Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"La riforma Gelmini finisce sotto esame. Bocciata da 500 precari", di Paolo Formicola

Vivace dibattito con Barbieri (Pdl) e Ghizzoni (Pd) I docenti ai sindacati: «Serve una clamorosa protesta». Tutto esaurito per l’assemblea organizzata da Gilda scuola, con l’adesione di Cgil, Cisl, Uil, Snals tenutasi ieri all’Itis Corni di Leonardo da Vinci. Più di 500, tra insegnanti di scuole di ogni ordine e grado, lettori, personale Ata e Itp hanno discusso di riforma della scuola con Emerenzio Barbieri del Pdl e Manuela Ghizzoni del Pd, della commissione cultura della Camera. A pochi mesi dall’entrata in vigore delle nuove norme sulla scuola il quadro generale di come sarà la scuola post-riforma appare piuttosto offuscato: «Manca ancora la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale, mancano i decreti e le ordinanze che dovranno essere fatti in poco tempo», spiega Gorni del Centro Studi Gilda. «Per gli istituti tecnici – continua – non sappiamo ancora quali materie dovranno essere tagliate, l’unica cosa che sappiamo è che il monte ore dovrà calare dalle attuali 36-37 ore a 32 ore e che verranno tagliate le materie con più di 99 ore annue. L’unica cosa certa è …

Cinque in condotta, meno del previsto. "Gelmini tarocca i dati e copre i problemi", di Salvo Intravaia

Il capogruppo Pd in commissione Cultura alla Camera smentisce il ministro. “Ha fornito numeri incompleti: gli studenti migliorano grazie agli insegnanti”. “Il ministro tarocca i dati sugli scrutini per nascondere i veri problemi della scuola”. Secondo il capogruppo Pd in commissione Cultura alla Camera, Manuela Ghizzoni, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini una settimana fa ha fornito dati incompleti sul giro di boa del presente anno scolastico. In base ai numeri più aggiornati provenienti dall’ufficio statistica di viale Trastevere, gli studenti italiani sarebbero addirittura migliorati rispetto ad un anno fa: meno insufficienze e meno bulli. Niente, quindi, linea del rigore. Ma importanti risultati che premierebbero il duro lavoro degli insegnanti in classe, nonostante i tagli. “I dati del ministero, comparati con i risultati degli scrutini dello scorso anno, in realtà dimostrano – spiega la Ghizzoni – che le insufficienze nelle singole discipline nella scuola media sono nettamente in calo (meno 1,7%), così come registra un vero crollo il numero di ragazzini con il solo 5 in condotta”. Alla scuola media, in buona sostanza, le performance dei …

«Scuola, si tace su uno scandalo», del Coordinamento precari di Modena

Gentile direttore, le scriviamo in relazione all’articolo in cui il dirigente scolastico provinciale Gino Malaguti “tesse le lodi” della riforma delle scuole superiori. Abbiamo sentito il dovere di replicare, perché il quadro della “scuola che verrà” da lui delineato ribalta la realtà e nasconde il drammatico futuro che attende gli studenti e i lavoratori della scuola. Non esiste alcun progetto autentico di riforma, ma solo provvedimenti esecutivi per il contenimento della spesa: il taglio dei finanziamenti alla scuola pubblica per un totale di 7 miliardi e 832 milioni di euro nel quadriennio 2009/12; l’aumento del numero di alunni per classe; pesanti tagli agli organici dei docenti e del personale Ata; il ridimensionamento, la chiusura e l’accorpamento degli istituti scolastici; tagli e accorpamenti delle classi di concorso; la riduzione dei piani di studio e dei quadri orari. Ecco perché “la riforma” in realtà altro non è che una drastica riduzione delle ore, delle discipline e delle attività di laboratorio. Non è previsto alcun investimento, ma solo risparmi… Viene taciuto l’aumento del rapporto alunni/classe: dal prossimo anno …

"Se la pagella diventa a pagamento", di Falvia Amabile

Angelo abita a Torre Annunziata, è disoccupato, soldi in tasca ne capitano pochi. Quest’anno la sua scuola, il secondo circolo didattico Giancarlo Siani, gli ha rifiutato l’iscrizione dei tre figli mandandogli i bollettini di quello che, in genere, viene definito «contributo scolastico», una cifra che gli istituti chiedono a titolo volontario alle famiglie per aiutarli a far quadrare i conti, ma che invece da un po’ di tempo si sta trasformando in un obbligo a cui non tutti vogliono sottostare. Angelo non aveva pagato lo scorso anno. E così l’istituto voleva fargli capire qual era il suo dovere. E’ bastato minacciare una denuncia per far iscrivere i bambini. Da quando il ministero ha chiuso i cordoni della borsa, sono sempre di più le scuole a chiedere aiuto alle famiglie. «Siamo di fronte a un vero e proprio abuso», denuncia Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net, portale fra i più seguiti sui temi della scuola. E, quindi, ha deciso di fare un’inchiesta. In pochi mesi si sono fatte avanti almeno una sessantina di persone, sparse in tutt’Italia, …

"Scuola senza soldi. Genitori si tassano e fanno la protesta della carta igienica", di Maria Zegarelli

La scuola vera, non quella raccontata dalla ministra Maria Stella Gelmini, lancia l’ennesimo sos: senza fondi rischia unalenta asfissia e lo scivolamento verso il basso nella classifica che fino a qualche tempo fa la vedeva tra le più qualificate d’Europa. Ieri pomeriggio aRomal’Associazione scuole autonome del Lazio, Asal, ha promosso un incontro di tutti presidenti dei Consigli d’istituto con unico punto all’ordine del giorno: come far fronte ai pesanti tagli. Alcuni istituti della regione sono stati costretti per la prima volta a chiedere un contributo ai genitori per poter garantire il funzionamento didattico. Non stiamo parlando dell’acquisto della carta igienica, perché in moltissime scuole i genitori provvedono da tempo,madel funzionamento e della manutenzione dei laboratori informatici e scientifici, dell’acquisto dei libri, delle iniziative didattiche. E mentre i presidenti di istituto si riunivano i genitori dell’associazione «comitatigenitori.it», lanciavano un’altra iniziativa: esporre rotoli di carta igienica ai balconi, sulle cancellate delle scuole, alle manifestazioni, davanti ai Miur e alle prefetture, per attirare l’attenzione sul degrado a cui è esposta la scuola pubblica italiana. Pietro Perziani, preside dell’Istituto …

Superiori senza legge, ma il 27 scade l'iscrizione

Una situazione surreale. Sono in corso le iscrizioni alle superiori,ma la cosiddetta riforma epocale Gelmini non è ancora legge. Il modo dozzinale di procedere del governo che stavolta pagano le famiglie. Il pasticcio delle liste è la conseguenza di cosa sia il diritto e l’iter legis per il centrodestra. La pura formalità trattata con arroganza toglie il diritto alla contesa politica. Ma in un campo che riguarda milioni di ragazzi il governo sta procedendo con il meccanismo che oggi gli è scappato di mano come se niente fosse. Sono in corso le iscrizioni alle scuole superiori. La scadenza è il 27 di questo mese. La cosiddetta riforma Gelmini non è ancora legge, però. I regolamenti varati dal governo non hanno avuto la firma del capo dello Stato, né, tanto meno, la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, atto, l’ultimo, che perfeziona e mette in vigore una legge. COSA È IN VIGORE? Un pasticcio vero che riguarda centinaia di migliaia di ragazzi e le loro famiglie. A quale tipo di scuola si stanno iscrivendo? In punta di diritto …

Apprendistato: maggioranza scellerata, autolesionista e classista

Dichiarazione di Mariangela Bastico. La norma sull’apprendistato a 15 anni, e la maggioranza che approvandola se ne assume ogni responsabilità, è scellerata, autolesionista e classista. Ostinandosi a rubare un anno di istruzione ai ragazzi si condannano i giovani “alla legge del figlio di papà”, per cui chi ha genitori professionisti o dirigenti è sicuro di andare meglio a scuola e di avere una professione migliore e più remunerativa. Gli altri andranno a lavorare presto, in mansioni più basse, meno pagati. Anzi dovranno andarci il più presto possibile, un anno prima di quanto la legge vigente prevede. Ciò avviene mentre tutte le indagini (Ocse e Banca d’Italia) ci indicano un percorso esattamente contrario: investire in conoscenza. Con questa norma il Governo si appropria di un anno di diritto all’istruzione sottraendolo ai ragazzi, abbassa a 15 anni l’età di ingresso al lavoro, riduce le opportunità di futuro e blocca la mobilità sociale. Rinuncia anche ad un investimento che darebbe una resa del 7%. Bankitalia ha calcolato in una interessante indagine sul rendimento dell’istruzione che questo è l’investimento …