Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

“Per una scuola di qualità. Riparte la protesta in Italia”, di Maristella Iervasi

Alessandra dal palco della Flc-Cigl di piazza Sant’Apostoli a Roma ha cercato il dialogo con la Gelmini maestra unica. Ha spiegato che alle elementari nelle ore di compresenza che il ministro dell’Istruzione considera spreco – «con le mie colleghe svolgiamo attività di recupero per i bambini che ne hanno bisogno. Altre volte, grazie alle compresenze – ha precisato -, riusciamo a fare attività di rinforzo linguistico con i bambini stranieri. E sempre nelle ore di compresenza ci capita addirittura di riuscire a far recuperare le lezioni agli alunni assenti per malattia». Ma la Gelmini l’accorato appello della maestra di Acilia non l’ha voluto sentire: ha preferito mettersi al riparo dalle 100 piazze d’Italia del sindacato di Guglielmo Epifani. Ha scelto l’inaugurazione di Mediolanum Corporate University di Basiglio (Milano 3) per manager finanziari. Altro che scuola pubblica. Palloncini colorati come il 30 ottobre scorso. Il santino della «Beata Ignoranza» stampato su magliette e adesivi. Slogan e calcoli più che espliciti: «Più tagli, meno precari, meno ricerca. Uguale zero futuro». Già, perchè allo sciopero della Conoscenza c’erano …

“In Emilia-Romagna le famiglie stroncano il maestro unico”, di Alice Loreti

Boom di tempo pieno e flop del maestro unico. I dati ufficiali sulle iscrizioni pubblicati dall’Ufficio scolastico regionale non lasciano dubbi: nella nostra regione mamme e papà non vogliono le 24 ore. Non si tratta dunque di orientamento politico: le famiglie emiliano-romagnole hanno bocciato senza appello il tempo scuola che prevede un solo docente in cattedra. Per i loro figli vogliono il tempo pieno, quello con due maestri. E se non è l’ideologia – come sbandierato dalla destra – a guidare le loro scelte, saranno forse le esigenze lavorative delle mamme (la nostra regione vanta uno dei più alti tassi in Italia di occupazione femminile) o la consapevolezza che le 40 ore sono una ricchezza pedagogica e didattica e che sulla scuola – e sul futuro del nostro Paese – non si può andare a risparmio. I numeri parlano chiaro: su 33.807 alunni che si sono iscritti alla prima classe delle elementari per il prossimo anno, solo 564genitori (pari all’1,67%) hanno optato per il modello a 24 ore; 3.624 (10,72%) hanno scelto le 27 ore; …

Scuola Longhena: parlamentari PD annunciano interrogazione

”Fa quel che puo’, quel che non puo’ non fa’, come diceva il maestro Manzi. Questo ci sembra il principio pedagogico al quale hanno fatto riferimento i docenti della scuola primaria Longhena e l’autonomia dei docenti in sede di valutazione non si discute’. Lo affermano le parlamentari del Pd Manuela Ghizzoni, Sandra Zampa e Rita Ghedini dopo aver appreso dai mezzi di stampa che si e’ conclusa l’ispezione a carico della scuola primaria di Bologna, messa sotto accusa dal ministro Gelmini per il ’10 politico’ deciso dagli insegnanti. ‘Su questo anche il regolamento approvato venerdi’ scorso in sede di Consiglio dei Ministri parla chiaro: il collegio dei docenti definisce modalita’ e criteri per assicurare omogeneita’, equita’ e trasparenza della valutazione, nel rispetto del principio della liberta’ di insegnamento. Detti criteri e modalita’ fanno parte integrante del piano dell’offerta formativa. Su questa base – annunciano le parlamentari – presenteremo una interrogazione parlamentare al Ministro Gelmini – al Senato sara’ presentata dalla sen.Ghedini – per sapere quale sia il mandato e su quali presupposti normativi si regga …

“Bologna: Scuola, mancheranno 519 professori”, di Ilaria Venturi

A settembre mancheranno all´appello nelle scuole di Bologna e provincia 519 insegnanti e 181 bidelli. Nei prossimi tre anni rimarranno a casa almeno 1.500 precari. Più di 3.200 famiglie non avranno il tempo pieno o le 33 ore settimanali richiesti in prima elementare. E quasi duemila alunni disabili non gravi potranno perdere il sostegno in classe e l´assistenza: diventeranno di colpo invisibili così come la scuola rischia di perdere i bambini immigrati che non saranno vaccinati per paura delle denunce anti-clandestini. Non stanno meglio i ricercatori dell´Alma Mater e degli enti di ricerca bolognesi: tremila precari rischiano entro il 2009 «di doversi reinventare una vita»; solo per effetto del decreto Brunetta sul pubblico impiego a giugno saranno licenziati circa 500 ricercatori del Cnr. Insomma, una Caporetto. E´ la Cgil a denunciare lo stato di crisi del mondo della scuola e della ricerca. Annunciando lo sciopero mercoledì 18, con manifestazione alle 9.30 in piazza Nettuno e due delegazioni che porteranno il disastroso bilancio, dovuto ai tagli di Tremonti, al Prefetto e all´Ufficio scolastico regionale. Sarà una …

Bastico e Ghizzoni: “Scuole senza risorse. Presenteremo una risoluzione per il ripiano dei debiti e l’abolizione dei tagli”

E’ inaccettabile. Le scuole non possono funzionare senza risorse e non devono essere costrette a scaricare sui genitori i mancati trasferimenti del Ministero della Pubblica Istruzione”. Con queste parole la sen. Mariangela Bastico, responsabile nazionale scuola Pd, e l’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Istruzione e cultura, ribadisce la grave crisi che sta colpendo la scuola italiana, ricordando anche la situazione modenese. “Soprattutto – precisano – perché sono chiamate a pagare spese obbligatorie, quali gli esami di maturità, le pulizie, le supplenze, i materiali di funzionamento che non dipendono da loro autonome scelte, ma da oggettive necessità”. Spese, quindi, che dovrebbero essere completamente coperte dal Ministero, così come accade per gli stipendi del personale in ruolo. “Come parlamentari di opposizione – dichiarano – abbiamo presentato interrogazioni e interpellanze alle quali il governo non ha dato alcuna adeguata risposta. D’altra parte, la vera ed unica risposta – aggiunge –  è quella che è stata fornita ieri a Modena, nell’incontro con i dirigenti scolastici, dalla dott.ssa Testa, responsabile del bilancio del Miur: ‘niente soldi, non li …

“Supplenti, presidi in rivolta: «Niente soldi per le sostituzioni»”, di Salvo Intravaia

Scuole in cerca di quattrini. Mancano i soldi per le supplenze, scarseggiano quelli per le visite fiscali e i dirigenti scolastici denunciano il rischio di “dissesto finanziario”. Le prime proteste di presidi lombardi e emiliani risalgono allo scorso mese di gennaio. Oggi si aggiungono quelle provenienti da Marche, Sardegna e Sicilia. Ma per il ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini, chiamato in causa da una recente interrogazione parlamentare, non c´è stata «una diminuzione delle risorse, al contrario queste sono state accresciute». Ma di cosa si lamentano, allora, segretari e capi d´istituto? In una lettera indirizzata una settimana fa al ministero, 70 tra capi d´istituto e direttori dei servizi amministrativi (gli ex segretari) della provincia di Ancona «segnalano la gravissima situazione di disagio di tutti gli istituti del territorio». Le scuole vantano un credito enorme da viale Trastevere e sono state costrette a confezionare bilanci su somme virtuali. L´Associazione delle scuole autonome della Sicilia (Asas) stima in 1,6 miliardi di euro il corrispettivo che il ministero deve ancora alle scuole. Mentre pochi giorni fa il direttore dell´Ufficio scolastico …

Scuola: sia rispettata la scelte delle famiglie effettuata all’atto delle iscrizioni

Le deputate Ghizzoni e Coscia : “dalle famiglie sonora bocciatura della riforma Gelmini”. Il Pd ha depositato oggi alla Camera un’interpellanza urgente per “chiedere al Governo di rispettare le opzioni delle famiglie in merito alle iscrizioni alle prime classi di elementari e medie”. Le deputate democratiche Maria Coscia e Manuela Ghizzoni, prime firmatarie dell’interpellanza sottoscritta anche dal capogruppo Antonello Soro, sottolineano che, “in riferimento alla rilevazione campionaria sulle iscrizioni fornita nei giorni scorsi dallo stesso Ministro dell’Istruzione, solo il 3% delle famiglie, che hanno iscritto i propri figli alla prima classe della scuola primaria, ha scelto l’orario settimanale di 24 ore con il maestro unico, il 7% ha optato per l’orario di 27 ore, mentre ben il 56% ha scelto l’orario con i moduli a 30 ore e oltre il 34% si è orientata per il tempo pieno con l’orario di 40 ore”. Le deputate del PD evidenziano come questi primi dati costituiscano una “sonora bocciatura della riduzione del tempo-scuola a 24 ore, introdotta insieme al maestro unico dal Governo Berlusconi con l’approvazione della Legge …