Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"La scuola e i soldi chiesti ai genitori", di Lorenzo Salvia

«Non chiedere soldi alle famiglie? Senza il loro aiuto dovremmo chiudere oggi». Giuseppe Strada è il preside dell’Istituto tecnico Pacioli di Crema. I suoi 1.600 studenti pagano un «contributo volontario» di 140 euro l’anno. A cosa serve? «A tutto. A tenere in piedi i laboratori, all’acquisto di carta, di gesso, di tutto il materiale didattico… I fondi che arrivano dal ministero bastano solo per la carta igienica. A patto di farne un uso oculato». Quella del preside di Crema non è una voce fuori dal coro. Il ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, dice che le scuole non «dovrebbero chiedere contributi alle famiglie». Anzi, parla di prassi «un po’ lamentosa, in pochi casi giustificata» e promette dal prossimo anno 10 milioni di euro per le spese correnti. Fatti i conti, sarebbero mille euro l’anno per ogni istituto. «E noi che ci facciamo?», sbotta Mario Rusconi, preside del liceo Newton di Roma. Nella sua scuola il «contributo volontario» pagato dai genitori è di 100 euro l’anno, 120 per i generosi. «Pochi mesi fa— racconta— abbiamo aperto …

"Superiori, un riordino indigesto", di Franco Labella

Spicchi d’aglio: la politica scolastica e il ministro Gelmini. Perchè l’aglio? Insaporisce i cibi, ha anche proprietà curative ma può risultare leggermente indigesto: proprio come la controriforma del duo-Tremonti-Gelmini. Il professor Franco Labella è un insegnante di Diritto ed Economia in un liceo linguistico di Napoli. Contro riordino gelminiano e l’eliminazione del Diritto dalle scuole superiori italiane, il prof un anno fa, un appello in rete a cui hanno aderito oltre 2.000 persone e che è stato firmato, tra gli altri, da docenti universitari come i professori Stefano Ceccanti, Alessandro Pace e Stefano Rodotà, artisti dal forte impegno civile come Moni Ovadia ed esponenti della società civile impegnati nella difesa della legalità e nella lotta alla criminalità organizzata come Rita Borsellino, Don Tonino Palmese e Giovanni Impastato. Inoltre, nel marzo del 2009 Labella ha fondato il Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia, che raccoglie oltre 150 docenti di 17 regioni e di cui è attualmente è il Coordinatore nazionale. Gli Spicchi, però, sono opera del solo prof. Labella e non coinvolgono il Coordinamento …

"Tecnici, figli di un dio minore", di Alessandra Ricciardi

Il 26 marzo prossimo scade il termine per le iscrizioni: i genitori devono decidere al buio. Anche questa volta ultimi. Gli studenti di terza media che il prossimo anno si iscriveranno agli istituti tecnici riformati (c’è tempo fino a venerdì prossimo 26 marzo), stesso discorso vale per i professionali, e gli insegnanti che lavorano in questo stesso livello di istruzione, e che devono fare la scelta dei nuovi libri di testo da far adottare, navigano al buio. A differenza di quanto succede nei licei, per loro di programmi neanche a parlarne. Le indicazioni nazionali che delineano i nuovi saperi della scuola superiore targata Gelmini, e pubblicati dalla scorsa settimana sul sito dell’Indire, valgono infatti solo per i percorsi liceali. Si tratta di indicazioni importanti, perché definiscono il nucleo di saperi e la loro scansione temporale da cui scaturiranno le conoscenze fondamentali che gli studenti dovranno possedere al termine del percorso di studi. Eppure la commissione preposta alla definizione dei programmi per i tecnici aveva iniziato il suo lavoro prima di quella che poi si è …

"Tempi duri per gli adulti. Ecco come la riforma delle superiori si completa di un nuovo tassello, nel prossimo anno salterà il 35% dei docenti", di Nicola Colajanni

In questi giorni alle camere è stato presentato per il prescritto parere lo schema di regolamento riguardante il riordino dell’educazione degli adulti. Il decreto prende le mosse dalla politica di riduzione della spesa per l’istruzione prevista dall’art.64 della legge 133/08 e dall’art. 1, comma 632, della legge n. 296 del 2006 che prevedeva, sicuramente con altre intenzioni rispetto allo sviluppo delle attività, un riordino su base provinciale del sistema fino ad oggi in atto. Come è capitato per i regolamenti su elementari, medie e licei, per comprendere qualche cosa delle finalità e degli effetti della cosiddetta riforma anche per questo provvedimento occorre fare i conti con le cifre. Al momento non è neppure certa la reale esistenza delle 150 istituzioni scolastiche autonome che dovrebbero insediarsi sul territorio nazionale. Infatti la loro creazione é condizionata al venir meno di altrettante unità di scuola autonome in aggiunta alle 350 che il nostro ordinamento dovrebbe perdere in virtù della razionalizzazione della rete il prossimo anno scolastico. Gli iscritti Occorre quindi valutare quanti soggetti sono stati accolti nel sistema …

Questo Governo riduce le risorse per la scuola pubblica due volte: prima coi tagli e poi mettendo le mani nelle tasche delle famiglie

L’On. Manuela Ghizzoni, capogruppo in Commissione Istruzione del PD, interviene con un’interrogazione parlamentare sui contributi ‘volontari’ e i tagli alla scuola: “I cosiddetti contributi volontari sono ormai diventati balzelli quotidiani per supplire alle carenze dello Stato”. “Come hanno spiegato i genitori degli studenti nel corso della manifestazione di sabato” – afferma la parlamentare Manuela Ghizzoni – “la scuola rischia di andare a rotoli. Oltre ai tagli forsennati del Governo, le famiglie, con i loro contributi volontari, pagano perfino le supplenze, sostituendosi di fatto allo Stato”. “Su questo aspetto in particolare, ho presentato un’interrogazione in Parlamento – sottolinea la capogruppo del PD in commissione Istruzione – perché da alcuni episodi a livello nazionale emerge come vi sia l’intenzione di scaricare sulle famiglie una parte consistente delle spese riguardanti il salario accessorio dei docenti e del personale e le stesse supplenze brevi”. “Tale situazione, che si protrae ormai nel tempo, determina una gravissima difficoltà nell’ordinario funzionamento delle scuole – ha proseguito l’On. Ghizzoni – costringendole a dover far ricorso al finanziamento volontario delle famiglie per poter affrontare …

«Chi ha scritto le indicazioni nazionali per l'insegnamento di Matematica nei Licei non le ha neppure rilette», di Mario Piemontese

Il 15 marzo sul sito del MIUR è stata pubblicata la bozza delle Indicazioni nazionali per i Licei. Ho dato un’occhiata a quelle per l’insegnamento di Matematica e ho scoperto alcune cose divertenti. I documenti sono 4 (tra parentesi il numero di ore settimanali per ogni anno): uno per il Liceo scientifico (5, 5, 4, 4, 4), un secondo per il Liceo scientifico opzione scienze applicate (5,4, 4,4,4), un terzo per i Licei classico (3, 3, 2, 2, 2), scienze umane (3, 3, 2, 2, 2), scienze umane opzione economico sociale (3, 3, 3, 3, 3), musicale e coreutico (3, 3, 2, 2, 2), e infine un quarto per il Liceo Artistico (3, 3, 2, 2, 2). Il primo e il secondo sono praticamente identici nonostante nel piano di studi dell’opzione dello scientifico sia prevista in seconda un’ora in meno a settimana. Nel secondo, rispetto al primo, compare qua e là qualche riferimento più esplicito a Informatica che non giustifica comunque la necessità di un documento a parte. Anche il terzo e il quarto sono …

“La scuola va a rotoli”

Il coordinamento provinciale di modena dei presidenti consigli d’istituto, di circolo e comitati genitori aderisce all’iniziativa nazionale “la scuola va a rotoli” promossa dal sito www.comitatigenitori.it per protestare contro i tagli ai finanziamenti alla scuola statale pubblica. Il simbolo della manifestazione è Mafalda che urla, con in mano un rotolo di carta igienica, metafora di una scuola statale che in molti casi si ritrova nella drammatica situazione di non avere nemmeno i soldi per acquistare l’indispensabile I tagli ai finanziamenti alla scuola statale ammontano in 3 anni a 7 miliardi e 832 milioni di euro su di un totale complessivo di 60 miliardi (-13%), che porteranno ad una soppressione di posti di lavoro pari a 150.000 unità tra insegnanti e personale Ata (cifra che corrisponde alla scomparsa di 50 stabilimenti “Fiat – Termini Imerese”). Le conseguenze sono già visibili: . aumento del numero di alunni per classe (classi prime, tutte con più di 30 alunni contro i 25/26 degli anni precedenti) . mancanza di fondi per i supplenti (alle elementari/medie accorpano le classi, alle superiori …