Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Tempo pieno, l'isola che non c'è", di Gianni Gandola e Federico Niccoli

Cosa sta succedendo nelle scuole primarie “a tempo pieno”? Perché in molte scuole, da Milano a Roma, anche i genitori hanno iniziato forme di protesta? Non si tratta solo della mancanza della carta igienica o dei gessi, ma di quello che succede nelle classi, tutti i giorni, sul piano della didattica. Capita ormai frequentemente che bambini rimasti senza il loro insegnante di classe (per assenza) vengano smistati in altre classi, per non dire “parcheggiati” per ore. Oppure che insegnanti che sarebbero “in compresenza” per alcune ore nella loro classe (nei casi, non molti, in cui le compresenze sono rimaste) vengano utilizzati per sostituire i colleghi assenti. Insomma situazioni caotiche che compromettono, quotidianamente, la didattica e mettono a dura prova la stessa organizzazione scolastica. Si sta verificando di fatto l’attuazione di un Tempo Pieno, nella gran parte dei casi, senza le “compresenze” dei docenti. Questo vuol dire, implicitamente, dover rinunciare a svariate attività didattiche (laboratori, gruppi di studio e di recupero, classi aperte, ecc.). Proprio quelle attività progettuali che costituivano, guarda caso, il punto di forza …

Alunni stranieri a scuola La Gelmini li espelle da 3000 classi

Ammontano a 2.893, 641 delle quali in Lombardia, le classi che oggi sono costituite da oltre il 30% di alunni stranieri non nati in Italia e che in base alla circolare n. 2 emessa dal Miur l’8 gennaio scorso non potrebbero essere attivate il prossimo 1° settembre: a comunicarlo è oggi lo stesso ministero attraverso un focus in breve sulla scuola dal titolo «La presenza degli alunni stranieri nelle scuole statali», elaborato dal servizio statistico sulla base dell’anagrafe degli studenti. In assoluto le classi con una presenza di alunni stranieri superiore al 30% sarebbero oltre 10mila: circa 7.300 nella scuola primaria (circa il 5% del totale) e 3.100 (circa il 4% del totale) nella secondaria di primo grado. Ed in entrambi i casi oltre il 70% delle classi sono concentrate nelle regioni del Nord. Ma se si considerano «le classi con bambini e ragazzi stranieri nati in Italia – sottolinea il Miur – il fenomeno si attenua. In questo caso le classi con una presenza di alunni stranieri non nati in Italia che supera la …

Scuola, nel Pdl la gara a chi le spara più grosse. La replica dell’on. Ghizzoni del Pd ai consiglieri Ghelfi e Andreoli

L’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Istruzione e Cultura della Camera, replica – dati alla mano – all’attacco mosso dal consigliere provinciale Luca Ghelfi e dal consigliere comunale Roberto Andreoli, entrambi del Pdl, agli insegnanti dell’istituto Meucci di Carpi. Ecco la sua nota. «In base a quali dati, se non il pregiudizio ideologico, Ghelfi afferma che i crediti vantati dagli istituti scolastici verso lo Stato risalgono per la metà al Governo Prodi? Negli ultimi 9 anni Prodi ha governato solo 18 mesi! Dai bilanci delle scuole – in possesso del Ministero e di chiunque abbia voglia di informarsi – risulta evidente che la sofferenza finanziaria inizia dal 2002 (governo Berlusconi), per la riduzione progressiva dei trasferimenti dallo Stato alle istituzioni scolastiche per pagare supplenti, esami di stato, pulizie. L’unico anno in cui si è registrato equilibrio tra trasferimenti dello stato e spese delle scuole è il 2007 (governo Prodi). Ricordo poi a Ghelfi che l’ultima finanziaria ha tagliato 226 milioni di euro, rispetto all’assestato 2009, al fondo delle spese di funzionamento! Abbia almeno la …

"Stanno distruggendo l'educazione degli adulti in Italia", di Osvaldo Roman

Con il solito riordino dettato dall’esigenza di tagliare la spesa stanno distruggendo il sistema di educazione degli adulti faticosamente costruito in questi anni nel nostro paese. Si legga la relazione dell’On Aprea e si esamini la relazione tecnica che accompagna lo Schema di Decreto per comprendere l’entità delle devastazioni che già dal prossimo anno scolastico saranno apportate in questo importante settore dell’istruzione. Si fa riferimento strumentalmente alla riorganizzazione prevista dall’art. 1, comma 632, della legge n. 296 del 2006, per coprire e giustificare la desertificazione prodotta. In realtà occorre purtroppo anche in questo provvedimento guardare molto attentamente alle cifre. Guardare a quanti soggetti sono stati accolti nel sistema nei precedenti anni scolastici e quanti lo saranno l’anno prossimo. Le tabelle statistiche al riguardo ci sono, per quanto oscurate, nella relazione ufficiale di illustrazione ma l’on Aprea prudentemente non ne richiama nessuna nella sua relazione. Altrimenti avrebbe dovuto spiegare: dove finiscono i 402.228 iscritti nelle attività promosse dai CTP nell’anno scolastico 2007-08 ? dove finiscono i 77.509 iscritti ai corsi serali per il conseguimento del diploma …

Gli studenti stranieri nati in Italia più bravi dei loro compagni

Studenti stranieri più bravi dei compagni italiani. La notizia non piacerà ai sostenitori del tetto del 30 per cento), ma i dati del Ministero parlano chiaro: tra i 630 mila studenti stranieri (figli cioè di genitori stranieri) quelli nati in Italia cominciano ad ottenere risultati migliori dei ragazzi nati da genitori italiani. Ma non è detto che, quando i dati saranno disponibili, ciò non avvenga anche negli altri gradi di istruzione. Desiderio di emergere? Ragazzi più consapevoli o cos’altro? Il ministero dell’Istruzione ha appena pubblicato il notiziario statistico sugli alunni stranieri relativi all’anno scolastico 2008/2009. E tra le oltre 30 pagine di numeri, grafici e tabelle si possono trovare alcune indicazioni interessanti. La prima riguarda gli esiti degli esami di maturità 2009 che il ministero non ha ancora pubblicato. A sorpresa la percentuale di “alunni stranieri nati in Italia” promossi dalle commissioni giudicatrici della maturità supera quella degli italiani. Tra gli studenti italiani la percentuale di bocciati (2,2) supera in maniera abbastanza netta quella degli “stranieri” (1,8). Mentre i promossi tra tutti gli stranieri, anche …

"Per le scuole speso un sesto delle risorse", di Eugenio Bruno

Edilizia scolastica al palo: impegnati solo 350 milioni – Pronta l’anagrafe degli istituti. Tre piani stralcio per la messa in sicurezza degli istituti e uno per l’adeguamento alle norme antisismiche. Nonché due programmi straordinari per le situazioni urgenti: sono le azioni in materia di edilizia scolastica varate dal 2002 a oggi. Che quasi sempre però sono rimaste sulla carta. Su un plafond complessivo di 1,9 miliardi né è stato infatti impegnato circa un sesto (349 milioni). Di questi, neanche un euro riguarda l’intervento da un miliardo di euro annunciato oltre un anno fa dal premier Silvio Berlusconi e dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Di messa in sicurezza delle scuole sì parla da ormai un decennio. Quasi sempre sull’onda della tragedia di turno: dal crollo di San Giuliano al terremoto dell’Aquila passando per l’incidente di Rivoli. Il tema è tornato d’attualità in settimana grazie all’interrogazione con cui la capogruppo del Pd in commissione Cultura alla Camera, Manuela Ghizzoni, e la sua collega Raffaella Mariani hanno chiesto al governo di fare il punto sui fondi per l’edilizia …

"Tagli, classi in meno, disagi e carenze. Il primo bilancio della riforma Gelmini", di Salvo Intravaia

Piccoli smistati tra le classi, disabili col sostegno dimezzato e ragazzini in giro per la scuola con la sedia tra le mani alla ricerca di un insegnante che li ospiti. E ancora: classi sempre più affollate, lezioni ridotte all’osso, studenti lasciati da soli per mancanza di docenti disponibili e presidi alla disperata ricerca di prof da mandare in classe. Ecco, dati alla mano, un primo bilancio della riforma Gelmini a sei mesi dall’inizio delle lezioni. Taglio di 133 mila posti e di 8 miliardi. Quello che si concluderà tra due mesi e mezzo è il primo dei tre anni di “riordino” del sistema di istruzione pubblico voluto dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che porterà al taglio di 133 mila posti (87.500 cattedre e 42.700 amministrativi, tecnici e ausiliari) e 8 miliardi di euro nella scuola pubblica. La scuola primaria, con l’introduzione del “maestro unico prevalente”, ha pagato il prezzo più alto. Gli effetti. Per comprendere la dimensione e gli effetti dei tagli è sufficiente citare alcuni numeri a qualche circostanza. Sette mila alunni in più, …