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"Bocciato emendamento su pensioni. Che figura!", di Pasquale M.i. Almirante

Che figura! Pdl, Lega e parte del Centro hanno votato, in commissione Affari costituzionali e bilancio, contro l’emendamento proposto dal Pd affinchè i diritti maturati per la quiescenza da circa 4 mila docenti slittassero dal 31 dicembre 2011, come previsto per il resto del pubblico impiego, al 31 agosto col termine dell’anno scolastico, in perfetta sintonia con la sola, antica finestra unica di cui hanno da sempre disposto i professori. Un emendamento da inserire sul Milleproroghe, in approvazione definitiva al Senato, di assoluta equità e di normale giustizia. Le uniche preoccupazioni infatti, che non solo i deputati del Pd avevano, ma anche i docenti nati nel 1952, che compiono 60 anni e con i contributi versati conformi ai dispositivi scorsi, erano accalappiate alle lacrime poco convinte della ministra Fornero, l’unica, col Governo, che gettava acqua sul fuoco della speranza di costoro in febbrile attesa dell’approvazione dell’emendamento in commissione. Si temeva infatti l’opposizione del Governo, gli strilli della ministra, i lamenti squattrinati di Monti, non certo la sciabolata della Lega, i fromboli del Pdl, gli impantanamenti …

“Università. Come vincere i nepotismi”, di Pietro Greco

Il nepotismo nelle università italiane. Il tema è tornato all’attenzione dei media negli ultimi giorni, per almeno tre casi. Si è iniziato con quello di Michel Martone, il più giovane sottosegretario del governo Monti, che ha dato dello «sfigato» a chi a 28 anni non ha ancora una laurea. Si è poi saputo che Michel, figlio di un noto e influente magistrato, è diventato professore ordinario di Diritto del lavoro presso l’Università di Siena a 29 anni, con un solo lavoro scientifico pubblicato all’attivo e a seguito di un concorso per due posizioni dove stranamente 6 candidati su 8, con molti titoli in più, si sono ritirati prima dell’esame di selezione. Si è continuato con Silvia Deaglio, figlia del Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, e di Mario Deaglio: «colpevole», secondo le implacabili voci delle rete, di essere diventata professore associato nella stessa università, a Torino, dove la madre è professore ordinario di economia e il padre è professore di economia internazionale. Ma Silvia ha (giustamente) sottolineato che lei insegna a medicina, in un dipartimento diverso …

"Università. Come vincere i nepotismi", di Pietro Greco

Il nepotismo nelle università italiane. Il tema è tornato all’attenzione dei media negli ultimi giorni, per almeno tre casi. Si è iniziato con quello di Michel Martone, il più giovane sottosegretario del governo Monti, che ha dato dello «sfigato» a chi a 28 anni non ha ancora una laurea. Si è poi saputo che Michel, figlio di un noto e influente magistrato, è diventato professore ordinario di Diritto del lavoro presso l’Università di Siena a 29 anni, con un solo lavoro scientifico pubblicato all’attivo e a seguito di un concorso per due posizioni dove stranamente 6 candidati su 8, con molti titoli in più, si sono ritirati prima dell’esame di selezione. Si è continuato con Silvia Deaglio, figlia del Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, e di Mario Deaglio: «colpevole», secondo le implacabili voci delle rete, di essere diventata professore associato nella stessa università, a Torino, dove la madre è professore ordinario di economia e il padre è professore di economia internazionale. Ma Silvia ha (giustamente) sottolineato che lei insegna a medicina, in un dipartimento diverso …

"Una liberalizzazione anche per gli atenei", di Danilo Taino

Va bene i taxi e i panettieri. Ma quelli che producono idee? Gli insegnanti universitari? Vogliamo estendere anche a loro liberalizzazioni e regime di concorrenza? Uno se l’aspetterebbe dal governo dei professori. Che l’accademia italiana non sia il regno dell’efficienza e ancora meno il territorio sul quale si confrontano ed emergono le energie migliori e più capaci è un assunto, quando si descrive l’Italia: baronie, nepotismo, fuga dei migliori. Una buona dose di concorrenza tra docenti e ricercatori, dunque, sarebbe probabilmente benvenuta nell’università, tanto nelle facoltà scientifiche che in quelle umanistiche: una cura anglosassone per rompere incrostazioni e inerzie, magari per cercare di frenare il declino — interno e internazionale — dell’istruzione di alto livello italiana. Già, ma come? Francesco Magris, economista ordinario all’università di Tours, ha appena pubblicato un libro — La concorrenza nella ricerca scientifica, edito da Bompiani, (pagine 92, 9,90) — nel quale mette in guardia dai falsi miti, in questo campo. Un pamphlet che denuncia la cattiva condizione della maggioranza degli atenei italiani, ma allo stesso tempo invita a guardarsi dall’accettare …

“Una liberalizzazione anche per gli atenei”, di Danilo Taino

Va bene i taxi e i panettieri. Ma quelli che producono idee? Gli insegnanti universitari? Vogliamo estendere anche a loro liberalizzazioni e regime di concorrenza? Uno se l’aspetterebbe dal governo dei professori. Che l’accademia italiana non sia il regno dell’efficienza e ancora meno il territorio sul quale si confrontano ed emergono le energie migliori e più capaci è un assunto, quando si descrive l’Italia: baronie, nepotismo, fuga dei migliori. Una buona dose di concorrenza tra docenti e ricercatori, dunque, sarebbe probabilmente benvenuta nell’università, tanto nelle facoltà scientifiche che in quelle umanistiche: una cura anglosassone per rompere incrostazioni e inerzie, magari per cercare di frenare il declino — interno e internazionale — dell’istruzione di alto livello italiana. Già, ma come? Francesco Magris, economista ordinario all’università di Tours, ha appena pubblicato un libro — La concorrenza nella ricerca scientifica, edito da Bompiani, (pagine 92, 9,90) — nel quale mette in guardia dai falsi miti, in questo campo. Un pamphlet che denuncia la cattiva condizione della maggioranza degli atenei italiani, ma allo stesso tempo invita a guardarsi dall’accettare …

"Il declino della Sapienza all’ombra di Parentopoli", di Gian Antonio Stella

« Parentopoli? Ma perché non parlate di ” Ignorantopoli”? Questo è il vero problema dell’università italiana. Voi giornalisti fate solo folklore! » , sibilò il rettore della Sapienza Luigi Frati al nostro Nino Luca. Ma la Procura non è d’accordo: papà, mamma, figlia e figlio docenti nella stessa facoltà sono troppi, come coincidenze. E sull’arrivo dell’ultimo Frati a Medicina ha aperto un fascicolo. Tanto più che «Parentopoli» e «Ignorantopoli», dicono le classifiche internazionali, possono coincidere. Il rettore di quello che sul Web si vanta di essere il più grande ateneo italiano (nel senso di più affollato: 143 mila studenti, pari all’intera popolazione di Salerno o quelle di due capoluoghi come L’Aquila e Potenza insieme) era da tempo nel mirino di chi denuncia certi vizi del nostro sistema universitario. Senese, un passato da sindacalista, uomo dalla capacità funambolica di fluttuare tra destra e sinistra, preside per un’eternità di Medicina dal lontano 1990 in cui Gava era ministro degli Interni e Chiesa si occupava amorevolmente dei vecchi ospiti del Pio Albergo Trivulzio e «altro», quello che i …

“Il declino della Sapienza all’ombra di Parentopoli”, di Gian Antonio Stella

« Parentopoli? Ma perché non parlate di ” Ignorantopoli”? Questo è il vero problema dell’università italiana. Voi giornalisti fate solo folklore! » , sibilò il rettore della Sapienza Luigi Frati al nostro Nino Luca. Ma la Procura non è d’accordo: papà, mamma, figlia e figlio docenti nella stessa facoltà sono troppi, come coincidenze. E sull’arrivo dell’ultimo Frati a Medicina ha aperto un fascicolo. Tanto più che «Parentopoli» e «Ignorantopoli», dicono le classifiche internazionali, possono coincidere. Il rettore di quello che sul Web si vanta di essere il più grande ateneo italiano (nel senso di più affollato: 143 mila studenti, pari all’intera popolazione di Salerno o quelle di due capoluoghi come L’Aquila e Potenza insieme) era da tempo nel mirino di chi denuncia certi vizi del nostro sistema universitario. Senese, un passato da sindacalista, uomo dalla capacità funambolica di fluttuare tra destra e sinistra, preside per un’eternità di Medicina dal lontano 1990 in cui Gava era ministro degli Interni e Chiesa si occupava amorevolmente dei vecchi ospiti del Pio Albergo Trivulzio e «altro», quello che i …