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Scuola, Pd: con nuovi tagli nel 2011 libri elementari a pagamento. Botta e risposta Ghizzoni Miur

Ghizzoni: decurtato anche fondo borse di studio università. “Con un colpo secco il governo ha abolito la gratuità dei libri di testo nella scuola elementare per il 2011 e ridotto di oltre il 75% i fondi per le borse di studio nelle università. Veramente un brutto giorno per la scuola e gli atenei italiani, ancora una volta oggetto delle attenzioni vampiresche del duo Gelmini-Tremonti”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni che pone l’attenzione “sui tagli contenuti nella legge di stabilità che, per il 2011, azzerano il fondo di 103 milioni di euro per la gratuità dei libri nelle scuole elementari e tagliano di oltre il 75 milioni di euro il fondo per l’erogazione delle borse di studio che passa così da 100 milioni di euro a 25 milioni di euro. dalla Lega, che oggi ci ha aggredito in commissione per aver sollevato questi due temi, pretendiamo coerenza perché votare oggi contro tutti i nostri emendamenti che rifinanziavano questi fondi vuol dire appoggiare la politica centralista del governo che …

"Se il laboratorio diventa un ministero", di Rino Falcone

Un vero salto di qualità, di questo si tratta. In queste settimane si sta approntando un grave cambiamento strutturale degli enti pubblici di ricerca. Avevamo scritto come l’applicazione della legge delega per l’autonomia statutaria si fosse tradotta in un’irridente messa in scena. Come fosse stata negata ogni possibilità di reale auto-governo (previsto dalla Costituzione per le istituzioni di alta cultura e ricerca). Lo stesso presidente Napolitano aveva sollecitato il ministro su questo punto (con lettera dello scorso agosto). Non era ovvio perché il ministro Gelmini si fosse impegnata nell’applicazione della delega voluta dal Governo Prodi. Oggi è più chiaro. Da una parte le coercitive restrizioni sull’autonomia introdotte dal suo decreto delegato e il controllo stringente sui CdA attraverso gli esperti (aggiunti per definire gli “statuti autonomi”), hanno spento ogni capacità propulsiva dell’autonomia. Dall’altra, i rilievi agli statuti rispediti indietro dal Miur agli Enti hanno indicato il vero obiettivo del ministro. Il passaggio è storico: nei futuri enti di ricerca ci sarà un ruolo determinante (predominante, nel caso Cnr) dei direttori generali rispetto ai presidenti: in …

"Fini: «Senza risorse meglio ritirare la riforma». Ma a Bari gli studenti lo contestano", di Roberto Ciccarelli

La riforma tradita. Da Tremonti e dai suoi tagli che impediscono la carriera ai meritevoli e non mettono a disposizione posti di associato per i ricercatori. Con la chiarezza che il ministro dell’università Mariastella Gelmini non può permettersi, intervendo all’inaugurazione dell’anno accademico dell’università di Foggia il presidente della Camera Gianfranco Fini ha onestamente riconosciuto «che i tagli non sono sopportabili, senza fondi si tradisce lo spirito della riforma dell’università, a quel punto è meglio ritirarla». La prima uscita ufficiale dopo la riunione dei capogruppo alla Camera del 13 ottobre che ha deciso di accantonare il disegno di legge Gelmini in attesa di un suo finanziamento, il leader di Futuro e Libertà si è preparato ad incassare una vittoria annunciata. «Tremonti – ha ribadito Fini poche ore dopo a Bari dove è stato contestato dagli studenti di Link a suon di vuvuzelas – si è impegnato nel reperire risorse e io non posso fare altro che esprimere l’auspicio che questo accada». L’auspicio verrà realizzato quando il ministro dell’Economia elargirà l’obolo all’università nel milleproroghe. Potrebbe essere di …

Università, Pd: ddl Gelmini va modificato radicalmente, basta stagione dei tagli

Ghizzoni a Futuro e libertà : dopo parole di Fini più coraggio e coerenza per rilancio atenei. “L’università ha bisogno di una riforma ma non del ddl Gelmini che deve essere modificato radicalmente anche per abbandonare, una volta per tutte, la stagione dei tagli e rilanciare un piano di investimento per gli atenei”. Lo chiede la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni che auspica che “dopo le parole di Fini, il gruppo di Fli si comporti con coerenza e coraggio, non com’è accaduto solo pochi giorni fa quando, per rispondere a un ‘ordine di scuderia’, hanno ritirato tutti i loro emendamenti al ddl Gelmini che avrebbero potuto mettere in difficoltà la maggioranza. Abbiamo detto sin dal principio che senza soldi e con nuovi tagli non si può riformare l’università, apprezziamo che questa nostra posizione stia trovando sempre più consenso anche dentro la maggioranza. Dopo la sessione di bilancio in commissione si potrebbe trovare un nuovo clima per modificare radicalmente il ddl Gelmini e dare risposte alle vere problematiche degli atenei”. ****** …

"Cala il sipario sul diritto allo studio", di Federica Laudisa

Il fondo che finanzia le borse di studio per gli studenti universitari scenderà nel 2011 a 70 milioni di euro dagli attuali 96 milioni, tornando più o meno sui livelli del 1998. In Francia e in Germania la spesa annua per il sostegno agli studenti è di 1 miliardo e 400 milioni. E mentre in altri paesi il pacchetto di aiuti è uniforme su tutto il territorio nazionale, per gli universitari giovani i criteri di ammissione alle borse variano di Regione in Regione e talvolta anche all’interno di una stessa Regione. Perché nessuna voce si leva in difesa del diritto allo studio? Il diritto allo studio universitario sembra destinato a scomparire nell’imminente futuro nel quasi assoluto silenzio generale. Non c’è nessuna associazione pronta a tentare di salvarlo dall’estinzione. Nemmeno la voce degli studenti – che pure si unisce al coro di protesta di ricercatori e docenti sulla riforma Gelmini e sui tagli al Fondo di finanziamento ordinario – appare forte e compatta su questo punto. L’ala destra della rappresentanza studentesca si smarca perché anche in …

Istat, la protesta dei ricercatori:«Il governo ci taglia altri 60 milioni», di Maria Grazia Gerina

Giornata mondiale della statistica. Ma in Italia c’è poco da festeggiare. L’ultimo regalo del governo alla statistica italiana è un taglio, non ancora ufficiale, da sessanta milioni di euro. Palazzo Chigi lo avrebbe inserito tra le tabelle del piano di stabilità. E se fosse confermato l’Istat perderebbe circa un terzo del suo attuale bilancio (150 milioni). «Come dire, tutti a casa e addio statistica pubblica », spiegano i ricercatori che dal primo mattino, davanti alla sede Istat di via De Pretis, si preparano a contestare gli «sgraditi» ospiti. «Brunetta più Gelmini uguale zero futuro », recita lo striscione rosso che srotolano dal tetto dell’edificio, in attesa dei ministri dell’Istruzione e della Funzione Pubblica. Maria Stella Gelmini e Renato Brunetta, invitati dalla presidenza dell’Istituto a prender parte ai festeggiamenti, alla fine, in viaDePretis non si sono fatti vedere. Evento «liberato» dalla loro «sgradita presenza », rivendicano i manifestanti: «se si fa ancora statistica pubblica in Italia è nonostante loro e non grazie a loro».Da statistici i cartelli che sollevano e i volantini che distribuiscono ai passanti …

"L'università va sostenuta non umiliata", di Ezio Pelizzetti*

Illustre Presidente, mi permetto di rivolgermi direttamente a Lei conoscendo la sua attenzione rispetto a tutte le eccellenze italiane. I contenuti di questo breve scritto sono in parte gli stessi che alcuni mesi fa l’Università di Torino illustrò in una lettera al ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca. Siamo certi che il Ministro abbia preso nella debita considerazione le nostre riflessioni anche se – certo in ragione dei suoi onerosi impegni – non ha avuto finora modo di risponderci. Ci è parso quindi opportuno e doveroso segnalare anche a Lei alcuni elementi di valutazione per fare chiarezza soprattutto su una certa superficialità mediatica (che assume a volte i toni di un’offensiva campagna di stampa) con la quale spesso vengono affrontati i problemi dell’Università italiana, e che è a sua volta causa di disagio e sofferenza per chi nell’Università ben opera e di deplorevole equivoco per l’opinione pubblica. E’ sintomatico in questo senso l’uso distorto e acritico che viene fatto delle classifiche internazionali di valutazione degli Atenei, le quali vedono spesso assai penalizzate le Università italiane, ma …