comunicati stampa, scuola | formazione

Scuola, Pd: riforma Gelmini superiori sia rinviata di un anno

Ghizzoni: siamo alle comiche, da ministero incapacità organizzative. “E’ l’ennesimo rinvio, di questo passo le iscrizioni coincideranno con l’inizio dell’anno scolastico. Siamo alle comiche a questo punto sarebbe meglio rinviare la riforma di un anno”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni commenta la notizia di un nuovo rinvio del termine per le iscrizioni alla scuola secondaria previsto dalla riforma del Ministro Gelmini. “Quanto trapela dal ministero – aggiunge Ghizzoni – dimostra che l’ultimo anno è trascorso invano, l’incertezza regna ancora sovrana sui contenuti del riordino, come dimostrano anche i chiarimenti richiesti dal Consiglio di Stato. Se lo scorso anno il rinvio a febbraio aveva rappresentato la ‘resa’ del ministero alla propria incapacità organizzativa e programmatoria, con l’annuncio di spostare addirittura a marzo le iscrizioni si supera ogni immaginazione. Ci sarebbe quasi da sorridere se la situazione non fosse così seria e grave. Non solo per il perdurare dell’incertezza procurata a studenti e famiglie circa la scelta della scuola a cui iscriversi, ma anche perché si sta impedendo alle istituzioni coinvolte di lavorare con tempi adeguati e le necessarie informazioni per consentire un avvio regolare dell’anno scolastico e del riordino stesso. Saggezza vorrebbe che a questo punto la cosiddetta Gelmini delle superiori fosse rinviata di un anno. Probabilmente- conclude – ne guadagnerebbe anche nei contenuti”.

6 Commenti

  1. Rossella dice

    sono davvero scandalizzata! dopo ventanni di insegnamento di diritto alle scuole superiori scopro che la disciplina è scomparsa completamente dal sistema scolastico! Io ho faticato a trovared metodi, scavare strategie per appassionare i miei alunni ed insegnare loro che il diritto non è sterile ripetizione di numeri di legge, ma sopratutto acquisizione di valori, comprensione di significati; il quadro sistematico della normativa vigente va affidato ad una chiave di lettura storico- sociale e allo spirito dei tempi in cui è posto in essere. Quando scopri di aver dato anima alla disciplina ti accorgi che non servi più, che le fatiche sono messe in soffitta,perchè la riforma porta con sè il concetto di inutilità “dell’insegnante di diritto ed economia”, anzi la sua sostituibilità con altre discipline che, ahimè, sono semplicemente affini o complementari (vedi storia, cittDINANZA E COSTITUZIONE)! E l’errore più grande e di aver eliminato l’insegnamento nelle classi terminali degli istitutio tecnici e professionali, giusta età di apprendimento della disciplina; ovvero quando il processo astrattivo dell’alunno è ormai formato e dunque l’apprendimento è più coerente con uno studio ragionato, articolato ma sopratutto argomentato. Peccato avevamo la possibilità di formare davvero e in modo serio! ed io cosa farò domani, sicuramente diventerò un corollario del sistema formazione-scuola!!!!!

  2. giuseppe dice

    Il ministro sappia che se ha intenzione di abolire il liceo scientifico tecnologico dall’ istituto tecnico industriale noi docenti di questa eccellente sperimentazione Brocca non staremo a guradare che venga distrutto ed annullato un lavoro di 20 anni che ha prodotto risultati eccellenti ampiamente riconosciuti da molti enti ed università italiane. Il liceo scientifico tecnologico è il vero liceo scientifico e non un ibrido come lo è e lo sarebbe l’attuale ed il futuro liceo scentifico con il latino che è una via di mezzo tra il classico e lo scientifico.

  3. enza dice

    Ultime notizie su riforma Gelmini? Partirà o meno?
    Siamo il paese delle incertezze…

  4. Pubblico questa nota che avevo inviato alla “ministra gelmini” e per la quale non ho mai ricevuto risposta:
    Gentile sig. ministro le scrivo riguardo la riforma della scuola superiore per farle notare una incongurenza relativa alle iscrizioni già
    effettuate questo anno e quindi anno scolastico 2009/2010.
    L’abolizione del liceo economico e del liceo della comunicazione tecnologica potrebbe portare
    problemi ai ragazzi ed alle famiglie in caso di bocciatura in anni successivi al primo. Non discuto sul merito ma voglio chiederLe come mai ha pernesso che
    le scuole mantenessero attive le iscrizioni ai suddetti licei, visto che poi li
    ha aboliti? Mi spiego meglio, se uno dei nostri ragazzi dovesse trovarsi a
    rimanere bocciato in anni successivi al primo, dove troverebbe collocazione nella scuola italiana?
    Altro problema: mio figlio è iscritto alla prima liceo della
    comunicazione tecnologica – liceo del quale non ho trovato corrispondenza
    nel nuovo sistema delle superiori… come lei ben sa questo liceo , la cui
    maturità è scientifica non prevede il latino ed ha una sola lingua straniera. Nel caso malaugurato di una bocciatura, poniamo in seconda classe, il ragazzo non troverebbe un liceo che lo >possa accogliere nel sistema scolastico italiano, così come concepito.
    Non vorrei proprio che mio figlio che ha iniziato con un liceo debba finire la carriera scolastica chissà dove…
    Spero si tratti di una “dimenticanza” alla quale si potrà trovare rimedio…
    Ho scoperto nel frattempo che tante altre belle sperimentazioni che andavano ad arricchire il bagaglio culturale dei ragazzi saranno eliminate e con esse anche i professori che insegnano in tali scuole…
    STOP!!! STOP!!! La riforma non si fa sulla pelle di nessuno…
    Pensate che addirittura se la riforma diventa retroattiva e tocca pure le seconde classi…tanti ragazzi dopo essersi abituati per un anno in una scuola dovranno pure cercarsene un’altra che ancora non avrà avuto il tempo di organizzarsi… è un disastro

  5. Ferdinando Giglio Tos dice

    Il Governo del vuoto!
    E’ incredibile come questo Governo sia completamente privo di senso etico!
    Inneggia alla legalità e poi, con molta coerenza, elimina dalle scuole superiori la materia diritto-economia, la sola in grado di fornire una coscienza in ordine all’importanza del rispetto delle regole e dei valori fondantila nostra democrazia costituzionale.

  6. Filomena De Laurentiis dice

    Negli schemi di regolamento riguardanti la scuola secondaria superiore in attesa di approvazione definitiva si legge che lo studio della disciplina “diritto ed economia” non è previsto nei licei (ad eccezione di un indirizzo del liceo delle scienze umane) ed è fortemente ridimensionato negli istituti tecnici.
    Tale disciplina si insegna attualmente nelle classi prime e seconde degli istituti tecnici, di quelli professionali e di molti licei e comprende la trattazione dettagliata delle fonti del diritto e, in particolare, della Costituzione, oltre che dei principali organi della Repubblica e dell’Unione europea, di nozioni basilari di diritto privato e di economia.
    Credo che in un periodo in cui si moltiplicano le iniziative più svariate di educazione alla cittadinanza e alla legalità sia inopportuno privare gli studenti della possibilità di effettuare uno studio sistematico dei concetti giuridici ed economici, sotto la guida di docenti con una preparazione specifica; tale studio è, a mio parere, basilare per la costruzione delle coordinate di riferimento di carattere epistemologico essenziali per la comprensione della realtà sociale, politica ed economica, nell’era della globalizzazione, della crisi della finanza e dell’economia reale e in cui il dibattito pubblico è incentrato sui temi della giustizia, della legalità, dello Stato di diritto, delle riforme.
    Il nuovo insegnamento “Cittadinanza e Costituzione” introdotto con la riforma non appare come disciplina autonoma e ben definita con un preciso “quadro orario”, trascura gli insegnamenti di economia, comprende solo alcuni argomenti di diritto, che dovrebbero essere trattati dagli insegnanti di storia, sacrificando inevitabilmente la dimensione giuridica e la possibilità di contestualizzare adeguatamente i principali istituti nell’ordinamento giuridico.
    La scelta di escludere la materia “diritto ed economia” dai piani di studio di quasi tutti i licei risulta funzionale alla riduzione della spesa pubblica ma è anche destinata, secondo me, a incidere negativamente sulla formazione complessiva del cittadino e appare in palese contrasto con le raccomandazioni degli organi dell’Unione europea relativamente all’acquisizione delle competenze di cittadinanza recepite anche nelle linee guida per l’attuazione del nuovo obbligo scolastico.
    Chiedo a Lei, come agli altri membri delle commissioni di Camera e Senato che dovranno in questi giorni esprimere un parere sulla riforma, una ulteriore riflessione sugli aspetti che ho sopra delineato.
    La ringrazio per l’attenzione.
    Filomena De Laurentiis

I commenti sono chiusi.