Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

"Chi sono, e cosa vogliono, i lavoratori della conoscenza", di Roberto Ciccarelli

Sergio Bologna a “Molecole”: siamo in presenza di una generazione iperpreparata, è il mercato che non ha nulla da offrirle. Il problema di questo miserabile capitalismo italiano è che non abbiamo mecenati interessati alla ricerca e allo sviluppo. “Abbiamo difeso il lavoro altrui, noi che operai non eravamo – ha scritto recentemente –. Oggi dobbiamo difendere il lavoro cognitivo, il nostro lavoro, il lavoro intellettuale, più disprezzato e umiliato di quello manuale”. Con questa convinzione, Bologna segue da tempo le attività di Acta, l’associazione dei consulenti del terziario avanzato ( www.actainrete.it ), collaborando alla stesura del ” manifesto del lavoro autonomo “. “Come molte altre associazioni in Inghilterra o negli Stati Uniti – spiega – Acta, per la quale curo i rapporti internazionali, denuncia le forti disparità di carattere previdenziale, fiscale, informativo e culturale del lavoro della conoscenza indipendente rispetto al lavoro dipendente e chiede nuove forme di welfare”. Chi sono oggi i lavoratori della conoscenza? C’è un po’ di confusione su questa espressione. Sono ormai molte le categorie ad usarla. I lavoratori della scuola …

"Confindustria e università", di Francesco Sylos Labini

Negli ultimi tempi il quotidiano di Confindustria, il Sole24Ore, ha prestato notevole attenzione alla vicende legate alla riforma universitaria e al ddl Gelmini. Il vicepresidente per l’Education della Confiundustria, Gianfelice Rocca, in un recente articolo su La Stampa ci informa che non si sono per il momento viste sul tavolo riforme migliori e che “ipotizzarle adesso significa in pratica bloccare l’unica riforma concretamente realizzabile. Una riforma che presenta forti punti di contatto anche con quella presentata dal Pd l’anno scorso, a partire dai meccanismi di reclutamento e governance“. Reclutamento e governance sono infatti due punti cardine della riforma Gelmini. Per quanto riguarda il primo, abbiamo visto com’è andata. Nell’indigestione di tagli, si è alla fine capito che si è esagerato e dunque sono stati promessi 9000 posti di professore associato, soprattutto per tranquillizzare i ricercatori, o almeno per dividerli. Tentativo per il momento naufragato per mancanza del vil denaro. Ma anche tentativo maldestro, senza nessuna strategia, né nel breve ma neppure nel lungo periodo, ed improvvisato all’ultimo momento. Per quanto riguarda la governance, siamo sempre …

Università, Pd: 1 miliardo in emendamento? Non sono soldi aggiuntivi

Ghizzoni: attendiamo che gli auspici di Tremonti si tramutino in legge. “Deve essere chiaro che non si tratta di soldi aggiuntivi, ma di una marcia in dietro sul taglio contenuto nella legge di stabilità che avrebbe condotto la metà degli atenei italiani a portare i libri in tribunale”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni commenta l’annuncio del ministro Tremonti che oggi nella conferenza stampa del Cdm ha detto che nell’emendamento potrebbe esserci un miliardo per le università. “Aspettiamo di verificare che i pensieri di Tremonti si tramutino in legge, in ogni caso è chiara la sconfessione delle scelte degli ultimi mesi che avevano fatto approvare al Cdm una legge di stabilità che, dati alla mano, decurtava il fondo di finanziamento ordinario di un miliardo e settantasei milioni di euro”.

"Atenei, fondi non spesi per duecento ricercatori", di Alessandra Migliozzi

Ci sono circa duecento posti da ricercatore a tempo indeterminato che gli atenei dovrebbero bandire perché hanno già ricevuto i fondi per farlo e che, invece, non vengono messi sul piatto. Ci sono circa duecento posti da ricercatore a tempo indeterminato che gli atenei dovrebbero bandire perché hanno già ricevuto i fondi per farlo e che, invece, non vengono messi sul piatto. Senza alcuna chiarezza su dove vadano a finire le risorse finora non spese. Con buona pace di quei giovani che sanno che questi bandi costituiscono l’ultimo treno per poter conquistare una posizione a tempo indeterminato nel mondo della ricerca universitaria. Con la riforma Gelmini, infatti, arriveranno i nuovi contratti a termine. I posti che stanno rimanendo nel cassetto fanno parte di quel pacchetto di assunzioni lanciate nel 2007 dell’ex ministri Fabio Mussi (governo Prodi) che volevano essere un piano di reclutamento straordinario per ringiovanire il corpo accademico. Nel 2007 sono stati messi a disposizione 1.024 posti. Nel 2008 ce ne sono stati 1.026. Per il 2009 altri 696, completamente finanziati dal Miur e …

"Università, la libertà di dire no", di Alessandro Ferretti*

Abbiamo iniziato a dire «no» a un progetto che ci vuole infinitamente ricattabili, sempre più poveri in una guerra alla quale la società italiana sembra essere stata destinata da una gestione a dir poco discutibile della crisi finanziaria iniziata nel 2008. Mi sono imbattuto in Shantaram, un romanzo di Gregory Roberts, in cui si parla della cosa migliore al mondo. Una sostiene sia il potere, un altro il denaro, il terzo vota per la libertà. Alla domanda «Ma la libertà di far che?», avanza un’ipotesi: «Non so. Forse soltanto la libertà di dire no. Se riesci a ottenerla, non hai più bisogno di nulla». Tra gli oltre 9 mila ricercatori che si sono dichiarati indisponibili a ricoprire gli incarichi della didattica non obbligatoria in 50 atenei italiani saranno in molti a riconoscersi in questa libertà. Otto mesi fa, quando la nostra protesta è iniziata nelle facoltà di scienze di Torino, Napoli e Cagliari, credevamo che il senso della nostra indisponibilità fosse legato alla pur necessaria difesa di un ruolo che ha svolto fino a oggi …

Finanziaria, Pd: basta parole, subito nuovi fondi

Ghizzoni a maggioranza: chiediamo gesto di coerenza per rilancio atenei. “Se la maggioranza e il Governo vogliono davvero sostenere il sistema universitario accolgano la sollecitazione indicata nel nostro emendamento, e insieme si costruisca la soluzione tecnica per il conseguimento di un risultato così importante per gli atenei italiani”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni dopo che oggi la commissione Bilancio, per un tecnicismo, ha dichiarato inammissibile l’emendamento ‘Tocci 1.106’, finalizzato a destinare le risorse derivanti dalla messa a gara delle frequenze televisive, liberatesi con il passaggio al digitale terrestre, al finanziamento di una serie di interventi infrastrutturali per il settore universitario. “Se è davvero una questione tecnica, e anche le forze di maggioranza sono convinte che sia una priorità ridare ossigeno alle università, bhè allora, chiediamo loro un gesto di coerenza e quindi passare finalmente dalle parole, che ne sono state dette fin troppe, agli atti concreti”.

Il Pd: «Tagliati 74 milioni per le borse di studio». Il ministero: «Solo falsità», di Alessandra Migliozzi

Per il Pd i tagli «sono evidenti». Per il ministero dell’Università la notizia «è priva di fondamento». Per il Pd i tagli «sono evidenti». Per il ministero dell’Università la notizia «è priva di fondamento». È polemica sulle borse di studio universitarie e sugli stanziamenti per coprirle messi a disposizione per il 2011. Nelle tabelle della legge di Bilancio in discussione alla Camera (la Finanziaria) si legge che per il fondo che lo Stato ripartisce fra le regioni per l’erogazione di borse e prestiti d’onore ci sono 25,7 milioni di euro per il prossimo anno, 74 in meno rispetto al 2010, come spiega anche la nota tecnica messa a disposizione dei deputati. Più in generale, è tutto il fondo per il diritto allo studio in perdita: per il 2011 lo stanziamento totale è di poco superiore ai 90 milioni di euro, 96 in meno rispetto al 2010. Le perdite più grosse si registrano sul capitolo borse di studio (-74 milioni), sui collegi universitari (-13,6) sugli alloggi (-5,6 milioni). Per il 2013 per le borse si scenderà …