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Scuola, Pd: riforma Gelmini superiori sia rinviata di un anno

Ghizzoni: siamo alle comiche, da ministero incapacità organizzative. “E’ l’ennesimo rinvio, di questo passo le iscrizioni coincideranno con l’inizio dell’anno scolastico. Siamo alle comiche a questo punto sarebbe meglio rinviare la riforma di un anno”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni commenta la notizia di un nuovo rinvio del termine per le iscrizioni alla scuola secondaria previsto dalla riforma del Ministro Gelmini. “Quanto trapela dal ministero – aggiunge Ghizzoni – dimostra che l’ultimo anno è trascorso invano, l’incertezza regna ancora sovrana sui contenuti del riordino, come dimostrano anche i chiarimenti richiesti dal Consiglio di Stato. Se lo scorso anno il rinvio a febbraio aveva rappresentato la ‘resa’ del ministero alla propria incapacità organizzativa e programmatoria, con l’annuncio di spostare addirittura a marzo le iscrizioni si supera ogni immaginazione. Ci sarebbe quasi da sorridere se la situazione non fosse così seria e grave. Non solo per il perdurare dell’incertezza procurata a studenti e famiglie circa la scelta della scuola a cui iscriversi, ma anche perché si sta impedendo alle istituzioni …

“Il Consiglio di Stato: stop ad una riforma delle superiori con questi criteri. Il Tar ribadisce il tetto dei 25 alunni”, di F. Luppino

Il governo dell’amore, se restiamo al Berlusconi di ieri, non dovrebbe fare una riforma contro tutto e tutti. Dopo la maggioranza delle Regioni, il Consiglio superiore della pubblica istruzione, i sindacati, l’opposizione, e perché no i professori, gli studenti e i bidelli anche il Consiglio di Stato ha detto al ministro Gelmini che la mutazione genetica della scuola superiore non si può fare. Non come si sta facendo, non con la rapidità imposta dalla contabilità di Tremonti. La sentenza amministrativa parla addirittura di uno sforamento rispetto alla delega concessa: la così radicale trasformazione dei licei, come dei tecnici, la fine delle sperimentazioni, i tagli poderosi di ore e professori (come ampiamente spiegato nei giorni scorsi su queste pagine, ndr) non rientrerebbero nelle indicazioni date al ministro. Quindi, la Gelmini si deve fermare, deve circoscrivere i Regolamenti, così hanno deciso di chiamare la riforma. E per fare questo ci vuole tempo, molto tempo. Il che cozzerebbe con i piani di via XX settembre. Ma, sarebbe una dimostrazione di buonsenso. Del resto una scuola funzionante ed efficiente …

“Più severi con Gelmini”, di Luciano Modica

Il prestigio e l’esperienza di Luigi Berlinguer inducono a leggere con attenzione tutti i suoi ragionamenti di politica universitaria. Nel suo intervento dell’8 dicembre molti sono assolutamente condivisibili e toccano uno scottante nodo politico del Partito Democratico. Esistono temi sui quali maggioranza e opposizione possono confrontarsi lealmente per collaborare a realizzare riforme necessarie al Paese? A quali condizioni e con quale reciproco riconoscimento di ruoli? Indubbiamente l’università è un tema adatto. E’ un sistema strategico che dovrebbe rimanere al riparo dalle fluttuazioni elettorali. E’ in grave crisi di credibilità per cui una riforma è universalmente ritenuta urgente. Infine è un tema sul quale il PD ha messo in campo proprie organiche proposte riformatrici in un disegno di legge del maggio scorso e il Ministro Gelmini ha appena presentato al Parlamento il suo. Ben venga dunque un serio e approfondito dibattito parlamentare, senza irrigidimenti in difesa dell’esistente ma anche senza diktat di testi blindati. Quando è in gioco il futuro dell’Italia nessuno può chiamarsi fuori, ha scritto giustamente Berlinguer. Questo auspicio non può però offuscare quanto …

“I nuovi licei non vanno, parola Cds”, di Antonio G. Paladino

Il Consiglio di stato ha sospeso ogni valutazione in merito ai regolamenti di riforma dei licei (si veda ItaliaOggi di sabato scorso) in attesa di chiarimenti. Uno stop che rischia di provocare una vera e propria reazione a catena che potrebbe portare a uno slittamento della riforma. Il consiglio nazionale della pubblica istruzione (Cnpi), per esempio, domani potrebbe prendere tempo per il prescritto parere sulla riforma delle classi di concorso, in attesa di conoscere la struttura esatta dei nuovi licei. E intanto il ministero si prepara a rinviare le preiscrizioni all’anno scolastico 2010-2011 a marzo prossimo, per dare tempo alle scuole di informare studenti e famiglie sulle nuove offerte formative. Insomma, i tempi stringono e le richieste del Cds, se non esaudite nel giro di pochi giorni, potrebbero far saltare di un anno l’impianto. È da precisare, comunque, che il collegio di Palazzo Spada non ha bocciato la riforma fortemente voluta dal titolare del dicastero di Viale Trastevere, Mariastella Gelmini, ma ha sospeso ogni valutazione in merito, in attesa dei necessari chiarimenti su alcuni punti …

“Ragioneria dello Stato: nella Scuola in due anni persi 18.000 posti”, di A.G.

La fotografia – derivante dall’incrocio di tagli, assunzioni e pensionamenti – è della fine del 2008 e non tiene quindi conto della “mannaia” L. 133. In calo pure le forze di polizia. Aumentano le donne di ruolo, forse anche per la maglia “nera” nella Pa per gli stipendi annui di docenti e Ata (28.235 euro). In calo i giorni di malattia: da 12,2 a 10,6 l’anno. Non servivano i dati ufficiali della Ragioneria generale dello Stato per sapere che gli organici della scuola sono al centro da alcuni anni di pesanti tagli. Il resoconto, contenuto nel Conto annuale 2008 sul pubblico impiego presentato il 14 dicembre, contiene però alcuni punti interessanti perché tiene conto di più fattori: la cancellazione dei posti in organico, le assunzioni in ruolo e il numero dei pensionamenti effettivi. Ebbene, dall’intreccio di queste tre variabili risulta che in soli due anni, tra il 2007 e la fine dello scorso anno, il personale docente ed Ata è stato “sfoltito” di circa 18.000 posti. Il dato, che purtroppo è destinato a salire sensibilmente …

“Vertecchi: La colpa non è solo dei maestri”, di A. M.

ROMA – In Italia “solo l’8% della popolazione ha una competenza linguistica alta. Per il resto il livello di alfabetizzazione e comprensione di un testo è medio-basso”. Il pedagogista Benedetto Vertecchi non sembra sorpreso dalle difficoltà che i bambini della primaria riscontrano nella lettura e con i numeri. «Il problema è sociale- spiega- non si possono dare tutte le colpe alla scuola. Siamo in un contesto in cui i conti a memoria si fanno sempre più raramente e dove la lettura e l’approccio con il testo scritto sono sempre meno diffusi. È normale che, poi, i bambini abbiano certi risultati nei test. Possono anche imparare a far di conto e a leggere, ma se poi a casa e fuori scuola si confrontano con una realtà in cui queste competenze scarseggiano o sono poco impiegate è difficile che riescano ad esercitarle e mantenerle». Come se non bastasse c’è un pesante divario tra Nord e Sud. «Sì, è un dato che si conferma. Ma se un tempo a determinare le differenze era soprattutto la condizione economica familiare, …

“Tre piazze contro i tagli del governo”, di Maristella Iervasi

Dopo il viola il rosso. Il rosso della Cgil. Una marea colorata in sciopero ha invaso Roma ma anche Milano e Napoli. Lavoratori pubblici e studenti di scuola e università, precari e ricercatori di accademie e conservatori, ministeriali e personale sanitario. Non mancava nessuno nelle piazze della protesta del sindacato guidato da Guglielmo Epifani. “Lavoro pubblico e Conoscenza. Beni comuni” lo striscione d’apertura della manifestazione nazionale di Roma. Dietro, tra le maestre precarie e i dipendenti del 118 in divisa, l’assalto ad Epifani e Mimmo Pantaleo (Flc-Cgil) ma anche a Carlo Podda della Funzione pubblica e Pier Luigi Bersani, segretario di Pd. Gemma Tedaldi, 46 anni, è arrivata da Piacenza. Indossa una maglietta con su scritto: “Nella scuola per scelta, precari per forza”. La sua storia ha dell’incredibile: “Sono precaria dal 2000. Ho visto i miei bambini crescere, ora hanno quasi finito le elementari. Ed io sono sempre qui, sola e senza diritti nella stessa scuola”. Quel che accade da quando la Gelmini è all’istruzione lo spiega bene il cartellone sugli orari che tiene in …