Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

“Ma perché i professori 70enni non diventano «flessibili»?”, di Michele Ciliberto

L’Università italiana attraversa un periodo difficile. Sono ormai decenni che il nostro sistema è in una situazione di crisi e di decadenza né, qualunque sia il giudizio che si voglia dare su di essi, hanno avuto un serio effetto riformatore, le politiche fatte in questo periodo. Ora è il turno del Ministro Gelmini che, dopo alcuni interventi frammentari, si è proposto di presentare una riforma organica dell’Università imperniandola sulla valorizzazione del principio del merito, che dovrebbe essere la nuova bussola del sistema. Sul merito si è fatta moltissima retorica in questi anni; personalmente sono convinto che debba essere tenuto strettamente fermo con altrettanto rigore il principio dell’eguaglianza, secondo i dettami della Costituzione. L’Italia è un paese che diventa sempre più diseguale, intrecciando alle vecchie diseguaglianze di ordine sociale nuove diseguaglianze di carattere politico, sociale e perfino territoriale. Si è giunti perfino a parlare nuovamente di gabbie salariali. Ragionare dell’Università italiana non significa affrontare un problemadi carattere settoriale: si tratta di una questione nazionale, strettamente connessa all’idea che siha dell’Italia, del rapporto tra l’Italia e l’Europa …

“La cassa non basta E io raddoppio con il posto in nero”, di Marco Sodano

Sì, sono in cassa. E certo che lavoro. Naturalmente in nero: altrimenti niente l’assegno. No, non lavoro per l’azienda che mi ha messo in cassa ma per un suo fornitore, un laboratorio poco distante. Prima montavo i macchinari interi, ora assemblo i pezzi. Conosco il mestiere, conosco i pezzi e le macchine, e arrotondo». Con ottocento euro al mese non si campa una famiglia con due figli che vanno a scuola, spiega Michele M., operaio specializzato di 46 anni che ha passato gli ultimi venti nei capannoni di un’azienda metallurgica del Torinese. «Anche se con la scusa della cassa non è che il mio secondo lavoro mi sia pagato proprio bene». Sei-sette ore al giorno per poco meno di settecento euro. «Almeno ho recuperato quasi tutto il mio stipendio. Non sono mica l’unico, siamo in parecchi a sbarcare il lunario così da queste parti». È la legge – spietata – della crisi, che ha colpito la metallurgia più di altri settori. Non si possono tagliare le forniture, produrre significa sopravvivere. Non si possono tagliare le …

Scuola, Pd. Bene emendamento che estende platea precari, ma serve di più

Ghizzoni: in aula proseguiremo la battaglia, decreto ancora inadeguato. “Valutiamo positivamente l’approvazione dell’emendamento per estendere la platea dei docenti precari che potranno beneficiare del provvedimento. Così come valutiamo positivamente l’impegno del sottosegretario Pizza ad ulteriori modifiche in Aula”. E’ il commento della capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni dopo che la commissione Lavoro della Camera ha esaminato e votato gli emendamenti al decreto precari scuola. “La modifica approvata oggi prevede la ricostruzione della carriera anche per tutti quei docenti che, inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, hanno svolto almeno 180 giorni di servizio nell’anno scolastico passato. Si tratta di un primo passo per l’estensione dei diritti che, ad una prima stima, riguarda circa 4.000 beneficiari. Abbiamo inoltre apprezzato la disponibilità del sottosegretario Pizza e del presidente della commissione lavoro, Moffa, a valutare ulteriori modifiche in Aula per garantire pari diritti ai doceti precari che dalla scuola ottengono contratti a tempo determinato e la ricostruzione della carriera prima dell’immissione in ruolo. In aula – conclude – il Pd continuerà la battaglia per modificare …

“Frati: «Fondi per la ricerca o commissario»”, di Anna Maria Sersale

ROMA – «Abbiamo un ritardo serio da colmare, in Italia si sottovaluta l’importanza dei risultati della ricerca, misurando in termini troppo ristretti le sue ricadute sullo sviluppo economico e umano del Paese, Cose che, invece, bisogna tenere presente quando si tratta di allargare i cordoni della borsa». In modo chiaro il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano condanna «la caduta dei fondi per la ricerca», problema ultra decennale che «attraversa diverse stagioni politiche e diversi governi» e riguarda innanzitutto il finanziamento pubblico che dovrebbe essere «adeguato» e subito dopo quello «privato, che anch’esso non risulta a livello con ciò che avviene in altri paesi». Se la ricerca è trascurata per Napolitano è anche colpa di «pregiudizi, incomprensioni e meschinità», quanto ai fondi , poiché spesso i vincoli vengono dalle «difficoltà di modificare la spesa pubblica», che ha capitoli troppo ingessati e vecchi. Poi c’è il problema della «distribuzione delle risorse» che il più delle volte non avviene su basi meritocratiche. Per il capo dello Stato, infatti, per ridare fiato alla ricerca occorre anche un «impiego accorto …

“Niente concorsi ma solo tagli: ecco spiegato il caos”, Intervista a Tullio De Mauro di Natalia Lombardo

Il linguista ex ministro dell’Istruzione: da 20 anni non si fanno selezioni pubbliche, così il precariato si accumula e si sfrutta nel modo più bieco. Il Tar ha sancito il commissariamento del ministro Gelmini, se entro trenta giorni non ristabilirà l’ordine delle graduatorie per chi ha fatto ricorso. Come può essere accaduto? «Da più di vent’anni non sono stati fatti concorsi pubblici regolari per le assunzioni dei docenti nelle scuole, l’ultimo si è tenuto durante il ministero Berlinguer. Così la mancanza di concorsi ha accumulato precariato. Da anni e anni è stato sfruttato nel modo più bieco l’uso dei lavoratori temporanei». Un accumulo negli ultimi vent’ anni? «Sì, è diventata una pandemia. D’altra parte la scuola si è retta proprio su questo. Erano state delineate delle vie d’uscita, discusse con i precari stessi e i sindacati,ma sono state abbandonate ». Come giudica le politiche del ministro Gelmini? «È stata scelta la linea della riduzione di spesa persino sulle necessità, fino alla carta igienica, e questo ha portato a tagliare con un tratto di penna gli …

Maledetta “perenzione” o trucco del Governo?

Pubblichiamo la lettera che Manuela Ghizzoni ha inviato al Direttore del Corriere della Sera in merito all’articolo di Cesare Segre, “Ricercatori, trucco ad orologeria”, sulla cosiddetta “perenzione” dei fondi pubblici, vale a dire l’assorbimento nel bilancio dello Stato (leggi il Ministero dell’Economia) delle somme già impegnate ma che non sono state effettivamente spese dai Ministeri nell’arco di un triennio. Gentile direttore, l’articolo di Cesare Segre, “Ricercatori, trucco ad orologeria”, del 7 ottobre contiene un’inesattezza, o meglio racconta solo una parte della storia. È vero che la finanziaria 2008 del governo Prodi ha ridotto da sette a tre anni il termine di ‘perenzione’ delle risorse pubbliche impegnate ma non spese (incluse quelle del Firb, Fondo per gli investimenti della ricerca di base), ma quella stessa finanziaria prevedeva un sistema di riattribuzione dei fondi a fronte della sussistenza dell’impegno di spesa. Pertanto, se la norma fosse stata applicata in tutte le sue parti – e il Governo Berlusconi si è guardato bene dal farlo – gli investimenti e i programmi di ricerca, compresi i Firb, non avrebbero …

“Nessun ateneo italiano tra i primi 150”, di Giulio Benedetti

ROMA — Edizione 2009 della classifica del Times Hi­gher Education Supplement. Zero novità per i nostri atenei. Tra le prime centocinquanta università nessuna è italiana. L’«Alma Mater» di Bologna, unico segnale positivo, sale dal 192? al 174? posto. «La Sa­pienza » di Roma mantiene la posizione 205. Insomma anco­ra una conferma autorevole sulle difficoltà del nostro siste­ma di far crescere al suo inter­no atenei di eccellenza, in gra­do di svettare in cima ai vari ranking seguiti con sempre maggiore attenzione da fami­glie e aziende. «La classifica del Times conferma clamoro­samente quello che abbiamo sempre sostenuto, cioè che il sistema universitario italiano va riformato con urgenza — è il commento del ministro Ma­riastella Gelmini —. Siamo agli ultimi posti nelle classifi­che mondiali. Per questo moti­vo presenteremo a novembre la riforma dell’Università, con l’obiettivo di promuovere la qualità, premiare il merito, abolire gli sprechi e le rendite di posizione». L’elenco stilato dal «Times» fotografa la sfida tra le univer­sità statunitensi e le sempre più aggressive e competitive università britanniche e cine­si. Un’occhiata alla classifica delle prime 100 …