Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Docenti e dirigenti dipenderanno dalla Regione", di Reginaldo Palermo

A poche ore dal risultato elettorale, la Lega passa al contrattacco e decide di presentare un proprio disegno di legge in materia organi collegiali e stato giuridico del personale docente, in netta concorrenza con il progetto di Valentina Aprea fermo ormai da un anno in Commissione Cultura. Il primo punto fermo della proposta leghista riguarda le modalità di assunzione: non solo il reclutamento dovrà avvenire su base regionale, ma anche i ruoli saranno regionali; in altre parole i docenti non sarebbero più dipendenti statali ma entrerebbero a far parte dei ruoli regionali. Di conseguenza sparirebbe anche la contrattazione nazionale sostituita da tanti contratti quante sono le Regioni italiane. Per insegnare in una determinata regione sarà necessario essere inseriti nell’albo regionale, essere residenti nella regione stessa ed impegnarsi a non chiedere trasferimento per almeno 5 anni. Inoltre nei programmi di concorso sarà prevista anche una prova relativa alla cultura locale. In realtà il disegno di legge Goisis riguarda non solo il personale docente ma anche gli Ata e i dirigenti scolastici che diventerebbero anch’essi dipendenti regionali. …

"La Lega e i bambini senza diritti", di Chiara Saraceno

Senza mangiare e umiliati. Punire i bambini per gli sbagli, o la povertà, dei genitori. Questa sembra la nuova linea di alcuni amministratori (leghisti) del Nord. I conti pubblici vanno tenuti in ordine anche a prezzo dei diritti dei bambini, con buona pace delle dichiarazioni internazionali sui diritti dei minori che pure anche l´Italia ha firmato. In generale nel nostro paese i bambini sono solo «bagaglio appresso» dei loro genitori, senza diritti propri, ma solo derivati da quelli dei genitori. Vale per gli immigrati, ma vale anche per i poveri o comunque per quelli i cui genitori sgarrano. E la scuola sta diventando il nuovo terreno in cui si marcano le differenze sociali. Dopo le gite scolastiche separate a seconda della classe sociale e le risorse economiche degli scolari, siamo arrivati alla esclusione di alcuni da un servizio essenziale. Diversi anni fa, le mie figlie frequentarono per un anno una scuola elementare negli Stati Uniti, provenendo da una scuola a tempo pieno italiana. Sia loro che io fummo colpite negativamente dal fatto che i bambini …

"Caos Inglese alla primaria, docenti senza formazione", di Salvo Intravaia

Mentre le scuole private si attrezzano con docenti madrelingua, il ministero manda in classe insegnanti di Inglese improvvisati. E’ quello che, stando alle rimostranze dei sindacati, accadrà già dal prossimo anno scolastico alla scuola primaria. Il taglio degli 11 mila e 200 docenti specialisti di Inglese (che cioè insegnano soltanto Inglese, perché in possesso il più delle volte della laurea in Lingue straniere) alla scuola elementare proseguirà secondo la tabella stabilita dalla Finanziaria 2009 e il prossimo anno saranno 4 mila e 500 gli specialisti dirottati nelle classi ad insegnare tutte le discipline (o ambiti: dalla matematica all’Italiano) e non più soltanto Inglese. Al loro posto il governo ha promesso di specializzare in tre anni circa 5 mila insegnanti, ma i primi saliranno in cattedra già a settembre con pochissime ore di formazione alle spalle. “I tagli agli organici condotti senza criterio – tuonano dalla Cisl scuola – incidono inevitabilmente sulla qualità dell’offerta formativa, con scarso rispetto per la dignità professionale degli insegnanti: l’efficacia e la qualità della didattica non possono continuare ad essere l’ultima …

"Modena – Scuole tra tagli e debiti: il comitato dei genitori domani sarà dal prefetto", di Davide Berti

Lo avevano detto, e domani ci andranno. Il coordinamento provinciale dei presidenti dei consigli d’istituto e di circolo e dei comitati genitori sarà ricevuto domani mattina alle 9.30 dal prefetto che ascolterà, da parte dei genitori, le ragioni di questi mesi di protesta dove l’ultima riforma della scuola è solo la punta dell’iceberg. La situazione, infatti, è ormai diventata insostenibile. I debiti pregressi dello Stato nei confronti delle scuole modenesi sono passati da 18 a 19 milioni, in più si aggiungono gli aggiustamenti del decreto Gelmini che hanno lasciato più di una perplessità sia ai genitori che ai docenti. Ma sono proprio i genitori, più che mai uniti in questa razionale protesta basata sui numeri e non sulle parole, ad essere così decisi da andare fino in fondo. La visita di domani dal prefetto Benedetto Basile avrà all’ordine del giorno il percorso che in questi mesi i genitori hanno compiuto mettendo in rete la stragrande maggioranza delle scuole e degli istituti superiori. Il primo punto riguarda appunto la sofferenza finanziaria cui versano le scuole, e …

Il sindaco leghista: «Mensa non pagata, bambini fuori dalla scuola», di Cinzia Gubbini

Neanche a pane e acqua, bensì fuori da scuola per due ore. Dove non si sa, non è questione che interessa l’amministrazione leghista di Adro. Siamo in Franciacorta, provincia di Brescia, e la guerra contro i bambini figli di famiglie che non pagano la mensa scolastica vede di nuovo protagonista un sindaco del Carroccio: Oscar Lancini. Le polemiche contro un’analoga iniziativa adottata il mese scorso a Montecchio Maggiore, nel Vicentino, dove gli alunni morosi furono sfamati con panini imbottiti e una bottiglia di acqua, non hanno intaccato i primi citadini in camicia verde. Così da stamattina 40 bambini dell’Istituto comprensivo di primo e secondo grado di via del Lazzaretto a Adro non saranno ammessi alla mensa scolastica. La circolare che è stata recapitata ai genitori – tramite bambini, che si sono visti consegnare in classe una busta chiusa di cui tutti i compagni conoscevano già il contenuto, si può immaginare la vergogna – parla chiaro: «L’organizzazione scolastica non ha nessuna possibilità e risorsa strutturale ed economica per garantire agli alunni l’assistenza e soprattutto un pasto …

"I ragazzi poveri imparano di meno", di Emanuela Micucci

I bambini più poveri all’inizio della scuola dell’obbligo sono un anno dietro ai compagni. In particolare lo svantaggio economico ne impoverisce il linguaggio causandone un ritardo di 11,1 mesi sui coetanei provenienti dalle famiglie a reddito medio. A rivelarlo uno studio britannico sulle competenze linguistiche dei bambini inglesi nella prima infanzia, pubblicato recentemente dalla Fondazione Sutton (www.suttontrust.com). Dalla serie di test somministrata a circa 12.500 bimbi di 5 anni, tuttavia, emerge che un ambiente favorevole e una buona cura parentale possono ridurre di 9 mesi il gap di apprendimento fra classi medie e povere. Fattori comuni Fattori comuni nelle famiglie più disagiate influenzano lo sviluppo del linguaggio dei figli: circa la metà (47%) dei bambini che provengono da 1/5 delle famiglie più povere inglesi, infatti, sono nati da madri giovani, con meno di 25 anni di età, e il 65% non vivono con i proprio genitori biologici. Le buone abitudini Esistono poi buone abitudini familiari che favoriscono lo sviluppo sia fra i bambini poveri sia tra quelli benestanti. Così, avere i genitori vicini prima di …

"Istruzione in proprio: all´estero è boom. E l´Italia segue l´esempio", di Paola Coppola

È un fenomeno in crescita ed è un campanello d´allarme per il nostro sistema scolastico, che viene messo in discussione. La diffusione dell´educazione parentale, poi, priva i ragazzi del contesto sociale. Negli Usa 2 milioni di bimbi studiano con i genitori, 20 mila in Inghilterra e 3 mila in Francia. Da noi centinaia di mamme fanno lezione ai loro figli e si scambiano consigli sul web. Sandro e John non vanno a scuola. Le sorelle Alma e Adele ne fanno una su misura. Cristina prenderà la maturità, non è mai stata in classe e, dice, «non mi manca affatto». Sono i bambini e i ragazzi italiani che, senza alcuna nostalgia della scuola, fanno lezione tra le pareti domestiche. Studiano con i genitori, con una sorta di precettore come si faceva all´inizio del secolo scorso, o in piccoli gruppi sulla falsa riga dei programmi ministeriali. Hanno orari flessibili e piani di studio modificati in base alle inclinazioni personali. Gli homeschoolers sono circa due milioni negli Stati Uniti, migliaia in Francia, anche da noi «sono diventati un …