Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

"Alma Mater Il rettore apre ai ricercatori. Slitta l’inizio delle lezioni", di Chiara Affronte

Slittamento dell’avvio dell’anno accademico al 5 ottobre. È questa la proposta che il rettore Ivano Dionigi farà questa settimana. Oggi lo riferirà ai presidi di facoltà, giovedì al Crui (la conferenza dei rettori delle Università) e venerdì al senato accademico. Una «proposta unilaterale», come lui stesso l’ha definita ieri mattina durante un incontro con quattro rappresentanti dei ricercatoti, che poi nel pomeriggio hanno girato la comunicazione ai colleghi in assemblea, numerosissimi. Proposta unilaterale nel senso che, al di là del parere dei ricercatori, Dionigi la proporrà nelle sedi previste. «Il rettore si impegna anche ad andare in piazza con la sua giunta», spiega Loris Giorgini, uno dei rappresentanti dei ricercatori. L’idea, insomma, sarebbe quella di prendere tempo e utilizzare la settimana prossima per incontri, confronti e per dare visibilità alla protesta. Verrà utilizzata anche la «Notte dei ricercatori», prevista per il 24, per sensibilizzare opinione pubblica e studenti sui motivi della protesta. Ieri l’assemblea bolognese, con ricercatori di tutte le età, ha decretato con applausi scroscianti di confermare l’indisponibilità a fare lezione ma non solo. …

Scuola, Pd: governo ascolti monito Napolitano, abbandoni politica tagli

Ghizzoni: riforma universitaria è banco di prova, servono almeno 1.350 milioni €. “Il governo ascolti il monito del capo dello Stato e abbandoni definitivamente la politica dei tagli perché ogni euro in più nella ricerca e nel sapere non è un costo per lo Stato ma un investimento”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni commenta le parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che oggi ha ribadito che nella ‘ripartizione delle risorse pubbliche disponibili bisogna riconoscere la priorità alla ricerca e all’istruzione’. “Augurandomi – prosegue Ghizzoni – che questo appello non cada nel vuoto chiedo alla maggioranza e al governo di dimostrare la propria volontà già nel corso dell’esame della riforma dell’università in discussione alla Camera. E’ quello il banco di prova per ripristinare quel miliardo e trecento cinquanta milioni di euro che mancano all’appello per l’università solo per il prossimo anno. Si tratta di una cifra imponente che non può essere recuperata grattando i ‘barili di Tremonti’ e che necessita di una precisa volontà politica di reinvestire nel …

Università, Pd: mancata convocazione Cnsu è lesione diritto studenti Ghizzoni: Gelmini non chiuda porta in faccia a studenti

“La mancata operatività dell’organismo di rappresentanza degli studenti universitari (il Cnsu) rappresenta una grave lesione dei loro diritti. Il ministro Gelmini dovrebbe intervenire immediatamente anche perché, in questa delicata fase, non garantire la funzionalità dell’organo di rappresentanza dei protagonisti del mondo universitario vuol chiudere la porta in faccia ai loro contributi”. Così la capogruppo in commissione cultura della Camera, Manuela Ghizzoni che rende noto di aver presentato una interrogazione parlamentare al ministro per l’Istruzione, Mariastella Gelmini per sollecitare l’immediata convocazione del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU) visto che, a tre mesi dal decreto ministeriale che ha dato ufficialità alla sua nuova composizione, il nuovo organo non è stato ancora convocato.

«Università, la riforma valga per tutti», di Paolo Bertinetti *

LA riforma dell’Università che il Parlamento dovrebbe discutere tra poco, secondo alcuni è buona, secondo altri è un po’ discutibile, per altri ancora è disastrosa. Alcuni Atenei, tra cui Pisa e Torino, per manifestare la loro contrarietà alla riforma così com’è hanno deciso di rinviare di una settimana l’inizio dei corsi. Immaginiamo invece che la protesta sia infondata e che la riforma sia buona. Ma allora perché deve valere solo per le università statali e non per quelle private e quelle telematiche? Questo in Italia, dove il titolo di laurea ha valore legale. Ma anche se non lo avesse, sarebbe pur sempre un titolo di pari significato, qualunque fosse l’università a conferirlo. In Commissione Parlamentare una richiesta in tal senso (la riforma deve riguardare tutte le università) è stato bocciato. Ma se la riforma è buona, i suoi sostenitori, per primi, dovrebbero ritenerla giusta per tutti i tipi di università. Immaginiamo che sia buona. Ma è «a costo zero», in un Paese che è quello che meno di quasi tutti i paesi avanzati investe in …

"Ricercatori in rivolta: blocchiamo le lezioni", di Maurizio Minucci

Si accende la protesta contro la riforma Gelmini. La Rete 29 aprile in assemblea nazionale alla Sapienza: “Il ddl segna la fine dell’università pubblica, non ci stiamo”. Confermato il blocco della didattica. Oggi svolgono un terzo delle lezioni al posto dei professori. Se si rifiutassero, dal momento che il contratto non obbliga alle sostituzioni, le conseguenze per la didattica sarebbero devastanti. Ne sono consapevoli, i ricercatori universitari, ma a malincuore vanno avanti nella loro protesta contro la riforma Gelmini. Nel mirino c’è l’intero impianto del disegno di legge già approvato dal Senato, a partire proprio dal taglio agli studiosi che collaborano con i titolari di cattedra. Attualmente sono 25mila, tutti con un dottorato in tasca, ma il ddl punta a cancellare le assunzioni a tempo indeterminato, oltre a tagliare drasticamente i fondi agli atenei pubblici al minimo degli ultimi otto anni. Ecco i motivi che hanno spinto alla nascita della “Rete 29 Aprile”, il network dei ricercatori che oggi (17 settembre) si è riunito nella facoltà di Chimica della Sapienza, a Roma. L’assemblea nazionale si …

"Università, i ricercatori tentano l’assalto finale alla riforma", di A.G.

Il 17 settembre in oltre 700 hanno raggiunto l’Università la Sapienza di Roma per partecipare ad un’assemblea organizzata dalla “Rete 29 aprile”: al Governo chiedono di rivedere il ddl già approvato in Senato, ai rettori di rimandare l’avvio del nuovo anno accademico. Anche perché in tanti non accetteranno incarichi di docenza in affidamento. Ad ottobre riprenderanno assemblee e sit-in. Con loro studenti, dottorandi e precari.Continua la battaglia dei ricercatori contro il ddl di riforma universitaria già approvata a luglio al Senato e che il ministro Gelmini conta di far votare al Camera entro la fine del mese prossimo: il 17 settembre oltre 700 hanno raggiunto da tutta Italia l’Università la Sapienza di Roma per decidere la strategia migliore per contrastare, sino all’ultimo, il testo di riforma. Durante l’incontro, organizzato dalla “Rete 29 aprile” e svoltosi nell’aula Ginestra della facoltà di Chimica, i ricercatori hanno votato (quasi all’unanimità) l’indisponibilità ad accettare incarichi didattici in affidamento per l’anno accademico alle porte e quindi chiesto ai rettori di rinviare l’avvio dell’anno accademico. Sul finire della giornata hanno anche …

«Piovono tagli sull'università», di Roberto Ciccarelli

La riforma Gelmini dell’università verrà discussa dalla Camera a partire dal prossimo 15 ottobre. Il calendario strettissimo è stato stabilito ieri dalla commissione cultura dove è iniziato il secondo round della discussione su un provvedimento che cancellerà il ruolo dei ricercatori, moltiplicherà il numero dei docenti precari e trasformerà gli atenei italiani in un feudo a disposizione dei rettori e dei docenti ordinari. «Mi pare che ci stiamo avvicinando al traguardo», ha affermato il ministro Gelmini in occasione dell’avvio del dibattito in commissione, dopo avere ricordato che la sua riforma «è frutto di un lavoro di due anni e di una consultazione amplissima» con la comunità universitaria. Nessun accenno alla protesta dei ricercatori che si riuniranno in assemblea domani alla Sapienza di Roma, né agli innumerevoli pronunciamenti degli organi accademici che in tutti gli atenei italiani si sono espressi contro una riforma che non è mai stata accompagnata dal consenso di chi lavora nelle università e dal favore degli studenti che dovrebbero trovare nell’università una prospettiva per il proprio futuro. E nessuna parola su una …