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Ricerca, Pd: da Gelmini politiche che la danneggiano

Ghizzoni: incertezza dei finanziamenti mortifica e danneggia la ricerca italiana “Il ministro Gelmini ha in agenda alcuni compiti da svolgere con urgenza: sciogliere definitivamente i dubbi sulle risorse per l’assunzione dei ricercatori della terza tranche del piano Mussi, ben 2100 posti per combattere il precariato nella ricerca. Dovrebbe poi liberare le risorse per la ricerca, giá disponibili ma che – nella migliore delle ipotesi per sciatteria – non vengono spese”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni che annuncia di aver presentato due interrogazioni al ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Mariastella Gelmini per sapere per quali ragioni per cui“ancora una volta c’è incertezza sui finanziamenti per il Programma di ricerca di rilevante interesse nazionale (Prin) e per il Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (First)”. DI SEGUITO LE INTERROGAZIONI PRESENTATE DALL’ON. GHIZZONI INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca – per sapere, premesso che: i Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN), volti a sostenere proposte di ricerca libere e …

“Il destino della ricerca legato a un filo”, di Rino Falcone*

La vicenda degli 80 milioni di euro destinati all’assunzione di giovani ricercatori universitari, già a disposizione del Governo e che rischiano di essere deliberatamente rispediti nelle casse dell’Economia, ci racconta di un Paese in cui emergono pericolosi segnali di rinuncia verso l’idea stessa di «progetto per il futuro». In cui la tendenza è evidentemente ad abbandonare gli strumenti più avanzati e qualificati per quest’opera (cosa più dei giovani scienziati e intellettuali lo sono?) fino a darne dei segnali espliciti alla società e, in primis, a quelle generazioni in procinto di decidere del loro stesso futuro (e fortemente condizionate dagli scenari che la società prospetta). Riassumiamo: la legge finanziaria 2007 del Governo Prodi (Mussi era il Ministro competente) aveva previsto un piano triennale per l’assunzione di giovani ricercatori; il piano prevedeva 20 milioni di euro per il 2007 (1050 unità in co-finanziamento con le università), 40 milioni per il 2008 (per continuare a finanziare le 1050 del 2007, più altre 1050 del 2008), infine 80 milioni per il 2009 (per 2100 nuove unità oltre al sostegno …

APRI, AIR e VIA scrivono al Presidente della Repubblica sulle risorse per i ricercatori

Illustre Presidente, gli ultimi eventi accaduti al Senato, con il blocco dei fondi (già stanziati) a favore dei giovani ricercatori, ci spingono a scrivere a Lei che già in passato ha mostrato grande attenzione e sensibilità nei confronti della Ricerca. L’Italia è ormai la cenerentola d’Europa per quanto riguarda gli investimenti in Università e Ricerca. Per questo ci appare ancor più inaccettabile quanto accaduto durante la discussione sulla legge Finanziaria in Senato. Il Governo Prodi aveva stanziato nella Finanziaria 2007 una dotazione di 140ml di euro in tre anni: 20ml per l’anno 2007, 40ml per il 2008 e 80ml per il 2009, finalizzati ad un reclutamento straordinario dei ricercatori a tempo indeterminato nelle nostre università. Entro la fine di ogni anno occorre un provvedimento tecnico per “sbloccare” tali fondi. Questo è accaduto, via decreto-legge, nel 2007 (Governo Prodi) e nel 2008 (Governo Berlusconi). Quest’anno è stata scelta la via di un emendamento in Finanziaria, presentato dal Presidente Possa e sostenuto da quasi tutti i gruppi parlamentari, sia di maggioranza che di opposizione. Tuttavia, contro ogni …

Napolitano: «Ricercatori, molla della comunità scientifica» di Marcella Ciarnelli

In uno dei luoghi simbolo della ricerca, l’Accademia Pontaniana di Napoli, il presidente della Repubblica non ha mancato di fare un cenno sulla cronaca stringente di queste ore che riguarda proprio i possibili tagli. Si è augurato Napolitano che “gli studi e la ricerca possono continuare a Napoli e in Italia con il necessario sostegno pubblico”. Che, invece, sembra venir meno proprio dove ce n’è più bisogno, nell’investimento sulle intelligenze dei giovani che sono il futuro di tutti. Con i ricercatori, in mattinata, il presidente si era intrattenuto, non tanto tempo quanto loro avrebbero voluto, al termine della visita alla Stazione zoologica Anton Dohrn, un centro di eccellenza nel campo della ricerca scientifica. A loro Napolitano ha espresso il suo compiacimento, definendo i ricercatori «molla della comunità scientifica» e dicendosi particolarmente compiaciuto che tra loro ci siano molte donne. «Saremo pure la molla della comunità scientifica come ci ha detto il Presidente Napolitano, ma se la molla non viene oliata…», è stato l’amaro commento delle appena apprezzate giovani ricercatrici che vedono a rischio, come tanti …

“Ora il Cavaliere studia un piano B e minaccia le urne”, di Amedeo La Mattina

Incrinati i rapporti con Ghedini. La regia passa ad Alfano. Anche dentro il Pdl, tra gli stessi berlusconiani doc (per non parlare dei finiani…), crescono i dubbi sulla costituzionalità del ddl sul processo breve, ma anche sulla capacità di Niccolò Ghedini di tirare fuori dalle secche giudiziarie il premier. Non è un caso, viene fatto osservare, che il bandolo della matassa sia passato dall’avvocato-deputato al ministro della Giustizia Angelino Alfano. Il quale adesso dovrà trovare il modo di neutralizzare il rischio che il provvedimento finisca sotto le forche caudine del Capo dello Stato e della Corte Costituzionale nel caso in cui qualcuno (i pm di Milano?) lo impugni. Il punto è sempre lo stesso: i tre articoli in questione reggono alla prova di costituzionalità se valgono solo per i processi di primo grado e per gli incensurati? Il Guardasigilli sta studiando una via d’uscita. Ma non si capisce a che titolo, visto che si tratta di un provvedimento di iniziativa parlamentare. Forse si cerca un’interlocuzione con il Quirinale? Il Cavaliere sembra avere più di qualche …

“Precari, doccia fredda per 4 mila ricercatori”, di Sara Farolfi

«Un’anticipazione del disegno di legge Gelmini che conduce all’esaurimento progressivo dei ricercatori di ruolo», attacca la deputata Pd Manuela Ghizzoni. Difficile spiegare altrimenti la scomparsa di quegli 80 milioni di euro – terza tranche del «piano triennale di reclutamento straordinario» voluto dall’ex ministro Mussi – finalizzati all’assunzione in ruolo nelle università di alcune migliaia di ricercatori precari (140 milioni in tre anni per assumere a tempo indeterminato 4200 ricercatori). Difficile perchè non si trattava di recuperare nuove risorse, nè di emanare ulteriori provvedimenti. «I soldi ci sono e sono quelli iscritti a bilancio da Mussi nel piano triennale del 2007 – spiega Ghizzoni – E c’è anche il provvedimento che serve a vincolarne lo sblocco, e cioè le nuove norme per il reclutamento dei ricercatori volute dalla Gelmini nel decreto 180». Ma il risultato ieri è stato un nulla di fatto, e l’emendamento alla finanziaria presentato al senato dalla maggioranza (e fatto proprio dal Pd) è stato trasformato in un ordine del giorno. Finanziaria tartufesca, non c’è che dire, che inietta risorse a prosciutti, salumi …

La denuncia dei ricercatori “80 milioni spariti dalla Finanziaria”, di Rosaria Amato

Ghizzoni (Pd): “Messi in discussione fondi già stanziati nel 2007”. Sono finiti nel nulla 80 milioni destinati all’assunzione a tempo indeterminato di 4200 ricercatori universitari. La denuncia è dell’Osservatorio della Ricerca, un gruppo trasversale di scienziati e ricercatori italiani. Il rischio che la somma, stanziata dalla Finanziaria 2007 ma “vincolata” a un successivo provvedimento, svanisse nel nulla si è concretizzato quando l’emendamento presentato in Aula al Senato (e a suo tempo bocciato in commissione Bilancio a Palazzo Madama, che ha appena approvato il provvedimento in via definitiva) è diventato un semplice “ordine del giorno”. Niente fondi per le assunzioni. A quel punto i ricercatori hanno perso le ultime speranze: “Siamo di fronte alla ormai quasi certa perdita di fondi per le assunzioni – denuncia il coordinatore dell’Osservatorio, Rino Falcone, del Cnr – fondi già stanziati che andranno in economia. Sappiamo quanto sia complicato recuperare risorse per questo settore, e come tutti i politici sensibili ai temi della consocenza si lamentino delle difficoltà di farle uscire dal bilancio dello Stato. Qui le risorse ci sono già …