a “colpi” di prof lo forniranno la Lombardia e il Lazio. Mimmo Pantaleo, segretario generale nazionale della Flc-Cgil, lancia un grido d’allarme e annuncia nuove iniziative a difesa della scuola pubblica. Assemble nazionale dei precari il 15 maggio e a settembre gli Stati generali della Conoscenza. “Non si è mai visto un ministro della Repubblica procedere a testa bassa, lasciando che la scuola …

"Ultima indagine Almalaurea, non siamo un paese per giovani preparati", di Fabrizio Dacrema

Mentre infuriava una campagna elettorale in cui non si è pressoché mai parlato dell’Italia nella crisi e ancor meno di quale progetto oltre la crisi, i ricercatori del consorzio universitario AlmaLaurea rendevano noti dati sulla condizione occupazionale dei laureati che dovrebbero essere invece al centro del dibattito politico. I risultati della dodicesima indagine confermano la difficoltà del nostro sistema economico a valorizzare il capitale umano, nonostante in Italia sia un bene molto scarso. La percentuale dei laureati sulla forza lavoro è infatti già molto inferiore a quella degli altri paesi sviluppati, circa la metà della media europea e un terzo rispetto ai paesi fondatori. Inoltre i giovani italiani sono pochi, perché da noi il crollo della natalità è stato superiore a quello degli altri paesi avanzati (i 19enni dal 1984 al 2009 sono diminuiti del 38%) e la quota dei laureati di questa scarsa popolazione giovanile è molto inferiore a quella degli altri paesi sviluppati (tra 25 e 34 anni gli italiani laureati sono il 19% contro il 34% della media Ocse). In una situazione …