Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

“Lo stipendio all’Ingv non gli basta, Giardini arrotonda alla Sapienza”, di Jolanda Buffalini

Chiamato da Gelmini alla guida dell’istituto, si è dimesso per il compenso basso (115mila euro): si cerca una cattedra. Il motto della Sapienza recita “il futuro e passato di qui”, ma, in questo caso, si tratta del futuro del professor Domenico Giardini, a cui si deve trovare una cattedra presso il dipartimento di Scienze della terra prima che, il prossimo 1˚ marzo, le sue dimissioni da presidente dell’Ingv divengano irrevocabili. Il gran pasticcio all’italiana inizia quando l’ex ministro Maria Stella Gelmini nomina il sismologo, professore al Politecnico di Zurigo, presidente dell’ organo scientifico della Protezione civile, scegliendolo in una cinquina indicata dal comitato di valutazione presieduto dal professor Salamini. Giardini si insedia ma trova che l’indennita di 115.000 euro, poco inferiore a quella che percepiva il suo predecessore e lontano maestro Enzo Boschi, sia bassa. Fallisce un primo tentativo di rimediare: una richiesta alla Funzione pubblica di autorizzare la Protezione civile a pagare l’integrazione. Il “niet” e inevitabile, e stata appena varata la norma sul tetto alle indennita dei manager pubblici. Il professore rassegna le …

"Un taglio alla curiosità", di Luciano Modica

Un taglio alla curiosità Dio solo sa se in Italia i cittadini non hanno bisogno di semplificazioni. Siamo tutti oberati da infiniti e spesso inutili adempimenti. Il governo Monti, col decreto legge n. 5 del 9 febbraio che reca già nel suo titolo la parola “semplificazione”, ha aperto il nostro cuore alla speranza. Ai tanti sgradevoli tagli del passato speriamo adesso che segua un gradevole taglio delle complicazioni. Però, a colpi di scure, è talvolta facile mancare qualche bersaglio. Mi si perdoni se la prendo un po’ alla lontana. Molti grandi avanzamenti culturali, scientifici o tecnologici sono stati originati dalla libera curiosità e dalla fantasia innovativa dei ricercatori. Invece che avanzare sulle strade già battute, alcuni tentano di aprire sentieri nuovi. Molte volte si fallisce, qualche volta si ha successo e il piccolo sentiero sconnesso diventa rapidamente un’ampia strada sicura che soppianta o si affianca alla precedente. Quando le principali fonti di energia per il movimento erano i cavalli o i muli, abili allevatori cercavano di selezionare equini sempre più potenti e resistenti. Negli stessi …

“Un taglio alla curiosità”, di Luciano Modica

Un taglio alla curiosità Dio solo sa se in Italia i cittadini non hanno bisogno di semplificazioni. Siamo tutti oberati da infiniti e spesso inutili adempimenti. Il governo Monti, col decreto legge n. 5 del 9 febbraio che reca già nel suo titolo la parola “semplificazione”, ha aperto il nostro cuore alla speranza. Ai tanti sgradevoli tagli del passato speriamo adesso che segua un gradevole taglio delle complicazioni. Però, a colpi di scure, è talvolta facile mancare qualche bersaglio. Mi si perdoni se la prendo un po’ alla lontana. Molti grandi avanzamenti culturali, scientifici o tecnologici sono stati originati dalla libera curiosità e dalla fantasia innovativa dei ricercatori. Invece che avanzare sulle strade già battute, alcuni tentano di aprire sentieri nuovi. Molte volte si fallisce, qualche volta si ha successo e il piccolo sentiero sconnesso diventa rapidamente un’ampia strada sicura che soppianta o si affianca alla precedente. Quando le principali fonti di energia per il movimento erano i cavalli o i muli, abili allevatori cercavano di selezionare equini sempre più potenti e resistenti. Negli stessi …

Università, Pd: da Governo soluzioni solo parziali per assunzioni vincitori e idonei

Oggi, in commissione Cultura alla Camera, il deputato democratico Eugenio Mazzarella ha interrogato il Governo sulla ‘necessità di provvedere a risolvere la questione dei vincitori di concorso a ricercatore e degli idonei in procedure di valutazione di I e II fascia impossibilitati ad essere inquadrati in servizio o ad essere chiamati presso gli atenei che nelle more tra l’indizione dei concorsi e delle procedure si siano trovati a sfiorare il limite del 90% del Ffo per le spese del personale. Non soddisfa però la risposta del Governo che ha previsto soluzioni solo parziali in prospettiva ad una situazione che lede legittime aspettative maturare dagli aventi titolo, come l’esponente del Pd ha ribadito in sede di replica al governo, sollecitando una complessiva e solutiva riconsiderazione del problema”. Roma, 15 febbraio 2012, Ufficio stampa gruppo Pd Camera ****** Resoconto della VII Commissione permanente (Cultura, scienza e istruzione) VII Commissione SOMMARIO Mercoledì 15 febbraio 2012 INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA: Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata su questioni riguardanti il finanziamento delle università … 5-06156 Ghizzoni ed altri: Sull’assunzione …

“La coerenza di un “no” responsabile”, di Luigi La Spina

Dopo la riforma delle pensioni e in vista di quella sul mercato del lavoro, la decisione di Mario Monti di non firmare la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020 conferma e rafforza soprattutto l’impressione di una notevole discontinuità rispetto agli abituali metodi di governo. Di fronte a ben quattro mozioni, favorevoli a una scelta opposta, da parte dei partiti che lo sostengono in Parlamento, dopo una pioggia di appelli per il «sì» di sportivi, intellettuali e imprenditori, davanti a una potente lobby che ha esercitato fortissime pressioni, Monti ha evitato di seguire la strada più conveniente e, certamente, la più comoda. Quella di sostenere la candidatura di Roma, ben sapendo che, al «Comitato internazionale olimpico», i delegati avrebbero quasi certamente preferito Istanbul o Tokyo per la sede di quei Giochi. Sarebbe stato un modo per non scontrarsi con la sua maggioranza, non deludere il Coni e i promotori, non suscitare le proteste del sindaco della capitale e non subire le critiche di chi vedeva nell’Olimpiade romana un’occasione di sviluppo economico nazionale e, magari, …

"La coerenza di un "no" responsabile", di Luigi La Spina

Dopo la riforma delle pensioni e in vista di quella sul mercato del lavoro, la decisione di Mario Monti di non firmare la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020 conferma e rafforza soprattutto l’impressione di una notevole discontinuità rispetto agli abituali metodi di governo. Di fronte a ben quattro mozioni, favorevoli a una scelta opposta, da parte dei partiti che lo sostengono in Parlamento, dopo una pioggia di appelli per il «sì» di sportivi, intellettuali e imprenditori, davanti a una potente lobby che ha esercitato fortissime pressioni, Monti ha evitato di seguire la strada più conveniente e, certamente, la più comoda. Quella di sostenere la candidatura di Roma, ben sapendo che, al «Comitato internazionale olimpico», i delegati avrebbero quasi certamente preferito Istanbul o Tokyo per la sede di quei Giochi. Sarebbe stato un modo per non scontrarsi con la sua maggioranza, non deludere il Coni e i promotori, non suscitare le proteste del sindaco della capitale e non subire le critiche di chi vedeva nell’Olimpiade romana un’occasione di sviluppo economico nazionale e, magari, …

"Bocciato emendamento su pensioni. Che figura!", di Pasquale M.i. Almirante

Che figura! Pdl, Lega e parte del Centro hanno votato, in commissione Affari costituzionali e bilancio, contro l’emendamento proposto dal Pd affinchè i diritti maturati per la quiescenza da circa 4 mila docenti slittassero dal 31 dicembre 2011, come previsto per il resto del pubblico impiego, al 31 agosto col termine dell’anno scolastico, in perfetta sintonia con la sola, antica finestra unica di cui hanno da sempre disposto i professori. Un emendamento da inserire sul Milleproroghe, in approvazione definitiva al Senato, di assoluta equità e di normale giustizia. Le uniche preoccupazioni infatti, che non solo i deputati del Pd avevano, ma anche i docenti nati nel 1952, che compiono 60 anni e con i contributi versati conformi ai dispositivi scorsi, erano accalappiate alle lacrime poco convinte della ministra Fornero, l’unica, col Governo, che gettava acqua sul fuoco della speranza di costoro in febbrile attesa dell’approvazione dell’emendamento in commissione. Si temeva infatti l’opposizione del Governo, gli strilli della ministra, i lamenti squattrinati di Monti, non certo la sciabolata della Lega, i fromboli del Pdl, gli impantanamenti …