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"Bossi fa la revolution pure a scuola", di Lucilla Quadri

Non solo riforme costituzionali, nel mirino della Lega c’è anche la scuola. Rinvigorito dagli ultimi risultati regionali, il partito di Bossi è pronto a mettere mano all’istruzione con una mini-rivoluzione che la deputata Paola Goisis ha già presentato a Montecitorio. Una risposta alle richieste dei leghisti lombardi e friulani che vogliono strumenti per dare la precedenza nelle assunzioni ai loro docenti: la proposta di legge prevede albi regionali degli insegnanti con obbligo di residenza sul territorio per gli iscritti, concorsi su base territoriale con punteggi più alti per i residenti, impossibilità di chiedere il trasferimento nei cinque anni successivi all’assunzione. Ma non solo: la pdl include la riforma degli organi collegiali della scuola, il trasferimento di tutto il personale scolastico alle regioni insieme agli ex provveditorati, l’istituzione di organismi di valutazione territoriali del sistema di istruzione, la possibilità per le scuole di ricorrere a fondi di privati e ai genitori per poter sostenere le proprie attività.

I temi in ballo sono tali da poter parlare di una mini riforma in salsa leghista. Il Carrocio ci crede e procede a testa bassa. Nervi tesi, invece, con il Pdl: la legge Goisis fa lo sgambetto alla quella sul reclutamento dei docenti della berlusconiana Valentina Aprea, da due anni alla Camera. Una proposta affossata proprio dalla Lega che voleva introdurre test di cultura del territorio nelle procedure di assunzione degli insegnanti. Ora, dopo le regionali, è tutta un’altra storia, il Carroccio fa da solo con una pdl di 42 articoli che parte da un assunto: basta con l’equazione «scuola uguale Stato». All’articolo 1 la legge prevede infatti il trasferimento del personale in capo alle Regioni che dovranno occuparsi di reclutamento, stato giuridico e trattamento economico dei dipendenti con i soldi che lo Stato verserà, sulla base di costi standard, alle diverse realtà territoriali. Le Regioni dovranno poi emanare appositi piani per l’istruzione, occuparsi del controllo e della valutazione delle attività educative, assegnare le risorse al sistema. Niente più uffici scolastici provinciali e regionali: saranno sostituiti dal Centro servizi amministrativi per la comunità scolastica territoriale. Quanto al reclutamento, saranno le scuole a comunicare i posti vacanti. I docenti, per accedere a supplenze e assunzioni, dovranno iscriversi in appositi albi regionali aperti ai residenti. L’accesso prevede anche il superamento di un test. Posto fisso? Solo per chi supera il concorso regionale. I bandi saranno emessi con cadenza triennale. È prevista una prova orale, ma anche la residenza farà titolo: i vincitori che abbiano prestato servizio «con continuità per periodi non inferiori a tre anni» nelle scuole della Regione «possono usufruire di uno specifico punteggio». Quanto ai neo assunti, dovranno garantire «la permanenza effettiva per almeno cinque anni» nella nuova sede. Albi regionali sono previsti anche per i presidi. Ogni Regione avrà poi un comitato di valutazione del sistema scolastico.
ItaliaOggi 13.04.10

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“Ma l’Unione europea potrebbe stoppare il progetto”, di Antimo Di Geronimo

Albi regionali per l’assunzione dei docenti, l’ostacolo viene dall’Europa. Il 30 marzo scorso, Paola Goisis, deputato della Lega, ha presentato un disegno di legge (C3357) che prevede la costituzione di albi regionali per l’assunzione dei docenti nelle scuole statali.

La ratio della proposta di legge sarebbe quella di favorire la stanzialità del corpo docente, evitando che i docenti del Sud possano andare al Nord per incassare più facilmente l’immissione in ruolo. Salvo poi rifare le valigie e tornare a casa.

Il disegno di legge si inquadra nel recente orientamento del legislatore, che ha informato anche le ultime disposizioni ministeriali sul divieto di trasferimento per i precari da una graduatoria provinciale ad un’altra e il relativo inserimento in coda in ulteriori 3 province. Istituto che, peraltro, non ha avuto fortuna. Perché ha ingenerato una serie di sentenze di annullamento da parte del Tar del Lazio. Questa volta, però, a mettere i bastoni fra le ruote ai propositi di Umberto Bossi potrebbe essere l’Unione europea. Il disegno di legge Goisis, infatti, se approvato, potrebbe risultare in contrasto con la normativa sovranazionale. Che prevede , invece, la rimozione di ogni ostacolo alla libera circolazione dei lavoratori. Anche nella pubblica amministrazione. Tale è l’orientamento della stessa Corte di giustizia europea (173/96 e 290/96) che, peraltro, ha indotto il legislatore italiano a conformarsi con ben 3 provvedimenti. Il primo è il decreto legislativo 29/93, con il quale è stato sancito che i cittadini degli Stati membri dell’Unione europea possono accedere ai posti di lavoro presso le amministrazioni pubbliche italiane (oggi questa norma è contenuta nell’articolo 38 del decreto legislativo 165/2001). Il secondo è il decreto del presidente della repubblica 487/94, che all’articolo 2 consente ai cittadini comunitari di partecipare ai concorsi per accedere al pubblico impiego. E infine il terzo è il decreto del presidente del consiglio dei ministri 174/94, che all’articolo 1 individua tassativamente le qualifiche per le quali è obbligatoriamente prevista la cittadinanza italiana. Escludendo che ai cittadini europei possa essere vietato di andare ad insegnare in qualsivoglia stato membro dell’Unione europea. Il problema si era già posto per le graduatorie a esaurimento, il cui accesso è ordinariamente consentito a tutti i cittadini comunitari, mentre non è più permesso ai cittadini italiani. Ma il ministero dell’istruzione ha risolto la questione prevedendo quale requisito accessorio, comunque obbligatorio, il possesso dell’attestato di conoscenza della lingua italiana rilasciato dall’università per stranieri di Perugia. Resta il fatto, però, che si tratta di un provvedimento ministeriale. Nel caso in questione, invece, si tratterebbe di una norma di legge, che potrebbe porre problemi anche in termini di legittimità costituzionale. Perché l’articolo 117 della Costituzione impone al legislatore italiano di rinunciare a parte della propria sovranità conformandosi all’ordinamento sovranazionale.
ItaliaOggi 13.04.10

33 Commenti

  1. Luca dice

    Anche se in ritardo di qualche mese rispetto agli altri, anch’io ho letto questi post ed i vari commenti che i miei colleghi hanno voluto scrivere. Sono rimasto molto colpito da più di un pensiero discusso sopra, ed anzi vorrei tentare di rispondere qui di seguito almeno ad alcuni. Mi scuso tuttavia a priori se nel farlo di fetta (causa mancanza di tempo) il mio testo apparirà un po’ rozzo e tracciato a grandi linee.

    …Una delle grandi contraddizioni interne del mondo scolastico italiano è che nella categoria “docenti” rientrano profili professionali molto variegati: diplomati di scuola superiore (che insegnano direttamente senza bisogno di laurea o altro titolo come gli insegnanti tecnico pratici), laureati magistrali o di secondo livello che insegnano senza abilitazione ma solo per supplenze brevi, laureati magistrali o di secondo livello abilitati tramite corsi speciali interni, laureati magistrali o di secondo livello abilitati tramite scuola di specializzazione (ssis).
    Attualmente possono accedere a contratti a tempo indeterminato tutte le persone sopra citate purché in possesso di specifica abilitazione.

    Purtroppo in Italia, sono stati sfornati molti più abilitati rispetto all’effettiva capacità delle istituzioni scolastiche di assorbirli, anche in seguito ai tagli delle diverse riforme ed alle mancate assunzioni post pensionamenti vari.

    La ssis in particolare è stata creata in Italia per rispondere ai requisiti dell’alta formazione previsti dal quadro europeo. In altre parole, ogni Stato dell’Unione ha creato dei percorsi universitari per formare i nuovi docenti. Questo già a partire da circa 10 anni or sono.

    Eccezioni a parte come gli ITP che attualmente in Italia ancora non seguono alcun tipo di formazione universitaria, paragonabile a quella degli altri laureati, soprattutto in riferimento agli aspetti della didattica, pedagogia, sociologia, psicologia.

    In Inghilterra, ad esempio, un insegnante prende uno stipendio “variabile” proporzionato al titolo di studio (diploma, laureato, laureato abilitato), alla posizione geografica territoriale dove lavora (ad esempio scuola al centro di Londra, in periferia, o in un paesino lontano e più piccolo), in base all’anzianità di servizio ed agli incarichi che riceve mentre lavora. Finisce di lavorare alle 16.00 per 5 giorni alla settimana (tempo pieno) ma arriva a guadagnare fino a 45000 sterline all’anno. E’ anche vero che gli insegnanti sono chiamati a preparare lezioni interattive settimanalmente.

    L’attuazione delle direttive europee, infatti, è stata lasciata alla libera gestione di ogni Stato membro. Modificare ogni tanto questi aspetti pertanto sarebbe d’uopo nell’aspettativa di concretizzare un più adeguato rifacimento agli standard comunitari.

    Causa leggi, sindacati, ed impedimenti vari come riforme lente o sbagliate, e crisi economiche mondiali tutto questo potrebbe subire, ed in parte ha già subito, un rallentamento (si spera temporaneo).

    Non è sbagliato legare l’efficienza del lavoratore al suo salario, ma lo è realizzarlo senza tenere conto delle discrepanze esistenti all’interno del mondo scolastico italiano (differenti profili di lavoratori ad esempio o uno stipendio minimo già insufficiente):
    la guerra dei poveri nasce perché in tanti hanno investito nello studio e vorrebbero vedere realizzati i propri sforzi.
    Sindacati ed accordi politici vari hanno storicamente realizzato canali alternativi ma equivalenti di inserimento nel mondo della scuola contribuendo a renderlo saturo più in fretta. Questa non vuole essere una colpa poiché spesso si è trattato di sanatorie per colmare situazioni di disparità maggiore.
    Ad ogni modo: se un giovane riesce ad insegnare da diplomato “a pari grado” di un laureato e questo a sua volta non riesce ad accedere alla ssis dopo numerosi tentativi perché il numero chiuso appare difficile da superare, è inevitabile che il malcontento si alimenti, tanto più quando dopo numerosi sforzi ci si trovi a guadagnare, lontano da casa, piccole somme di denaro senza orizzonti di stabilità a lungo termine e magari pagando affitti sproporzionati che non possono uscire dalle analisi ISTAT sul costo della vita perché solo in parte dichiarati nel contratto di casa. Sappiamo inoltre che i contratti di affitto dovrebbero essere triennali mentre gli insegnanti hanno contratti annuali e per questo non possono vincolare case per tre anni. Orizzonti di stabilità che magari altri più fortunati ma forse meno qualificati hanno conseguito grazie a conoscenze e/o corsi speciali abilitanti poco noti e pubblicizzati dalle regioni e province.

    Del resto un giovane che sceglie la carriera scolastica appena laureato dovrebbe avere maggiori possibilità di realizzarsi in quel settore rispetto ad un altro che vi ripiega in tarda età, diciamo a 40 anni dopo aver provato altri mestieri. Lasciando per inciso che anche per me sarebbe bellissimo vivere in un mondo utopistico dove sia possibile cambiare mestiere tutte le volte che si vuole senza rimetterci in qualche aspetto.

    Al Nord più che al Sud ciò è sempre stato più fattibile e forse da questo nasce laggiù il preconcetto diffuso che un’insegnante sia una persona che nella vita non è riuscita a far di più, cioè a trovare qualcosa di meglio.

    Proprio perché al Nord una persona riusciva ad inserirsi a tempo indeterminato anche a 40 anni cambiando mestiere, si è radicato il preconcetto che i vincenti nella vita possono provare altre strade finche sono giovani e solo alla fine ripiegare nella scuola. Ciò inevitabilmente altera tuttora la forma mentis ed il conseguente modus gerendi.

    Insegnare è una professione al pari di tutte le altre ed anzi tra le più nobili poiché si educano, si formano le nuove e future generazioni di cittadini. Se l’Italia è uno stivale ormai stretto per tanti, già in molti tra noi ancora liberi da vincoli familiari provano ormai l’estero dimostrando quanto la classe insegnate italiana sia tra le più forti e valenti.
    Del resto se delle energie si possiedono perché sprecarle ancora in un gioco dell’oca all’italiana dove le regole cambiano mentre si fa la partita e la gente non può neanche programmarsi il proprio futuro? Perché trascorrere estati intere (la propria giovinezza) attaccati al terminale per vedere di capire se l’anno venturo si lavorerà, o per interpretare le leggi ed i disegni di legge? Meglio attivarsi cercando nuovi orizzonti.. ed imparando una lingua straniera.

    Avere insegnanti sviliti non potrà certo giovare.

  2. francesca dice

    Mi fa paura questo tempo… quando mi chiederanno di mettere una stella rossa? L’odio razziale è un male terribile e proprio noi lo stiamo fomentando. Mi sono laureata al sud con grandi sacrifici e ora come tanti lavoro al nord.. ma non ho la residenza. E vedo i ragazzi e penso al mio e al loro futuro. Greggi di pecore obbligati a seguire politici corrotti che sono al potere per il solo gusto di “Potere”. L’economia è in crisi? E perchè i tagli non toccano i loro privilegi? Se la Storia insegna qualcosa pensate che riusciremo ancora a sentirci fratelli? Oppure cederemo ai loro complotti verso guerre intestine laceranti. Gli obiettivi sono chiari e la scuola stato non conviene a nessuno, in maniera subdola la stanno svuotando con accorpamenti e tagli..riducendola ad un ghetto che presto nessuno vorrà più. Cerchiamo di organizzarci allora, riunendo le nostre voci per porre in essere una opposizione seria. Viva l ‘Italia.

  3. franca dice

    ma la cosa grave è che tra i leghistiiiiiiiiii…..ci sono tanti meridionali…tra sostenitori del governo…gli stessi parlamentari che accettano certi pensieri osceni…sono meridionalisti…pure la residenza ci tocca sopportare nn solo questi polentoni……ma che fine farà l’la nostra tanto sofferta Italia….Bossi e figlio andate a studiare la studiare la storia della nostra amata Italia…mi sa che siete carenti in tale disciplina……uniamoci a coorte fratelli d’Italia….nn dimentichiamo chi ci ha preceduti e annulliamo gli ottusi….

  4. elena dice

    io credo che quanto sta accadendo sia una cosa indegna e vergognosa, e penso che ognuno di noi dovrebbe riflettere attentamente! noi siamo una nazione non dobiamo dimenticarlo non esiste differenza, o quanto altro, ce ne vogliamo rendete conto? apperteniamo a questa nazione bellissima che dobbiamo far crescere, andare avanti, non andrae indietro, creare conflitti, divisioni, razzismo………..svegliamoci che vogliono fare? perchéééééééé?????????

  5. Fortunata dice

    Sono daccordo con Bianca, nella scuola si è scatenata una guerra tra poveri.
    La scuola pubblica è a un passo dal baratro e pochi se ne rendono conto.
    Siamo tutti intenti (noi insegnanti) a fare le pulci ai colleghi:residenti/non residenti, abilitati/non abilitati, “titolati”/non”titolati”, biondi/bruni…..e non rendendoci conto che finchè siamo presi da questa guerra “fratricida” non ci accorgiamo quello che succede alla SCUOLA PUBBLICA!
    La stanno affossando, ecco cosa sta accadendo,e i nostri governanti sono ben contenti delle nostre lotte intestine, perchè in questo modo non diamo peso a quello che ci stanno veramente facendo.
    Nel nostro Paese in futuro a fronte dei pochi eletti destinati ad essere “classe dirigente” (frequentanti le ottime scuole private dislocate in tutto il territorio nazionale ma soprattutto al nord) ci saranno milioni di ragazzi che entreranno a far parte del “gregge” perchè non avranno avuto la possibilità di frequentare una scuola pubblica dove poter imparare non solo a “leggere, scrivere e far di conto” ma soprattutto ad aver uno spirito critico verso il mondo.

  6. Bianca dice

    Hai ragione Elena, gli insegnanti sono il peggior nemico di sè stessi. Se il ragionamento è mors tua vita mea allora anche il “corpo” insegnanti deve fare un passo indietro e ripartire con un altro passo.
    E se la Lega o i grillini sono, a loro dire, chi li rappresenta, questo paese sarà presto allo sbando

  7. elena dice

    @ Fiorella
    ma ancora non l’hai capito che votare, come fai tu, per chi taglia le cattedre (87.000 tra 2009-2011) è autolesionistico e colpevole di affossare il Paese?! Tu sei precaria della scuola da 10 anni, durante i quali la Lega è stata al governo per 8, approvando la lenta agonia di cattedre e di risorse!!! Questo partito è responsabile di tagliare il ramo su cui siedi eppure tu la sostieni perché ti fa apprire il miraggio di un posto assegnato sulla base della residenza (e su quali cattedre, se non ce ne sono e ce ne saranno sempre meno?). A quando il requisito della razza o della religione?

  8. fiorella dice

    sono pienamente d’accordo con la lega. sono nata e risiedo nel veneto da 50 anni e faccio supplenze nella scuola statale da 10. Vengo continuamente sorpassata da insegnanti precari del sud che arrivano con titoli e punteggi acquisiti, al sud. A volte ci si domanda come certe persone siano riuscite ad ottenere questi titoli…..io cosa devo fare? andare all’estero?

  9. silvia dice

    tutti vi lamentate….però siete voi del sud che continuate a dare spazio al governo Berlusconi; poi volete venire in Toscana….Anche noi siamo precari e ci vediamo soffiare i posti da chi vota per la sciagura della scuola

  10. Andrea dice

    continuate a votare centro destra e questo è il risultato …anzi sapete che vi dico meglio così …..almeno chi è residente nelle varie regioni del nord avrà diritto ad un posto di lavoro nella sua terra …..BENE SONO D’ACCORDO LEGA VAI AVANTI TANTO TI VOTANO ANCHE AL SUD QUINDI BRAVA !

  11. La Redazione dice

    Il commento dovrà essere moderato ha il significato che non viene immediatamente pubblicato ma viene licenziato dalla Redazione solo se non contiene parole lesive della dignità delle persone.
    I commenti sono naturalmente graditi e portano alla discussione linfa, passione e informazioni utili. I commenti recanti parole offensive o particolarmente oltraggiose non verranno pubblicati.

  12. Teresa dice

    Questa proposta è davvero allucinante,l’Italia è dvisa in due:c’è da una parte c’è il sapere e il saper-fare,ma senza la possibilita’ di metterlo in pratica, l’altra è quella che non ha il sapere, ma ha il lavoro.Cosa si vuole fare? Mandare a casa il sapere perche’ non ha la residenza?Ma il sapere ha una residenza? Ditecelo voi che di sapere ne conoscete tanto!!!!!!!!!!!!!!!!QUESTA PROPOSTA CALPESTERA’ LA DIGNITA’ UMANA DEL SUD.

  13. nessuno dice

    La lega e le sue idee stanno indebolendo e distruggendo la nostra nazione.
    E’ come un bambino capriccioso e viziato cresciuto in una famiglia ricca che non gli ha fatto mai mancare nulla.
    Un bambino viziato e cattivo che si inventa nuove e fantasiose regole quando gli altri bimbi iniziano a vincere.
    Regole poco ragionevoli, strane, assurde, ridicole e che non tengono conto dei diritti degli altri giocatori che non devono vincere.
    Si sente invece, erroneamente, un adulto ormai maturo ed in grado di camminare da solo e di non ever più bisogno di nessuno.
    Ma come può camminare un adulto senza le proprie gambe?
    E’ vero, è il motore d’Italia, un buon motore di una bellissima auto.
    Ma il motore senza la benzina non gira e l’auto senza un bagagliaio non viaggia.
    Con questo voglio soltanto dire a questi bimbi capricciosi che il nord senza il sud non va da nessuna parte, il vantaggio immediato che intravedono dietro l’angolo è solo immediato e non fututo.
    Voglio ancora dire a questa ricca famiglia che bisogna guardare lontano e che i figli non si crescono chiusi dentro una stanza sterile, priva di stimoli e di difficoltà ma hanno bisogno di conoscere il mondo ed affrontare i problemi come tutti.
    Il problema purtroppo sta alla base. La lega non dovrebbe stare al governo per il semplice fatto che non rappresenta la nazione ma soltanto il nord e i suoi apparenti ed immaturi interessi.

  14. Valentina dice

    Il Governo dovrebbe occuparsi dei problemi di occupazione che sta vivendo il nostro paese, da Nord a Sud. La vera spinta a questa proposta non è il razzismo ma il lavoro che manca.

    Io sono del Sud e lavoro al Nord. Per fortuna, i miei alunni settentrionali mi vogliono bene e apprezzano il mio impegno per loro, a dispetto di certa gente che è capace solo di seminare odio e disprezzo pur di difendere certi interessi.

    Desidero tanto tornare nella mia Terra e spero sempre di poterlo fare in futuro, ma non posso andarmene senza alcuna prospettiva di lavoro.

  15. lina dice

    ben ci stia a noi meridionali! votando il CDestra abbiamo mandato al governo Bossi & C..
    Viva l’assunzione al Nord per i residenti! Magari si beccheranno “la trota” come insegnante!

  16. costanza dice

    come si fa ad essere moderato nei confronti di costoro

  17. Anthony dice

    Io sono 5 anni che insegno in Toscana e questa legge che i leghisti vogliono approvare non fa altro che fomentare l’odio verso il Sud ed i meridionali in gerale. Ma secondo voi, chi vorrebbe lasciare la propria terra per andare a centinaia di km di distanza per lavorare? Chi vorrebbe lasciare famiglia, figli per poter sfamare famiglia e figli?
    Se questo Stato non continuasse a tagliare ed a spingere sempre più giù il Sud per dare al Nord, questo non succederebbe. Noi potremmo starcene tranquillamente a casa nel nostro amato Sud senza doverci sobbarcare di spese ed allontanarci dai nostri figli. L’ingiustizia è alla base.
    Non noi vogliamo rubare niente a nessuno, è lo Stato che ruba al Sud. Se partiamo per il Nord, lo facciamo perchè non abbiamo altra scelta, basta.
    Poi questo razzismo continuo contro i meridionali è vergognoso per un paese che dice di essere democratico. Lo vivo ogni giorno questo razzismo contro il Sud ed è ora di finirla, siamo Italiani.

  18. Salve, sono un (ITP) insegnante tecno pratico su classe di concorso C500 e C 510 e cioè “tecnica dei servizi di SALA-BAR” e di “””””CUCINA”, lavoro su cattedra vacante, come quasi tutti nella provincia Crema e Cremona e come in tantissime altre, sono ormai da 6 anni, con questo 7 anni , non sono abilitato e fiducioso fino a poco fa che un consolidamento di occupazione arrivasse… ora???? non si sa che fine faremo…….anche io come tantissimi altri vengo dal sud ( Scafati pro di Salerno), non era mia intenzione ritornare al sud ne con e ne senza il ruolo. Ma per potermi congiungere ai miei due figli di 9 e 13 anni ( dei quali ho perso l’infanzia……) ho bisogno della stabilità di lavoro che NON ARRIVA. Condivido l’esigenza di obbligare chi sceglie una determinata provincia e relativa scuola a restarvi, almeno per un ciclo didattico completo di 5 anni, al fine di non interrompere la CONTINUITA’ DIDATTICA. Tuttavia impedire la libera circolazione di lavoratori comunitari e a maggior ragione italiani significa, amio avviso, ledere i diritti umani di una determinata tipologia di lavoratori. ( a parte che tutti gli insegnanti per riuscire a rientrare nelle varie graduatorie sono pieni di titoli) I TITOLI territoriali di cui parla la lega: penso che sono solo un escamotage per impedire ai lavoratori “ITALIANI” PROVENIENTI dal SUD” di trovare occupazione(pane) al nord!!!!!!!!! questo il mio modesto punto di vista. e tanto tanto altro potrei aggiungere……

  19. Massimo dice

    Che in Italia non ci sia mai stata eguaglianza tra Nord e Sud è un dato di fatto.
    Paghiamo le stesse tasse, contribuiamo allo stesso modo alla vita politica economica e sociale del nostro paese, ma in cambio ne abbiamo: totale assenza di servizi, strade, collegamenti, strutture, cura del territorio, ospedali, scuole, opportunità ect. ect. ect..
    Ma al peggio non c’è mai fine e forse più in avanti ci verrà anche vietato di poter sognare e facendo grandi sacrifici, spostarci al nord per un tanto agognato incarico temporaneo sopportando lo stereotipo “SEI UN MERIDIONALE”
    Ma che fine ha fatto la “libera circolazione Europea”

  20. gerarda dice

    Posso solo dire che non c’è limite alla grettezza, alla stupidità e all’ignoranza…e mi fermo qui . ..a quale categoria di lavoratori non è consentito andare a lavorare nello stesso paese dove vuole? Ma dico … siamo matti? Non ho parole….è solo una proposta , oltre che ignobile, fondamentalmente intrisa di una cattiveria e di un accanimento inaudito nei confronti degli insegnmanti precari della scuola…

  21. Filippina Muto dice

    In Italia “importiamo”comunitari ed extracomunitari da ogni angolo del pianeta perchè,si dice,abbiamo bisogno di lavoratori;ma a noi Italiani viene impedito di spostarci dal luogo di residenza per andare a lavorare comunque DENTRO i nostri confini…La cronaca ci informa giornalmente che se a qualche straniero viene negato un qualsivoglia diritto(magari non sempre “meritato”)si assiste immancabilmente ad una indignatissima levata di scudi contro il fattore o il fautore che l’ha provocato;vogliono negare i nostri diritti di lavorare A CASA NOSTRA e nessuno neppure sussurra :”che schifo!”…. C’è qualcosa che non va…..

  22. luisa dice

    E’ vergognoso che in un paese democratico, fondato sul lavoro, si faccia di tutto per ostacolare il lavoro dei propri cittadini .Siamo o no tutti appartenenti alla stessa patria ? L’intento di separare nord e sud è anacronistico , arretrato e fortemente vergognoso. Mentre l’Europa spalanca le porte ai suoi cittadini comunitari,liberi di muoversi e lavorare ovunque,i nostri cari politici italiani fanno di tutto per impedire agli stessi cittadini di lavorare e spostarsi liberamente sul suolo patrio, violando palesemente l’articolo 3 della Costituzione italiana.Sono enormemente disgustata per i progetti di legge che si vogliono attuare e che sono mirati proprio contro i precari meridionali.E’ questa la civiltà e il progresso?

  23. andrea dice

    MI vergogno di essere italiano e di sapere di avere in parlamento gente leghista……da oggi C’è l’idea per partecipare in un concorso del requisito di non essere più cittadino italiano ma essere cittadino veneto o lombardo o piemontese. l’italia unita non esiste più oggi con questi leghisti esiste lo stato veneto lo stato lombardo lo stato piemonte CHE VORGOGNA

  24. Maria dice

    Ma a te piacerebbe essere superato da un tuo compaesano che si trasferisce al nord ? portrebbe verificarsi che tu rimani a casa e lui con un punteggio più alto lavori.

  25. antonella dice

    ANTONELLA:
    Sono pienamente d’accordo con il pensiero espresso da DIEGO . Emerge chiaramente che è un disegno di legge imperniato di tanto accanimento nei confronti del Sud,violando il diritto di libera circolazione del lavoratore-docente.

  26. antonella dice

    ANTONELLA:
    Sono pienamente d’accordo con il pensiero espreso da DIEGO . Emerge chiaramente che è un disegno di legge imperniato di tanto razzismo nei confronti del Sud,violando il diritto di libera circolazione del lavoratore-docente.

  27. rita dice

    ….nessuna meraviglia, per quanto mi riguarda,! la lega fa bene, ha puntato e punta tutto sulla progressiva epurazione, dai territori del nord, sia di lavoratori meridionali che extracomunitari, nella speranza che eliminando i lavoratori non autoctoni, cresca il lavoro per gli indigeni. questa proposta procura consensi e voti alla lega. il problema non è quel che propone la lega, che potrebbe o meno trovare attuazione. il problema è che quello che propone la lega, è quello che vuole la gente del nord.non dimentichiamolo.

  28. rosy dice

    Cari politici,ma vi rendete conto del disastro che avete creato in Italia??
    Sono perfettamente d’accordo con Diego.Purtroppo per poter lavorare noi meridionali siamo stati costretti ad emigrare al nord.
    Io insegno in Lombardia da quasi 10 anni,purtroppo non abilitata!!
    Dopo questi lunghi anni, i NOSTRI ILLUSTRI SIGNORI POLITICI,anzicchè darci la possibilità di abilitarci, con accesso diretto per chi ha 365 giorni di servizio,hanno pensato a modo loro al famoso tirocinio..
    Teoricamente chi come me lavora dignitosamente,dopo 10 anni si sente dire: cambia lavoro!!Ma a 45 anni cosa dovrei fare??
    Si parla tanto di crisi,ma scontatevi voi politici i Vostri LUSSUOSI STIPENDI anzicchè creare disagio e difficoltà a chi ha voglia di lavorare,ha famiglia ecc…

  29. BRUKNER dice

    LA LEGA NORD STA SEMINANDO L’ODIO CONTRO LA GENTE DEL SUD.
    LA PROPOSTA DI QUESTA LEGGE è ANTIDEMOCRATICA E RAZZISTA E PROPRIO PER QUESTO CREDO CHE VERRA’ APPROVATA PERCHè PER QUESTO GOVERNO NULLA è IMPOSSIBILE.
    POLITICI! RIDATE AL SUD I POSTI CHE AVETE TAGLIATO E CHE STATE CONTINUANDO A TAGLIARE COSì VI LASCEREMO IN PACE….

  30. errevi dice

    Penso che quello della Lega è un tentativo per mettere le mani in pasta nella scuola dal punto di vista occupazionale (come già fecero i sindacati in un altro passato) in un’ottica di politica della “clientela”, la vera ragione della loro forza elettorale. La gente del Nord è molto migliore dei politici che li rappresentano. Presto se ne renderanno conto.

  31. Anonimo dice

    io sono insegnante di scuola primaria, laureata in scienze dell’educazione, a bari e scienze dlla formazione a udine, specializzata per il sostegno. Ho lascito la puglia 6 anni fa. lavoro in friuli. non ho cambiato residenza e ora…con la nuova proposta di legge…tutti i miei sacrifici in fumo. non mi sembra affatto giusto…possibile che nessuna legge ci tuteli? è davvero vergognoso…

  32. giovannibelluno dice

    GUARDA CHE SE TU HAI LA RESIDENZA NELLA REGIONE DOVE LAVORI DA PIU DI 3 ANNI MICA PERDI IL POSTO CERTO SE LAVORI IN UNA REGIONE E TIENI LA RESIDENZA IN SICILIA NORMALE VAI IN CODA.
    L UNIONE EUROPEA DOVREBBE EVITARE DI ENTRARE NEL SISTEMA SCOLASTICO DEGLI STATI ADERENTI E COMUNQUE COME HANNO APPROVATO ALTRE LEGGI APPROVERANNO ANCHE QUESTA E IO SONO PERFETTAMENTE IN ACCORDO CON LA GOISIS PER MIGLIORARE LA SCUOLA PUBBLICA CI VUOLE IL FEDERALISMO SCOLASTICO .

  33. Diego dice

    Io sono insegnante di scuola primaria, mi sono laureato in Scienze della formazione primaria a Palermo, lavoro da due anni in provincia di Alessandria dove sono inserito nella graduatoria ad esaurimento.
    Presento molto sgomento per il disegno di legge menzionato perchè ogni cittadino deve lavorare dove vuole,inoltre una riforma del genere creerebbe ancora molto più disagio e precariato a noi meridionali che per lavorare veniamo da tanto lontano.
    Io vorrei tanto lavorare nella mia Sicilia, invece per lavorare e non essere disoccupato sono emigrato al Nord,quindi togliermi anche questo diritto non è corretto.

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