Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

"Un casco giallo per proteggere la scuola" Intervista a Sofia Sabatino* di Giulia Tosoni

Le macerie lasciate dai ministri Gelmini e Tremonti ingombrano la scuola italiana. Ma gli studenti sono intenzionati a ‘ripulire’ tutto, senza dar tregua a un governo che non sopporta la democrazia.. Gli studenti delle scuole hanno partecipato alle proteste contro la riforma dell’università. Ora che il voto finale al Senato è stato rimandato a dopo il 14 dicembre tornerete sui banchi? Gli studenti medi sono scesi in piazza a fianco degli studenti universitari per protestare contro il ddl Gelmini, che è una pietra tombale per l’università italiana, poiché vuole creare un’università non più pubblica e accessibile a tutti, ma indirizzata dai privati e fruibile soltanto da chi ne ha le possibilità economiche. In realtà, però, le proteste degli studenti quest’anno sono partite molto presto, al suono della prima campanella. Da quattro mesi gli studenti delle scuole scendono in piazza, si mobilitano, organizzano occupazioni e autogestioni. Non soltanto contro la riforma universitaria, che grazie alle nostre battaglie è stata rimandata, ma perché questo governo ha deciso di distruggere tutto il sistema pubblico di istruzione e ricerca, …

"L'Italia, la scuola, la politica e il futuro. Lo sguardo obliquo di un 18enne per caso", di Mila Spicola

E’ l’estate dei morti, il due novembre, mi ritrovo su un terrazzino di Mondello a chiacchierare con Roberta Torre, palermitana d’adozione, della Sicilia, di Palermo, del suo film, delle morte stagioni, del periodo della speranza, della presente e viva e del suo rumore ormai insopportabile, del futuro: già, quale futuro? A chi tocca ridefinirlo? Forse a noi? Le difficoltà: cosa vuol dire tornare,vivere, andare via da questa città. Si parla di rifiuti soprattutto, ma ci rifugiamo tra gli angeli. Angeli, sì: sul terrazzino c’è anche Tommaso, neo18enne figlio della regista e del mitico Franco Maresco/cinico tv, che traffica con la madre e con del fil di ferro, ovatta e vinavil. “Dai mamma, le ali”, cerco di rimanere seria e non mi accorgo che loro lo sono, serissimi. Tommaso sta preparando i costumi per un cortometraggio. Non si scherza, niente dilettantismi. Tra l’altro Tommaso Maresco è l’autore delle musiche dell’ultimo film di Roberta, I baci mai dati, presentato a Venezia e in uscita tra qualche settimana, dopo Natale. Eppure tra il filo, di ferro, e la …

"Questa povera scuola", di Ilvo Diamanti

Un disagio profondo e generalizzato. Che va ben oltre i contenuti della riforma Gelmini. Un disagio che riguarda lo stato del sistema scolastico, che appare in profondo e continuo degrado, da molto tempo. Ecco cosa c´è al fondo della protesta degli studenti. Il rinvio del voto al Senato, in attesa della fiducia (o della sfiducia) al governo, il prossimo 14 dicembre, non ha fermato la protesta contro la riforma dell´Università, firmata dal ministro Gelmini. In molte città, le occupazioni continuano. Nelle sedi universitarie ma anche nei licei e negli istituti superiori. Non intendiamo entrare nel merito della riforma, ma valutare il sentimento verso le politiche del governo, sull´università e sulla scuola. Parallelamente, ci interessa l´atteggiamento della popolazione nei confronti delle manifestazioni e delle polemiche che, da settimane, agitano il mondo studentesco. A questi argomenti è dedicato il sondaggio dell´Osservatorio sul Capitale Sociale di Demos-Coop, condotto nei giorni scorsi. I dati suggeriscono che, al fondo della protesta, vi sia un disagio profondo e generalizzato. Che va oltre, ben oltre i contenuti e i provvedimenti previsti dalla …

Il mio nome è Bondi. La mia missione: tagliare la cultura

Il ministro Bondi forse riuscirà a non essere sfiduciato. Ma il suo fallimento è davanti agli occhi di tutti. A guardarlo sembra così innocuo, forse troppo sensibile da risultare indifeso. Chi è veramente il ministro Bondi? Un ministro che ha disastrato la Cultura italiana o un poeta che si è trovato al posto sbagliato, nel momento sbagliato ed è riuscito a salvare il salvabile? L’apparenza inganna questo è poco ma sicuro. Chissà se il Parlamento procederà a votare il voto di sfiducia contro il ministro dei Beni culturali. Programmato per il 29 novembre scorso, è slittato per far approvare la distruzione dell’università pubblica e quindi rinviato alle calende greche dopo che la maggioranza ha deciso di anticipare le vacanze di Natale della Camera dei deputati per non essere sconfitto prima della prossima richiesta di fiducia fissata al 14 dicembre. Insomma per Bondi una vera boccata d’ossigeno che potrebbe essere davvero salutare nel caso in cui Giove pluvio si dimenticasse dell’Italia e facesse smettere di piovere. Pompei abbandonata all’incuria, mal gestita dal ministero e dalla Protezione …

“Gli aiutini per legge a mister Cepu e alle casse dei partiti”, di Sergio Rizzo

Non è vero che con la riforma dell’università ci rimettono tutti. C’è qualcuno che ci guadagna: sono gli atenei «telematici», le università che laureano a distanza, le quali potranno accedere alla quota di fondi destinata agli istituti non statali «in base al merito». Non una distribuzione a pioggia, sia chiaro. Deciderà il ministero, sulla base delle indicazioni di «consulenti». Ma che questa sia altra benzina sul fuoco non c’è ombra di dubbio. Anche perché, dice Walter Tocci, dal ministro Mariastella Gelmini starebbe arrivando un altro «regaluccio» a queste università. E ben più grosso. Il deputato del Pd ha denunciato che nella bozza di decreto «per la programmazione» inviato dal ministro alla Conferenza dei rettori per il parere di rito c’è una norma che consente alle «telematiche» di trasformarsi su loro proposta in «normali» università non statali (come la Bocconi). Tanto basta a Tocci per individuare il principale beneficiario di questa metamorfosi: «Il Cepu, che potrebbe entrare nel sistema universitario trasformando la sua telematica E-Campus in università non statale autorizzata a svolgere sia didattica a distanza …

"Gli studenti europei uniti contro i tagli", di Nadia Urbinati

La prima pagina del New York Times del 1° dicembre portava la stessa fotografia della prima pagina di Repubblica: quella che riprende lo scontro tra gli studenti di Bologna e la polizia. la foto a colori lascia intravedere del sangue sullo scudo di un poliziotto. Segno di una tensione non epidermica. In diversi Paesi europei questi mesi autunnali sono stati segnati da proteste e manifestazioni che hanno visto come protagonisti gli studenti. In Francia come in Grecia o in Spagna e in Inghilterra. L´Italia segue a ruota. In tutti i casi l´elemento centrale dei movimenti è stata la denuncia di riforme che minano alla radice il futuro vicino e remoto dei giovani. Lo minano in due sensi: perché mettono in discussione l´eguale opportunità di avere una formazione qualificata, riducendo con ciò le possibilità dei giovani di competere per un´occupazione che non sia un lavoro quale che sia per un misero salario; e perché mettono a repentaglio la solidarietà intergenerazionale (cosa che è già iniziata nel nostro Paese) con proposte di riforma della previdenza che penalizzeranno …

"La riforma Gelmini va in soffitta. Voto dopo la fiducia. Chissà", di Alessandra Rubenni

«Se Berlusconi e il suo governo non avranno la fiducia, allora non se ne discuterà più». Anna Finocchiaro esce vittoriosa dalla riunione dei capigruppo in Senato, dove alla fine di una dura battaglia è stata l’opposizione a spuntarla. Il voto di Palazzo Madama sulla riforma dell’università – già fatta passare alla Camera mentre le proteste degli studenti paralizzavano l’Italia intera – slitta a dopo il voto di (s)fiducia. Un posticipo che fa tremare forte il testo Gelmini, seppure non è detta l’ultima parola. Perché, nel caso in cui il centrodestra trovasse i numeri per sopravvivere alla data fatidica del 14 dicembre, Futuro e Libertà potrebbe contribuire in modo determinante all’approvazione della riforma. La calendarizzazione del ddl ci sarà dopo il 14, «ammesso che il governo sia ancora nelle sue funzioni », ha annunciato la presidente dei senatori Pd, che subito dopo il voto alla Camera aveva lanciato l’aut aut al governo, chiedendo il rinvio del voto al Senato sul decreto Gelmini, pena il venir meno dell’accordo per arrivare al varo della legge di stabilità nei …