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“Ricordare il 25 aprile per non smarrire l’orientamento”

L’on.Ghizzoni: “A Carpi stracciate le bandiere tricolore. Di fronte a questi episodi è necessario dare più spazio ai momenti di approfondimento storici e celebrativi”.
L’on. Manuela Ghizzoni interviene nel dibattito sulla ricorrenza del 25 aprile. Ecco la sua nota

«Il 22 aprile ricorre il 64° anniversario della Liberazione dei principali centri della provincia e di Modena, città Medaglia d’Oro al Valor Militare, che hanno dato un alto contributo militare, ma soprattutto etico, morale e civile (e di vite umane) alla lotta per liberare il nostro Paese dall’occupazione nazista e dalla dittatura fascista.

Come ogni anno il 25 aprile, data simbolica della nascita della democrazia italiana, è oggetto di un vivace dibattito pubblico. Ma quali sono gli aspetti affrontati? È stato forse approfondito il contributo dato alla Liberazione nella nostra provincia dai quasi 20 mila partigiani e patrioti combattenti? Si è ricordato il sacrificio di giovani che hanno perso la vita per la Libertà (anche quella di stampa, oltre a quelle democratiche)? Si è ricordata l’ampia solidarietà manifestata dai civili nei confronti dei partigiani in armi? Sono state ricordate le rappresaglie e le violenze di nazisti e fascisti, i quali non si preoccuparono di colpire a morte civili, bambini, donne e anziani per rappresaglia o vendetta, seminando morte nel nostro territorio? Oppure è stato considerato il valore simbolico della data fondante della nostra democrazia? Niente di tutto questo. Si è discusso sull’apertura o la chiusura degli esercizi commerciali. Nel frattempo a Carpi venivano stracciate le bandiere tricolore affisse dall’amministrazione comunale in collaborazione con l’ANPI per ricordare il 25 aprile. Di fronte a questi episodi è necessario dare più spazio ai momenti di approfondimento storici e celebrativi per capire il significato e il senso di quella data per la nostra comunità. Anche facendo emergere le possibili contraddizioni e ombre della Resistenza e dell’antifascismo. Ma recuperando il valore profondo di quella data. All’indomani della Liberazione, i modenesi nutrivano grandi speranze per la nuova fase democratica che si apriva, e desideravano lasciarsi alle spalle la lunga dittatura fascista, i lutti e le sofferenze della guerra. Ma non volevano rimuovere la memoria di quella tragica esperienza, del fascismo e dell’occupazione tedesca. Non è dunque retorica della memoria ricordare cosa rappresenti la data simbolica del 25 aprile. Tale data non è semplicemente, come pare pensare qualche autorevole rappresentante del Governo, il giorno successivo al 24 e che precede il 26. Ricordiamolo, perché gli smemorati rischiano di perdere l’orientamento, e di farlo smarrire anche al Paese».
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4 Commenti

  1. Daniela Depietri dice

    ieri sera durante l’ultimo Consiglio Comunale di Carpi, all’unanimità, abbiamo approvato un ordine del giorno che deprevaca gli atti contro la bandiera in ricordo del 25 aprile e invitava l’Amministrazione Comunale, attraverso azioni e iniziative, a non dimenticare la storia e ad onorare quelle donne e quegli uomini che ci ha permesso e ci permettono di vivere in una democrazia.
    Nel darvene notizia, ho evitato appositamente la locuzione “atti vandalici” perchè mi sembra riduttivo rispetto ad una azione che da alcuni anni sistematicamente viene ripetuta…. Allora bene fa il governo della città a non banalizzare l’accaduto e bene fanno le Associazioni per la memoria, gli ex combattenti, l’Anpi ad andare nelle scuole a parlare ai ragazzi perchè il “male”, come diceva Gesualdo Buffalino, si combatte sui banchi di scuola.

  2. Giulio dice

    Ciao, anche io ho visto i cartelli strappati, ho letto delle polemiche sul 25 aprile (Vado non vado ma soprattutto so cosa vado a fare??!!) e ho ascoltato alcuni ex partigiani in una lezione a scuola l’anno scorso.
    Allora ho deciso di fare una cosa per non dimenticare, per onorare quelle persone che avevano la mia età e hanno lottato per la nostra libertà: mi sono iscritto all’ANPI. Sì, proprio l’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani. Fatelo anche voi. VI servirà per non dimenticare.

  3. Laura dice

    Brava Patrizia a ringraziare l’insegnante del figlio; credo davvero che un buon insegnante sia colui che inizia ad insegnare la storia (ma vale anche per la scienza o la geografia….) partendo non tanto dalle origini del mondo, ma dal territorio in cui viviamo. Dalle nostre radici, insomma, da cio’ che e’ successo poco prima che questi ragazzi arrivassero, cio’ che hanno vissuto i loro nonni ( perche’ anche loro sono stati giovani e coraggiosi come tanti di quegli eroi cosi’ cari ai nostri figli ). Ricordare che hanno scelto di mettere a rischio la loro giovane vita per un bene grande e comune; la nostra liberta’. Non potremo mai percio’ non celebrare il 25 aprile ne’ mai permettere che venga offuscata la memoria.

  4. Patrizia dice

    Passando davanti ad un manifesto del 25 aprile strappato, pochi minuti fa, mio figlio di 14 anni mi dice:
    “Ma allora è vero: li hanno strappati!. Oggi sono venuti in classe (terza media) due signori anziani e dopo averci raccontato la loro storia di partigiani ci hanno detto, molto arrabbiati, che a Carpi qualcuno sta strappando tutti i manifesti che ricordano il giorno della Liberazione. ”
    Ecco a cosa serve la memoria, a non far perdere l’orientamento ai nostri figli.

    p.s:
    un ringraziamento all’insegnante di mio figlio e alla scuola che gli ha consentito di fare bene il suo lavoro.

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