Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

"Caro ministro, non ci faccia fuggire dalle università", di Francesca Coin *

CARO ministro Gelmini, sono una ricercatrice di Cà Foscari, insegno sociologia. Mai avrei pensato di scriverle sino ad oggi, ma la situazione è grave. Mi perdoni se per un istante le parlo apertamente. Ho due anni meno di lei e sono rientrata in Italia nel 2008 dopo aver trascorso il resto degli anni 2000 negli Stati Uniti. Quand’ero un Ph. D. student negli States con molti docenti c’era un rapporto di amicizia. Nel mio Dipartimento c´erano molte donne, young faculty, associate o full professors. Il reclutamento di nuovi docenti era un processo in cui erano coinvolti tutti, anche i graduate students avevano potere decisionale. Tra le tante cose che valutavamo c´era l´età del candidato, perché più l´Università è giovane e più è viva. Ricordo che al mio arrivo come studente di dottorato al primo anno avevo trovato ad attendermi all´aeroporto il direttore del Dipartimento. Amava gli studenti perché credeva rappresentassero il futuro e voleva che fossimo tutti nelle condizioni migliori per lavorare. Ricordo che a lezione gli undergraduates non avevano timore di porre domande, che …

"Salviamo l'Università, tutti insieme, vendendo le frequenze televisive", di Pierluigi Bersani

Caro direttore, spesso tra le parole e i fatti c’è un abisso. Il governo ne ha dato tante prove ma si è proprio superato con il disegno di legge sull’università. È stato presentato come il trionfo della meritocrazia. Avrebbe il nostro plauso se davvero fosse così. Noi stessi siamo interessati ad introdurre innovazioni anche dopo la nostra stessa esperienza di governo. La realtà è purtroppo ben diversa. Il testo introduce circa cinquecento nuove norme che dovranno essere attuate mediante circa mille regolamenti negli atenei. È un monumento alla burocrazia. I professori passeranno le loro giornate a districarsi nel pantano normativo già oggi molto appesantito. Ciò spingerà gli atenei a diventare uguali tra loro, secondo lo standard imposto per legge. Mentre la politica del merito dovrebbe fare esattamente il contrario, cioè promuovere le differenze, incoraggiare gli innovatori e penalizzare chi non merita. A tale scopo bisognerebbe eliminare burocrazie inutili e affidare la regolazione del sistema alla valutazione dei risultati. Ma proprio questa è mancata finora. A metà del suo mandato il ministro Gelmini non è ancora …

Università, Ghizzoni: Vogliamo una riforma che valorizzi il merito

Il capogruppo Pd in commissione Istruzione e Cultura: “Facciamo ciò che il centrodestra non fa né a Roma né a Modena: ascoltare le ragioni di chi nell’università studia e lavora” «Oggi è stata una grande giornata di mobilitazione per tutto il mondo dell’università. Davanti a Montecitorio si sono radunate centinaia di persone studenti, ricercatori, precari, docenti, semplici cittadini,contrarie alla finta riforma dell’ università firmata Gelmini. Questa la ragione per cui, con grande rammarico, il segretario Bersani e io non possiamo partecipare al congresso di Modena. Abbiamo voluto essere in piazza innanzitutto per dire no a un decreto legge che, anche emendato, resta iniquo e del tutto inefficace rispetto ai nodi veri dell’università. Un decreto al quale il governo ha fatto mancare la copertura finanziaria laddove tentava, timidamente, di dare una risposta alle richieste dei ricercatori. Il nostro no a questa finta riforma non è certo motivato da una volontà di conservare lo stato di cose presente, come qualcuno ha voluto maliziosamente insinuare. Non siamo noi i conservatori ma quelli che vogliono cambiare tutto per non …

Università, riforma senza risorse

La riforma dell’università si impantana nel nodo delle risorse. Una nota di pochi giorni fa dell’ufficio del coordinamento legislativo del ministero dell’economia, cui si unisce quella della Ragioneria dello stato arrivata ieri in commissione bilancio alla camera, arrestano, per ora, il cammino del disegno di legge sull’università. E vista l’incognita sulla copertura economica, la conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha deciso di spostare il dibattito a domani, se la commissione di merito avrà terminato l’esame. Ma sembra ormai scontato che la discussione sul testo di legge andrà a dopo la sessione di bilancio, e quindi tra oltre un mese. Sul parere del bilancio quindi ha pesato la stroncatura della ragioneria generale dello stato, in particolare sull’annoso tema dei ricercatori e sull’emendamento che prevedeva un piano di concorsi tra il 2011 e il 2016 per 9 mila di loro per il passaggio al ruolo di associati per i quali non c’è copertura economica soprattutto a decorrere dal 2012. L’emendamento prevede l’istituzione di un Fondo per la valorizzazione del merito accademico finalizzato alla chiamata di 1.500 professori …

Tocci: Il Pd libera l'università' dal ricatto del governo

E’ sospeso l’esame del disegno di legge per l’università. Riprenderà solo dopo la sessione di bilancio e comunque non prima di dicembre, per poi andare al Senato in terza lettura. Domani non ci sarà neppure l’inizio del dibattito. La conferenza dei capigruppo ha confermato il programma già stabilito su richiesta del PD. La scomposta iniziativa della Gelmini ha messo inutilmente in tensione il mondo universitario facendo perdere tanto tempo in discussioni inutili sul calendario. Che questo fosse l’unico metodo da seguire era già stabilito dal buon senso e dal rispetto dell’articolo 81 della Costituzione, ma ora la dimostrazione più eloquente è venuta proprio dalla brutta figura del ministro sull’emendamento per i concorsi da associato, al quale il Ministero dell’Economia ha dato parere negativo in commissione Bilancio. Il contrasto fra Tremonti e Gelmini conferma che avevamo ragione noi, che perfino il governo non riesce a lavorare se prima di approvare le norme non si definisce il quadro finanziario. Ora l’università è libera dal ricatto del governo che aveva imposto l’approvazione della legge come condizione di una …

Università, Pd: maggioranza in tilt, salta discussione generale di venerdì

Ghizzoni: adesso vedremo se ci sono veramente le risorse “Sulla riforma la maggioranza va in tilt e salta anche la discussione generale del ddl Gelmini prevista per venerdì: tutto l’esame avverrà dopo la sessione di bilancio”. Lo rende noto la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Manuela Ghizzoni dopo l’ ufficio di presidenza di questa sera della VII commissione di Montecitorio.”E un fatto positivo, aggiunge, “perché ci darà del tempo per verificare la certezza delle risorse e consentirà a tutte le forze politiche di modificare, anche in profondità, i punti più critici di questa riforma che giudichiamo fortemente centralistica, che non risponde alle esigenze degli studenti e che non garantisce la valorizzazione del personale universitario strutturato e precario. D’altronde anche dal dibattito in commissione era emersa l’insofferenza di larghi settori della maggioranza, come dimostra la sintonia su molti emendamenti sui punti più critici. Era solo il governo ad incaponirsi per un esame sprint”.

Università, Pd: rinvio ddl a dopo sessione di bilancio è scelta saggia

Ghizzoni: vogliamo sapere con esattezza quanto il governo investirà “La capigruppo ha fatto la scelta più saggia anche alla luce della netta bocciatura della Ragioneria dello Stato che ha criticato fortemente il ddl Gelmini per l’assenza di adeguate coperture finanziarie. La discussione a dopo la sessione di bilancio permetterà infatti di capire esattamente quanto il governo intende restituire ed investire sull’università. Anche se il siparietto di Tremonti e Gelmini, che solo poche settimane fa annunciavano ‘nuove risorse’ per gli atenei, resta ancora impresso nelle nostre menti e non ci fa bene sperare visto che quelle risorse, come dimostra il parere della Ragioneria, non sembrano nella disponibilità del Governo. Mentre il taglio di 1 miliardo 350 milioni di euro al fondo di finanziamento ordinario dell’università è una cruda realtà scritta nei bilanci dello Stato” .Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni commenta la decisione della capigruppo di Montecitorio di far slittare a venerdì la discussione del ddl Gelmini, ma di rinviarne i voti a dopo la sessione di bilancio. Roma, 13 …