Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

“Le ferie forzate dei precari della scuola”, di Bruno Ugolini

C’è chi, nel mondo del lavoro, si fa la bellezza di due mesi di ferie. Non si tratta però di un lusso da invidiare, di una situazione dorata come qualcuno potrebbe pensare. Trattasi, infatti, di ferie obbligatorie, imposte e non pagate. Questa “manna” di tempo libero è riservata a migliaia di precari della scuola. Lo ha spiegato bene una di loro, in una lettera ospitata, qualche tempo fa, dal sito della Cgil delle Marche (www.marche.cgil.it/flc/scuola). L’autrice spiega di essere una insegnante precaria, una delle tante (e dei tanti) in Italia colpiti dalle misure del ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini. Ogni anno nei mesi di luglio e agosto, racconta, ci ritroviamo, improvvisamente ma puntualmente, disoccupati. Lei e i suoi colleghi sono inseriti nelle cosiddette graduatorie permanenti. Non sono dei pivellini alle prime armi. Hanno già superato uno o più concorsi dello Stato, si sono aggiornati, hanno prestato anni di servizio, hanno maturato esperienza, hanno svolto, anno dopo anno, il loro delicato lavoro di formazione ed educazione. Ma sempre in attesa di un posto stabile, un posto …

Scuola, Bastico: “Dialetto? Una Boutade, trascurati problemi veri”

Dichiarazione di Mariangela Bastico, responsabile scuola del Pd e candidata segretario PD Emilia-Romagna. Il solito repertorio ferragostano di Bossi colpisce due simboli dell’unità d’Italia: l’inno nazionale e la scuola pubblica, che ha insegnato a leggere e a scrivere a milioni di italiani analfabeti e che ha creato la lingua nazionale. Insomma che ha contribuito a fare l’Italia. E’ un attacco grave che distoglie l’attenzione dai problemi veri del Paese e dalle promesse non mantenute della Lega. Infatti, Bossi dovrebbe spiegare agli italiani perché il Governo non sta minimamente procedendo all’attuazione della legge sul federalismo fiscale, perché ha assunto solo provvedimenti centralistici, tagliando risorse agli enti locali, soprattutto a quelli virtuosi, e servizi fondamentali per i cittadini. Con la boutade sul dialetto vuole far perdere di vista i problemi reali: i durissimi tagli subiti dalla scuola pubblica, il licenziamento di tanti precari, la sparizione degli insegnanti specialisti di inglese nella scuola elementare, la riduzione delle ore di lingue europee nella scuola media, la sparizione dell’insegnamento della seconda lingua europea (francese, spagnolo, tedesco) alle medie, salvata in …

“Il Sud batte il Nord anche alle scuole medie”, di Salvo Intravaia

Più cervelloni al Sud negli ultimi esami di terza media. Secondo il monitoraggio condotto per l´Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione) dalla Rete scolastica bresciana (sulla base dei questionari compilati e inviati on line dai presidenti di commissione) sugli esami di licenza media svolti lo scorso mese di giugno, sono stati proprio i ragazzini delle regioni meridionali a strappare alle commissioni giudicatrici il maggior numero di votazioni massime: 10 decimi. Il dato si riferisce a 439 mila studenti ed è quasi definitivo. Dopo le polemiche sugli esiti degli esami di maturità (col boom di “lodi” nelle regioni meridionali contestato dai leghisti), sulle prove Invalsi (con studenti e insegnanti del Sud retrocessi dall´Invalsi dal primo all´ultimo posto per “comportamenti opportunistici”) e il niet ai presidi meridionali pronunciato dal consiglio provinciale di Vicenza, con tutta probabilità anche su questi dati si aprirà l´ennesima diatriba. Prof meridionali troppo generosi o ragazzini effettivamente più preparati? Quest´anno, per effetto delle novità introdotte dal ministro dell´istruzione Mariastella Gelmini, la scuola elementare e media …

“La debolezza della cultura laica”, di Gian Enrico Rusconi

La religione conta o non conta nel processo formativo scolastico? Su questo tema nelle scorse ore sono state fatte affermazioni incompatibili. «Sul piano giuridico, un insegnamento di carattere etico e religioso, strettamente attinente alla fede individuale, non può essere oggetto di valutazione sul piano del profitto scolastico». In parole povere, l’ora di religione non deve entrare nella valutazione scolastica complessiva. Questa è la sentenza del Tar del Lazio, in sintonia con il principio della laicità dello Stato. Diametralmente opposta è la tesi del vescovo Pennisi, Commissario della Cei per la scuola: «La religione è una materia come le altre. La sentenza del Tar è vergognosa e gravissima perché nega crediti scolastici all’ora di religione, malgrado il suo processo formativo entri nella didattica». Come è possibile che si sia arrivati a questo contrasto? Questo dilemma mette a nudo una questione di fondo sempre elusa. Gli italiani non sanno a chi affidare l’etica pubblica, di cui l’educazione e formazione scolastica è parte essenziale e fondante. La religione cattolica (intesa nella sua versione ecclesiastica stretta) diventa così in …

Ghizzoni e Bastico: “Materne, i tagli della Gelmini hanno colpito ancora”

I bambini di sette comuni modenesi rischiano di non trovare posto alle materne. Bastico e Ghizzoni: “Avevamo ragione, gli annunci del ministero sono una bufala” “I tagli della Gelmini hanno colpito ancora: per la prima volta 180 bambini di sette comuni modenesi rischiano di non trovare posto alle materne. E’ la prova provata che avevamo ragione noi. L’annuncio trionfale dei 616 insegnanti in più in Emilia-Romagna si è rivelata una clamorosa bufala”. Durissimo il commento della sen. Mariangela Bastico e dell’on. Manuela Ghizzoni del Pd alla notizia, diffusa dal dirigente scolastico provinciale, che il ministero dell’Istruzione non assegnerà nessun insegnante alle scuole statali modenesi per soddisfare le richieste di nuove sezioni e coprire i 15 posti che mancano nell’organico provinciale. “Durante il primo anno del governo Berlusconi – spiegano le due parlamentari democratiche – abbiamo utilizzato tutti gli strumenti concessi all’opposizione dai regolamenti parlamentari per pungolare il governo a dare risposte ai problemi di organico e di qualità della didattica nella scuola pubblica. Ci siamo sempre scontrate contro un muro di indifferenza e di arroganza. …

“Il Tar del Lazio esclude i prof di religione dagli scrutini e dai crediti della scuola”, di Massimo Soliani

I professori di religione cattolica non possono partecipare «a pieno titolo» agli scrutini scolastici e l’insegnamento della loro materia non può concorrere alla formazione del credito scolastico per gli esami di maturità. Lo ha stabilito il Tar del Lazio, sentenza numero 7076, che lo scorso 17 luglio ha accolto due ricorsi presentati da alcuni studenti, associazioni di genitori e confessioni religiose non cattoliche contro due ordinanze emanate dall’allora ministro per la Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni prima degli esami di Stato del 2007 e del 2008. Secondo i giudici amministrativi, infatti, «l’attribuzione di un credito formativo ad una scelta di carattere religioso degli studenti e dei loro genitori, quale quella di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, dà luogo ad una precisa forma di discriminazione» in contrasto col principio della laicità dello Stato ribadito dalla Corte Costituzionale. Non solo, perché secondo il Tar le ordinanze del ministro Fioroni hanno «portato all’adozione di una disciplina annuale delle modalità organizzative degli scrutini d’esame, che appare aver generato una violazione dei diritti di libertà religiosa e della …

“Le due Italie della scuola”, di Andrea Rossi

I casi sono due: o al Sud, tra la terza media e la quinta superiore, gli studenti vivono una sorta di metamorfosi oppure nei «cento e lode» distribuiti a pioggia in certe regioni c’è qualcosa che non funziona. Per gli alunni di 14 anni infatti l’Italia è un paese che corre a due velocità: un Centro-Nord dove competono alla pari con i coetanei dei paesi avanzati e un Sud che sprofonda di anno in anno. La fotografia è racchiusa nell’indagine 2009 dell’Invalsi, l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo, di istruzione e formazione. Un rapporto lungo 200 pagine che spiega i risultati della «quarta prova» dell’esame di terza media del 18 giugno su 560 mila ragazzi. Un test d’italiano (30 quesiti, punteggio da 0 a 40) e uno di matematica (21, da 0 a 27): grammatica, comprensione del testo, capacità d’argomentazione, equazioni, geometria, logica. Un’istantanea per verificare il livello d’apprendimento. Un banco di prova più per le scuole che per gli studenti. Se così doveva essere, allora ha ragione Giorgio Bolondi, ordinario di Matematica …