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"Forza Monti: sennò torna B." di Luigi Zingales

L’attuale governo può piacere o meno, ma una cosa è certa: se non vince la battaglia del debito, il Cavaliere scatenerà una massiccia campagna demagogica anti-euro con cui può riprendere il potere l’anno prossimo . Dall’irlandese Cowen allo spagnolo Zapatero, dal portoghese Sócrates, al greco Papandreu, per finire a Berlusconi, la crisi del debito sovrano sta falcidiando i capi dei governi dei paesi coinvolti. Poco importa se di destra o di sinistra, chi governa quando arriva la crisi ne paga le conseguenze. Uno studio empirico presentato lo scorso fine settimana ai meeting dell’American Economic Association ci dice che queste conseguenze erano facilmente prevedibili. Contrariamente all’opinione prevalente, le crisi finanziarie sono frequenti. Nel periodo 1975-2010 nei 70 principali paesi al mondo ci sono state 448 crisi bancarie e 488 crisi del debito: in media ogni paese ha una crisi bancaria ogni sei anni e una crisi del debito ogni sette. Gli autori sono stati in grado di isolare alcune interessanti regolarità sulle conseguenze politiche delle varie crisi. Dopo una generica crisi finanziaria, il partito di maggioranza …

PRIN: bene i tempi del bando ma necessarie modifiche

Marco Meloni: “Finalmente tempi rapidi, ma c’è qualche profilo critico: la decisione di introdurre, a monte della selezione nazionale, una preselezione a livello di ateneo, unitamente alla definizione di criteri quantitativi per la loro presentazione, rischia di non corrispondere agli obiettivi di promuovere il merito dei proponenti e la validità dei progetti”. Lo scorso 27 dicembre il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha pubblicato il nuovo bando per i progetti di ricerca di interesse nazionale (PRIN). Riteniamo molto positivo il fatto che uno dei primi atti del nuovo Ministro, ad appena un mese e mezzo dalla sua nomina, sia stata la pubblicazione di un provvedimento che negli anni precedenti è stato sistematicamente oggetto di incredibili ritardi (si pensi che quello appena pubblicato si riferisce al biennio 2010-2011!). Assieme al bando FIRB, pubblicato contestualmente, il nuovo PRIN costituisce un’autentica boccata d’ossigeno per il settore della ricerca scientifica, che da tempo vive in uno stato di drammatica sofferenza a causa delle scelte politiche di disinvestimento strutturale degli anni passati. Accanto all’apprezzamento per questo positivo approccio, riteniamo …

"Particelle, la caccia continua", di Pietro Greco

Anche se gli esperimenti sul «bosone di Higgs» hanno fatto grossi passi avanti la fisica ha bisogno di nuove scoperte perché i conti tornino. La caccia non è finita. Che Lhc abbia trovato o meno il «bosone di Higgs», occorrerà che in ogni caso continui il suo lavoro e trovi nuove particelle se vuol fare tornare i conti della fisica. A sostenerlo, su Nature, è John Ellis, fisico teorico del King’s College di Londra e da anni collaboratore del Cern di Ginevra. Naturalmente Ellis non è il solo a pensarlo. Ha semplicemente messo in chiaro cosa c’è da fare ora che l’acceleratore Lhc ha trovato forti indizi (ma non la prova definitiva) dell’esistenza del bosone di Higgs (la cossidetta particella di Dio) in una regione di energia di compresa tra 124 e 126 GeV. In realtà dopo il 13 dicembre – data dell’annuncio della probabile scoperta del bosone di Higgs da parte di Fabiola Gianotti e Guido Tonelli, leader di Atlas e Cms, due tra i principali esperimenti condotti con Lhc – nuove particelle il …

"Il capitale umano che manca all'Italia", di Paolo Conti

Siamo tra gli ultimi per diplomati e laureati. Peggio di Estonia e Polonia. «Il 54% della popolazione ha un titolo di diploma nel nostro Paese, contro una media Ocse del 73%. È troppo poco. Dobbiamo studiare di più. Se l’Italia cresce meno di altri Paesi europei dobbiamo migliorare il nostro capitale umano». Parole di Mario Monti a Reggio Emilia, durante la festa del Tricolore. Le cifre dell’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, sono chiarissime. Solo il 54% degli italiani tra i 25 e i 64 anni ha ottenuto un diploma di scuola media secondaria. La media Ocse è del 73%: ma siamo lontanissimi non solo dall’85% della Germania, dall’88% del Canada, dall’89% degli Stati Uniti ma anche dal 91% della Repubblica Ceca, dall’89% dell’Estonia, dall’88% della Polonia. Nelle nuove generazioni, fascia 25-34, noi italiani siamo ancorati a un non esaltante 70%. Commenta il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo: «Scontiamo un pregresso di bassa scolarità nella fascia alta della popolazione. Tra i 19-25 approdiamo finalmente all’81% di diplomati. Un primo intervento deve riguardare l’orientamento, …

"La concorrenza tra le università non deve sparire", di Guido Tabellini

In questi giorni il Governo Monti si sta mobilitando per liberalizzare i servizi e introdurre più concorrenza nell’economia italiana. Saranno provvedimenti cruciali, perché una migliore allocazione delle risorse è fondamentale per stimolare la crescita della produttività e rilanciare lo sviluppo economico. Sorprendentemente tuttavia, in questi stessi giorni la politica della ricerca sta andando nella direzione opposta: la nuova procedura per l’assegnazione dei finanziamenti alla ricerca universitaria sembra fatta apposta per peggiorare l’allocazione delle risorse, distribuendole a pioggia e annacquando la competizione tra istituti di ricerca. Le nuove procedure per l’assegnazione dei fondi per la ricerca di base (i cosiddetti Prin) e per l’inserimento dei giovani nelle università prevedono stringenti limiti numerici alle proposte che possono essere presentate da ogni ateneo, in proporzione al suo organico. Inoltre, sono ammessi al finanziamento esclusivamente progetti che prevedono la collaborazione di almeno cinque “unità di ricerca”, cioè almeno cinque distinti gruppi di ricercatori appartenenti a dipartimenti diversi. Sono invece esclusi dal finanziamento i progetti di ricerca individuali o promossi da un numero più basso di ricercatori. Come hanno giustamente …

"Caro ministro Profumo, falsa partenza sulla ricerca", di Fabio Beltram e Chiara Carrozza

Caro ministro Profumo, ci rivolgiamo alla tua cortese e competente attenzione per esprimerti alcune nostre preoccupazioni. Liberare le energie e valorizzare i punti di forza del Paese appare oggi la strada condivisa per promuovere lo sviluppo: è dunque richiesta la selezione di questi punti di forza e la concentrazione su di essi delle limitate risorse disponibili. Vanno in direzione opposta, a nostro avviso, i bandi per i Progetti di ricerca di interesse nazionale (Prin) e per i fondi “Futuro in Ricerca”. I primi sono il principale strumento per il sostegno alla ricerca di base nelle Università, i secondi sono uno strumento prezioso per l’inserimento di giovani capaci nel sistema nazionale della ricerca. Sorprendentemente, e per la prima volta, la procedura di selezione non è più basata esclusivamente sulla validità dei progetti, ma sono introdotti dei limiti numerici sia a quante idee progettuali possono essere proposte da un Ateneo sia, simmetricamente, a quanti giovani possono proporre di svolgere la loro ricerca in una specifica Università. Tutto è parametrato su una frazione della quantità di personale in …

"L’autunno d’oro della fisica italiana", di Pietro Greco

Le scoperte sulla velocità dei neutrini e la particella di Dio hanno visto i nostri studiosi in prima fila. I neutrini corrono più veloci della luce. Preceduta dal lancio di agenzia della Reuters che ha rotto l’embargo, la notizia appare sul sito arXiv.org, della Cornell University Library, in piena notte, nelle primissime ore del 23 settembre scorso. Ed è poi illustrata l’indomani in un seminario aperto al pubblico presso il Cern di Ginevra. È una notizia del tutto inattesa. Fosse confermata, sarebbe probabilmente la scoperta più importante in fisica dell’ultimo secolo e forse più. Passano meno di due mesi e il 13 dicembre, sempre al Cern di Ginevra, viene annunciata il rilevamento di una serie importante di indizi che lasciano pensare che Lhc, la macchina più grande e potente mai realizzata dall’uomo, abbia scovato «il bosone di Higgs», la cossidetta particella di Dio, quella mancante che fa tornare i conti del Modello Standard delle alte energie, ovvero del modello con cui i fisici descrivono l’universo nella sua dimensione più piccola. Fosse confermata, sarebbe una scoperta …