Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

Apprendisti a 15 anni. Ghizzoni (PD): "Così si va verso il caos assoluto"

«La maggioranza dovrà assumersi le proprie responsabilità per questa scelta, che è sbagliata e che è destinata a produrre gravi disagi agli studenti e difficoltà nella vita delle scuole». Così la capogruppo del pd nella commissione cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, commenta l’approvazione dei regolamenti per il riordino della scuola secondaria superiore con il voto negativo del pd e delle altre forze di opposizione. «Questo atto- spiega Ghizzoni- affonda le proprie radici nei tagli di Tremonti imposti all’istruzione pubblica: si è preteso di dare una veste di pseudo riforma a ciò che altro non è se non un assestamento di bilancio. Solo così si può spiegare la riduzione di ore di insegnamento, di cattedre, di laboratori, di discipline. a fronte di una necessità vera di riformare dalle fondamenta il nostro sistema delle scuole superiori si è preferito impoverire l’offerta formativa. Oggi in commissione la maggioranza non ha voluto accettare la nostra proposta, di buon senso, di rinviare di un anno l’applicazione dei regolamenti, al fine di migliorarne i contenuti e reperire le risorse necessarie. Il …

"Obbligo addio?", di Maurizio Tiriticco

Com’è noto, secondo l’attuale maggioranza, la crescente incultura dei nostri giovani dipende direttamente dai pedagoghi sessantottini, molti comunisti e qualche utile idiota, che con il sei politico si sono adoperati per regalare a tutti, nessuno escluso, titoli su titoli! Un disegno perverso finalizzato a fare del nostro Paese un popolo di ignoranti! Mah! Se così fosse, da questa maggioranza ci si aspetterebbe un percorso inverso: investire sull’istruzione! La scelta, invece, com’è noto, è ben diversa! Tagliare sull’istruzione e puntare solo sui cosiddetti meritevoli! E gli altri? Tutti al macero! Ed è anche noto che uno degli ultimi atti dei comunisti in favore dell’incremento dell’ignoranza è stato quello di innalzare l’obbligo di istruzione di due anni! Il tutto per riempire le aule di sfaticati e regalare diplomi, o meglio certificazioni di competenze, secondo il nuovo linguaggio, sempre inventato da questi diabolici sovversivi! Liquidare l’obbligo di istruzione è stato, quindi, uno degli obiettivi primari perseguito dall’attuale maggioranza. Un po’ di storia: il nuovo obbligo, sancito dal dm 139 del 22 agosto 2007, è partito con l’anno scolastico …

Scuola, Ghizzoni e Coscia (Pd): obbligo in apprendistato? Un brutto ritorno al passato

“Un brutto ritorno al passato, che mortifica gli sforzi per far acquisire a tutti i ragazzi entro i 16 anni quel patrimonio di saperi e competenze necessario per affrontare la vita adulta con consapevolezza e pari opportunità”. Così le deputate Manuela Ghizzoni e Maria Coscia commentano l’approvazione dell’emendamento Cazzola che estende l’assolvimento dell’obbligo scolastico ai percorsi di apprendistato. “Dopo averci provato invano in finanziaria, ora la maggioranza è riuscita nel proprio intento di stravolgere e svuotare nella sostanza l’innalzamento dell’obbligo di istruzione voluto dal precedente governo Prodi. Speravamo di esserci lasciati alle spalle il doppio binario della Moratti che separava i ragazzi di 13 anni in due gruppi incomunicabili: da una parte gli abili al lavoro con scarsissime speranze di successo personale e professionale, dall’altra gli arruolati allo studio con ben maggiori possibilità di affermazione. Insomma, avanti verso il passato e a farne le spese saranno i ragazzi, precocemente segnati nel loro futuro dalle condizioni sociali, e lo sviluppo dell’intero Paese. Mentre la commissione lavoro approvava questo scempio in commissione istruzione la maggioranza dava il …

Scuola, Pd: con riforma secondo ciclo sarà caos assoluto. Ghizzoni: si poteva rinviare, la maggioranza penalizza le famiglie

“La maggioranza dovrà assumersi le proprie responsabilità per questa scelta, che è sbagliata e che è destinata a produrre gravi disagi agli studenti e difficoltà nella vita delle scuole”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, commenta l’approvazione da parte della VII commissione della Camera dei regolamenti per il riordino della scuola secondaria superiore con il voto negativo del PD e delle altre forze di opposizione. “Questo atto – spiega Ghizzoni – affonda le proprie radici nei tagli di Tremonti imposti all’istruzione pubblica: si è preteso di dare una veste di “pseudo riforma” a ciò che altro non è se non un assestamento di bilancio. Solo così si può spiegare la riduzione di ore di insegnamento, di cattedre, di laboratori, di discipline. A fronte di una necessità vera di riformare dalle fondamenta il nostro sistema delle scuole superiori, per consentire ai ragazzi di affrontare con saperi e competenze adeguate le sfide del futuro, si è preferito impoverire l’offerta formativa. Oggi in commissione la maggioranza non ha voluto accettare la nostra …

"Se la scuola va avanti con i soldi dei genitori", di Giuseppe Marotta

Il contributo volontario versato dai genitori è da anni prassi comune nelle scuole. Serve a finanziare l’ampliamento dell’offerta formativa che ciascun istituto decide autonomamente. Ma è anche una voce di bilancio certa e prevedibile nei tempi di incasso. Tanto che il ministero consente ora di ricorrervi per colmare la carenza dei finanziamenti statali per le spese ordinarie necessarie all’erogazione del servizio scolastico base. Equivale all’imposizione di una nuova tassa, regressiva perché di ammontare fisso indipendentemente dal reddito. Da diversi anni al momento dell’iscrizione dei figli a scuola viene chiesto ai genitori un contributo “volontario”, con la motivazione che serve per finanziare l’assicurazione per lo studente e soprattutto per consentire l’ampliamento dell’offerta formativa. La dimensione dell’obolo ha raggiunto livelli relativamente elevati, prossimi ai cento euro nelle scuole medie superiori, con valori più contenuti ma sempre significativi nelle scuole elementari e medie inferiori, finendo per rappresentare una componente stabile e prevedibile quanto ai tempi di incasso tra le entrate di bilancio degli istituti. Nel 2007 il decreto Bersani ha previsto la detraibilità di questi contributi, che rientrano …

Scuola: una riforma abusiva

Il Consiglio di Stato boccia la riforma scolastica proposta dalla Gelmini per le scuole superiori: gli obiettivi sono ben aldilà dei limiti contenuti nella delega concessa dal Parlamento. Il Pd chiede il rinvio di un anno per l’entrata in vigore. Un responso chiaro e inconfutabile: ridurre le ore scolastiche e le materie di studio con il solo fine di tagliare i costi e il personale, non rientrano negli obiettivi contenuti nella delega concessa dal Parlmento al ministro Gelmini. Questo è quanto emerge dal giudizio del Consiglio di Stato sulla riforma delle scuole superiori avanzata, a colpi di mano, da parte del governo Berlusconi. La delega concessa, infatti, prevede “la sola ridefinizione dei curricula vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei piani di studio e relativi quadri orari”. In attesa di un giudizio definitivo da parte del Consiglio di Stato, anche la creazione dei Dipartimenti scolastici previsti con la nuova normativa potrebbe essere a rischio. Cancellando di fatto i collegi dei docenti, i dipartimenti sono in netto contrasto con la legge sull’autonomia …

"Bilanci, presidi alla guerra", di Alessandra Migliozzi

Dopo la circolare del ministero che stringe ancora una volta su entrate e spese Pronti a farsi commissariare: impossibile farcela. La nota ministeriale 9537, quella con le indicazioni per predisporre il programma annuale di spesa a per il 2010 (si vedano le anticipazioni di ItaliaOggi del 22 dicembre scorso), rischia di mandare le scuole sull’orlo del crack e di costringerle a farsi commissariare. È l’allarme lanciato dai presidi mentre nelle istituzioni scolastiche monta la protesta per i fondi irrisori predisposti dal ministero e per i tagli imposti sulle spese per le pulizie (meno 25%) che determineranno, spiegano i dirigenti, «un calo della qualità del servizio e la necessità di ricorrere ai collaboratori scolastici, già decurtati dalla legge 133, distogliendoli dalla sorveglianza». I primi a farsi sentire sono stati i capi di istituto dell’Anp, l’associazione guidata da Giorgio Rembado, che ha scritto al responsabile del dipartimento per la Programmazione, Giovanni Biondi, e al direttore generale per la Politica finanziaria e il bilancio, Marco Ugo Filisetti, per contestare i contenuti della nota e chiedere rettifiche: «Deve essere …