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"Ragazzi, date una lezione a chi vi minaccia", di Marco Rossi Doria

Mercoledì il Parlamento andrà alla votazione finale sulla legge universitaria. A pochi giorni dal 14 dicembre migliaia di persone di nuovo protesteranno. C’è di che preoccuparsi. Per quel giorno e, ben più in generale, per il clima nel Paese. In particolar modo, per quello tra generazioni che, come per tanti insegnanti, è stata la mia ragione di lavoro e di riflessione per molti anni. Non ho voglia di fare appelli né sermoni o rimbrotti. Perché penso che questo sia il tempo di ragionare, con passione civile. Nel farlo non penso affatto che ci si debba rivolgere solo ai giovani. Penso, invece, che ci si debba rivolgere a tutti e, dunque, a se stessi e agli altri. A tutti i cittadini. Che abbiano quindici, diciotto, venticinque o trenta anni o quaranta o sessanta o ottanta. In questa riflessione comune si deve partire – in primo luogo – dal riconoscere una cosa del tutto evidente, che ha cambiato il paesaggio sociale, politico e umano nel quale siamo chiamati a vivere. E che è questa: noi persone «più …

"Scuola, istigazione a resistere per continuare ad esistere", di Mila Spicola

“Vieni a Marsala per un dibattito sulla scuola con studenti, precari, docenti e genitori un pomeriggio di questi?” “Certo che sì, vengo il 14 dicembre”. L’invito è della coordinatrice del circolo del pd di Marsala, insegnante di latino, “compagna di lotta”. Si può usare questo termine? Mi piaceva l’idea di essere a Marsala a ricercare l’unità d’Italia giusto in quel giorno. E così mi ritrovo sul pullman preso di corsa dopo scuola ma bloccato in mezzo al traffico dagli studenti. “Fanno bene” per fortuna intorno riconosco simili. Siamo con le orecchie incollate alla radio, l’autista alza il volume. Sono le 13.30 del 14 dicembre 2010. Abbiate sfiducia… Tre voti. Lancio un ‘ imprecazione a voce così alta che se fossi stata una mia alunna mi sarei beccata una nota. Intanto Palermo è davvero bloccata: il porto, l’aereoporto, la stazione. Lo dice la radio.“Devono stare attenti questi ragazzi”. Lo dice l’autista. Non siamo tanti su quel bus e ognuno di noi pensa a voce alta, non parliamo tra noi. “Questo perché poi li rivotiamo, ecco perché”. …

"Ddl Gelmini, un mostro chiamato riforma", di Walter Tocci

Sciolgo volentieri il dubbio di Tommaso Nannicini sul giudizio del Pd in merito al ddl Gelmini. Esso incide con forza nella direzione sbagliata e rientra sicuramente nel caso c) della sua tavola dei giudizi. A parole promette valutazione, nei fatti produce solo burocrazia. È un tipico esempio del format berlusconiano delle leggi-manifesto che in 15 anni hanno prodotto ottimi slogan mediatici e aggravato i problemi, come è sotto gli occhi di tutti. Il testo è composto di 171 norme, che diventeranno più di 500 con le deleghe e richiederanno 1000 regolamenti attuativi e ben 47 decreti del governo. I professori passeranno le loro giornate a scrivere regolamenti e a interpretare le nuove norme, d’altronde non avendo soldi per la ricerca potranno dedicarsi a tempo pieno alla burocrazia. Le università saranno bloccate per almeno due anni a metabolizzare l’indigestione legislativa. Anche la legge Moratti venne presentata come la riforma epocale della meritocrazia. Le degenerazioni dei corsi e delle sedi sono cominciate proprio mentre si approvava quel provvedimento, passato come acqua fresca sui difetti dell’accademia. E certo …

"Uniti oltre il senato", di Roberto Ciccarelli

I ricercatori anti-riforma continueranno a rifiutarsi di insegnare gratuitamente. Le proteste contro la riforma Gelmini dell’università non termineranno con la sua approvazione al Senato. I ricercatori manterranno la loro indisponibilità ad insegnare gratuitamente e non escludono di adottare altre forme di dissenso quando la riforma verrà tradotta in regolamenti e decreti. Quelli di Tor Vergata hanno nel frattempo espresso la loro indignazione «per il vergognoso trattamento subito da tutti i fermati» durante la manifestazione di martedì a Roma, insieme alla solidarietà per Gerardo Morsella, matematico trentasettenne, anche lui fermato ingiustamente e poi rilasciato. «Penso che quella di martedì sia stata un’enorme esplosione di indignazione – afferma Alessandro Ferretti, fisico e membro della rete 29 aprile – catalizzata dalla contigente e indegna votazione sulla fiducia al governo, ma anche da anni di malgoverno e dall’insofferenza per la pessima distribuzione della ricchezza e del lavoro nel nostro paese. Spero che i giovani non restino abbacinati dalla sensazione liberatoria dovuta allo sfogo di una rabbia repressa e continuino a mobilitarsi con la stessa forza e maturità che hanno …

"Presentati 500 emendamenti. E spunta l'ipotesi «fiducia»", di Roberto Ciccarelli

Scuole e università sono in fibrillazione. La Flc CGIL annuncia nuovi tagli che penalizzano il Sud e la Campania mentre gli atenei si schierano coi ricercatori mortificati dal Ddl Gelmini. L’ansia del governo di approvare il disegno di legge Gelmini al Senato prima di Natale lo ha spinto ad interrompere l’analisi dei 500 emendamenti presentati dal Pd in commissione cultura e a non rinnovare al finiano Giuseppe Valditara il mandato da relatore. La commissione ha esaminato solo una trentina di emendamenti, pari a poco più di 5 per cento del totale. Alle cinque del pomeriggio di ieri la discussione si è arenata al secondo articolo del provvedimento e il presidente della commissione Guido Possa (Pdl) ha deciso di interrompere i lavori. A quel punto il Pd ha proposto una mediazione per convincere la maggioranza ad esaminare un ristretto numero di emendamenti e a concordare qualche risorsa in più per il diritto allo studio e per i concorsi riservati ai ricercatori. Il governo ha però blindato le porte, rinviando la discussione a lunedì alle 11 quando …

Università, scontro al Senato: Pd e IdV presentano 500 emendamenti

E’ scontro al Senato sulla riforma universitaria che andra’ in aula da lunedi’ prossimo 20 dicembre con voto finale previsto per mercoledi’ 22 dicembre. Sono stati, infatti, presentati da Pd e Idv alla Commissione istruzione circa 500 emendamenti che difficilmente potranno essere esaminati entro lunedi’. L’ostruzionismo dell’opposizione e’ una forma di protesta per la decisione della conferenza capigruppo di accelerare sull’approvazione finale della contestata riforma universitaria prima di Natale. Pd e Idv chiedevano un esame piu’ lungo del provvedimento che e’ stato largamente modificato dalla Camera. www.unita.it

"Il senso del traditore", di Ferdinando Camon

Mai come in questi giorni è risuonata, in tv e sui giornali, la parola «tradimento». Pare che molti nostri parlamentari siano traditori: traditore chi è passato adesso da sinistra a destra, chi è passato in precedenza da destra a sinistra, o da destra e sinistra al centro. «Tradimento» è un concetto polivalente. Fatalità, sul più diffuso quotidiano nazionale si leggeva proprio ieri la citazione di un generale tedesco, che alla fine della Seconda guerra mondiale ha dichiarato: «Non so chi vincerà la terza guerra mondiale, ma so chi la perderà: colui che si alleerà con l’Italia, perché l’Italia lo tradirà». Ecco, partirei da questo concetto: l’Italia, nella Seconda guerra mondiale, ha tradito la Germania. Contesto in toto questo giudizio. È un giudizio che va capovolto. L’Italia è entrata in guerra (sbagliando, perché la guerra, quella guerra e tutte le guerre, sono, come qualcuno aveva pur detto, «un’inutile strage») insieme con un alleato, contro un nemico, per un traguardo. Pochi mesi dopo tutto era cambiato: alleato, nemici, traguardo. L’alleato aveva allargato a dismisura il fronte dei …