Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

“Ricercatori precari beffati. Concorsi Gelmini fermi. E il decreto ancora non c’è”, di Maristella Iervasi

Oltre 3mila ricercatori precari ingannati. «Assumiamo 4000 precari», ha detto la Gelmini. Ma il decreto non c’è, doveva essere emanato già 5 mesi fa. Caduto nel vuoto l’appello di Napolitano per la Ricerca. «Quando la Gelmini parla non sempre la racconta giusta. «Creeremo 4000 nuovi posti da ricercatore», disse. Tralasciando di specificare che esattamente quel numero di posti era già stato finanziato dal governo Prodi. Era da poco passato Natale quando fece questo annuncio. Pochi mesi ci fu il monito del presidente Giorgio Napolitano sulla ricerca. E a più riprese andarono in onda le stesse promesse del ministro. Ebbene, sono passati 5 mesi dal decreto Gelmini sull’Università ma nessun provvedimento sul reclutamento dei giovani ricercatori è stato finora emanato. Tutti i concorsi sono al palo, compresi i 250 (su complessivi 3mila) banditi grazie all’ex ministro dell’Università Fabio Mussi nel 2007. Andiamo con ordine. Il decreto Gelmini sugli Atenei ha cambiato le regole sulla costituzione delle commissioni di tutti i concorsi, utili secondo il Miur, per debellare la piaga delle baronie e di concorsopoli. La legge …

“Ricordare il 25 aprile per non smarrire l’orientamento”

L’on.Ghizzoni: “A Carpi stracciate le bandiere tricolore. Di fronte a questi episodi è necessario dare più spazio ai momenti di approfondimento storici e celebrativi”. L’on. Manuela Ghizzoni interviene nel dibattito sulla ricorrenza del 25 aprile. Ecco la sua nota «Il 22 aprile ricorre il 64° anniversario della Liberazione dei principali centri della provincia e di Modena, città Medaglia d’Oro al Valor Militare, che hanno dato un alto contributo militare, ma soprattutto etico, morale e civile (e di vite umane) alla lotta per liberare il nostro Paese dall’occupazione nazista e dalla dittatura fascista. Come ogni anno il 25 aprile, data simbolica della nascita della democrazia italiana, è oggetto di un vivace dibattito pubblico. Ma quali sono gli aspetti affrontati? È stato forse approfondito il contributo dato alla Liberazione nella nostra provincia dai quasi 20 mila partigiani e patrioti combattenti? Si è ricordato il sacrificio di giovani che hanno perso la vita per la Libertà (anche quella di stampa, oltre a quelle democratiche)? Si è ricordata l’ampia solidarietà manifestata dai civili nei confronti dei partigiani in armi? …

“La memoria e il futuro”, di Vittorio Foa

Con la memoria della Shoah abbiamo imparato a celebrare non soltanto chi cade in guerra ma chi è vittima innocente, il civile. Possiamo ricordarne i nomi e le età e celebrare in una memoria carica di insegnamento la morte di chi non immaginava di morire. Con il 1945 abbiamo ricostruito il sistema dei partiti, per seguire l´esempio dei paesi vincitori e anche per riallacciarci al passato, dopo vent´anni di soppressione dei partiti. Ma successivamente i partiti hanno lasciato troppa insoddisfazione. Mi sembra che esista un fenomeno dai tempi lunghi: una destra profonda che prende le forme più varie, a volte persino forme di sinistra. Le forme della destra profonda possono essere nazionaliste, militariste, razziste, fasciste, o puramente liberistiche. In tutti questi casi la chiusura nel proprio particolare, nella famiglia e il proiettare il rapporto con il mondo sulla propria particolarità diventano dominanti. Le lotte politiche fra i partiti socialisti, comunisti e democristiani si susseguirono per anni, fin verso la fine del secolo, quella di cui stiamo ancora adesso vivendo gli esiti, che ha visto la …

“Gli italiani che sbagliano e fanno le vittime”, di Beppe Severgnini

Oggi parliamo di plagio accademico, cori contro Balotelli, professionisti ingordi e cemento (male) armato. I fili italiani sono sottili e tenaci: trovarli è possibile, tagliarli troppo faticoso. Cominciano dalle università. A differenza di quelle inglesi o francesi, sono sprovviste di software di rilevamento del plagio. Secondo la società Six Degrés, che ha condotto una ricerca su 2.000 atenei e istituti, il 50% delle tesi contengono più del 5% di similitudini da Internet. Traduzione: metà degli studenti copia. Alle superiori, l’84% delle tesine dell’ultimo anno sono del tutto o in parte copiate. Voi direte: segreto di Pulcinella. D’accordo: ma il plagio è vietato, talvolta è reato. In molti Paesi, Usa in testa, l’azione è giudicata grave e disonorevole. Uno studente sorpreso a copiare è punito severamente, talvolta espulso. Forse perché al liceo ho peccato, non mi sento d’essere troppo severo. Ai tempi, però, si trattava di una soffiata o una sbirciata. Oggi si copia su scala industriale. Perché fare una ricerca se si può fare copia-incolla da Wikipedia? Alla stessa conclusione, devo dire, arrivano anche valenti …

“Campus o trasloco? Le mani sull’ateneo”, di Daniela Preziosi

Facce scavate da notti senza sonno, caschetti gialli appoggiati sulla fila di banchi disposti in ovale a formare, con un po’ di immaginazione, un lungo tavolo conferenze. I docenti e gli studenti del senato accademico dell’università di L’Aquila ieri si sono voluti riunire, hanno voluto parlare di ripartenza, intanto hanno voluto guardarsi negli occhi per convincersi che a L’Aquila gli esami non finiscono mai. Nonostante tutto. E tutto significa: il rettorato accasciato su se stesso, tre facoltà agibili su dieci, i laboratori recuperati a metà, le cliniche di medicina inutilizzabili, l’ospedale universitario, il famigerato San Salvatore, chiuso e sotto inchiesta. Soprattutto significa il morale a terra: l’ateneo ha pagato un prezzo durissimo a quell’impasto di ignavia, irresponsabilità e imponderabile che da dieci giorni passa alla cronaca con il nome di sisma. Quarantacinque studenti sono rimasti sotto le macerie. A loro, il rettore Ferdinando Di Orio – anche lui, come tutti qui, sfollato e senza casa – somministrerà una laurea ad honorem. Anche se l’unica maniera di onorare questi morti sarà ottenere una verità certificata dal …

Disgelo. L’incontro di sette deputati Usa con i fratelli Castro ha aperto la strada al dialogo, 50 anni dopo il viaggio di Fidel negli Stati Uniti

L’America di Obama si avvicina a Cuba. Via le restrizioni sui viaggi nell’isola e i trasferimenti di denaro. Ma l’embargo resta. Comunicazioni tv più facili tra i due Paesi. La Casa Bianca ora si aspetta un’apertura di Raúl sui prigionieri politici A quat­tro giorni dal vertice delle Americhe a Trinidad, il presi­dente Barack Obama s’è aperto a Cuba revocando al­cune delle restrizioni impo­ste da Bush figlio:  i cuba­no- americani potranno libe­ramente visitare l’isola e assi­stere finanziariamente i fa­miliari là residenti, e saran­no anche permesse comuni­cazioni tv e di altro tipo tra i due Paesi. Obama ha lasciato intatto l’embargo commerciale con­tro Cuba in vigore da 47 an­ni, ma la Casa Bianca non ha nascosto la speranza che «con una minore dipenden­za dal regime e una maggio­re autonomia economica», come ha detto un portavoce, Cuba si avvii alla democra­zia liberando i detenuti poli­tici e cessando le violazioni dei diritti umani. Con queste misure Obama ha mantenu­to l’impegno assunto duran­te le elezioni di cercare il dia­logo con L’Avana. Il presidente ha giocato d’anticipo nei confronti del leader …

“Noi, precari dell’Ingv studiamo il sisma senza un contratto”, di Maristella Iervasi

È la notte di domenica scorsa. Arriva a Guido Bertolaso ma anche a un precario sismologo un messaggino sul cellulare di servizio: «Terremoto all’Aquila», con tanto di stima dell’ipocentro, la magnitudo e le province coinvolte. Il dipendente in scadenza (con un contratto a termine) si è subito precipitato all’Istituto nazione di Geofisica e Vulcanologia di Roma, in via di Vigna Murata. E da lì è partito per l’Abruzzo perché era di turno per l’emergenza rete mobile. Sì, è toccato proprio a lui, precario, insieme ad altri precari e non, precipitarsi nella zona epicentrale del sisma per installare la strumentazione utile per il monitoraggio della sequenza sismica in atto. E all’indomani, nella sera della replica, con magnitudo 5.3 che ha continuato a gettare nel terrore la popolazione abbruzzese, l’equipe di esperti dell’Ingv era ancora lì, sulla «bocca» del terremoto: a pochi chilometri a sud-est del’Aquila. A sentire il ministro Brunetta, i precari sono tutti in odore di «fannullismo». Tant’è che per via della sua legge proprio chi studia i terremoti rischia di venire «licenziato» senza alcuna …