Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

"Precari Ispra, dal tetto al nulla Pronti a protestare ancora", di Luciana Cimino

Strano destino quello dell’Ispra. L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ente vigilato dal Ministero dell’Ambiente, ha sempre più compiti e emergenze da seguire ma ha sempre meno soldi per assumere personale e per svolgere le sue preziose attività di ricerca e controllo. Eppure che la sua funzione sia importante lo dimostrano le vicende degli ultimi mesi: è l’Ispra a gestire la parte italiana dell’emergenza nucleare causata dal terremoto in Giappone, ad aver seguito l’emergenza per lo sversamento di idrocarburi nel nord Sardegna, la vicenda navi dei veleni in Calabria, il monitoraggio della biodiversità nel Canale di Sicilia, tutti gli interventi legati al dissesto idrogeologico del territorio. O meglio sono anche e soprattutto i precari dell’Ispra. 200 persone circa, eccellenze della nostra ricerca, che tra il 2009 e l’anno scorso hanno passato per protesta due mesi sul terrazzo della sede di via Casalotti, a Roma, per difendere il loro lavoro (erano tutti in scadenza) e la dignità della ricerca scientifica. «La protesta sul tetto ha ottenuto visibilità mediatica e politica e allora il …

Nella ricerca la Cina insidia gli Usa

La Cina insidia gli Stati Uniti anche sul fronte della ricerca scientifica: la potenza asiatica è schizzata dal sesto al secondo posto a livello mondiale ed entro pochi anni salirà in prima posizione scalzando gli Usa. Secondo un rapporto pubblicato ieri dalla Royal Society di Londra «la Cina ha già superato la Gran Bretagna per numero di pubblicazioni scientifiche e si prevede che forse già nel 2013 e sicuramente entro il 2020 superi anche gli Stati Uniti». La classifica della ricerca scientifica mondiale è ancora dominata dai Paesi occidentali con Gran Bretagna, Germania, Francia, Canada, Italia (scesa dal settimo all’ottavo posto) e Spagna alle spalle degli Usa, ma il loro contributo cala. Il Giappone ha ceduto il secondo posto alla Cina, scendendo in quarta posizione, mentre l’India è entrata per la prima volta nella top ten al numero dieci, scalzando la Russia. Il rapporto “Knowledge, Networks and Nations” dell’accademia scientifica britannica si basa sul numero di articoli e studi pubblicati nelle riviste scientifiche più prestigiose a livello mondiale paragonando il periodo 1993-2003 al quadriennio 2004-2008. …

"Anarchia in università", di Giliberto Capano

Le università stanno lavorando alla predisposizione dei nuovi statuti. La legge Gelmini concede loro sei mesi (più tre di deroga) per cambiare gli assetti statutari del governo dell’ateneo e alla sua organizzazione interna. Un passaggio che potrebbe rappresentare una svolta storica per l’università italiana oppure un’occasione perduta. La legge, infatti, cerca di ridisegnare gli assetti istituzionali interni degli atenei, mirando a risolvere quell’irresponsabilità decisionale che ha caratterizzato l’università dell’autonomia. Sia chiaro: la legge, paradossalmente, lascia troppa autonomia alle università nel decidere cosa fare sulla governance istituzionale rispetto, almeno, alla legislazione di riforma introdotta negli altri paesi europei. Infatti, in Francia, Danimarca, Austria, Olanda, Portogallo, Svezia, Germania, Svizzera e Finlandia, la legge ha “imposto” agli atenei come organizzare il proprio governo interno. In Italia, invece, si è scelto di dettare dei principi generali che gli atenei possono interpretare con ampi margini di autonomia. Bello a dirsi, vero? Peccato che poi, nella realtà, si rischi davvero che gli autonomi atenei continuino a commettere gli stessi errori di prima, attuando quindi i principi di legge in modo da …

«L'ateneo fa i conti con il blocco assunzioni», di Gianni Trovati

Il peggioramento dei bilanci porta a quota 16 il numero delle università condannate alla tagliola La priorità è far ripartire il reclutamento, ma chi potrà partecipare davvero al debutto delle nuove regole? Il peggioramento dei conti accademici e l`evoluzione della disciplina sulle assunzioni escludono sempre più atenei dalla partita. La spada di Damocle più minacciosa è quella del tetto alle spese di personale, che bloccano qualsiasi nuovo ingresso (di docenti o amministrativi) nelle università che dedicano alle buste paga più del 90% del fondo ordinario. Finora il problema è stato marginale, nel 2009 sono stati in sette gli atenei fuori regola, ma il peggioramento dei conti accademici e la dinamica “naturale” dei costi del personale complicano la questione: un rapido censimento fra le università mostra che nel 2010 le sedi condannate al blocca-assunzioni sono balzate a 16, in un gruppo che abbraccia anche università di primo piano come Roma Tor Vergata, Modena-Reggio Emilia, Bari e Trieste. Uno sforamento di massa, nonostante la fuga dalle cattedre partita per evitare la tagliola della liquidazione a rate, che …

Campagna 3R per i precari dell'Università: Ricorsi, Rinnovi, Reclutamento

Parte la campagna nazionale di primavera della FLC CGIL C’è un primato tutto italiano di cui non dobbiamo andare fieri: l’Italia è il primo esportatore di ricercatori in Europa. È un dato che parla chiaro: la professionalità e la competenza dei precari della didattica e della ricerca che lavorano nelle Università vengono ogni giorno mortificate e si fa di tutto per respingerle. È un dato allarmante che dovrebbe (deve) preoccupare tutti. È per questo che insieme al Coordinamento nazionale precari dell’Università FLC CGIL abbiamo dato il via alla campagna nazionale 3R: Ricorsi, Rinnovi, Reclutamento. I temi della campagna sono il rifiuto del lavoro gratuito, la partecipazione democratica, il rinnovo dei contratti, l’accesso ai fondi e la dignità della retribuzione. Per noi, esistono solo quattro risposte possibili: restituire e dare dignità e diritti al lavoro intellettuale, aumentare la partecipazione democratica nella gestione dell’Università, garantire saperi e didattica di qualità per gli studenti, garantire la libertà della ricerca. In allegato, il manifesto e il volantino da utilizzare per diffondere l’iniziativa. Volantino Flc Cgil Campagna Nazionale 3r Precari …

"Esami spostati, lauree in forse, più tasse. L'effetto-Gelmini è il caos negli atenei", di Manuel Massimo

Non solo il blocco per l’organizzazione di didattica e ricerca. La riforma sta producendo disagi e ostacoli enormi per gli studenti che vedono cambiare all’improvviso i loro percorsi di studio. O, soprattutto, si trovano in assenza di certezze. Segnalate casi e disfunzioni. Allarmi e proteste ormai non si contano: le funzioni della ricerca (tutte), la chiamate di progettisti, associati e docenti sono bloccate. La legge – e si sapeva – ha bisogno di molteplici decreti che il governo dimentica. La Legge Gelmini, varata con l’intento di “mettere ordine” negli atenei, sta producendo situazioni caotiche fin dalla sua entrata in vigore, ormai due mesi fa. Sono gli effetti macroscopici che abbiamo raccontato nella prima puntata di questa inchiesta. Ma non si tratta di fisiologici “effetti collaterali”: l’Effetto-Gelmini sta colpendo i gangli del sistema universitario omettendo di dare risposte certe, coperture di spesa e soluzioni pratiche per i mille problemi con cui devono confrontarsi ogni giorno studenti, docenti e tutte le altre figure che animano il variegato microcosmo universitario. Le disfunzioni riguardano molteplici aspetti della vita tra …

"Grandi manovre sull’università La disfida per la guida dei rettori", di Lorenzo Salvia

Continuità o alternativa? I due fronti dopo le dimissioni di Decleva. «È come quando si sceglie la città che si prende le prossime Olimpiadi» , dice il rettore di una grande università italiana, quasi sussurrando al telefonino. E il paragone non è un complimento: «Per le Olimpiadi, il voto del Gabon vale come quello degli Stati Uniti. Per il presidente della conferenza dei rettori il voto di una piccola universitucola fondata cinque anni fa ha l’identico peso di quello un ateneo grande e con una storia secolare» . Una testa, un voto: e allora? «Il rischio è tutti vadano a caccia del voto del Gabon e dei suoi fratelli» . Proprio quello che sta già accadendo. Fra due settimane i rettori italiani sceglieranno il loro nuovo presidente. Enrico Decleva, Magnifico della Statale di Milano, lascia con qualche mese di anticipo la poltrona che occupa dal 2008. Come in ogni elezione che si rispetti il bivio è quello di sempre: continuità o cambiamento? Non si tratta di una discussione filosofica, però. La Crui, così si chiama …