Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

Universita’, Ghizzoni: a rischio fondi per ricercatori, Gelmini vuole precariato

“Sono fortemente a rischio i fondi per l’assunzione dei nuovi ricercatori e per pagare gli stipendi dei neo assunti”. Lo denuncia la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni dopo che la maggioranza al Senato non ha permesso il voto dell’emendamento che sbloccava i fondi riservati all’assunzione dei ricercatori. “La trasformazione dell’emendamento in un ordine del giorno – sottolinea Ghizzoni – desta molte preoccupazioni anche perchè avviene troppo a ridosso della ‘scadenza’ . E’ veramente molto alto il rischio – spiega – che gli 80 milioni di euro destinati al pagamento degli stipendi dei neo ricercatori universitari (i cosiddetti ‘posti Mussi”) e all’ultima tranche del piano di assunzione di nuovi ricercatori tornino nelle casse di Tremonti a danno dei nostri atenei che stanno vivendo una situazione molto grave. Oggi al Senato – prosegue – il ministro Gelmini è stato, di fatto, sfiduciato dal suo stesso Governo che non solo tradisce gli impegni a fornire risorse aggiuntive alla ricerca, ma addirittura mette in discussione soldi che già esistono e che devono solo essere …

Gelmini sulla ricerca si loda e s’imbroda con norme del Governo Prodi

“Autonomia statutaria, organizzazione piu’ snella, riduzione dei componenti dei consigli di amministrazione, attribuzione delle risorse in base ai risultati negli enti di ricerca non sono certo un successo di questo governo ne’ del ministro Gelmini, ma la naturale attuazione della legge delega voluta del governo Prodi”. Cosi’ la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni commenta il provvedimento di riordino degli Enti di Ricerca approvato questa mattina dal Consiglio dei Ministri su proposta del ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini. “Aspettiamo di verificare nel merito il contenuto ed il rispetto dei principi e dei criteri direttivi indicati nella nostra legge – aggiunge -. Stupisce in ogni caso che il ministro si autoincensi, si loda e s’imbroda senza neanche avere il pudore di citare l’origine di queste norme”. (ITALPRESS). ****** RICERCA: ENTI; BACHELET (PD), SONO NORME GOVERNO PRODI (ANSA) – ROMA, 12 NOV – ‘Il governo fara’ uso in extremis della delega al solo scopo di cambiare i dirigenti invisi al governo e prorogare oltre i limiti statutari quelli considerati vicini e disponibili?’. Se …

Ricerca, Ghizzoni (Pd): Gelmini non vuole assumente ricercatori universitari

“Sono imbarazzanti le ammissioni di responsabilità e la palese attestazione di incapacità del Governo”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, commenta la risposta che il ministero dell’Istruzione guidato da Mariastella Gelmini ha dato oggi ad una sua interrogazione sui fondi per il reclutamento straordinario dei ricercatori universitari. “La risposta della Gelmini – rileva Ghizzoni – è una dichiarazione di resa nei confronti del ministero dell’Economia e la definitiva condanna per migliaia di ricercatori che attendono di essere assunti. Se ancora oggi, a poche settimane dalla scadenza, il Governo – spiega – non sa se e come sbloccare gli 80 milioni di euro destinati all’ultima tranche del piano di assunzione dei ricercatori (i cosiddetti concorsi Mussi), bhè allora siamo messi molto male ed è ormai quasi certo che quei soldi torneranno nelle casse di Tremonti a danno dei nostri atenei che stanno vivendo una situazione molto grave. C’è ancora uno spazio per un’ultima resipiscenza ed è l’emendamento di maggioranza che sarà in discussione oggi in aula al senato. Vediamo – …

“Università, tagliare su quella pubblica e tacere sulla privata”, di Giulio Peruzzi

Dubbi sull’adeguatezza di questo governo ad affrontare i problemi del Paese sorgono da più parti. Basti pensare alle dichiarazioni sulla crisi economica: «La crisi non c’è… contrordine c’è anche qui,ma bisogna pensare positivo (chi non lo fa è nemico dell’Italia)… la via italiana per uscire dalla crisi è quella psicologica». Per non parlare delle dichiarazioni sulla pandemia da influenza A/H1N1: «La situazione è sotto controllo… è sotto controllo, ma l’Italia è il Paese più colpito d’Europa». Ancora non è stato detto che pensando positivo non ci si ammalerà. Probabilmente ci stanno pensando. Ma oltre alle dichiarazioni quello che sconcerta è il metodo di governo. Non si governa “contro” parti dello Stato e della pubblica amministrazione ma “con” le varie realtà. Si fanno o si annunciano leggi contro i pubblici dipendenti, contro i medici, contro i magistrati, contro i docenti della scuola e dell’università, contro i ricercatori. Nessuna delle comunità su cui si legifera viene coinvolta. Queste infatti vengono viste come controparte dell’azione del Governo che oggi sempre di più si sostituisce impropriamente all’azione del Parlamento. …

«Da destra vedo le donne Pd battersi, ma Bersani non ascolta», Jolanda Buffalini intervisa Sofia Ventura*

Quando scoppiò il caso delle veline candidate fu lei a scrivere nel sito di «Farefuturo» contro il «velinismo politico». Sulla famosa battuta di Berlusconi «più bella che intelligente» ha preso le parti di Rosi Bindi. Politologa liberalradicale si è avvicinata alla fondazione del presidente della Camera perché è un gruppo che ragiona, sulla esperienza di Sarkozy e della destra laica d’Oltralpe. Ha letto la lettera di Mariella Gramaglia a Gianfranco Fini? Pensa ci possa essere ascolto da parte del presidente della Camera? «Penso di sì, quelle proposte mi sono piaciute subito a pelle perché sono una richiesta di opportunità per le donne protagoniste e non di concedere qualcosa. E Fini è in questa ottica, considera le donne persone». L’ha sorpresa che la lettera venisse da una femminista di sinistra? «No perché Fini offre un’immagine di rinnovamento del centro destra in un panorama sconfortante anche a sinistra. A chi poteva rivolgersi Gramaglia, a Bersani? Ho letto il discorso del segretario del Pd e fatto il conteggio delle parole: alla questione femminile è dedicato il 2%e, soprattutto, …

“Studiare conviene. Più dei Bot. Bankitalia: l’istruzione è un investimento che dà fino al 9 per cento”, di Giulio Benedetti

La ricerca. Maggiore possibilità di trovare un lavoro, stipendi migliori. E ci guadagna anche lo Stato. Investire in Istru­zione conviene. Alle famiglie e allo Stato. Prendiamo due genitori che si arrovellano per trovare uno 0,50 in più di rendimento per i loro ri­sparmi. Non sanno che il ve­ro affare lo possono realizza­re investendo sul futuro dei propri figli. Un buon diplo­ma e una buona laurea signi­ficano maggiori probabilità di un trovare un’occupazio­ne e anche salari più elevati. Il ritorno? Più dell’8 per cen­to del capitale investito per ciascun anno di istruzione. Al Sud il rendimento sale al 9 per cento. Grazie al bistratta­to «foglio di carta». Altro che bot e azioni. Per lo Stato il rendimento avviene in termini di mag­gior gettito fiscale e di mino­ri costi per l’assistenza ai di­soccupati. Siamo sul 3,9-4,8 per cento. In tempi di vacche magre per i conti pubblici non è poco. È quanto emer­ge dallo studio «I rendimenti dell’istruzione», realizzato dagli economisti Federico Cingano e Piero Cipollone per Bankitalia. Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, che deve fare i …

“Un paese senza futuro se rinuncia alla ricerca “, di Benedetto Vecchi

Parla Andrea Cammelli, presidente di «Alma Laurea». «Un contadino può essere colpito da carestia, siccità e essere costretto a rinunciare a molte cose, ma non a seminare». Andrea Cammelli è alla guida di «Alma Laurea», il consorzio interuniversitario che in questi anni ha compiuto molte ricerche sullo stato di salute dell’università italiana a partire dagli sbocchi occupazionali dei laureati dopo l’introduzione della riforma Zecchino-Berlinguer e l’avvio del processo di Lisbona che doveva portare i paesi del vecchio continente a investire nella produzione di conoscenza e adeguare l’organizzazione sociale e produttiva europea alla competizione internazionale. Con pragmatismo, invita a guardare alla realtà universitaria del nostro paese come a una realtà che ha scelto la strada dell’innovazione e della modernizzazione. Allo stesso tempo, ribadisce che nessuna riforma, anche la più organica, la più ambiziosa, può essere compiuta senza adeguati investimenti. E se gli viene ricordato che i rapporti di «Alma Laurea» descrivono un paese che non sa che farsene della conoscenza scientifica, ribadisce che l’università e le imprese hanno smesso di essere delle torri d’avorio impermeabili a …