Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

Caso Turci, il Pd: “Torna la vocazione autoritaria di questa destra”

La replica dell’on.Ghizzoni e della sen.Bastico (Pd) alle dichiarazioni del ministro Gelmini: “Stupisce che nel 2009, in un paese di democrazia liberale, si debba discutere di questo” Sul caso di Daniela Turci, la preside accusata dal ministro Gelmini di fare politica a scuola, intervengono l’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Istruzione della Camera, e la sen. Mariangela Bastico, responsabile nazionale Scuola del Pd. Ecco la loro dichiarazione congiunta. «Stupisce che nel 2009, in un paese di democrazia liberale come l’Italia, si debba discutere di un caso Turci, ovvero di una preside invitata a tacere prima dal suo dirigente scolastico, poi da un parlamentare del centrodestra, infine dal ministro dell’Istruzione in persona. Motivo: aver criticato le disastrose politiche della scuola ordinate dal ministro Tremonti ed eseguite dall’ubbidiente ministro Gelmini. Sarebbe inconcepibile in qualsiasi paese normale ma non in questa Italia dove si torna a dibattere di bandiere e dialetti, tanto per fare due esempi, come se la storia fosse passata invano, come se non ci fosse più nulla di scontato, nemmeno i basilari principi fondanti …

“Immigrati, l’importante distinzione tra rispetto della legalità e solidarietà”, di Giuseppe Fioroni

Chi può sentirsi davvero al sicuro in un Paese nel quale nessuno è più in grado di distinguere la differenza che passa fra il rispetto della legalità e il dovere di aiutare i disperati che fuggono da guerre, miseria, persecuzioni, carestie? Le recenti tragedie dell’immigrazione nel nostro Paese pongono a tutti noi un problema non secondario in questa vergognosa sequela di rimpalli, respingimenti e abbandoni: il tema educativo. Che Paese stiamo preparando per i nostri figli? Che idea di futuro gli stiamo trasmettendo? E non è forse vero che il momento della difficoltà può toccare a chiunque, a ciascuno di noi, anche se non si trova a bordo di una carretta del mare ma nella comodità della propria casa, e chiunque potrebbe avere bisogno di aiuto e rendersi conto in quel momento che ha costruito una società nella quale nessuno sente più il dovere di darglielo? Ma c’è di più : cosa vuol dire educare le giovani generazioni al rispetto della sacralità della persona umana se lo Stato, per primo, ha costruito un sistema di …

“Contratti di disponibilità: ancora nulla di fatto”, di R.P.

Nessuna novità importante arriva dall’incontro fra Miur e sindacati del 26 agosto. Non c’è chiarezza sui contratti di disponibilità, anche se 5 Regioni si sono già dichiarate d’accordo a sottoscrivere le intese L’incontro Miur-Sindacati del 26 agosto non ha prodotto risultati concreti, come d’altronde era prevedibile, visto che alla riunione non erano presenti rappresentanti del Governo. I tecnici del Ministero hanno però fornito un dato che sembrerebbe smentire le previsioni catastrofiche di qualche giorno fa: i precari che a partire da settembre perderebbero l’incarico dovrebbero essere 16mila e non 18/20 mila come qualcuno temeva. Secondo le prime stime del Ministero la situazione sarebbe pesante nelle province del sud ma “sotto controllo” al nord dove addirittura in molti casi si sta già attingendo alle “code” delle graduatorie per coprire i posti vacanti. Intanto è confermato che diverse regioni (Sicilia, Sardegna, Abruzzo, Puglia e Campania fra le altre) stanno già sottoscrivendo le intese con Miur e Inps per i cosiddetti contratti di disponibilità che prevedono l’erogazione di una indennità di disoccupazione a tutti i precari ai quali …

“L’ufficio scolastico «Per i presidi vietato criticare la Gelmini»”, di Andrea Bonzi

Guai a parlare male della riforma Gelmini. È un monito dal sapore di censura, quello lanciato ieri dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale (Usr) dell’Emilia-Romagna, Marcello Limina ai dirigenti scolastici del territorio e in particolare a Daniela Turci, consigliera comunale del Pd a Bologna e responsabile Scuola del partito, nonché preside dell’istituto comprensivo 10, che aveva “osato” criticare i tagli imposti dalla nuova legge. GARAGNANI CHIAMA, L’USR RISPONDE Rispondendo a una lettera aperta speditagli dal deputato Pdl Fabio Garagnani. il direttore Limina va giù duro: le «dichiarazioni contro la politica del ministero dell’istruzione sono disdicevoli», in quanto ogni dirigente scolastico deve «essere leale con il suo datore di lavoro». Il riferimento è alla lettera dell’azzurro, datata 7 agosto, «nella quale Garagnani mi rappresenta il disagio suo e di altri cittadini in merito all’atteggiamento tenuto» dalla Turci, «autrice di alcune esternazioni sulla stampa locale e nazionale» relative ai rischi per i tagli all’organico disposti dal Ministero. Limina fa poi sapere che, «già all’apparire sugli organi di stampa delle prime interviste, alcuni giorni addietro, avevo contattato la dottoressa …

“Scuola-parcheggio anziché tempo pieno, periferie a rischio”, di Adriana Comaschi

Il tempo pieno offerto quest’anno alle famiglie? «Un equivoco, su cui il ministro Gelmini ha barato». Le ore di mensa per chi ha chiesto il tempo scuola normale? Coperte a fatica e l’idea – già ventilata dalle famiglie dell’Ic 1 alla Barca – di pagare un educatore non passa, si teme che molti non potrebbero permetterselo. Le medie? Messe peggio delle elementari, «nessuno ne parla ma gli insegnamenti vengono spezzettati in modo mostruoso». BADANTAGGIO, NON TEMPO PIENO Cronache di un disastro annunciato nella periferia bolognese. L’istituto comprensivo 11 accoglie 860 bimbi del quartiere S.Donato, Pilastro compreso, dalle materne alla media, tre le elementari. In questo microcosmo da sempre cartina di tornasole della vitalità della scuola bolognese i tagli del governo si sono abbattuti in due tempi: via una cattedra in organico di diritto, via un’altra con quello di fatto. Risultato, la dirigente Maria Amigoni ha dovuto annunciare ai genitori che «io il tempo pieno non lo assicuro a nessuno, cercherò di salvaguardare le ultime classi ma non è detto. E comunque saranno tutte ore di …

«Diritto allo studio da tutelare». Intervista a Mariangela Bastico

«Lo Stato dovrebbe intervenire per tutelare il diritto allo studio. Da un lato servono provvedimenti e risorse aggiuntive per garantire almeno i libri di testo gratuiti agli studenti che non hanno superato l’età dell’obbligo scolastico, dall’altro lato servono provvedimenti che obblighino le università a rapportare le tasse ai servizi offerti e a esonerare dal pagamento gli studenti meritevoli che hanno un reddito basso». Questa è la ricetta della senatrice Mariangela Bastico, responsabile nazionale scuola del Partito Democratico, contro il caro studio. Quest’anno il set completo per la scuola arriverà a sfiorare i 900 euro a studente. Cosa ne pensa? «Questi rincari sono piombati sulle famiglie italiane nonostante il ministro Gelmini abbia fatto di tutto per limitare le libertà degli insegnanti di scegliere i libri di testo da usare. Si è addirittura parlato di libri scaricabili online. Lo scopo era quello di evitare spese troppo elevate, un obiettivo evidentemente mancato». Cosa non si è fatto per evitare questi rincari? «Innanzitutto, bisognava aiutare gli studenti che hanno l’obbligo di andare a scuola fino ai 16 anni d’età …

“Pluralismo e ora di religione”, di Giancarlo Bosetti

L´attuale «ora di religione» in Italia è un insegnamento, facoltativo, della religione cattolica, ed è il prodotto della revisione del Concordato del 1984. Non so se la futura «ora di religione» sarà obbligatoria, come qualcuno propone, ma so per certo che sarà plurale, dovrà necessariamente essere aperta a diverse fedi, non solo alla cattolica, e concretamente organizzata. La sfida del pluralismo è onerosa per tutti, non è una recente invenzione anticlericale, e nelle dimensioni poderose che ha oggi, è una conseguenza dei fatti (l´immigrazione), ma i laici non credenti facciano attenzione, è onerosa anche per loro, perché li mette in gioco alla pari: la cultura dell´eguale rispetto non accetta che qualcuno si autonomini «standard» liberale per conto di tutti, etsi Deus et ecclesiae non darentur. La situazione si complica, rompe le inerzie in ogni direzione, per i cattolici perché devono convivere con le altre confessioni in ristretto vicinato, e parlar di dialogo oltre che di missione evangelica. E per i laici missionari perché la neutralità dello stato liberale non è atea – e neppure atea …