Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

Tecnica della scuola: Emanato l’atto di indirizzo primo ciclo, di Reginaldo Palermo

L’atto di indirizzo relativo alla applicazione del Regolamento sulla scuola del primo ciclo di istruzione è stato finalmente firmato dal Ministro. Rispetto al testo trasmesso a suo tempo al Cnpi non ci sono differenze significative, anche se alcune osservazioni dello stesso Cnpi sono state accolte dal Ministro; come, per esempio, quella relativa alla definizione della scuola secondaria di primo grado. Il paragrafo dedicato a quest’ordine di scuola era intitolato “Una deriva silenziosa da contrastare”, fatto che aveva suscitato vivaci proteste da parte del Consiglio nazionale. Nel tentativo, forse, di ridurre altri motivi di dissenso con sindacati e associazioni professionali i tecnici del Miur hanno così suggerito alla Gelmini di cambiare almeno la forma; e così adesso il paragrafo ha un titolo molto neutrale: “Un segmento formativo da valorizzare”. Non mancano gli elementi di criticità come per esempio l’accenno alle tecnologie informatiche: “È evidente – si legge nell’atto di indirizzo – che una dotazione sempre piùmoderna, ricca e articolata va riservata al potente supporto che le nuove tecnologie – dalle reti di pc alla navigazione internet, …

«Tutti in classe: flop del maestro unico della Gelmini», di Maristella Iervasi

Riaprono le scuole con il flop assoluto del maestro unico della Gelmini. Basta fare un giro negli istituti che hanno già cominciato le lezioni per accorgersene. L’imposizione della maestra unica per decreto è stata scelto solo dall’11% delle famiglie italiane. Ma anche di meno, a conti fatti. Proprio il ritorno del maestro unico, fiore all’occhiello della riforma della Gelmini alle elementari, è stato bandito dal (ri)salire in cattedra. Un successo dell’Onda anti-Gelmini. Ma lei, il ministro dell’Istruzione, alla vigilia del nuovo anno scolastico “gira” i numeri a suo favore: “Il 69,6% ha preferito il maestro unico di riferimento” ha detto candidamente in conferenza stampa a Palazzo Chigi dove si è “rifugiata” per non guardare i docenti precari e la Flc-Cgil incatenati sotto le finestre di viale Trastevere. Circondata dai dirigenti ministeriali, Mariastella Gelmini confonde il tempo scuola che le famiglie potevano scegliere all’atto dell’iscrizione dei figli alle prime classi delle elementari, con il maestro unico. Poi prosegue con la distorsione nella comunicazione: “Il 58,6% delle famiglie ha scelto le 30 ore; l’11% le 24 e …

“Indennità per i supplenti. ‘Solo fumo’”

Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi una norma per tutelare gli insegnanti precari. La norma verrà inserita nel decreto legge Ronchi sulle questioni ambientali, così da iniziare immediatamente l’iter parlamentare. La disposizione riguarderà una platea di 12-13 mila docenti, che fino allo scorso anno hanno avuto supplenze annuali. Il ministro Mariastella Gelmini alla fine del Cdm ha spiegato alla stampa i termini dell’accordo. Chi ha diritto all’indennità di disoccupazione potrà dunque avere una via preferenziale per rimanere all’interno della scuola attraverso supplenze brevi. I disoccupati potranno essere coinvolti in progetti educativi contro la dispersione scolastica, per il sostegno ai soggetti più deboli, o per l’orientamento. Sarà inoltre possibile siglare accordi con le regioni che potranno partecipare anche in maniera finanziaria all’attuazione di questi progetti. Il progetto sarà valido soltanto per quest’anno. La decisione del governo è giunta dopo settimane di manifestazioni locali dei precari della scuola e l’inizio di una serie di proteste nazionali. I tagli previsti dal governo, infatti, coinvolgono 57 mila posti di lavoro in un solo anno e la mancata assegnazione …

Scuola: Ghizzoni (Pd), precari come la polvere, Gelmini vuole nasconderli sotto il tappeto. Subito in parlamento e dica le vere cifre dei tagli.

“E’ stupefacente la capacità del ministro Gelmini di incensarsi per l’approvazione del decreto cosiddetto “salva-precari” che, per la verità, non salva nessuno. Se davvero il ministro vuole affrontare il problema del precariato nella scuola, venga subito in Parlamento a discutere la nostra mozione e a dirci quali sono le reali cifre del dramma creato all’intera scuola dai tagli del governo Berlusconi”. Lo dice Manuela Ghizzoni, capogruppo in commissione Cultura di Montecitorio dei Democratici la quale sottolinea: “dal decreto di oggi non deriverà nessun concreto vantaggio per l’enorme platea di precari. Intanto, non c’è incremento dell’indennità già prevista mentre ci preoccupa il tentativo di spezzare il fronte dei precari creando una fascia di seria A ed una di serie B. La prima, secondo criteri ancora da chiarire, beneficerà della disoccupazione e della possibilità di insegnare attraverso le supplenze brevi di istituto, la seconda sarà costituita dai precari più giovani che fino ad oggi hanno vissuto proprio con le supplenze brevi: per loro Gelmini può promettere solo zero ore a zero euro. Siamo stupiti e rammaricati – …

«Mi sento una privilegiata!», di Amalia Perfetti

«Il vostro giornale lo scorso 27 febbraio ha pubblicato una mia lettera in cui denunciavo la mia situazione di precaria del mondo della scuola da oltre dieci anni e se ci mettiamo anche quello della conoscenza da oltre venti. Sono un’insegnante di italiano nella scuola media, ovvero di una di quelle classi di concorso che più hanno risentito dei drastici tagli messi in atto nella scuola statale. In questi giorni stiamo assistendo a forme di protesta e mobilitazione dei precari della scuola che stanno attraversando tutto il Paese. «Mamma, mamma – dice mia figlia richiamando la mia attenzione sulla televisione, mentre io passo il mio tempo in cerca di notizie su internet – se ne sono accorti adesso che esistono i precari nella scuola, che hanno tagliato posti di lavoro e che spariscono sempre le cattedre?» “Spariscono le cattedre” è una sorta di linguaggio tecnico per dire che il giorno in cui vengono assegnate le supplenze annuali, finisce sempre che delle cattedre non siano state comunicate per tempo o magari che in qualche scuola proprio …

“Ragazzi volete il successo? Dovete studiare”, di Barack Obama

So che per molti di voi questo è il primo giorno di scuola. E per chi è all’asilo o all’inizio delle medie o delle superiori è l’inizio di una nuova scuola, così un minimo di nervosismo è comprensibile. Immagino che tra voi ci siano dei veterani a cui manca solo un anno per concludere gli studi e quindi contenti. E, non importa a quale classe siate iscritti, qualcuno tra voi probabilmente sta pensando con nostalgia all’estate e rimpiange di non aver potuto dormire un po’ di più stamattina. So cosa vuol dire. Quando ero giovane la mia famiglia visse in Indonesia per qualche anno e mia madre non aveva abbastanza denaro per mandarmi alla scuola che frequentavano tutti i ragazzini americani. Così decise di darmi lei stessa delle lezioni extra, dal lunedì al venerdì alle 4,30 di mattina. Ora, io non ero proprio felice di alzarmi così presto. Il più delle volte mi addormentavo al tavolo della cucina. Ma ogni volta quando mi lamentavo mia madre mi dava un’occhiata delle sue e diceva: «Anche per …

“Scuola, i frutti avvelenati della riforma Gelmini”, di Maristella Iervasi

Matteo è entrato a scuola emozionato e sudato per il peso dello zaino sulle spalle. Ha abbracciato i suoi compagni e ha “cercato” i suoi insegnanti. Ma quella di francese della media “Garibaldi” di Genzano alle porte di Roma, non si è presentata. Primo “buco” d’ora a scuola. Per colpa del pasticciaccio Gelmini-Tremonti. Cattedre vuote e sforbiciate di bidelli, meno materie e taglio di ore. Ecco la scuola del rigore e del merito decantata dalla maestra unica dell’Istruzione. E questo non è che il primo assaggio. La campanella suonerà ufficialmente per gli oltre 6milioni di studenti lunedì. Solo una piccola parte è già tornata tra i banchi: chi già ieri chi lo farà giovedì, con grande disagio per le famiglie italiane per via della chiusura della mensa e dell’orario ridotto di lezione a causa dell’anticipo rispetto al calendario scolastico regionale. Insomma, come non mai la scuola riapre nel caos. Le graduatorie sono pronte ma la nomine dei docenti in molte città sono ancora in corso. Per alcune tipologie di posti c’è il rischio che la …