Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

"La riforma è piccola, va allargata", di Mauro Ceruti

La riforma dell’università italiana è indispensabile. È cambiato il mondo rispetto a quando von Humboldt disegnò l’università della società industriale e degli stati nazionali. Con una velocità straordinaria si sono trasformati soprattutto i saperi. È quindi necessario che l’università cambi le modalità della sua organizzazione, trasmissione, produzione. Questa è la sfida per le istituzioni che hanno il compito di formare le nuove generazioni e le nuove conoscenze. E questa sì che è una sfida epocale. Ma la riforma in discussione in parlamento non ha nulla di epocale. Per questo molti opinionisti si accontentano dell’unica cosa a questo punto possibile: una piccola riforma della governance (cioè degli organismi di governo) dell’università, che ne riduca i malfunzionamenti più dannosi. Ma siamo sicuri che questo scopo sarà davvero raggiunto dalla legge Gelmini? Si è cominciato a discutere di questa legge più di due anni fa. Eravamo tutti d’accordo (governo e Partito democratico, parti sociali, Confindustria, attori dell’università…) sui quattro principi che avrebbero dovuto ispirare il nuovo disegno dell’università: autonomia, responsabilità, valutazione e merito. Ma allora ci domandiamo: perché …

"Quei ragazzi inascoltati", di Nadia Urbinati

Da settimane gli studenti sono i protagonisti della politica che non c’è, testimoni di una relazione interrotta tra partecipazione e istituzioni senza la quale la democrazia si fa dominio degli apparati contro la cittadinanza attiva. La dialettica sfiducia-consenso che sta alla base del governo rappresentativo è vitale perché le istituzioni non si chiudano al sentire della società, che si esprime anche attraverso il dissenso e le manifestazioni di piazza. Questo governo sa come manovrare intrighi e gestire affari opachi, ma non sa fare la cosa più normale e importante: tenere una relazione di ascolto riflessivo con i cittadini che fuori dalle istituzioni vogliono far sentire la loro voce a chi è stato eletto per prendere decisioni nel nome di tutti. La violenza che si è scatenata nei cortei degli studenti è stata manipolata ed usata per criminalizzare tutto il movimento, giustificare il pugno duro della coercizione e imporre il volere di chi comanda. La risposta al dissenso che questa maggioranza dei 3 voti di limpido consenso dà, è quanto di più improvvido e autoritario; è …

"La scienza al tempo della crisi Chi taglia e chi investe: Il rapporto OCSE 2010", di Pietro Greco

L’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo che raggruppa i Paesi con le economia di mercato più sviluppate, ha reso pubblico il suo nuovo rapporto sulla ricerca scientifica, la tecnologia e l’industria: Oecd Science, Technology and Industry Outlook 2010. È una delle fotografie a più alta definizione sullo stato di salute della scienza e dell’economia che si fonda sulla scienza. Il rapporto, di quasi 300 pagine, riguarda soprattutto i Paesi membri dell’organizzazione, ma il suo sguardo si allarga almondo intero. E poiché parla del settore, per definizione, più innovativo ci dice dove il mondo sta andando. Le tendenze sono quattro. Primo: c’è una divaricazione in seno all’Ocse. Alcuni tra i Paesi di più antica industrializzazione si sono trovati in difficoltà, hanno avuto problemi di bilancio e hanno diminuito le risorse destinate alla ricerca. Altri, pur vivendo le medesime difficoltà, hanno fatto una scelta opposta. E per uscire dalla crisi hanno aumentato gli investimenti in ricerca. Lo hanno fatto Stati Uniti e Corea del Sud, ma anche anche alcuni Paesi europei come Germania, Svezia e …

Ddl Gelmini: Ghizzoni (Pd), pronti a riprendere battaglia alla Camera

“La gatta frettolosa fa i gattini ciechi…Lo avevamo detto che la fretta non si può conciliare con la necessità di discutere un testo complesso. Ora siamo prontissimi a riprendere alla Camera la nostra battaglia contro questo provvedimento, inadeguato per le esigenze delle nostre università e dannoso per le sue conseguenze”. Lo ha dichiarato Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd nella commissione Cultura di Montecitorio.

Gelmini e Aimi, ovvero l’intolleranza verso chi protesta

L’on. Ghizzoni commenta le dichiarazioni del consigliere regionale del Pdl. “L’intervista della Gelmini alla Stampa fa il paio con l’esilarante richiesta avanzata dal consigliere Aimi del Pdl. Non potendo chiedere arresti preventivi, come ha fatto il suo amico Gasparri, Aimi si limita a chiedere alla giunta di Modena di prendere le distanze, sempre in maniera preventiva, dalle possibili manifestazioni studentesche contro la riforma Gelmini. Ma si rende conto, il consigliere Aimi, che il Comune è un’Istituzione e non un partito politico? Ha presente la differenza? Non riesce ancora a distinguere? Ma poi da cosa dovrebbe prendere le distanze il Comune? Dai ragazzi di questa città? Faccia un favore, Aimi: prenda lui le distanze da quella controriforma spacciata per riforma, magari dopo aver ascoltato cosa le ragioni di chi la sta contestando nel merito e non per ragioni ideologiche. E provi ad avere un po’ più di rispetto per questi ragazzi invece di definirli con disprezzo “rivoluzionari” con la paghetta di papà. Si stanno battendo per il loro futuro, visto che il governo non se ne …

Università: Pd a Gelmini basta con testarde chiusure ideologiche

Ghizzoni: il ministro sbaglia a liquidare proteste a fenomeno di ordine pubblico. “Con quale senso di responsabilità il ministro Gelmini dichiara che chi protesta sta insultando il governo?” Se lo chiede la capogruppo democratica nella commissione Cultura di Montecitorio, Manuela Ghizzoni, commentando l’intervista che il ministro dell’Istruzione ha rilasciato oggi a la Stampa. “Forse – prosegue – è quello stesso senso di responsabilità che la porta a dire che in questi due anni sul ddl c’è stato un ampio confronto. Non è così ed è la storia di questo provvedimento che racconta la chiusura con cui il governo ha condotto il rapporto con le forse politiche e le componenti universitarie. Non hanno ascoltato nessuno e lo dimostra il fatto che in Parlamento tutte le nostre proposte di riforma non sono mai state prese in considerazione del governo: dall’autonomia alla responsabilità degli atenei, dalla valutazione alla premialità del merito. In ogni caso – conclude – stupisce che alla vigilia di una grande manifestazione studentesca il ministro perseveri nell’atteggiamento di testarda chiusura ideologica e liquidi le proteste …

Appello del Partito Democratico

I gravi incidenti dello scorso 14 dicembre a Roma, hanno lasciato sul terreno troppi feriti, troppi danni e la necessità di una doverosa riflessione su cosa stia succedendo, alle nuove generazioni del nostro Paese, nel rapporto tra protesta politica e violenza. E’ una riflessione necessaria perché l’Italia non può permettersi il rischio di cadere in una nuova spirale di violenza e di terrore, come è avvenuto in un passato non troppo lontano, e di cui tutti conoscono i drammatici esiti. Due sono i beni irrinunciabili in gioco. Da una parte la certezza che nessuna concessione debba essere fatta, né ora né mai, all’uso della violenza come forma di contestazione. Dall’altra il diritto costituzionale a manifestare, in maniera civile, a sostengo delle proprie idee e convinzioni. Siamo in un momento di grande difficoltà: specie i giovani percepiscono con grande preoccupazione e rabbia l’incertezza del loro futuro. Noi dobbiamo evitare che l’incertezza e la rabbia si trasformino in violenza. Ed è questo un compito della politica, che deve dare risposte. Lo ribadiamo: il diritto di tutti a …