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«Cambiamo insieme. Bersani: "Il Paese è stanco Saremo noi a ridare fiducia agli italiani"», di Concita De Gregorio

Non è presto né tardi, il tempo è ora. Nel giorno di vigilia Pier Luigi Bersani torna a parlare del «cantiere», quello che descrisse al congresso: il luogo dove si costruisce l’alternativa di governo. Elenca il lavoro fatto, quello che resta da fare. Non nasconde le difficoltà, parla con fiducia degli alleati, indica i punti di crisi del Pdl e quelli che il centrosinistra deve superare. Siamo a buon punto – ripete più volte – è a portata di mano un successo elettorale che consentirà al centrosinistra di imporre finalmente tre questioni concrete al centro del dibattito politico: un piano anticrisi, uno per la scuola pubblica, una politica di sostegno ai redditi più bassi. Il tempo è ora, dice: il momento di cambiare rotta è adesso. Il vento sta davvero cambiando, Bersani? «Sì, il nostro mondo si è rianimato, sento che i nostri argomenti hanno di nuovo presa. Il Paese è stanco dell’eterna vicenda berlusconiana. La crisi è un problema permanente e noi lo abbiamo visto dal principio. Serve una politica che dia risposte ai …

«Temi veri e non veri», di Barbara Spinelli

E’ diffusa l’opinione, anzi la certezza, che la campagna elettorale appena conclusa sia stata molto brutta: lo ripetono le principali cariche dello Stato, oltre a politici e giornalisti di varia provenienza. I veri temi non sarebbero stati affrontati: quelli che inquietano il cittadino localmente, nelle regioni o nei comuni in cui si vota. Sarebbero stati confiscati da temi non solo falsi ma fuorvianti: l’informazione televisiva, la battaglia su legalità e corruzione. La Lega in particolare, che ha mostrato in queste settimane la forza del suo insediamento territoriale, vede confermata una tesi difesa da anni: se la democrazia italiana non funziona, è perché la politica e i mezzi d’informazione vedono la realtà attraverso una lente deformante, e non si sono adattati al sistema nuovo, non più centralizzato, del potere. In un sistema federale, competenze e poteri si disseminano, e quando si vota nelle regioni o nei comuni è di regioni e comuni che si deve parlare, non di argomenti generali come informazione e imperio della legge. Questa forte convinzione potrebbe essere premiata dagli elettori: è probabile …

«I rettori temono lo sciopero e aprono sulla trattativa», di Roberto Ciccarelli

La richiesta di un piano straordinario di reclutamento da parte della Conferenza dei Rettori (Crui) è la conferma che il proposito di bloccare il prossimo anno accademico da parte dei ricercatori delle facoltà scientifiche non è il messaggio in una bottiglia lasciata alla deriva. In una mozione approvata all’unanimità il 25 marzo scorso, dopo un incontro tra il presidente della Crui Enrico De Cleva e 200 ricercatori della Statale di Milano, l’organo che rappresenta i rettori ha chiesto al governo che una «quota consistente» di questi posti, 2 mila all’anno, venga garantita per i prossimi sei anni per «le assunzioni di professori associati». I rettori intenderebbero così garantire un canale privilegiato per il passaggio da ricercatore – un ruolo che il ddl mette in esaurimento – ad associato, mettendo così sullo stesso piano gli attuali «ricercatori strutturati» con i futuri ricercatori a tempo determinato che dovrebbero nascere una volta approvata la riforma Gelmini. Questa soluzione è stata commentata da Alessandro Schiesaro, uno degli autori del ddl e segretario della neo-commissione che segue per il Ministero …

Per l’informazione libera e plurale

Si può essere per l’informazione libera, autonoma, plurale oggi in Italia? Si può dire basta a bavagli e censure quando i talk show sono oscurati dalla tv pubblica sulla quale Berlusconi invade ogni spazio? E’ sempre più difficile rompere il muro di gomma dell’informazione omologata ma è un dovere dei democratici, che sono a fianco del mondo dell’informazione libera, come ha ribadito oggi il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, in un incontro con alcuni dei maggiori giornalisti italiani, trasmesso in diretta da YouDem. Un modo per ricordare che in Italia da anni esiste un duopolio tv che fa capo a una sola persona, Berlusconi. Sulla campagna per le regionali pesa il silenzio della RAI. La tv pubblica si è nascosta dietro il regolamento sulla par condicio bocciato dall’AgCom. E il leader del Pd incalza: “Il meccanismo e’ semplice: zittire la voce del sociale, prima che la politica, e poi occupare i Tg con telefonate, con incursioni a gamba tesa e modificando l’impalcatura della informazione. Tutto questo è una vergogna – ha detto ancora Bersani …

"Riforma Gelmini. A pensar male si fa peccato…", di Marco Cattaneo*

E se un giorno di questi i ricercatori delle università italiane incrociassero le braccia, non in assoluto, ma decidendo semplicemente di sospendere la didattica? Non è un’ipotesi peregrina, ma sarebbe un disastro. Perché i ricercatori sono all’incirca il 40 per cento del corpo docente delle università italiane. Corpo docente, sì, perché tengono corsi, tanti corsi, spesso a costo zero per l’università, anche se percepiscono uno stipendio decisamente inferiore a quello degli associati (o se preferite “professori di seconda fascia”). In teoria, non sarebbe il loro mestiere. Eppure si fanno carico anche della didattica. Quando gli ho chiesto quanto si percepisce per un corso (che non comporta solo le ore di lezione, ma anche la preparazione e i relativi esami), un caro amico mi ha risposto così: “Non c’è una “tariffa” fissa, perché dipende solo da quanti soldi ci sono in cassa. Io ad esempio faccio un corso (60 ore) per 600 euro e altri due (120 ore) gratuiti. Con annessi esami, ovviamente. La regola dalle mie parti è che un ricercatore prima si fa un …

Il DDL Gelmini sull'Università tra iniziative di protesta e articoli di stampa

Man mano che la discussione sul DDL Gelmini si sviluppa in Parlamento (siamo agli emendamenti al Senato), rischia di verificarsi ciò che avevamo paventato fin dalla presentazione del provvedimento: la ricerca affannosa di soluzioni parziali, per categorie, che frammentano il fronte delle opinioni contrarie al DDL, e che indeboliscono le ragioni di una opposizione che per quanto ci riguarda è sull’impianto, e non riferibile solo a singole categorie di lavoratori. La stampa, magari fornita di buone intenzioni, presenta a sua volta un quadro confuso dei problemi e delle priorità, di volta in volta evidenziando aspetti specifici a scapito della completezza del quadro. In questi giorni è stata ripresa con evidenza la protesta legata all’astensione dalla didattica da parte dei ricercatori in molti Atenei, ed è stato sottolineato il diffondersi della pratica della docenza non retribuita (che esiste, purtroppo, non da oggi). Si sono quindi accesi i riflettori sul tema ricercatori, sia quelli strutturati, sia i futuri a tempo determinato, e questo è certamente positivo. Ciò che non si evince dagli articoli di stampa, però, è …

I ricercatori contro il ddl Gelmini «Apra la carriera se no addio lezioni», di Nino Luca

«Rifiuteremo gli incarichi». Mercoledì porteranno le loro proposte al Miur. In tanti se ne vanno dall’Italia per cercare una speranza di lavoro. Li chiamano «cervelli in fuga» oppure «cacciati». Ma adesso anche i cervelli di quelli che sono rimasti cominciano a «fumare» e a minacciare di fare sciopero. Stiamo parlando dei precari e dei ricercatori dell’università italiana. I primi protestano perché si ritrovano senza prospettive di lavoro e i secondi perché da anni ormai aspettano i concorsi per diventare associati. Aspettando e sperando, entrambe le categorie contestano il disegno di legge del ministro Gelmini sulla riforma accademica, già approvato in prima lettura dal Consiglio dei ministri del 16 marzo. Nell’attuale università i ricercatori (24.138 per l’Istat nel 2008, costituiscono circa il 40% del corpo docente) si occupano anche della didattica che invece dovrebbe essere di competenza dei professori associati e degli ordinari. A proclamare lo stato di agitazione è l’organo di rappresentanza nazionale, il Cnru (coordinamento nazionale Ricercatori universitari): «Invitiamo tutti i ricercatori universitari a non accettare incarichi per affidamento e supplenza per il prossimo …