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“L’Ocse boccia la scuola italiana: ma è una bufala” di Girolamo De Michele

Il fatto: martedì 17 giugno sono stati presentati i risultati di due ricerche, TALIS 2008 e Economics Survey of Italy. Con un curioso intermezzo: ai presenti è stata prima distribuita, e poi ritirata una cartelletta contenente le sintesi e degli abbozzi di traduzione delle ricerche. Un comunicato del Ministero, e un articolo sul Corriere della Sera con ampi virgolettati (un pelino più distaccato quello su La Stampa), ci informano che con queste ricerche l’OCSE ha bocciato la scuola italiana, valutando positivamente l’operato del Ministro. Altri giornali, su carta e on line, grandi piccoli, piccolissimi riprendono – addirittura con taglia-e-incolla spudorati – la notizia. Che però è falsa. In sintesi: il Ministro spaccia per nuovi dati che sono vecchi, confonde il primo rapporto col secondo, e il secondo con uno ancora da stilare. E fornisce dati non veritieri. Che però i giornalisti italiani, in barba alla deontologia professionale e al controllo rigorosa delle fonti, prendono per veri: se lo dice il Ministro… Bene: la verifica l’abbiamo fatta noi. Quello che segue è l’esito della nostra verifica …

“Retribuzioni della scuola. Le più basse in assoluto tra i comparti pubblici”

Il conto annuale, pubblicato dalla Ragioneria Generale dello Stato, consente analisi e confronti molto interessanti, come, ad esempio, la comparazione della retribuzione media complessiva annuale del personale dei diversi comparti pubblici. Nell’ultimo conto annuale (2007), si può rilevare come la posizione occupata dalla scuola all’interno dei 19 comparti pubblici o settori pubblici sia quella dei conti annuali degli anni precedenti. Cioè, la peggiore. Rispetto alla posizione media annua tra tutti i comparti pubblici (31.594 euro di cui 24.706 di stipendio e 6.888 di indennità e accessori), il personale del comparto scuola (docenti e Ata) è sotto di 5 mila euro all’anno, perché la retribuzione media del personale del comparto scuola era nel 2007 era di 26.525 euro, di cui solo 3.115 per il salario accessorio. Peggio della scuola non c’è nessuno. Di poco al sopra, scorrendo dal basso la graduatoria dei comparti pubblici, ci sono i dipendenti delle Regioni e degli Enti locali (27.185), i ministeriali (27.997) e i VV.FF. (28.025). In cima alla graduatoria troviamo la magistratura, seguita dal personale della carriera prefettizia e …

“Organici, saltano altri 5 mila posti”, di Alessandra Ricciardi

La sorpresa è contenuta nelle tabelle allegate alla circolare sull’assegnazione del personale per il 2009. Si tratta della nota che a breve sarà inviata dal ministero dell’istruzione agli uffici periferici e con cui si danno indicazioni sul come adeguare l’organico di diritto alle esigenze non preventivate che le scuole si troveranno a fronteggiare con l’avvio del nuovo anno. Nelle tabelle, riepilogative della riduzione di personale da operare a livello territoriale, è rispuntato il taglio di 5 mila cattedre nell’organico di fatto, quel taglio di posti che i sindacati avevano ottenuto di non fare sulle dotazioni di diritto. Sperando così di congelarlo e di rinviarlo sine die. E invece la Gelmini non ha praticato sconti. Anche se in via «di organico di fatto», quei 5 mila meno ci sono tutti, fino a realizzare a pieno la manovrona da 42 mila posti preventivata dal decreto 112/2008 per l’anno scolastico 2009/2010. Una riduzione che avrà effetti soprattutto per il mantenimento dei piccoli plessi, quelli sottodimensionati, che ora rischiano concretamente di saltare. Se il pressing dei sindacati si rileverà …

Unità: “Bocciato il ministro. Scuole da chiudere, decideranno Regioni e Comuni”

La Corte Costituzionale accoglie in parte il ricorso delle otto Regioni italiane. Resta però intaccato l’impianto generale, e quindi la possibilità di attuare i tagli al bilancio (8 miliardi) e al personale docente e Ata: 132 lavoratori. È tempo d’esami e il ministro viene rimandato, come s’usava un tempo. La Corte Costituzionale boccia Maria Stella Gelmini su due “materie”, ritenuti di competenza regionale (ed otto Regioni erano state a promuovere il ricorso alla Consulta, nell’agosto scorso): il primo riguarda la definizione tramite regolamento ministeriale di criteri, tempi e modalità per ridimensionare la rete scolastica. In pratica, lo sforbiciare da Roma delle piccole scuole delle comunità montane e dei piccoli paesi, intenzione che aveva allarmato molte località che si vedevano depauperate dalla volontà della Gelmini di toglier loro la scuola. Pratica che fu scongiurata già al tempo, attraverso il ritiro della norma con un decreto legge, ma che restava “pendente”. La seconda insufficienza che la Consulta appioppa al ministro è sulla conseguente volontà di attribuire anche allo Stato (e non soltanto a Regioni e enti locali) …

“Scuole di montagna, la Consulta boccia in parte i tagli della Gelmini”, di Maristella Iervasi

Tagli e ridimensionamento scolastico. La Consulta boccia (in parte) la Gelmini e dà ragione alle Regioni (otto su dieci quelle che avevano fatto ricorso, tra cui il Piemonte, l’Emilia Romagna, la Toscana e il Lazio). La Corte Costituzionale questa sera ha dichiarato parzialmente illegittime le norme sui “tagli” alla scuola che il ministro dell’Istruzione ha programmato a partire dal prossimo settembre. La sentenza è stata depositata in cancelleria. I giudici della Consulta hanno di fatto salvato, ritenendolo di competenza esclusiva statale, l’impianto complessivo degli interventi contenuti nel decreto sullo sviluppo economico di cui, però, sono stati bocciati due punti: la definizione tramite regolamento ministeriale di criteri, tempi e modalità per ridimensionare la rete scolastica; l’attribuzione anche allo Stato (e non soltanto alle Regioni e agli enti locali) delle misure necessarie a ridurre i disagi causati dalla chiusura o accorpamento di scuole nei piccoli comuni. Esulta Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte: “E’ una vittoria. Per quanto ci riguarda questo apre la strada per poter reggere al confronto con lo Stato sulla questione della ventilata chiusura …

Scuola, Pd: è caos normativo, con riforma Gelmini non ci sono certezze

Ghizzoni, Coscia (Pd): Gelmini non si comporti come azzeccagarbugli “La riforma Gelmini è un caos normativo che sta portando la scuola italiana al di fuori della certezza giuridica”. Così le deputate del Pd, componenti della commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni e Maria Coscia, replicano al sottosegretario Pizza che, oggi, rispondendo alla Camera alla loro interpellanza sul nuovo quadro normativo ha fornito ‘risposte insoddisfacenti, che gettano nuove incertezze nel sistema scolastico italiano”. “Nel merito delle questioni poste dal Pd – fanno presente Ghizzoni e Coscia – il governo si arrampica sugli specchi e conferma le numerose anomalie normative da noi denunciate tra cui l’inesistenza del tanto proclamato Piano programmatico, che viene derubricato a mero documento ad uso interno dell’amministrazione, e la mancata adozione dei suoi Regolamenti attuativi (il termine era il 25 giugno). Considerato che il prossimo anno scolastico è ormai alle porte – denunciano – chiediamo al Governo un intervento chiarificatore per evitare un inizio all’insegna del caos e di una valanga di ricorsi amministrativi. Invece che comportarsi come un azzeccagarbugli – concludono – …

“Troppi prof, dice il ministro. Ma i dati non corrispondono”, di Nicola Colajanni

In Italia ci sono troppi insegnanti in rapporto al numero di alunni rispetto alla media dei paesi Ocse. È l’accusa rivolta al sistema italiano che si ripete da nni e che è rimbombata anche nell’aula conferenze del ministero dell’istruzione in occasione della presentazione alla stampa da parte del ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini della versione italiana del rapporto Ocse, avvenuta l’altra settimana. Ma è proprio così? Per una strana alchimia, confrontando i dati diffusi dalla Gelmini con quelli contenuti nei rapporti in lingua originale, risultano molte differenze. Il comunicato stampa e le slides ministeriali, ancora non pubblicate come promesso sul sito del ministero, attribuiscono ai rapporti Ocse che il numero degli insegnanti per ogni 100 studenti globalmente considerato sarebbe in Italia pari a 9,6 mentre quello della media dei paesi Ocse sarebbe pari a 6,5. Il Rapporto “Economy Survey of Italy” (www.ocse.it), nel suo Capitolo IV a pag.108 nella Tabella 4.2, riporta, insieme ad altri dati, il raffronto sul suddetto parametro con riferimento alla scuola primaria, alla scuola secondaria di primo e a quella di secondo …