Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

“Alunni stranieri, 20 o 30 %: é questo il problema?”, di Gilberto Bettinelli e Federico Niccoli

La stampa riporta notizie di un piano dell’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia che prevederebbe, opportunamente, il coinvolgimento delle prefetture per consentire l’arrivo dei minori per ricongiungimento entro l’inizio dell’anno scolastico ma anche un tetto/percentuale di “alunni stranieri” per classe. In sede nazionale si era parlato del 30% ma in Lombardia si pensa sia meglio il limite del 20%. In ogni caso per ora non se ne fa ancora nulla perché occorrerebbe comunque una circolare ministeriale, si dice. Allora di che piano si sta parlando? Sembrerebbe piuttosto un parere espresso dal Direttore Scolastico. Un parere che però è necessario circostanziare e meglio definire altrimenti rischia di essere uno dei tanti “messaggi”, cui ci hanno abituato i politici, vestiti di “buon senso” ma che in realtà rischiano di far passare e di legittimare idee di separazione, divisione, esclusione, facendo come al solito di ogni erba un fascio. Un approccio che marca, nel nostro paese, una sistematica tendenza ad affrontare i problemi isolandoli dal contesto sociopolitico. La inaccettabile lunghezza dei processi penali viene di fatto cancellata con la …

Obbligo di istruzione nell’apprendistato? No, grazie

Uno degli emendamenti presentati dal governo alla finanziaria riguarda l’estensione della possibilità di assolvimento dell’obbligo d’istruzione nei percorsi di apprendistato. Prosegue il “colpo su colpo” per stravolgere e svuotare di sostanza l’innalzamento dell’obbligo di istruzione voluto dal precedente governo Prodi. Già con la legge 133/2008 (nel famigerato articolo 64, al comma 4-bis) l’esecutivo Berlusconi ha reso permanente la possibilità di assolvimento dell’obbligo di istruzione decennale nella formazione professionale regionale. Tale innovazione stravolge la normativa originariamente prevista dal centro-sinistra che solo in via provvisoria, nel biennio necessario per l’entrata in vigore della nuova normativa sull’obbligo, aveva previsto tale assolvimento nei percorsi sperimentali regionali di formazione professionale. Ora, con un colpo di mano assai mal congegnato all’interno degli emendamenti alla finanziaria, si tenta di estendere persino ai percorsi di apprendistato tale possibilità di assolvimento. Un brutto ritorno al passato, che mortifica gli sforzi per far acquisire a tutti i ragazzi entro i 16 anni quel patrimonio di saperi e competenze necessario per affrontare la vita adulta con consapevolezza e pari opportunità. Speravamo di esserci lasciati alle spalle …

“Visite fiscali: una delle tante grida manzoniane?”, di R.P.

La Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti ha esaminato nelle scorse settimane la questione del pagamento delle visite fiscali e ha chiarito che le scuole non sono tenute a liquidare le fatture emesse dalle Asl. In effetti già l’articolo 17 (comma 23) del decreto legge n. 78 del 1° luglio 2009, convertito poi nella legge 102 del 3.08.2009, aveva stabilito che le visite fiscali rientrano nei compiti istituzionali delle Asl e quindi nulla è dovuto dalle Amministrazioni pubbliche per tale attività. Ma il problema ancora irrisolto riguardava le visite effettuate prima dell’entrata in vigore del decreto 78 e legate all’applicazione dell’articolo 71 del decreto legge n. 112/2008 con il quale era stata introdotta l’obbligatorietà delle visite anche per assenze di un solo giorno. La sentenza della Corte dei Conti fa chiarezza: la disposizione contenuta nel decreto 78 – sostiene la Corte – deve essere intesa come interpretazione autentica di norme già esistenti che – seppure in modo non esplicito – non avevano mai inteso porre a carico di scuole e altre amministrazioni pubbliche il …

«Una scuola di base in cui si conti e si racconti veramente», di Maurizio Tiriticco

Quando la scorsa estate Ivano Dionigi, insigne latinista, è sceso in campo per essere eletto rettore dell’ateneo bolognese, mi sono augurato che ce la facesse, perché è ormai da alcuni anni che si adopera per ricucire quei due mondi che da sempre, almeno nell’immaginario nostrano, sono stati considerati ben distinti, quello classico letterario e quello matematico scientifico. In più scritti ho sempre tentato di dimostrare che non è così, o meglio che non è stato mai così, e che da una malintesa tradizione tardoromantica abbiamo cominciato a dividere due “culture” che, invece, nella tradizione europea hanno sempre marciato all’unisono! Giorgio Vasari era in primo luogo pittore ed architetto, ma… sapeva anche scrivere! E non è un caso che lo si ricordi più per le sue Vite dei più eccellenti pittori, scultori, architetti… ecc., che non per le sue opere! E Leon Battista Alberti non fu solo il valente architetto che conosciamo, ma anche un musicista, un matematico, e scrisse di architettura e di pittura. Analogo discorso vale per Galileo, che non costruiva soltanto cannocchiali, ma …

“Ore decisive per l’insegnamento della storia dell’arte nelle scuole”, di Clara Rech*

Il Regolamento concernente il Riordino dell’Istruzione è alle ultime battute. Il Ministro si augura di poterlo pubblicare a metà gennaio, una volta superato il vaglio, soprattutto, del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti. In questi giorni, in seguito ai pareri richiesti ed espressi da parte delle varie Associazioni disciplinari e dei Comitati di studio del mondo della scuola, si sta meditando in sede ministeriale se sia il caso di operare alcune modifiche nei quadri orari circolanti in bozza con potenziamenti di alcune discipline al triennio. E’chiaro che in questa ipotesi la disciplina più a rischio tornerebbe ad essere la storia dell’arte nel liceo Classico (nella bozza attuale 2 ore negli ultinmi 3 anni) e nel liceo Musicale e Coreutico (nel disegno attuale 2 ore per ogni anno). Tale presenza potrebbe essere rivista per lasciare spazio ad altre istanze. Oltre a ciò, non si ravvisa il minimo spiraglio di accoglienza della richiesta avanzata più volte dall’ANISA di non eliminare l’insegnamento nell’istruzione tecnica e professionale dove attualmente la disciplina è presente come elemento di alta …

“Allarme Isfol: troppi ragazzi lasciano la scuola, soprattutto al Sud”, di Alessandro Giuliani

Dal Rapporto annuale emerge che tra i 14 e i 17 anni abbandona il 5,4%. Il picco nelle Regioni meridionali (7,7%) e nei professionali, mentre va meglio ai licei e al nord-est: qui se si calcolano anche gli apprendisti che non svolgono attività di formazione manca all’appello meno dell’1,5%. Altro che obiettivo Lisbona. Lo scorso anno in Italia sono stati ben 126 mila i ragazzi tra i 14 e i 17 anni al di fuori di qualsiasi percorso di istruzione e formazione. Rappresentano il 5,4% dei giovani di quella fascia d’età. Il maggior numero è concentrato nelle Regioni meridionali (7,7%), mentre al nord-est sono solo il 2,8% (in realtà meno dell’1,5% visto che la metà dei dispersi sono apprendisti che non svolgono attività di formazione). Gli interessanti dati nazionali e regionali sui giovani usciti dal percorso formativo senza apparenti motivazioni sono contenuti nell’ultimo rapporto Isfol, relativo all’anno 2008, presentato a Roma il 25 novembre.Da quanto emerso c’è poco da sorridere. Sul fronte dell’apprendistato i risultati peggiori si registrano nel Mezzogiorno: lo scorso anno c’è stata …

“Manovra, tagli ai libri di testo. E il Pdl chiede spese a raffica”, di Bianca Di Giovanni

In Finanziaria mancano i fondi per i libri di testo gratuiti: 103 milioni di euro tagliati dalle «forbici» di Giulio Tremonti. A denunciarlo ieri è stata Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd in commissione Cultura alla Camera, chiedendo l’immediato intervento del ministro Gelmini. «È l’ennesimo scippo alle famiglie, alla scuola pubblica, agli enti locali – dichiara Ghizzoni – Il ministro ha il dovere di porre rimedio». Nel giro di poche ore ieri è spuntata la nota del ministero dell’Istruzione. «Si rende noto – recita il testo – che i finanziamenti per il 2010 sono già previsti. Saranno infatti assicurati dalle risorse che il governo sta predisponendo e che saranno anche in parte recuperate tramite il rientro dei capitali». Insomma, ancora il gioco delle tre carte. I soldi ci sono onon ci sono? In realtà vanno trovati, quindi non ci sono. Tant’è che la controreazione di Ghizzoni non si è fatta attendere. «La soluzione trovata è una beffa – afferma la parlamentare Democratica – il ministero invoca il solito aiutino dal pozzo di San Patrizio dello scudo …