Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Scuola, l'eclissi dei progetti", di Benedetto Vertecchi

C’è qualcosa di anomalo nel confronto in atto sull’educazione, che si manifesta con maggiore evidenza in quei contesti, come quello italiano, nei quali da troppo tempo si è rinunciato a sviluppare una riflessione originale ed autonoma circa il profilo culturale che si vorrebbe fosse generalmente posseduto dalla generalità della popolazione e le soluzioni educative che potrebbero consentire il conseguimento di tale intento. Nello sviluppo storico dell’educazione occidentale l’indicazione di traguardi ha anticipato l’assunzione di determinate caratteristiche dell’organizzazione educativa e delle pratiche didattiche. Ciò non significa che fossero enunciati principi, e tantomeno regole, uniformemente seguiti, né che vi fosse da parte degli educatori la medesima consapevolezza degli effetti che sarebbero potuti derivare dalla loro attività,ma che all’educazione si riconosceva una funzione di concausa nei processi di trasformazione sociale. Il grande sviluppo dell’educazione scolastica che ha consentito negli ultimi secoli di assicurare crescenti opportunità d’istruzione per i bambini e i ragazzi, considerato dal punto di vista che prima s’indicava, quello dell’elaborazione di un profilo culturale diffuso, appare come la realizzazione di scenari delineati nelle grandi utopie che …

"Scuola 2013 aumentano i bocciati, anche se di poco. Ma l'allarme è sui tanti che abbandonano", di Salvo Intravaia

Dopo cinque anni in calo, tornano ad aumentare – sia pur di pochissimo – i bocciati delle scuole superiori. Di fatto la notizia che si evince dai dati del Ministero è che dopo cinque anni la tendenza alla costante riduzione degli alunni respinti si è fermata. Un dato non eclatante, certo, ma che contribuisce a quel poco invidiabile record italiano in Europa dei ragazzi fra i 18 e i 24 anni che non completano la scuola superiore, i cosiddetti “early school leavers¨(e oltretutto i quasi 300mila ripetenti incidono per oltre due miliardi di euro sul bilancio della scuola). Un fenomeno – questo della dispersione scolastica – segnalato da tutti con allarme, tanto che lo stesso ministro Maria Chiara Carrozza, ospite da Fabio Fazio alla trasmissione “Che tempo che fa”, dice di “non dormirci la notte”. Il dato sui bocciati del 2012/2013, che Repubblica.it è in grado di anticipare, proviene dall’Ufficio statistica del ministero dell’Istruzione e riguarda gli studenti dei primi quattro anni delle scuole secondarie di secondo grado. Gli incrementi più consistenti di non promossi …

"Si recupera il 2012, ma i salari restano al palo", di Antimo Di Geronimo

Tra un decreto (già varato) e un contratto (ancora da fare) ecco come il servizio del 2013 va in fumoIl recupero dei gradoni entra dalla porta ed esce dalla finestra. Le retribuzioni dei docenti e dei non docenti, infatti, rimarranno comunque ferme agli importi in godimento nel 2013. Anche dopo il ripristino dell’utilità del 2012 ai fini dei gradoni, a cui si è impegnato il governo con la trattativa in via di autororizzazione. Perché il dpr n. 122/2013, approvato a fine agosto dal consiglio dei ministri, prevede la cancellazione dell’utilità 2013. E quindi gli effetti del ripristino 2012, che avverrà dopo la firma di un contratto ad hoc, saranno posti nel nulla dall’applicazione del decreto. In altre parole, il nuovo contratto restituirà ai lavoratori della scuola un anno di anzianità di servizio (il 2012) eliminando il ritardo di un anno nella progressione di carriera (i cosiddetti gradoni). E il decreto 122, cancellando il 2013, riporterà nuovamente indietro di un anno le lancette dell’orologio. Il risultato sarà quello di cristallizzare le retribuzioni agli importi del 2013. …

"Bisogna ripartire dal «setaccio» della scuola media", di Orsola Riva

Cornuti e mazziati. In un Paese che ha superato la soglia angosciante del 40 per cento di giovani disoccupati, ora «scopriamo» che il problema non è (o non è soltanto) la crisi del mercato del lavoro sempre più asfittico. Il problema è anche che le abilità, con antipatica parola inglese le «skills» di cui dispongono i giovani in cerca di un impiego, non rispondono alle richieste dei potenziali datori di lavoro. In nessun Paese il disallineamento è così forte: da noi quasi un datore di lavoro su due lamenta di non trovare le competenze giuste di cui avrebbe bisogno. Un dato, in realtà, non così sorprendente. Non solo non facciamo pi ù figli, ma i pochi giovani che abbiamo li perdiamo per strada. È l’esercito dei Neet (not in education, employment or training): oltre due milioni di giovani fra i 15 e i 29 anni che né studiano né lavorano. Alcuni hanno il diploma, altri neanche quello. L’Italia ha il record di abbandoni scolastici in Europa: il 17,6% di alunni (con punte del 25% nel …

"I prof europei scattano tutti", di Giovanni Scancarello

Salari europei con carriera, ma anche con gli scatti di anzianità. La vicenda degli scatti, prima minacciati e poi garantiti, ha riaccesso il faro sulla struttura retributiva degli insegnanti italiani. I salari dei docenti europei sono costantemente monitorati dalla commissione europea. Va detto subito che, secondo la definizione della commissione, per salario lordo annuo va inteso l’importo dello stipendio pagato in un anno che comprende premi, aumenti e assegni, come quelli per il costo della vita, la tredicesima, le ferie, meno i contributi assistenziali e previdenziali versati dal datore di lavoro. Tutti i paesi europei, oltre a fissare un salario di base minimo, prevedono una serie di incrementi salariali legati, per lo più, all’anzianità di servizio, agli straordinari e alle responsabilità supplementari. I paesi, in base all’ultimo rapporto di Eurydice (School Heads’ Salaries and Allowances in Europe), si distinguono in base al numero di fattori che possono incidere sui salari degli insegnanti. La Polonia, per prima, e poiDanimarca, Grecia, Spagna, Francia, Paesi Bassi, Estonia, Lituania, Ungheria e Slovenia costituiscono il gruppo di paesi che, per …

"Smentita dal Mef la notizia del blocco delle assunzioni di sostegno", da Tuttoscuola

Bufala targata M5S quella che ha tenuto per un giorno con il fiato sospeso 4.447 docenti di sostegno, sindacati della scuola e ministero dell’istruzione. L’on. Luigi Gallo, grillino, aveva diffuso la notizia che il Ministero dell’Economia e la Ragioneria generale dello Stato non intendevano dare il via libera all’assunzione in ruolo della prima trance dei 26.684 docenti di sostegno da stabilizzare. L’allarme era stato raccolto prontamente dai sindacati Gilda e Anief che, in particolare quest’ultimo, avevano espresso un severo giudizio sul governo. Tuttoscuola aveva raccolto la notizia con qualche riserva e aveva riferito che i funzionari del Miur ignoravano la questione e si erano dichiarati increduli, anche perch é la stabilizzazione fermamente voluta dal ministro Carrozza nella sua legge dell’ istruzione riparte, aveva trovato la necessaria copertura finanziaria proprio grazie al Mef. E proprio il MEF nel tardo pomeriggio di oggi, venerdì 10 gennaio, con un proprio comunicato, ha smentito la notizia, dichiarandola priva di qualsiasi fondamento. Il comunicato di Via XX Settembre precisa che “ Il Ministero dell’Istruzione ha inviato al Ministero dell’Economia il …

"Scatti, per finanziarli il Miur tenta la carta a sorpresa", di A.G. da La Tecnica della Scuola

Evitando di prelevare tutto dal Mof, il Ministero recupererebbe un bel po’ di consensi: per studiare le possibilità sono al lavoro diversi tecnici di entrambi i ministeri. A confermarlo è lo stesso ministro Carrozza. Intanto, al Miur si sta cercando di “neutralizzare” la norma dello scorso agosto che ha consentito al Mef di chiedere la restituzione degli scatti già pagati. Per sovvenzionare gli scatti automatici, il Miur starebbe tentando soluzioni alternative. In modo da non privare gli istituti una parte del Mof. A dirlo all’Unità, stavolta senza giri di parole, è il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, all’indomani dell’ottenuto successo nella vicenda che ha visto il Mef procedere in modo davvero troppo autonomo. ”Stiamo facendo delle verifiche con i tecnici per trovare risorse che non comportino l’uso dei fondi per il miglioramento dell’offerta formativa”, ha detto Carrozza. Per poi aggiungere: ”La scuola è all’osso e non è facile trovare le risorse”. Non è facile, ma nemmeno impossibile. Per questo motivo, un gruppo di dipendenti e dirigenti dei ministeri dell’Istruzione e dell’Economia sono da mercoledì 8 …