Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

Sul sistema nazionale di istruzione pubblica

Intervento in aula dell’On. Ghizzoni per le dichiarazioni di voto su mozioni in materia di scuole paritarie. Signor Presidente, come Partito Democratico, riteniamo che non si possa affrontare il tema delle scuole paritarie senza fare riferimento alla politica scolastica attuata dal Governo Berlusconi in questo primo anno di legislatura e, in particolare, alla volontà di penalizzare il sistema nazionale di istruzione pubblica, mediante il depauperamento delle risorse finanziarie ed umane, attuato già con la famigerata manovra estiva, che ha sottratto 7 miliardi 800 milioni alle istituzioni scolastiche nel prossimo triennio. È una scelta draconiana, rafforzata dalle ulteriori riduzioni dei fondi per il funzionamento amministrativo e didattico delle scuole, previste dalla legge finanziaria del 2009. Solo una massiccia dose di ipocrisia può spacciare tutto questo come un intervento di razionalizzazione. Le vostre scelte minano le basi dell’istruzione pubblica e, cosa ancora più grave, sono il primo passo per ridisegnare il profilo della società italiana, cancellandone i contorni ispirati ai principi costituzionali di libertà, solidarietà, equità ed uguaglianza, che proprio nella scuola pubblica, seppur faticosamente e lentamente, hanno …

Per un insegnante l’Italia spende 28 euro all’anno

Ma quanto si spende e quanto ci costa la formazione permanente? Quindici miliardi di euro, ovvero circa 30.000 miliardi di lire è questa la cifra di spesa al 2002 della formazione in Italia. A ricordarlo è l’Unieda, secondo cui la formazione in oggetto è quella professionale per i disoccupati e quella continua per i lavoratori e quella permanente per il resto della popolazione. Quindici miliardi di euro significano l’1,2% del PIL nazionale da aggiungere al 4,58% della istruzione (scuola e Università). Il 60,3% delle risorse proviene da fonti pubbliche (nel 2002), il resto dalle imprese e dai singoli cittadini. Come ribadito nel documento “Istruzione & formazione 2010. L’urgenza delle riforme per la riuscita della Strategia di Lisbona”, gli investimenti nell’istruzione e nella formazione sono per l’Unione “un fattore chiave della competitività, della crescita e dell’occupazione e di conseguenza sono il requisito preliminare per conseguire gli obiettivi economici, sociali e ambientali fissati a Lisbona”. L’obiettivo ambizioso di fare dell’Europa, entro il 2010, “il sistema economico basato sulla conoscenza più competitivo e dinamico del mondo, in condizioni …

Scuola, Zampa e Ghizzoni (Pd) a Garagnani: basta strumentalizzare insegnanti della scuola Longhena di Bologna

“Sulle ispezioni alle Longhena c’è una sola persona che si deve vergognare ed è l’on. Garagnani”. Così le deputate democratiche Sandra Zampa e Manuela Ghizzoni replicano al deputato del Pdl Fabio Garagnagni, che le ha accusate di aver ‘sostenuto l’illegalità’. “Non è così – sottolineano – le maestre delle Longhena hanno esercitato in modo esemplare il proprio mandato di educatrici nell’ambito dell’autonomia scolastica. Non hanno attribuito alcun voto politico, la loro e’ stata una scelta pedagogica, assunta nella difficolta’ di attribuire un voto numerico di sintesi dopo trent’anni di valutazione attraverso i giudizi e in assenza di una normativa definitiva. Garagnani farebbe pertanto bene a non andare oltre, la sua strumentalizzazione politica ha già prodotto molti danni: le insegnanti sono state minacciate personalmente e sull’istituto si è creato un clima pesante che certamente non fa bene alle famiglie e ai bambini. Nel continuare ad esprimere la nostra solidarietà alle insegnanti delle Longhena – concludono – chiediamo al governo di mettere da parte questo atteggiamento restauratore che vuole soffocare ogni voce di dissenso e ridurre la …

“Presidi-spia, marcia indietro del governo”, di Liana Milella

Niente presidi-spia. Definitivamente cancellata, per la scuola dell’obbligo, l’imposizione per l’immigrato di presentare il permesso di soggiorno. Proprio com’era successo per i medici-spia. Prevale la linea di «piena costituzionalità» chiesta via lettera da Fini a Maroni, ma per il ministro dell’Interno, che pure giudica «fondato» il rilievo del presidente della Camera, è «esagerato» che si parli di una sua «vittoria». Semmai è «un compromesso» in cui si garantisce ai minori di poter studiare, ma senza scalfire «il principio generale dell’obbligo del permesso per chiedere licenze, autorizzazioni o iscrizioni». Tant’è che Maroni è «soddisfatto». E per almeno un altro paio di ragioni: rientra nel ddl sicurezza, anche per le insistenze del Guardasigilli Alfano che prima ne aveva autorizzato l’attenuazione, la norma che obbliga gli imprenditori a denunciare l’estorsione, ma con la clausola di salvaguardia dello «stato di necessità», rientrano i pieni poteri del procuratore antimafia Grasso, ma soprattutto passa il ricorso alla fiducia. Anzi, a ben tre voti di fiducia sul ddl che sarà diviso in tre parti: norme sull’immigrazione (reato di clandestinità, Cie a sei …

“Nelle scuole parte la protesta. «Siamo educatori, non poliziotti»”, di Caterina Pasolini

E una mattina all’improvviso le cattedre diventano barricate in difesa del diritto allo studio. Di tutti, italiani e stranieri, regolari e non. Contro il provvedimento del governo, dopo la protesta dei medici contrari all’obbligo di denuncia dei clandestini e che ieri hanno scritto a Fini perché lo cancelli, si allarga la protesta. Arriva la rivolta dei professori ben decisi a non diventare “presidi spia, perché noi siamo educatori non poliziotti”, a caccia di bambini senza documenti regolari. “Qui non si denuncia, si insegna”, ripetono. Non hanno dubbi loro che conoscono la fatica di imparare per chi arriva da lontano, lo spaesamento di chi appare qualche giorno in classe e poi si perde nelle strade della città. Chi non ha genitori accanto che conoscano la lingua e lo aiutino a fare i compiti, chi viene sfruttato, chi ha in classe l’occasione per cambiarsi la vita. “Questo provvedimento, che prevede l’obbligo di denuncia se lo studente non ha il permesso di soggiorno, è inumano, repressivo, foriero di gravi disagi per la convivenza civile. Danneggia il minore, toglie …

On. Ghizzoni:Tagli alla scuola, l’ammissione del governo

“E’ la prima volta che accade” commenta l’on. Manuela Ghizzoni Nessuna risposta sulle risorse per visite fiscali e corsi di recupero ”Finalmente. Per la prima volta il ministro Gelmini scrive nero su bianco che il governo ha tagliato risorse alla scuola e parla esplicitamente di «riduzione delle risorse finanziarie destinate alle scuole»”. Così l’on. Manuela Ghizzoni commenta la risposta alla sua interrogazione del 28 gennaio sulla grave situazione finanziaria di molti istituti scolastici. Tuttavia, nonostante l’ammissione del governo, la parlamentare del Pd si dichiara fortemente insoddisfatta della risposta “giunta – precisa – dopo ben tre mesi di attesa”. Nella sua interrogazione l’on. Ghizzoni aveva denunciato il rischio, per molte scuole modenesi, soprattutto primarie e medie, di bloccare l’attività didattica, “poiché la mancanza di liquidità impedisce di saldare le spese per appalti di pulizia e per forniture di materiale didattico, di acquistare prodotti di igiene e pulizia dei locali, ma soprattutto di procedere al pagamento dei supplenti”. “Di tutto questo non c’é traccia nella risposta del governo – spiega l’on. Ghizzoni – così come non si …

“Inglese potenziato, il Tar dice no”, di Carlo Forte

I giudici amministrativi del Lazio hanno bocciato l’anticipo della riforma deciso dalla Gelmini La circolare rende obbligatorio un regolamento non definitivo. L’inglese potenziato nella scuola media non s’ha da fare Per lo meno non prima che entri in vigore il regolamento che lo prevede. Il monito viene dal Tar del Lazio, che ha sospeso la circolare sulle iscrizioni alle scuole dell’infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado (4/2009) nella parte che prevede la sostituzione delle 2 ore della seconda lingua comunitaria con ulteriori due ore di inglese (ordinanza 1589, depositata il 7 aprile scorso). Il giudice amministrativo ha motivato il provvedimento spiegando che l’amministrazione non può anticipare con circolari ciò che è scritto nelle bozze di regolamento. Perché la circolare non è una fonte. Anche se si tratta di una prassi largamente utilizzata dall’amministrazione. Che di solito non attende che venga terminato l’iter di approvazione ed entrata in vigore dei regolamenti, per emanare le relative disposizioni agli uffici periferici. È il caso, per esempio, del decreto sugli organici. Che viene trasmesso ogni anno …