Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

"Tremonti accoppa pure il Cnr", di Roberto Ciccarelli

Uno spettro si aggira da ieri nei corridoi del Consiglio nazionale delle ricerche. È il ministro dell’Economia Tremonti che, dopo avere mantenuto il taglio da 8 miliardi di euro alla scuola e quello da 1,3 miliardi all’università, ha imposto che nello statuto approvato dal cda del più grande ente pubblico della ricerca italiana fosse inserita una norma di bilancio che vincola il costo del personale al 75% del fondo ordinario annuale di 550 milioni. Non è ancora chiaro se questa norma, fondamentale per il futuro di oltre un migliaio di ricercatori precari del Cnr, sarà calcolata anche sulle spese complessive dell’ente, dato che il testo definitivo dello statuto sarà disponibile nei prossimi giorni. Se la norma si riferisse alle spese complessive, allora le risorse per il personale sarebbero maggiori rispetto al 70% stabilito nella prima bozza dello statuto bocciato dal Consiglio scientifico dell’ente. Se invece si riferisse alla dotazione ordinaria, allora questi mille precari saranno presto allontanati dal Cnr che già oggi supera di gran lunga questa soglia. In ogni caso, lo statuto che il …

"CNR, ben 4000 i ricercatori a rischio", di Luciana Cimino

Quattromila ricercatori a rischio. Tanti potrebbero essere infatti i precari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) che rischiano di rimanere senza posto dopo anni di apprendistato e contributi di conoscenza dati all’ente, se passasse una delle norme contenute nel nuovo statuto in corso di approvazione. La contestatissima norma, che vede sul piede di guerra tutti i ricercatori del CNR e i sindacati di categoria uniti, prevede che le condizioni dei contratti di precariato non possano superare in nessun caso i 6 anni (nelle loro svariate forme: da assegno di ricerca, a borsa di studio a co.co.co). «Dopo fuori dall’ente, anche se sei un ricercatore valido, e non di rado eccellente, non c’è nessun futuro», spiega Mariangela Spera, ricercatrice precaria all’IStc (Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione). «Una norma miope e assurda», per Rosa Ruscitti della FLC –CGIL che ricorda come «il CNR faccia alta formazione, mentre in Italia non c’è ricerca privata, cosa faranno questi ragazzi dopo?». Ma non è solo questa la norma contestata nella bozza di statuto che sarà approvata lunedì dal …

"Nuovo tetto per l'Ispra", di Antonio Sciotto

In tempi di trivellazioni disastrose sotto il mare, dovremmo preoccuparci di questi ricercatori. Ma il governo ha portato il loro istituto, specializzato sull’ambiente, sull’orlo del baratro. Si tratta dell’Ispra, e i suoi studiosi si erano già arrampicati sui tetti alla fine dell’anno scorso, passando su un edificio della periferia di Roma – Casalotti – perfino il Capodanno. Con botti, panettoni, spumante, con le loro famiglie finalmente vicine. E poi erano arrivate le promesse, da «marinaia»: la ministra dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo garantì il rilancio dell’istituto e il futuro del personale, con un protocollo siglato in pompa magna. Tanto che i ricercatori erano pure scesi dal tetto. Ma nulla: a distanza di 6 mesi sull’Ispra è tornata la mannaia dei tagli, i laboratori sono congelati e privi di mezzi, centinaia di precari temono di perdere il posto. E così, in settembre, potrebbero «bissare»: il tetto o qualcos’altro, non lo dicono ancora. Intanto, da ieri, la protesta si è riattivata, perché improvvisamente tra i corridoi dell’istituto è piombata una notizia ferale: il «rosso» accumulato dall’Ispra non verrà coperto …

"Riforma Università, per Napolitano occorre allargare il confronto", di Alessandro Giuliani

Il Capo dello Stato risponde pubblicamente ad alcune associazioni auspicando il coinvolgimento di tutte le parti interessate ad entrare nel merito delle questioni. Il Pd approva e rilancia le sue contro-proposte al ddl. D’accordo pure Pantaleo (Flc-Cgil): per fare le riforme occorre coinvolgere dal basso tutta la comunità scientifica, i sindacati, gli studenti, i precari e i ricercatori. La discussione in atto sulla riforma dell’Università non risparmia nemmeno il Capo dello Stato. Sollecitato per via scritta della ‘Rete29 Aprile – Ricercatori per una Università Pubblica Libera Aperta’, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha deciso di inviare un lettera al professore Bartolomeo Azzaro, pro-Rettore per lo Sviluppo delle Attività Formative e di Ricerca de “La Sapienza” di Roma, che aveva fatto da tramite per fargli giungere le proteste sulle prospettive dell’Università. Nell’intervento presidenziale, pubblicato il 5 agosto sul sito del Quirinale, si auspica che il ddl n. 1905, approvato a fine luglio al Senato e dopo l’estate all’esame della Camera, ma anche le novità legislative in atto nel campo della ricerca, possa trovare attuazione solo …

Università, l'appello di Napolitano "La politica ascolti la voce degli atenei"

Sul ddl università serve “un costruttivo confronto in Parlamento”. Università e Ricerca sono fondamentali per la crescita economica e lo sviluppo culturale e civile del Paese. Lo ha scritto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al professore Bartolomeo Azzaro, pro-Rettore per lo Sviluppo delle Attività Formative e di Ricerca dell’Università degli Studi “La Sapienza”. La risposta arriva dopo che al Capo dello Stato era stata trasmessa la lettera firmata dai coordinatori della Rete29 Aprile – Ricercatori per una Università Pubblica Libera Aperta nella quale venivano esposti vari problemi relativi al mondo dell’Università e della Ricerca, in particolare in relazione al Disegno di legge n.1905 attualmente all’esame del Parlamento. L’intervento di Napolitano arriva dopo l’iniziativa rilanciata da Repubblica , che ha raccolto moltissimi messaggi di preoccupazione dei ricercatori italiani. Esigenza di una riforma. “Come sapete”, scrive Napolitano, “ho sempre guardato con attenzione al settore dell’Università e della Ricerca, che giudico fondamentale per la crescita economica e lo sviluppo culturale e civile del Paese. “Legge di riforma e dotazione adeguata di risorse per il funzionamento dell’università e …

Gelmini: «Una laurea per Bossi», di Pietro Greco

Una laurea honoris causa in Scienze della Comunicazione a Umberto Bossi, per chiara fama da parte dell’università dell’Insubria, nella “sua” Varese. Sponsor autorevole dell’iniziativa – secondo la Prealpina, il quotidiano varesino che ne ha dato notizia lo scorso 30 luglio – è addirittura il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Mariestella Gelmini. Che avrebbe telefonato direttamente al rettore dell’Insubria, il professor Renzo Dionigi. Dell’idea e dell’autorevole sponsorizzazione si è parlato in una cena informale che lo steso rettore ha avuto con il prorettore, i presidi di facoltà, i dirigenti di rango più elevato circa un mese fa in un ristorante di Azzarate. La notizia non è mai stata smentita. Anzi, il 31 luglio la Prealpina ha pubblicato una lettera del Presidente della Provincia di Varese, Dario Galli, che rilancia l’idea e ricorda, un po’ spazientito, che sono almeno quattro anni che la Provincia chiede all’università dell’Insubria di conferire finalmente l’«indispensabile riconoscimento accademico all’uomo politico.. più significativo degli ultimi 30 anni» che, con la sua «incredibile capacità di comunicazione di massa» ha reso possibile il «miracolo …

"Perchè bisogna poter valutare la ricerca", di Carlo Galli

Nel ddl Gelmini passato al Senato c´è un emendamento che prevede il 30% di docenti stranieri nella commissione che dovrà decidere il peso dei lavori di ogni ateneo. Il sapere si scontra col potere; il potere plasma il sapere; e lo stesso sapere veicola in sé varie forme di potere. Nulla di nuovo, certo; ma il tema sta tornando prepotentemente alla ribalta sotto la rubrica “valutazione della ricerca scientifica”, all´ordine del giorno sia per l´inizio di un nuovo ciclo di valutazione nazionale (2004-2008) ad opera del Civr (un comitato ministeriale), sia per l´istituzione di un´Agenzia nazionale di valutazione (Anvur) che sostituisce il Civr con poteri e finalità più estese, sia infine per il ruolo che la riforma universitaria attribuisce alla valutazione, in termini di finanziamento degli Atenei, dei progetti di ricerca e perfino di retribuzione dei docenti. Di valutazione del sistema universitario (e anche della ricerca) c´è bisogno. Lo richiedono i giovani e le famiglie, per capire in quale Ateneo e in quale Facoltà intraprendere gli studi universitari; lo richiedono le Università più avvertite, che …